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Brexit: Teresa May chiarisce la svolta politica inglese


GioCo
Noble Member
Registrato: 2 anni fa
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Teresa May al congresso dei conservatori inglese (QUI) chiarisce che il suo vuole essere un governo dei cittadini per i cittadini che deve ristabilire un equilibrio (sociale) tra ricchi e poveri in modalità che non possono più ricalcare le politiche di destra, tanto quanto quelle di sinistra tradizionali.
Per essere il partito dei conservatori, più vicino alle tradizioni, la locuzione "change" usata più volte in senso non conservativo, lascia sulle prime un po' storditi. Tanto che Blodet rimane basito (QUI).

Però bisogna capire prima secondo me alcuni punti essenziali. Le élite sono spaventate dalla notorietà di Putin e dal consenso (per ora inossidabile) che è riuscito a raccogliere intorno alla sua "politica responsabile" esportandolo, ma non solo. Sono anche ammirate perché è riuscito a ribaltare in un decennio la sfiducia che il popolo russo coltiva da sempre verso il suo governo e che è superata solo dalla sfiducia verso i popoli stranieri il cui contatto è passato sempre o quasi dalla guerra di conquista. Senza contare che Putin non rappresenta una continuità del passato, promette di non abbandonare nessuna delle politiche economiche cruciali per le élite, basta vedere come l'Iphone7 "d'oro" esce in occasione del suo compleanno, per capire "l'onore" che gli viene tributato dall'economia per i suoi successi. Ad Obama è stato al più elargito un premio Nobel che appare ormai sempre più una satira stile Charlie Hebdo (cioè di dubbio gusto) e non dobbiamo dimenticare come Hillary fatichi a parare i pesanti colpi di immagine, il cui primato negativo non ha pari nella storia di nessun altro leader. Rimane però che alcuni precisi interessi privati legano i propri destini non solo alla casa Saud ma anche al futuro dell'energia saudita e questo significa che se non avranno la parte di Siria che vogliono, potrebbero sentirsi con le spalle al muro e scatenare la guerra globale per scongiurare la possibilità di pagarne conseguenze dei loro troppi fallimenti. Mi chiedo se la Russia ne abbia tenuto conto e se la presenza dell'esercito Turco sia una cessione territoriale concordata che tenga fuori i terroristi dall'accordo. In questo caso l'attentato a Erdogan acquisterebbe un altro significato come pure l'attacco targato USA all'esercito Siriano e Russo.

La May sa bene che le conseguenze della situazione drammatica attuale sono da attribuire a una sequela interminabile di fallimenti grossolani che partono con i balcani e arrivano a noi fino alla Siria, targati NATO e made in USA. Fallimenti che sono successi economici per pochissimi, ma solo economici e solo per quei pochissimi. Il che rende sempre più incerto anche il bilancio di questi successi, nel senso che non si capisce più bene "chi" può dire di trarne reale giovamento, oltre la cortina del profitto di una scommessa in borsa, ovviamente. In altre parole gli eccessi della politica di pochi apolidi e Signori del Rischio globale, rischiano seriamente di mettere il pianeta globalmente in una situazione politica in cui nessun obbiettivo (a prescindere di quale obbiettivo stiamo parlando) sarà perseguibile. PNAC incluso. Questo significa che vedremo succedere alla stagione delle meduse politiche, cioè quei rappresentati mollicci e leggiadri che navigano nel vuoto, i politici dell'inflessibilità. Per esempio la Le Pen in Francia. Con quali conseguenze per l'UE non è ancora chiaro.

Credo che però il cambio sarà più di immagine che di sostanza: la politica deve rifarsi il trucco e ridisegnarsi "populista", prima che la perdita generale di consensi diventi una seria falla incontrollabile sotto tutti i profili. In altre parole si cambia tutto per non cambiare niente. Questo ci porterà "forse" a una vittoria di Trump, concordata tra cordate differenti, come quelle "Murdoch Vs Soros". L'Inghilterra in altre parole credo voglia avvicinarsi a una politica cinese, non proprio socialista, ne tanto meno stalinista. Questo ha il sapore di un tentativo di proporsi come incudine tra Russia e Cina, per depotenziarne le alleanze che Washington vede come fumo nero, al fine di calmare i bollenti spiriti dei falchi che pestano sul tasto "guerra" in USA come soluzione ad ogni problema. Se è così l'Inghilterra si è sfilata dalla scomoda posizione di "gendarme" dell'UE per diventare "garante" della stabilità politica globale.

Se è corretto e alla Regina riesce il colpaccio, non male come "atto conservativo". Una vera lezione mondiale di politica globale.


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