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Fuga dagli Esg, in cifre esempio della immane frode dei crediti C02


dana74
Illustrious Member
Registrato: 2 anni fa
Post: 14279
Topic starter  
GUARDATE L'IMMENSA FRODE, sta roba che nacque dai vari COP15 ETC....

Sapete cosa sono i crediti di compensazione?
Per chi non lo sapesse faccio un piccolo esempio, che dovrebbe togliere un'ulteriore velo alla fuffa della narrativa globalista sulle emissioni di carbonio.
𝐏𝐞𝐫 𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐫𝐞 𝟐 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐫𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐦𝐮𝐥𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐞𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐅𝐢𝐚𝐭 𝐂𝐡𝐫𝐲𝐬𝐥𝐞𝐫, 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐒𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚𝐧𝐭𝐢𝐬 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐭𝐚 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐚𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨, 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟏𝟕 𝐡𝐚 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐓𝐞𝐬𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐫𝐛𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝟐𝟕𝟗,𝟕 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐝𝐨𝐥𝐥𝐚𝐫𝐢; 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟏𝟖 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐥𝐭𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢 𝟏𝟎𝟑,𝟒 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐝𝐨𝐥𝐥𝐚𝐫𝐢. 𝐓𝐞𝐬𝐥𝐚 𝐡𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐢𝐧 𝐞𝐬𝐮𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐜𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐡𝐞:
ha fatto della vendita dei permessi di emissione un vero affare e inoltre gode di incentivi pubblici per la sua produzione. Così la FIAT continua ad emettere CO2 ma risparmia sulle multe, e Musk ci guadagna tre volte. Vendendo Tesla, vendendo crediti di carbonio e ricevendo incentivi dallo stato perché produce auto elettriche. E non stiamo parlando solo di Fiat, ma anche di General Motors, Honda e chissà quanti altri. Questo articolo è del 2021, lo trovo ben esplicativo, ma se cercate ne trovate moltissimi e più recenti a riguardo... https://www.wired.it/.../03/05/tesla-crediti-green-europa/ https://t.me/RossellaFidanza/42908
cmq buone notizie 𝐉𝐏 𝐌𝐨𝐫𝐠𝐚𝐧 𝐞 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐞𝐒𝐭𝐫𝐞𝐞𝐭 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐧𝐝𝐨𝐧𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 “𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐚𝐥𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐠𝐥𝐨𝐛𝐚𝐥𝐞”. 𝐁𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐄𝐒𝐆
 
JPMorgan Asset Management e State Street Global Advisors hanno confermato di aver lasciato Climate Action 100+, mentre BlackRock, il più grande gestore di denaro al mondo, si sta ritirando come membro aziendale
15 Febbraio 2024
 
Come riporta Financial Times, due dei maggiori gestori patrimoniali del mondo stanno abbandonando un gruppo di investitori creato per punire le aziende sul riscaldamento globale, il Climate Action 100+, mentre molti altri attori stanno riducendo la loro partecipazione all’iniziativa. Un duro colpo per la retorica climatica.
 
JPMorgan Asset Management e State Street Global Advisors hanno confermato di aver lasciato Climate Action 100+. BlackRock, il più grande gestore di denaro al mondo, si sta ritirando come membro aziendale e sta trasferendo la sua partecipazione al suo braccio internazionale più piccolo. Sarà un caso, ma sia JP Morgan e SSGA hanno visto le proprie azioni aumentare di valore fortemente dopo l’annuncio. 
 
Lanciata nel dicembre 2017, Climate Action 100+ sfiderebbe le compagnie aeree, le major petrolifere e altre aziende inquinanti a ridurre la loro impronta di carbonio. BlackRock, JPMAM e State Street Global Advisors hanno aderito nel 2020. La presenza di queste grandi società di gestione dei capitali, e di partecipazioni, era proprio importante per condizionare il comportamente delle società quotate.
 
L’anno scorso il gruppo ha annunciato di voler passare dal fare pressione sulle aziende per quanto riguarda le informazioni sul clima a spingerle a ridurre attivamente le emissioni di gas serra il tutto con un’azione denominata “fase 2” Solo che questa “Ambizione” ha portato male e molti non se la sono sentita di seguire il gruppo d’azione.
 
State Street (SSGA) ha dichiarato che i requisiti di impegno aziendale della “fase 2” si sono spinti troppo oltre. “SSGA ha concluso che i requisiti avanzati della fase 2 di Climate Action 100+ per i firmatari non sono coerenti con il nostro approccio indipendente al voto per delega e al coinvolgimento delle società in portafoglio”, ha dichiarato SSGA in un comunicato.
 
BlackRock ha dichiarato in una nota di voler abbandonare la propria adesione perché ritiene che la strategia di fase 2, che entrerà in vigore a giugno, sia in conflitto con le leggi statunitensi che impongono ai gestori di denaro di agire esclusivamente nell’interesse economico a lungo termine dei clienti. Le società hanno degli obblighi societari verso i clienti che non possono ignorare per la bella faccia dell’ESG.
 
JPMAM ha dichiarato di aver fatto un “investimento significativo” nel proprio team di stewardship e nell’impegno aziendale: “Alla luce di questi punti di forza e dell’evoluzione delle proprie capacità di stewardship, JPMAM ha deciso di non partecipare più agli impegni di Climate Action 100+”.
 
Con rispettivamente 4,1 e 3,1 miliardi di dollari di asset in gestione, SSGA e JPMAM sono anche tra i primi cinque gestori patrimoniali. Vanguard e Fidelity Investments non hanno mai aderito. Tra gli altri grandi gestori patrimoniali statunitensi che fanno ancora parte di Climate Action 100+ ci sono Goldman Sachs, Invesco e Pimco.
 
Jim Jordan, il presidente repubblicano della commissione giudiziaria della Camera, ha dichiarato su X che le decisioni di JPMorgan e State Street sono “una grande vittoria per la libertà e l’economia americana, e speriamo che altre istituzioni finanziarie seguano il loro esempio abbandonando le azioni ESG collusive”.

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