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Elezioni greche: momento della verità per la sinistra


fasal75
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www.znetitaly.org

di Yiorgos Vassalos – 8 maggio 2012

I partiti che hanno governato la Grecia dalla fine della dittatura militare nel 1974, il partito conservatore Nuova Democrazia e il partito Pasok di centro sinistra, sono crollati. E la sinistra radicale, sotto la forma della Syriza, è diventata il secondo partito della Grecia.

E’ una cosa senza precedenti. C’è stata soltanto una tornata elettorale dal 1974 in cui uno dei due partiti principali non è stato in grado di conseguire una chiara maggioranza e formare un governo monopartito. Messi insieme la Nuova Democrazia e il Pasok ottenevano tra il 70 e il 90 per cento dei voti.

Ora, in totale, hanno solo il 33 per cento.

Nuova Democrazia è scesa dal 33% dei voti nel 2009 al 19%, da 2,3 milioni di voti a 1,2 milioni.

E il Pasok è crollato anche di più, dal 44% al 13%. E’ passato da tre milioni di voti a soli 800.000.

Due terzi della popolazione greca dicono ora nei sondaggi d’opinione di opporsi agli accordi sui prestiti da parte dell’eurozona e ai pacchetti d’austerità che li accompagnano.

Le forze politiche che sostengono gli accordi continuano a ottenere più voti di quanti ce ne si aspetterebbe: il 40% nel totale, tra Nuova Democrazia, Pasok, il Laos di estrema destra e i partiti extraparlamentari liberali Action e Alleanza Democratica.

C’è, tuttavia, una chiara maggioranza a favore dei partiti che hanno condotto campagne a favore dell’immediata cancellazione degli accordi di finanziamento: un totale del 44% per la coalizione della sinistra radicale, Syriza, la destra dei Greci Indipendenti, i comunisti del KKE … e i neonazisti dell’Alba Dorata.

I partiti che si limitano a dire che vogliono rinegoziare gli accordi sui prestiti, o non hanno una posizione chiara – la Sinistra Democratica, i Verdi, il partito liberale Creazione – hanno totalizzato circa il 7,5%.

Ascesa di Syriza

Syriza, la Coalizione della Sinistra Radicale, ha visto uno straordinario aumento dei voti, dal 4,6% al 17%.

Si è situata in testa alle elezioni in tutte le grandi città – Atene, Salonicco, Patrasso – e dovunque nei quartieri operai.

Il partito ha incentrato la campagna sulla cancellazione immediata degli accordi di austerità, ma anche sulla permanenza della Grecia nell’eurozona. (Resta da vedere come perseguirà questi obiettivi contraddittori).

I tre partiti della sinistra radicale – Syriza, KKE e l’anticapitalista Antarsya – hanno raccolto il 27% dei voti in totale.

Lo shock dell’Alba Dorata

Al tempo stesso onde d’urto sono state create dall’enorme balzo dei voti alla banda dei fanatici neonazisti dell’Alba Dorata. Hanno ottenuto il 7%, sufficiente a entrare per la prima volta in parlamento.

Contemporaneamente i Greci Indipendenti, una scissione della Nuova Democrazia concentrata sull’opposizione all’immigrazione, hanno ottenuto l’11%. Il terzo partito di estrema destra, il Laos, ha ottenuto il 2,9%. In totale si arriva al 21% per l’estrema destra, rispetto al 9% del 2009.

Dovremmo anche prendere nota del fatto che Nuova Democrazia ha condotto la campagna all’insegna dello slogan “rioccupiamo i nostri quartieri dai ghetti degli immigrati” e il Pasok ha appoggiato la costruzione dei centri di detenzione per immigrati.

E adesso?

Le leggi elettorali greche hanno dimostrato la loro assurdità concedendo al partito vincitore un premio di 50 seggi extra. Nuova Democrazia ha conquistato 108 seggi, la Syriza 52, il Pasok 41, i Greci Indipendenti 33, l’Alba Dorata 21 e la Sinistra Democratica 19.

Ciascun partito, in ordine di grandezza, ha tre giorni per formare un governo. Se non ci riesce l’incarico passa per tre giorni al partito successivo e via di seguito.

Nuova Democrazia e Pasok stanno sollecitando una vasta coalizione filo-UE. Syriza insiste un una impraticatible coalizione di sinistra senza il Pasok. I Greci Indipendenti dicono che non collaboreranno con i “traditori” del Pasok e di Nuova Democrazia. E il KKE dice che non collaborerà con i “nuovi socialdemocratici” di Syriza che, dice, “diffondono illusioni”. Mentre Sinistra Democratica dice che appoggerà un governo che avvia un processo di disimpegno dagli accordi di finanziamento.

Il risultato più probabile sembra essere che Pasok, Nuova Democrazie e Sinistra Democratica tentino di formare un governo quando l’incarico passerà al terzo partito, il Pasok.

Un governo simile avrebbe la maggioranza, 168 seggi in parlamento su 300. Ma sarebbe politicamente molto debole, perché la sua spina dorsale sarebbe costituita da partiti che sono stati spettacolarmente puniti dal voto popolare. Si tradurrebbe anche in un enorme costo politico per il terzo partito della coalizione, si tratti della Sinistra Democratica o di chiunque altro.

Syriza spesa di convincere la Sinistra Democratica e il KKE ad appoggiarla, insieme con i parlamentari disponibili ad abbandonare i gruppi parlamentari di Nuova Democrazia e del Pasok.

Come Syriza gestisca questo processo e se il KKE abbandonerà le tattiche fallite che gli sono costate migliaia di voti della classe lavoratrice, decideranno se si potrà formare un fronte per il potere popolare e quale sarà il destino della sinistra greca.

Antarsya, il partito anticapitalista che ha triplicato i propri voti da 25.000 a 75.000 ha anch’esso un importante ruolo politico in questa prospettiva.

Yiorgos Vassalos è un attivista e ricercatore presso l’Osservatorio Europeo delle Imprese.
ZNet – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/greek-election-the-austerity-parties-have-collapsed-this-is-the-moment-of-truth-for-the-left-by-yiorgos-vassalos

Originale: Redpepper.org

traduzione di Giuseppe Volpe

© 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0


Citazione
dana74
Illustrious Member
Registrato: 3 anni fa
Post: 14520
 

Il partito ha incentrato la campagna sulla cancellazione immediata degli accordi di austerità, ma anche sulla permanenza della Grecia nell’eurozona. (Resta da vedere come perseguirà questi obiettivi contraddittori). "

appunto, mentre i "fanatici nazisti" dubbi non ne hanno tra la troika ed il popolo.
Ma ci sono anti europeisti buoni ( e magari finti) e cattivi (forse perché non contraddittori).

"Come Syriza gestisca questo processo e se il KKE abbandonerà le tattiche fallite che gli sono costate migliaia di voti della classe lavoratrice"

già ma il fatto che il KKE abbia definito Syriza come venditrice di illusioni la dice lunga...

Forse Syriza ha paura di mostrare il vero volto pro europa e pro troika?
Fa bene il KKE a diffidare


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