Notifiche
Cancella tutti

Egitto


pietroancona
Famed Member
Registrato: 10 mesi fa
Post: 2649
Topic starter  

La crisi egiziana

La crisi egiziana è stata cucinata dagli USA. L'esercito americano è stato in strettissimo contatto con quello egiziano protagonista degli ultimi avvenimenti che hanno portato all'arresto di Morsi ed alla sospensione della Costituzione.
Il ruolo dell'ONU è stato inesistente. Una ridicola dichiarazione del suo segretario generale (io non ricordo mai come si chiama) fa generici appelli ad una transizione pacifica e senza spargimento di sangue. A cose fatte. Post storia. L'ONU sarebbe meglio scioglierlo dal momento che sopravvive soltanto come luogo di grande corruzione.
Intanto il sangue c'è già stato. Si parla di circa trenta morti caduti sopratutto negli scontri tra Fratelli Musulmani e Ribelli.
La folla non è sempre democrazia e cosa positiva. A volte è una brutta bestiaccia. Molte donne sono state violentate in piazza dopo essere state isolate dai loro amici e parenti e trascinate altrove. Tra queste a quanto pare anche giornaliste straniere.
Morsi aveva abusato del suo potere ma era stato eletto democraticamente. Sarebbe stato auspicabile una transizione concordata e diversa magari gestita dal Parlamento. Ma così non è stato. Gli americani dirigono il mondo con la violenza e la brutalità.
I Fratelli Musulmani nel giro di un anno hanno perduto tutto. Avevano la leadership dei popoli arabi. Ora sono nessuno. Colpa della loro arroganza ed incapacità di accettare le opinioni degli altri.
In assenza di una grande forza del Socialismo agiscono come forza di sicurezza e di stabilizzazione gli eserciti guidati dagli americani.


Citazione
yakoviev
Noble Member
Registrato: 10 mesi fa
Post: 1671
 

La crisi egiziana

La crisi egiziana è stata cucinata dagli USA. L'esercito americano è stato in strettissimo contatto con quello egiziano protagonista degli ultimi avvenimenti che hanno portato all'arresto di Morsi ed alla sospensione della Costituzione...

Può essere, ma non ne sarei così sicuro. Io la vedo, piuttosto, come una pesante battuta d'arresto per il fronte salafita-islamista.


RispondiCitazione
xeliox
Estimable Member
Registrato: 10 mesi fa
Post: 113
 

Anche a me non mi convince però su rt.com c'èra la notizia che hanno tagliato le trasmissioni di Al Jazeera Egypt...segnale di rottura col Qatar?!??!?!

22:09 GMT: Al Jazeera’s Egyptian broadcast has been taken off the air. Both Reuters and Al Jazeera itself reported that security forces raided Cairo offices and detained at least five staff members.


RispondiCitazione
vic
 vic
Illustrious Member
Registrato: 10 mesi fa
Post: 6373
 

Leggevo ieri un'intervista ad unintellettuale egiziano di nome Hassan El Araby, diceva che tira aria di guerra civile. Circa i media, Al Jazeera sarebbe l'unica emittente che, se non altro, racconta i diversi punti di vista. Potrebbe anche essere questo il motivo per cui l'hanno chiusa.

L'intervista e' questa, recente ma ormai superata dagli eventi.
http://www.liberatv.ch/articolo/14479/hassan-el-araby-dal-cairo-la-situazione-e-gravissima/index.html

Hassan El Araby dal Cairo: "La situazione è gravissima"
Intervista all'ex direttore della biblioteca islamica di Chiasso: "Ci sono fratelli e sorelle che si combattono. La guerra civile non vorrei mai vederla ma purtroppo è una possibilità concreta"

Scritto il: 03 luglio 2013

IL CAIRO - Negli scorsi anni è stato un volto molto noto in Ticino, quando ricopriva la carica di direttore della biblioteca islamica di Chiasso e di Consigliere Comunale. Oggi Hassan El Araby vive e lavora al Cairo e torna in Ticino solo per qualche breve periodo di vacanza.
Questa mattina lo abbiamo raggiunto al telefono nella capitale egiziana, nel cuore della grave crisi politica che sta vivendo il Paese. E lui ci ha raccontato in presa diretta la tensione e il dramma che sta affrontando l'Egitto.

Hassan El Araby, innanzitutto come sta e come descrive la situazione attuale?
"La situazione è molto cattiva, gravissima. Non sono per niente tranquillo. Temo un ritorno del vecchio regime di Hosni Mubarak. Il ruolo dell'esercito attualmente non è molto chiaro. Stanno succedendo un sacco di cose strane…"

Tipo?
"I media, tranne Al Jazeera, sono tutti schierati contro il presidente Morsi. Non sono più oggettivi, non riferiscono delle posizioni dei pro e dei contro. I manifestanti a favore di Morsi vengono repressi, invece quelli contro il presidente sono esaltati e incoraggiati. È una situazione esplosiva e cominciano ad esserci morti. Ci sono furti in continuazione, e qui tutti sanno che è colpa della polizia, ancora fortemente legata al vecchio regime, così come parte dell'esercito".

Però contro Morsi è scesa in piazza tantissima gente.
"Io il popolo lo capisco, hanno delle ragioni per protestare. Ma bisogna capire che fra chi protesta ci sono persone molto diverse. Persone che soffrono socialmente, rivoluzionari, ma anche sostenitori di Mubarak. E poi c'è questo odio molto strano verso i Fratelli mussulmani, una cosa mai vista. E poi non va dimenticato che circa al 40% della popolazione non interessa assolutamente nulla di quel che sta succedendo: per tantissimi egiziani è uguale chi governa".

Beh, il presidente è un loro rappresentante…
"Morsi ha fatto tanti sbagli, alcuni molto gravi, io non sono più stato dalla sua parte da quando è voluto intervenire sulla Costituzione. Ma da lì ad accusarlo di essere un ladro e un assassino ce ne passa. Questa è solo propaganda".

Qual è il clima che si respira per le vie del Cairo fra la gente comune?
"Il popolo mi dà pena, stiamo tutti soffrendo tanto. Ci sono fratelli e sorelle, gli uni contro gli altri. La guerra civile non vorrei mai vederla in Egitto, ma purtroppo è una possibilità concreta. Io non ho i titoli per essere considerato uno studioso dell'Islam, ma penso di poter dire che la religione dice che non bisogna combattersi e ammazzarsi fra fratelli. C'è un momento in cui bisogna fermarsi".

Secondo lei come evolverà la situazione?
"Non lo so proprio. Siamo tutti in attesa di notizie e della scadenza dell'ultimatum data dall'esercito a Morsi. Ieri sera sembrava che ci fosse un avvicinamento tra le parti, questa mattina sono tutti un po' più scettici. Il capo dei militari ha assicurato che anche qualora dovessero intervenire lascerà spazio a tutti i partiti e presto convocherà nuove elezioni. È una posizione che mi tranquillizza, però qui tutti dicono tante cose e non sempre vengono rispettate. Io sinceramente non sto né con Morsi, né con l'esercito. E quello che spero è che il presidente trovi un accordo con il capo delle forze armate. Sono convinto che da questa crisi si esce soltanto con un'intesa comune".

Visto il clima pensa di tornare in Ticino?
"Dovevo rientrare all'inizio di agosto ma a questo punto potrei farlo prima. Deve immaginare che qui è tutto fermo, ormai. Non si può più lavorare. Però non ho deciso perché vorrei anche stare qui a vedere con i miei occhi cosa succede".


RispondiCitazione
Condividi: