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Belgio cercasi premier.Via web


dana74
Illustrious Member
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Nel Belgio in crisi il Premier si cerca sul web. Volete candidarvi?

Proporzionali, maggioritari, sbarramenti, porcellum, mattarellum. Mentre noi ci scervelliamo e "appiccichiamo" su quale sia il miglior sistema elettorale ecco che la politica si fa più partecipativa di quanto potessimo aspettarci, grazie anche a un pizzico di furbizia e autopromozione.
La candidatura diretta a Premier è un miraggio al quale il sito di cercalavoro Monster ha cercato di dare concretezza proponendo, appunto, un posto di Primo Ministro: “Siete in grado di dirigere il nostro paese? Partecipate e mandate le vostre candidature per il posto di Primo Ministro del Governo belga”. Si può inviare la propria candidatura cliccando “Postuler” sul sito belga, o tramite facebook e twitter (con l’hashtag #PremierBE), ovviamente e alcune delle caratteristiche richieste sono quelle di essere veggenti e saper prendere decisioni veloci o avere del carisma e della prestanza ed essere in grado di intrattenere rapporti con re, regine, ministri e presidenti del mondo intero.

In effetti la situazione belga è unica al mondo: più di 470 giorni di vuoto governativo, dopo le dimissioni dell’ultimo governo, quello di Yves Leterme, cose che neanche il governo irakeno. Un record di cui i cittadini belgi avrebbero fatto volentieri a meno, anche se, in parte, l’assenza di governo, a viverci in Belgio, si sente solo parzialmente. Sono assicurate, infatti, le funzioni base, insomma disoccupazioni, pensioni etc. Il motivo per cui alcune delle strutture principali, quelle dei trasporti, delle scuole, la salute (in parte), la ricerca, etc... non sono ferme è perché sono ad appannaggio dei diversi governi locali, i quali continuano tranquillamente nelle proprie attività.

Il Belgio, infatti, è uno stato federale diviso in tre macroregioni: le Fiandre, la Vallonia e Brussel Capitale dotate ciascuna di un Governo locale e un parlamento.

Insomma il Governo dimissionario è lì, ma gestisce gli affari correnti, non potendo lavorare su riforme o su qualsiasi cosa possa interessare quello che sarà un governo futuro. Impossibile anche approntare una finanziaria e infatti per questo 2011 è valsa quella del 2010, divisa in 12 tranche.

Può un paese, in tempi di crisi come questo, sopravvivere in questo modo? Il Belgio sembra dirci di sì, almeno fino a un certo punto. Insomma il problema è serio e a influenzare questa impasse si mettono le sempre forti spinte secessioniste, che spingono per separazione tra le ricche Fiandre e la Vallonia (in questi mesi si sono ipotizzati anche diversi scenari, con Fiandre da una parte e Vallonia e Brussels dall'altra, ma c'è anche chi ha pensato alla Vallonia come nuova regione francese). Non si riesce, infatti, a trovare un accordo tra i francofoni, il cui primo partito è il PS, legati all’unità dello Stato e i flamani che hanno più a cuore uno stato autonomo delle Fiandre capitanato dal partito N-VA di Bart De Wever.

Il 16 maggio è stato affidato a €, il capo dei socialisti francofoni, il compito di provare a formare un Governo, ma fino ad oggi ancora non si è riusciti a trovare un’intesa, anche se qualcosa comincia a muoversi.

La vita, ad ogni modo, prosegue, come scriveva anche il giornalista francese Quatremer: “I treni vanno, anche se, come al solito, sono in ritardo; la condizione delle strade resta un soggetto di preoccupazione nazionale (...); la spazzatura è sempre al solito raccolta raramente, ma è la normalità; la distribuzione della posta resta aleatoria e segue il ritmo degli scioperi dei centri di smistamento; i funzionari sono sempre pagati e hanno anche aumenti; i disoccupati sono indennizzati; le pensioni sono versate: le parti sociali negoziano e si affrontano. Insomma, la vita continua nel Regno del Belgio”. Continuerà pure, ma nei mesi scorsi un gruppo nutrito di ragazzi ha organizzato diverse manifestazione per richiedere la formazione di un Governo e anche l’Unione Europea ha cominciato a mostrare segni di insofferenza.

La congiuntura economica negativa che colpisce anche la Germania (a cui il Belgio è, economicamente, molto legato) ha portato, a inizio mese, la Commissione ad ammonire il Governo belga e a cercare al più presto una soluzione. Le Soir riporta come un funzionario abbia dichiarato che “il Belgio deve prendere delle misure strutturali importanti, che non possono essere decise da un Governo di affari correnti. Si tratta di riforme che devono permettere un rilancio della crescita economica. Ecco il motivo per cui la Commissione, ora, alza i toni”. Non è un caso che sia di oggi la notizia che per il 2012 il Governo dovrà rivedere le stime aumentando da 5.7 a 10 miliardi la manovra economica; è la condizione per “limitare il suo deficit al 2,8% del PIL, come si era impegnato a fare”. Un piano “rigoroso” lo ha definito Di Rupo che prevederà “una diminuzione delle spese pubbliche, un aumento delle entrate e una lotta rinforzata a tutte le forme di frodi e delle iniziative per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie”.

Insomma mentre Yves Leterme ha deciso di lasciare entro fine 2011, Elio Di Rupo si sta occupando del budget e di cercare un accordo (che nei giorni scorsi sembrava più vicino) tra le parti e il Belgio continua ad allungare il suo record negativo, difficilmente il prossimo Premier sarà trovato con un cercalavoro online e una giuria capeggiata da un giornalista. Nel frattempo, se proprio cercate lavoro...

http://www.tzetze.it/tzetze_news.php?url=http%3A%2F%2Fwww.agoravox.it%2FNel-Belgio-in-crisi-il-Premier-si.html


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