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BRASILE: LULA A UN PASSO DALLA PRESIDENZA


mystes
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Esemplare di urna elettronica sospettata di frode elettorale

Ebbene sembra proprio che sul Brasile pesi una maledizione visto che ieri alle elezioni del primo turno per la presidenza Lula abbia ottenuto il 47% dei voti e Bolsonaro il 43% con un notevole distacco percentuale che non lascia presagire nulla di buono per il presidente in carica.

Ma cosa avrebbe fatto di sbagliato Bolsonaro durante la sua presidenza per meritare questo pericolo di non essere ri-eletto? E’ stato un uomo onesto, ha nominato solo ministri basandosi sulle competenze e non sulle clientele di partito, ha eliminato i favori, ha realizzato le maggiori riforme che potevano essere fatte in meno di quattro anni di governo, ha promosso una strategia geopolitica di amicizia con la Russia quando altri paesi non hanno fatto altro che distillare odio, ha affrontato la pandemia con equilibrio e serenità aiutando i ceti più poveri ed evitando decisioni politiche liberticide contro la popolazione,  infine nel corso della campagna elettorale ha raccolto attorno a se solo folle oceaniche che lo acclamavano con entusiasmo. Nonostante tutto il popolo non lo ha premiato come avrebbe meritato: pertanto è legittimo il sospetto di frode elettorale da parte della suprema corte di giustizia che controlla e dirige il processo elettorale? Si ripete in Brasile lo stesso macabro teatrino visto negli USA contro Trump?

Se così fosse possiamo dire addio alla democrazia e alla sovranità delle nazioni, visto che a decidere le elezioni è solo una cricca di potere che si occulta dietro le quinte di alcune istituzioni, come i media, le corti di giustizia e l’alta finanza globalista.

Lula, dopo essere stato liberato dalla prigione, alla quale era stato condannato per i numerosi reati di saccheggio alle casse dello stato, liberato, è bene precisare, dai suoi amici giudici comunisti della Suprema Corte, ha condotto una campagna elettorale politicamente asfittica, con modestissima partecipazione popolare, con accuse veementi di essere un ladro quando appariva in pubblico per una conferenza stampa o per un comizio. Nonostante ciò eccolo in testa allo spoglio elettorale del primo turno e pertanto con buone possibilità di battere il presidente in carica al secondo turno.

E tutto ciò sotto il naso di un popolo che aveva ritrovato il gusto della politica e della cultura politica.

Cosa vuole il Brasile con Lula alla presidenza, ritornare ad essere solo il paese del calcio, del samba, del carnevale e delle mulatte, mentre il Lula, tra l’indifferenza dei media che ha corrotto e delle istituzioni da lui infiltrate, riprende il saccheggio delle risorse nazionali che aveva forzatamente sospeso quando era stato processato e incarcerato?

Questa argomento è stata modificata 1 mese fa da mystes

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mystes
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Le inesattezze (o menzogne) del Corriere della Sera sul voto in Brasile.

https://www.corriere.it/esteri/22_ottobre_03/elezioni-brasile-lula-non-sfonda-va-ballottaggio-bolsonaro-l-ex-presidente-si-ferma-477percento-leader-destra-438percento-45155598-42ae-11ed-9fa0-c9e285f7122f.shtml

Citando Lula "Poi, ricorda che quattro anni fa era detenuto, estromesso a forza dalla politica e dissi che saremmo tornati». No, Lula non è stato estromesso, è stato condannato in tre distinti gradi di giustizia penale: corte d'assise, corte d'appello, confermata in corte di cassazione che in Brasile equivale alla Suprema Corte per i gravi reati di corruzione ampiamenti provati.

“Il presidente ha imposto che le forze armate supervisionassero il voto in un campione di seggi”. Menzogna, Bolsonaro non ha “imposto” nulla, ha solo dimostrato nel corso di una live che il sistema elettorale elettronico non è sicuro. La Suprema Corte Elettorale ha quindi invitato i tecnici informatici delle forze armate a supervisionare il sistema delle urne elettroniche

“Sarà facile ripristinare la democrazia e la pace in questo Paese — ha aggiunto Lula —. Coloro che non vogliono, che non rispettano la legge... sarà un loro problema». La democrazia è stata sempre rispettata dal governo Bolsonaro, gli arbitri contro la democrazia e le libertà individuali sono stati commessi dai giudici comunisti amici di Lula e appoggiati nel Congresso dal partito di Lula.

I voti ottenuti da Bolsonaro al primo turno sorprendono e mettono in evidenza la forza della destra in Brasile — dice al Corriere Gerson Camarotti, analista politico di GloboNews —. Il ballottaggio aumenterà la tensione politica in Brasile. Il risultato al primo turno era considerato strategico dalla campagna dell’ex presidente Lula per indebolire un’eventuale reazione del presidente Jair Bolsonaro. C’è allerta da parte delle istituzioni brasiliane per le possibili contestazioni al risultato elettorale di Bolsonaro, come accaduto con Donald Trump, negli Usa, nel 2020. Gli attacchi di Bolsonaro al sistema elettorale brasiliano e le minacce di non rispettare i risultati delle urne hanno trasformato le elezioni del 2022 in un grande plebiscito. La posta in gioco in queste elezioni non è solo la scelta di un nuovo presidente. La posta in gioco è la stessa democrazia brasiliana in uno scenario di polarizzazione che aumenterà nelle prossime settimane» Queste parole escono dalla bocca di uno dei  giornalisti più polemici della rete Globo, proprietaria in Brasile dell’omonimo giornale e della TV a pagamento che fin dal 2018 non ha fatto altro che gettare fango sul governo e sulla persona del presidente, con ripetute bugie e calunnie le quali provano l’esistenza nel mondo del neocapitalismo americano di un globalismo sinistro che si è alleato e sostiene il comunismo più retrivo e più liberticida col proposito di promuovere governi che si arricchiscono alle spalle della gente che lavora, privi come sono di qualunque vero progetto politico-sociale ed economico. La loro bandiera è solo quella dell'ideologia di genere, della droga libera, dell'omosessualità e dell'aborto indiscriminato, in due parole la bandiera di un Soros e simili.

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oriundo2006
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Certo vedere un Lula, vecchio arnese di una sx falsamente operaista ma in realtà succube dell’egemonia americana e della finanza apolide, concorrere a presidente con ampie possibilità di riuscirci è senza dubbio deprimente. Il ‘sistema’ si giova di tutto e di più pur di ritornare in auge e rompere il vero fronte progressista, oggi impersonato dai BRICS.

Non escludo brogli, anzi a vedere la progressione dei risultati, li considero quasi certi…oltretutto somigliano in modo sospetto alle elezioni francesi. Detto questo, non considero certo Bolsonaro un martire per il benessere del suo Paese o persona senza ampie ombre sul suo passato e sul suo presente. Entrambi i contendenti, se fossero in italia, non avrebbero il mio voto ( devo precisare però che ho visitato il Brasile diverse volte ma non sotto Bolsonaro: non ho potuto farlo mio malgrado e mi dispiace…).


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mystes
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Si hai ragione, ho parenti in Brasile e mi dicono la stessa coa: considerano Bolsonaro il male minore, specialmente di fronte al pericolo che il Brasile con Lula presidente si trasformi in una seconda Venezuela. Questa eventualità farebbe precipitare l'America Latina nel peggiore degli scenari della geopolitica. Anche se tutti sanno che Lula aspira al potere per completare le razzie delle risorse statali, resta sempre il fatto che è affiancato e sostenuto dalle orde criminali più agguerrite e bene armate e che hanno espresso apertamente il voto per lui, il capobanda.


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emilyever
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Tutto succede sempre fra le nostre 2 e 3 del mattino: io ho seguito dai vari canali brasiliani pur non capendo la lingua, ma c'erano i tabelloni. Fino alle 2 le posizioni erano invertite, poi lula passa in testa con le stesse percentuali. Per carità, la spiegazione che davano era che fino ad allora erano pervenute più i voti delle zone del sud e rurali ma non quelle delle grandi città...Sarà...


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mystes
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Se per caso Bolsonaro dovesse perdere una Presidenza che era data per confermata, il merito non sarà certo di Lula e della sua banda di ladri facinorosi, ma per alcuni ingenui errori di calcolo e di valutazione nella equipe presidenziale. Dico questo basandomi su alcuni commentari di esperti giornalisti brasiliani molto vicini al presidente che stanno pubblicando commenti, a mio vedere, non esattamente mirati sulla vera causa del secondo turno. Bolsonaro avrebbe dovuto vincere al primo turno, se questa vittoria gli è sfuggita, i colpevoli vanno ricercati nei giudici della Suprema Corte e nella contraffazione delle urne eletroniche e non nei falsi sondaggi pre-elettorali come ripetano i suddetti giornalisti.

 


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