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Diamanti e siccità "Così derubiamo i Boscimani"


Tao
 Tao
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In un libro l´ultima rivelazione shock sul popolo africano "Assetiamo gli aborigeni per impadronirci dei giacimenti"

È tutta colpa dei diamanti. I Boscimani del Kalahari, nello Stato africano del Botswana, sanno da sempre che la causa più recente e feroce della loro malasorte - della vera e propria persecuzione di cui sono bersaglio - sta nascosta nel ricchissimo sottosuolo delle loro terre ancestrali. Così come lo sanno gli avvocati che da tempo si sono presi cura della loro battaglia giudiziaria e le associazioni di difesa dei diritti umani che si battono per la loro causa, prima fra tutte Survival International (www.survival.it/popoli/boscimani). L´unica cosa che mancava era un´ammissione ufficiale e adesso c´è anche quella. Viene da un funzionario statale che ha dichiarato: «Ho visto i piani, ho consultato il dossier. Vi prego di non citare il mio nome o finirò nei guai. Ma ovviamente l´interruzione dell´acqua ha che fare con i diamanti. Ci ha moltissimo a che fare».

È una rivelazione a metà, si potrebbe obiettare. Perché la fonte è anonima e perché a citarla è un giornalista solidale con i Boscimani e la loro causa. Si chiama James C. Workman ed ha appena pubblicato negli Stati Uniti un libro il cui titolo - Heart of Dryness - allude al celebre "cuore di tenebra" di Joseph Conrad (Heart of Darkness in inglese). Dryness vuol dire invece siccità ed è questa l´arma, argomenta Workman, con cui le autorità del Botswana perseguitano i Boscimani, assetandoli per cacciarli ed impadronirsi dei diamanti. Nel libro è contenuta l´ammissione anonima che suona come una definitiva conferma del complotto contro il più antico popolo aborigeno dell´Africa.

Costrette da tempo ad abbandonare i loro modi di vita tradizionali, la maggior parte delle popolazioni indigene del mondo - quel che ne rimane - sopravvivono nella miseria facendo le attrazioni turistiche. Agli abitanti seminomadi del Kalahari è negata anche questa parodia dell´esistenza. Da decenni infatti le autorità locali fanno di tutto per mandarli via da lì, incluso versare cemento nei pozzi dai quali traggono l´acqua e sequestrare le loro misere greggi di capre. E questo malgrado l´inequivoca sentenza del più alto tribunale del Botswana, che già tre anni fa sancì il diritto dei Boscimani - o San, come vengono anche chiamati - a restare nelle terre dei loro antenati. Il pretesto sempre addotto è che i San vanno a caccia, sebbene la zona sia stata costituita in riserva naturale, col nome di Central Kalahari Game Reserve. Ancora il mese scorso sei di loro sono stati arrestati per questo motivo (e poi liberati il 5 agosto per disposizione del magistrato).

Ma le aride plaghe dei Boscimani stanno nel cuore della zona diamantifera più ricca del mondo e il Botswana è infatti il primo produttore assoluto di queste gemme. Il deposito più vasto che è stato individuato coincide con la zona abitata dalla comunità aborigena chiamata Gope. Il giacimento, ancora non sfruttato, era di proprietà della De Beers, che però nel 2006, subito dopo la sentenza con la quale l´Alta Corte riconobbe ai Boscimani il diritto a risiedere nelle terre ancestrali, lo vendette alla Gem Diamonds per 34 milioni dollari. La Gem Diamonds valuta il potenziale del giacimento ad oltre 2,2 miliardi di dollari (ai prezzi del 2007). Qualcosa di più, insomma, di un gregge di capre.

Nella storia millenaria dei San questa è solo l´ultima di una lunga serie di persecuzioni, che ne ha ridotto il numero a meno di centomila persone, divise in sei Stati. Un tempo assai più numerosi, essi sono i più antichi abitatori dell´Africa australe e i successivi insediamenti di altre popolazioni li hanno costretti a un secolare arretramento. La catastrofe arrivò con i coloni bianchi di origine olandese, i boeri, che li consideravano una minaccia per le loro mandrie e, letteralmente, li cacciavano come fossero selvaggina.

Piccoli di statura, nudi o seminudi, analfabeti, i San erano considerati dai rozzi coloni boeri (e poi dai britannici che a loro volta si stabilirono intorno al Capo di Buona Speranza) come dei primitivi, dunque inferiori, insomma sub-umani. Eppure le più recenti ricerche genetiche tendono a individuare in essi il possibile popolo progenitore dell´intera nostra specie. E la loro meravigliosa identità collettiva, che ha saputo conservare lo stile di vita dei cacciatori-raccoglitori dei tempi preistorici, è considerata dagli antropologi un insegnamento straordinariamente prezioso in tempi di crescente scarsità e carenza d´acqua. Nessuno come i Boscimani è capace di sopravvivere nel deserto, cibandosi delle sue rare piante, radici e bacche.

Bisogna sapere infine che i San non conoscono forse la scrittura, ma parlano la lingua (anzi le lingue, perché ogni tribù ha la sua) più sorprendente della Terra, ricchissima di schiocchi prodotti tra lingua e palato. Diversi sono gli idiomi dell´Africa australe che hanno questa caratteristica (si ascolti per esempio su YouTube la celeberrima Click Song di Miriam Makeba, in lingua xhosa); ma nessuno come i Boscimani ne ha saputo sviluppare nei millenni l´incredibile varietà.

Pietro Veronese
Fonte: www.repubblica.it
25.08.2009


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Anonymous
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L´unica cosa che mancava era un´ammissione ufficiale e adesso c´è anche quella. Viene da un funzionario statale che ha dichiarato: «Ho visto i piani, ho consultato il dossier. Vi prego di non citare il mio nome o finirò nei guai. Ma ovviamente l´interruzione dell´acqua ha che fare con i diamanti. Ci ha moltissimo a che fare».

Con tanti cari saluti al global warming.


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Tonguessy
Membro
Registrato: 10 mesi fa
Post: 2779
 

Appello dei Boscimani a Di Caprio: "Alcuni amici ci hanno detto che
lei è nel film "The blood diamond", che mostra quanto profondamente
possano ferire i diamanti. Noi lo sappiamo bene. Quando siamo stati
cacciati dalle nostre terre, i funzionari ci dissero che ciò stava
succedendo perché erano stati trovati i diamanti.

Per favore, ci aiuti. Sappiamo che lei è un uomo famoso e rispettato, e
che se lei parlerà per noi, molte persone l'ascolteranno. Noi vogliamo
solo tonare a casa, cacciare, raccogliere e vivere in pace come abbiamo
sempre fatto".
http://www.survival.it/notizie/1877


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