CORPUS HERMETICUM: ...
 
Notifiche
Cancella tutti

CORPUS HERMETICUM: L’APOCALISSE


mystes
Prominent Member
Registrato: 8 mesi fa
Post: 839
Topic starter  

Non sai forse, Asclepio, che l’Egitto è l’immagine del cielo, o, per esprimermi in modo più attinente alla verità, il luogo in cui si trasferiscono e in cui discendono tutte le cose che in cielo sono disposte e messe in atto? Anzi, se devo esprimermi in modo ancora più vicino alla verità, la nostra terra è il tempio dell’intero mondo.

E tuttavia, poiché si addice ai saggi conoscere in anticipo tutte le cose, non è consentito dal diritto divino che voi ignoriate questo: verrà un tempo in cui risulterà chiaro che gli Egizi hanno adorato invano la divinità con assiduo culto e con mente pia, e ogni loro santa venerazione cadrà nell’inutilità, in modo frustrante: la divinità lascerà la terra per ritornare in cielo e l’Egitto sarà abbandonato; questa contrada che fu sede di culti sarà privata dalla presenza dei numi. Saranno degli stranieri, infatti, a riempire questa regione, questa terra, e non solo si trascureranno i culti, ma, fatto più grave, saranno anche vietati, sotto minaccia di una pena stabilita, gli atti di venerazione e di devozione verso gli dei. Allora questa terra santissima, sede di santuari e di templi, sarà del tutto piena di sepolcri e di morti. O Egitto, Egitto! Dei tuoi culti religiosi sopravviveranno soltanto i miti, e inoltre i tuoi posteri non ci crederanno nemmeno più. Resteranno soltanto le parole incise sulle pietre a narrare i tuoi atti devoti, e ad abitare l’Egitto saranno Sciti, Indiani o popoli del genere, ossia i barbari lì vicini. La divinità, infatti, risalirà al cielo; gli uomini, abbandonati, moriranno tutti, e così l’Egitto, privo di Dio e dell’uomo, rimarrà deserto. A te mi rivolgo, santissimo fiume, e a te predico il futuro: pieno di sangue che scorre, tu romperai gli argini, e le tue onde divine non solo saranno contaminate dal sangue, ma eromperanno interamente dal tuo letto, e il numero dei sepolcri sarà molto maggiore di quello dei viventi, e chi sopravviverà sarà riconosciuto come egiziano soltanto grazie alla lingua, mentre nel comportamento sembrerà uno straniero.

Perché piangi, Asclepio? L’Egitto stesso si lascerà persuadere a fare cose molto più gravi e peggiori, e sarà imbevuto da mali maggiori, esso che, un tempo terra santa, tanto amante della divinità, meritatamente l’unico luogo in cui gli dei risiedevano a compenso della sua devozione, che insegnò agli uomini la santità e la pietà, sarà esempio della più grande crudeltà. E allora, a causa del tedio degli uomini, il mondo non sembrerà più degno di meraviglia e di adorazione. Questo tutto, che è buono, e del quale non c’è mai stato, non c’è e non ci sarà mai nulla di migliore che possa essere visto, si troverà in pericolo e per gli uomini risulterà un peso, e perciò questo mondo, nella sua interezza, sarà disprezzato e non sarà più amato, quest’opera inimitabile di Dio, questa gloriosa costruzione, creazione buona composta da una multiforme varietà di immagini, strumento della volontà di Dio che nella sua opera prodiga il suo favore senza risparmio, riunione di molte forme in unità, raccolta di tutte le cose che possono essere venerate, lodate e, insomma, amate, da quanti le vedono. Infatti, le tenebre saranno preferite alla luce, la morte sarà giudicata più utile della vita, nessuno alzerà gli occhi al cielo, l’uomo religioso sarà considerato pazzo e l’ateo assennato, il folle sarà stimato un eroe e il peggiore sarà ritenuto un uomo per bene. Quanto all’anima e a tutti i discorsi che la riguardano, secondo i quali o è nata immortale o presume di conseguire l’immortalità, secondo quello che vi ho spiegato, non solo saranno oggetto di riso, ma saranno anche considerati vacuità. Anzi, credetemi, si stabilirà anche il pericolo di morte per chi si dedicherà alla religione dello spirito. Sarà stabilito un nuovo diritto, una nuova legge; non si sentirà dire o si crederà in coscienza alcunché di santo, di pio o di degno del cielo e dei celesti.[1]

Avverrà una separazione degli dei dagli uomini di cui ci si dovrà addolorare; rimarranno soltanto gli angeli cattivi, che, mescolandosi agli uomini, spingeranno con la violenza quei disgraziati a tutte le malvagità indotte dall’audacia: alle guerre, alle rapine, alle frodi, e a tutto ciò che è contrario alla natura delle anime. Allora né la terra riuscirà più a mantenere la sua stabilità né il mare potrà più essere navigato; il cielo non sarà più percorso dagli astri né il corso negli astri si vedrà più nel cielo; ogni voce divina ammutolirà in un silenzio forzato; i frutti della terra si corromperanno e il suolo non sarà più fertile, e l’aria stessa si intorpidirà in un mesto languore.

Questa sarà la vecchiaia che verrà per il mondo: irreligiosità, disordine, confusione di tutti i beni. Quando tutte queste cose saranno accadute, Asclepio, allora il Signore e Padre, il Dio primo in potenza e governatore del dio uno, considerando questi comportamenti e queste colpe volontarie, con la sua volontà che è la benevolenza di Dio, opponendosi ai vizi e alla corruzione di tutte le cose, e rimediando all’errore, annienterà ogni malvagità, o lavandola via con un diluvio, o consumandola con il fuoco, o annientandola con malattie pestilenziali sparse per diversi luoghi, e restituirà quindi al mondo il suo aspetto originario, perché il mondo stesso sembri degno di adorazione e di ammirazione, e Dio, creatore e restauratore di un’opera tanto grandiosa, sia celebrato dagli uomini che vivranno allora, con frequenti elogi, inni e benedizioni. Questa infatti sarà la rinascita del mondo: un rinnovamento di tutte le cose buone e una restaurazione santissima e solennissima della natura stessa, imposta dal corso del tempo, ma procedente da quella volontà che è e che è sempre stata senza inizio ed eterna. Infatti, la volontà di Dio non ha un inizio, essa che è sempre uguale e che, così com’è, è eterna. Poiché la natura di Dio si identifica con l’intento della sua volontà».

[1] «Sarà quello il tempo in cui la giustizia sarà respinta e l’innocenza sarà odiata; in cui i malvagi tratterranno i buoni come nemici; non si rispetterà nessuna legge né ordine né disciplina militare; nessuno porterà rispetto agli anziani, nessuno riconoscerà i doveri che gli affetti familiari comportano; non si avrà pietà né delle donne né dei bambini; tutto sarà confuso e sconvolto contro la legge divina, contro 0 diritto di natura (Orac.Cald.11)


oriundo2006 hanno apprezzato
Citazione
LuxIgnis
Reputable Member
Registrato: 8 mesi fa
Post: 355
 

Una precisazione che forse non tutti sanno. Quando in questi scritti esoterici antichi di quella zona si parla di Egitto, non si sta indicando la regione geografica che tutti conosciamo, ma è in linguaggio simbolico tutto il mondo materiale, quindi tutta la terra.


RispondiCitazione
mystes
Prominent Member
Registrato: 8 mesi fa
Post: 839
Topic starter  
Pubblicato da: @luxignis

Una precisazione che forse non tutti sanno. Quando in questi scritti esoterici antichi di quella zona si parla di Egitto, non si sta indicando la regione geografica che tutti conosciamo, ma è in linguaggio simbolico tutto il mondo materiale, quindi tutta la terra.

Si, è perfettamente vero. L'Egitto è il simbolo di una decadenza che ha colpito tutte le grandi civiltà dell'area mediterranea.

 


RispondiCitazione
cedric
Noble Member
Registrato: 8 mesi fa
Post: 1697
 

 

Il testo riportato è la cosiddetta apocalisse (un'altra!) di Ermete Trismegisto (il tre volte ottimo). Costui è  un personaggio mitico, assolutamente non storico e di cui non si nulla, a parte qualche citazione (idris, thot, ptha,ecc)  ma al quale hanno ugualmente attribuito molti di testi dei primi 3-4 secoli dell'Era Comune. Fino al tardo medievo era più importante il testo che l'autore, poi con la stampa le cose sono cambiate.

Che i suoi testi siano accattivanti non c'è dubbio (parla male dei tempi moderni in cui nessuno rispetta le leggi funziona sempre ), tanto è vero che ebbero forte influenza sia nel medievo che nel rinascimento e a quanto pare anche oggi.

Come  l'altra apocalisse è una buona lettura per quando fuori piove.

 


RispondiCitazione
mystes
Prominent Member
Registrato: 8 mesi fa
Post: 839
Topic starter  
Pubblicato da: @cedric

 

Il testo riportato è la cosiddetta apocalisse (un'altra!) di Ermete Trismegisto (il tre volte ottimo). Costui è  un personaggio mitico, assolutamente non storico e di cui non si nulla, a parte qualche citazione (idris, thot, ptha,ecc)  ma al quale hanno ugualmente attribuito molti di testi dei primi 3-4 secoli dell'Era Comune. Fino al tardo medievo era più importante il testo che l'autore, poi con la stampa le cose sono cambiate.

Che i suoi testi siano accattivanti non c'è dubbio (parla male dei tempi moderni in cui nessuno rispetta le leggi funziona sempre ), tanto è vero che ebbero forte influenza sia nel medievo che nel rinascimento e a quanto pare anche oggi.

Come  l'altra apocalisse è una buona lettura per quando fuori piove.

 

Anche quando c'è il sole

 


RispondiCitazione
cedric
Noble Member
Registrato: 8 mesi fa
Post: 1697
 

Bellissima iconografia di Horus, figlio di Iside e di Osiride (quest'ultimo pare che venne ucciso e fatto a pezzi per poi risorgere integro a nuova vita, mi sembra di averlo già sentita da qualche parte).

Ci sono altre rappresentazioni di Horus, ad esempio quelle in braccio alla madre Iside, come in questo  confronto iconografico con una Iside depaganizzata e ricristianizzata in fattezze mariane.

 

 


RispondiCitazione
Condividi: