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Il più malvagio degli umani


Primadellesabbie
Famed Member
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Nel 1921, quando fu pubblicato in inglese, "Bestie, uomini e dei" un romanzo di viaggio scritto da Ferdinand Ossendowski, un personaggio dalla vita assai movimentata, destò un notevole interesse, Guenon lo segnalò e vi fece qualche riferimento nel suo "Il Re del mondo".

Qualche cenno biografico (utile) sull'autore si può leggere su Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Ferdynand_Ossendowski#Opere

Questa premessa per introdurre questo brano che ogni tanto, alle prese con l'attualità, mi ritorna alla mente e che perciò sono andato a cercare per sottoporlo a chi voglia leggerlo (si trova al cap. XLVIII intitolato 'Realtà o fantasia religiosa?', a pag. 232 delle Ed. Mediterranee:

"Molte volte i Pontefici di Lhasa e di Urga hanno inviato i propri emissari dal Re del Mondo", disse il lama bibliotecario dopo un'altra pausa di silenzio, "ma non riuscirono a trovarlo. Soltanto un capo tibetano dopo una battaglia con gli oleti trovò la caverna con l'iscrizione: 'Questo è l'ingresso ad Agharti'. Dalla caverna uscì un uomo di bell'aspetto, gli fece dono di una tavoletta d'oro che recava incisi i misteriosi caratteri e gli disse: 'Il Re del Mondo apparirà al cospetto di tutte le genti quando per lui verrà il momento di guidare tutti i popoli buoni del mondo contro i cattivi; ma questo tempo non è ancora giunto. Il più malvagio degli umani non è ancora nato'.

Il Chiang Chun barone Ungern mandò il giovane principe Punzig alla ricerca del Re del Mondo, ma egli ritornò con una lettera del Dalai Lama. Il barone lo fece partire una seconda volta con lo stesso incarico, ma il principe non tornò mai più".

 

 


Madrigalista e Hospiton hanno apprezzato
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Tashtego
Honorable Member
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- "Alt!", disse a voce bassa la mia guida mongola mentre un giorno attraversavamo la pianura nelle vicinanze di Tzagan Luk. "Alt!".

Scivolò giù dal dorso del suo cammello che si accasciò senza che fosse necessario dargliene l'ordine. Il mongolo alzò le mani congiungendole davanti al volto e cominciò a pregare, ripetendo la frase sacra; "Om! Mani padme Hung!".

Gli altri mongoli fermarono i loro cammelli e si misero pure essi a pregare.

"Cosa succede?", pensai mentre il mio sguardo spaziava sulla prateria coperta d'erba d'un verde tenero sotto un cielo limpido illuminato dagli ultimi sognanti raggi di sole al tramonto.

I mongoli pregarono per qualche tempo, bisbigliando fra di loro, e dopo aver stretto le cinghie dei cammelli ripresero il loro cammino.

"Avete visto" mi chiese il mongolo "come i nostri cammelli muovevano gli orecchi per la paura? Come la mandria di cavalli sulla prateria si è fermata improvvisamente attenta e come le greggi di armenti e di pecore si sono acquattate al suolo? Avete notato che gli uccelli hanno smesso di volare, le marmotte di correre ed i cani di abbaiare? L'aria era percorsa da una sommessa vibrazione e portava da lontano la musica di un canto che andava dritto al cuore di uomini, animali ed uccelli. La terra ed il cielo trattenevano il respiro. Il vento non soffiava più ed il sole era immobile. In simili momenti il lupo che si avvicina alla pecora arresta il suo strisciare furtivo; il branco di antilopi spaventate interrompe la sua corsa selvaggia; il coltello del pastore che sta per tagliare la gola della pecora gli cade di mano; il vorace ermellino smette di far la posta all'inconsapevole salga. Tutte le creature viventi, in preda ad un misterioso timore, involontariamente cominciano a pregare, attendendo il loro destino. E' quello che è appena successo. E così è sempre stato ogni qual volta il Re del Mondo, prega nel suo palazzo sotterraneo e vaglia il destino di tutti i popoli della terra."-

 

 

"Bestie, Uomini e Dei". Un libro affascinante e pieno di forza vitale in cui compaiono tanti personaggi circondati da un'aura di mistero, dal barone Ungern Von Sternberg, il Dio della guerra, il Bogdo Kan, lo stesso Ossendowski è un personaggio misterioso... Lessi questo libro al ritorno dalla Mongolia, un paese che conserva la sua magia in quanto la conservano i cuori degli uomini che lo abitano. Ho riletto varie volte questo libro ed ogni volta per qualche motivo ne ho tratto forza vitale... forse perchè conservo in me la magia di quegli sconfinati altipiani verdi contro il cielo d'un blu intenso, i rapaci che planano, gli ovoo colorati, i volti abbronzati dei pastori nomadi solcati da innumerevoli piccole rughe che sono il segno della vita all'aperto in quell'aria tersa e frizzante, Karakorum, l'antica città imperiale di Temujin, il fiume Chuluut, le mandrie di Yak al pascolo, le Yurte disseminate nella prateria...

 

Tanti personaggi misteriosi... Io, in attesa del Re del Mondo, in questo momento storico mi accontenterei di veder tornare in mezzo agli uomini Tushegun Lama, il lama vendicatore...

 

 


Bertozzi, Madrigalista, danone e 2 persone hanno apprezzato
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Primadellesabbie
Famed Member
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Il barone Ungern Von Sternberg fu un personaggio reale; non ho qui il libro ma c'è anche il passo che descrive l'ultima apparizione in pubblico del Re del Mondo, su un carro trainato da un elefante bianco e con il volto semi nascosto da file di diamanti pendenti da un copricapo.

È un libro affascinante.


Hospiton hanno apprezzato
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Hospiton
Estimable Member
Registrato: 5 mesi fa
Post: 138
 

Esatto, l'inizio del capitolo 48, non lo ricordavo ma l'ho trovato in questo sito dove ve ne sono alcuni riprodotti integralmente.

https://www.ereticamente.net/2018/03/il-mistero-dei-misteri-il-re-del-mondo-ferdinand-ossendowski.html


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