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Giallo sulle armi nucleari americane in Turchia


helios
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Giallo sulle armi nucleari americane in Turchia
Il giornale EurActiv: «Gli Stati Uniti spostano in Romania i missili della base di Incirlik». Ma altre fonti frenano: «Nessun movimento sospetto». Sullo sfondo l’escalation tra Washington e Ankara. Intanto Erdogan rilancia l’offensiva sul fronte interno: 187 mandati d’arresto contro imprenditori e uomini d’affari vicini a Gulen

18/08/2016
marta ottaviani

Stando al sito di informazione Euractiv.com, Washington avrebbe iniziato il trasferimento delle armi nucleari dalla Mezzaluna alla base di Deveselu in Romania, dove sarebbero più al sicuro. Un’ipotesi però smentita da una fonte de La Stampa, che in questi giorni non ha notato alcun movimento sospetto alla base di Incirlik. La base è molto strategica per la lotta allo Stato Islamico si trova appena 100 chilometri dal confine con la Siria ed è diventata terreno di contrattazione e scontro da parte del Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, disposto a concederla in futuro solo a patto che venga estradato dall’America il suo nemico numero uno, Fethullah Gulen, accusato di essere anche dietro al golpe fallito dello scorso 15 luglio.

Situazione complicata

Le stesse «fonti indipendenti» che hanno parlato con EurActiv.com, hanno dichiarato che l’impresa potrebbe rivelarsi molto complicata non solo per motivi politici, ma anche tecnici. Certo, l’indiscrezione conferma che quelle 50 testate nucleari americane che si trovano a Incirlik fin dalla Guerra Fredda, per gli Stati Uniti sono diventate un problema, anche a causa delle relazioni sempre più difficili con la Turchia e l’instabilità nelle alleanze con Erdogan, che proprio settimana scorsa si è recato a San Pietroburgo da Putin per porre le basi per una cooperazione a largo spettro, che non esclude quella militare, nonostante la Turchia sia un membro della Nato. Da giorni circolano report secondo i quali le armi nucleari a Incirlik non avrebbero grande valore militare in quel contesto e, al contrario, stanno diventando sempre più impegnative in termini di salvaguardia. Negli ultimi due anni, Washington ha fatto nuovi investimenti per garantire la sicurezza delle testate, protette da soldati americani, rinchiuse in camere blindate e utilizzabili attraverso codici in possesso solo degli Usa.

Mossa anti Mosca?

Oltreoceano però qualcuno teme che possano cadere nelle mani sbagliate in caso di guerra civile, e la situazione in Turchia è sempre più instabile. Senza contare il rischio più remoto, ossia che finiscano proprio nelle mani dei terroristi. Di certo c’è che la loro possibile nuova destinazione, la base in Romania di Deveselu ha già irritato Mosca per via della costituzione di uno scudo missilistico. Si tratta di un momento estremamente delicato. Esperti di relazioni internazionali fanno notare infatti che il ritiro dalle armi di Incirlik significherebbe il downgrade definitivo fra gli Usa e quello che una volta era uno dei loro alleati più strategici e fidati.

“Rivendicazioni” turche

Il dibattito sulla bae di Incirlik inizia a tenere banco anche sui media turchi, soprattutto quelli più conservatori e filo governativi. Ieri Ibrahim Karagul, direttore del quotidiano islamico Yeni Safak ha scritto senza mezzi termini che alla Turchia dovrebbe essere affidata la gestione delle armi nucleari all’interno della base Nato o che, in alternativa, se ne dovrebbe appropriare.

La repressione

Intanto nel Paese non si fermano gli arresti per colpire i presunti responsabili del fallito golpe dello scorso luglio e non riguardano più solo il settore pubblico o della burocrazia statale. Questa mattina sono finiti in manette 187 imprenditori accusati di essere dei gulenisti, che vanno ad aggiungersi ai 120 top manager finiti in manette tre giorni fa.

http://www.lastampa.it/2016/08/18/esteri/giallo-sulle-armi-nucleari-americane-in-turchia-CYy6GJYCcNXIx1meIuf5eP/pagina.html


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1Al
 1Al
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A quando l'arresto dell'abbronzato e della sua compagna di merende Killary?


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PietroGE
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Il dibattito sulla base di Incirlik inizia a tenere banco anche sui media turchi, soprattutto quelli più conservatori e filo governativi. Ieri Ibrahim Karagul, direttore del quotidiano islamico Yeni Safak ha scritto senza mezzi termini che alla Turchia dovrebbe essere affidata la gestione delle armi nucleari all’interno della base Nato o che, in alternativa, se ne dovrebbe appropriare.

Gli USA devono portar via le armi nucleari dalla Turchia al più presto. Di Erdogan & Co non ci si può più fidare.


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helios
Illustrious Member
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Il dibattito sulla base di Incirlik inizia a tenere banco anche sui media turchi, soprattutto quelli più conservatori e filo governativi. Ieri Ibrahim Karagul, direttore del quotidiano islamico Yeni Safak ha scritto senza mezzi termini che alla Turchia dovrebbe essere affidata la gestione delle armi nucleari all’interno della base Nato o che, in alternativa, se ne dovrebbe appropriare.

Gli USA devono portar via le armi nucleari dalla Turchia al più presto. Di Erdogan & Co non ci si può più fidare.

.

Ma i nostri eroi riusciranno a portar fuori dalla Turchia le armi di Incirlik?
Vedremo nelle prossime puntate


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dino23
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Zio Sam(uel) .... occhio !


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cedric
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A Incirlik ci sono una cinquantina di bombe atomiche B61 ed un F16 ne può caricare una alla volta: in teoria basterebbero una cinquantina di voli per portarle via tutte. Metterle su un aereo da trasporto non è "conforme alle procedure".

Il problema non è "come" portarle via, ma "come dirlo al matto", ci manca solo che qualcuno con un MANPAD butti giù un F16 appena decollato ed armato con una B61, ma con le elezioni americane alle porte ormai tutto è possibile...

Ovviamente i turchi hanno riempito la base di spie: tutti gli addetti alla mensa ed ai cessi riferiscono ogni sera ai servizi turchi. Va a finire che Erdogan farà come Craxi a Sigonell, italia e turchia, una faccia una razza .......


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adestil
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ad averceli questi pazzi,almeno 1 o pure 1/2 in Italia
ed invece solo servi..

quanto alle bombe,non è che bombardando un aereo con una bomba nucleare a bordo si inneschi la reazione atomica..
al massimo si può avere una ricaduta di materiale radioattivo che certo non fa bene ma non è manco lontanamente l'esplosione di una bomba atomica..
non funziona come per il tritolo o la nitroglicerina o similari..

ciao


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cedric
Noble Member
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...non è che bombardando un aereo con una bomba nucleare a bordo si inneschi la reazione atomica..

Ovviamente se l'F16 venisse abbattuto e precipitasse, la B61 non esploderebbe con una bella reazione termonucleare e neppure si romperebbe (è bella robusta) spargendo radiazioni dovunque ma cadrebbe a terra pronta per essere raccolta da chiunque.

In meno di 5 minuti arriverebbero sul posto una paio di squadre di Spetsnaz russi che preleverebbero la B61 e la porterebbero in un luogo sicuro mentre i seals americani si stanno ancora mettendo i passamontagna.

Per ultimo il buon Lavrov inviterebbe il suo amico Kerry a cena per restituirgli la B61 smarrrita, il tutto davanti a centinaia di giornalisti e telecamere.

E non sarebbe mica la prima volta anche se finora la riconsegna è avvenuta senza giornalisti e senza telecamere....


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