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I curdi nella ragnatela delle grandi potenze


Eshin
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I curdi nella ragnatela delle grandi potenze

Antonello Boassa (Una parola contro le guerre) • 27 agosto 2016 • 0 Commenti

Nel febbraio del 2016 Erdogan derise l’accusa russa che il Satrapo stesse preparando un intervento armato in Siria. ” Trovo questa dichiarazione russa ridicola …ma è la Russia che è attualmente impegnata nell’invasione della Siria”1)

Fatto sta che dopo una notte di bombardamenti, le armate turche di terra, la mattina del 24/8, con il supporto dell’aviazione, superano l’agognato confine siriano e conquistano dopo qualche ora la città di Jarabulus. Scomparsi jihadisti e relative famiglie.
L’intervento militare, giustificato non dalla presenza nella città dei terroristi bensi dalla vicinanza alla città delle Forze democratiche Siriane (coalizione a guida States con la presenza predominante delle YPG -forze di difesa Kurde-).
Era necessario precedere i militanti curdi perché la città non cadesse nelle loro mani. E con la conquista della città iniziare un percorso che si indirizzasse da una parte a nord di Aleppo verso Azez e dall’altra verso Manbi controllata dai Kurdi, con il disegno dichiarato di porla sotto dominio turco.
Gli Stati Uniti per lungo tempo hanno impedito in modo perentorio che i Turchi creassero un’area dove potessero accogliere i jihadisti e allo stesso tempo disponessero di una pista di lancio per aggredire Damasco. Ma tutto è cambiato dopo il colpo di stato. Non va trascurato che le forze amiche di Erdogan assediano Aleppo da sud e da sud-ovest. Evidente appare il proposito di Erdogan: arrivare al tavolo per le trattative di Pace con la presa di Aleppo per”scambiarla” con il “cuscinetto” che impedirebbe il congiugimento di Kobane con Afrin e quindi l’unità territoriale curda. Le fantasie di riconquista di un impero ottomano tuttavia vanno ancora più lontano, verso la conquista di Mosul in modo da accaparrare il nord della Siria e il nord dell’Iraq e procedere ancora verso oriente “2).

I Kurdi che erano alleati degli States contro lo stato islamico e usufruivano, grazie a loro, non solo di armamenti più idonei ma anche della protezione aerea, sono stati beffati dalla superpotenza che ha agito come suo solito, secondo il suo marchio di fabbrica. E’ ovvio che la Turchia non si sarebbe permessa un’azione così decisa contro gli alleati Usa se non avessero avuto un lasciapassare che, tra l’altro, nel puzzle siriano, torna comodo agli States nello scontro con la Federazione russa e con l’Iran nelle trattative di pace. I Kurdi dovevano essere “venduti” necessariamente per non indebolire l’alleanza atlantica con la fuoriuscita della Turchia 3) .
Ma i Kurdi erano “alleati” anche dell’Iran e della Russia. Non sono stati difesi militarmente, solo delle proteste non particolarmente vigorose…La Russia che si richiama al diritto internazionale e a un processo di pace governato da un dialogo intra-siriano. Lo stesso governo Assad è stato capace solo di un flebile pigolio per l’invasione del territorio nazionale…
I Kurdi potrebbero giustamente sospettare un accordo segreto Kerry/Lavrov/Assad.

Gli States riacquisiscono così quel protagonismo in Medioriente che sembrava ridimensionato dall’intervento militare russo molto avanzato tecnologicamente e dalle diaboliche astuzie diplomatiche di Putin.
La Russia non smetterà di lavorare affinché i Kurdi abbiano un ruolo importante nella Siria che verrà, ma non poteva irritare più di tanto Erdogan. Se non può essere amico o alleato è bene che non sia nemico…E lo sarebbe stato perché la questione Kurda il Satrapo non può lasciarla ai margini della sua politica, dato il suo feroce odio razzista. In secondo luogo non va trascurato l’enorme dispendio di mezzi spesi dalla Federazione in una guerra che sembra infinita e nella quale non può correre il rischio di impantanarsi (il ricordo del crollo dell’armata rossa in Afghanistan è ben vivo nella popolazione russa ) .
E Assad deve scegliere il male minore. Consapevole di avere alleati importanti 4) ma di avere anche tanti nemici: (petromonarchie, Israele, Stati Uniti, Unione Europea, Nato) ,è probabile che abbia rinunciato al sogno di una Siria unita libera da jihadisti. Perciò con un esercito esausto da cinque anni di guerra di resistenza e con una popolazione stremata sa di non potersi opporre allo strapotere Usa/Turchia, dato l’inevitabile affievolimento dell’aiuto miltare russo ( che deve guardarsi bene dall’accerchiamento Nato dal mar glaciale artico al Mar Nero) e anche di quello iraniano e di quello degli Hezbollah, entrambi con gravi problemi interni. Del resto per Assad se non è cosa buona la penetrazione in Siria delle armate turche è anche vero che per il Presidente, dopo il conflitto a fuoco tra le YPG e il suo esecito 5), è cosa buona invece l’arretramento, da parte delle forze turche, delle milizie kurde.

NOTE
1) Alessandro Lattanzio ” La Turchia s’infiltra in Siria, la Russia avvia grandi manovre” in “Aurora” 26/8/2016
2) Moon of Alabama ” I Curdi perdono mentre i neo-ottomani occupano Jarabulus in Siria” in “Auirora” 24/8/2016
3)Thierry Meissan ” La nuova dottrina strategica della Turchia” 18/8/2016 in “Voltaire” ” Gli Stati Uniti hanno convocato un vertice della Nato nel 2017 a Bruxelles. Si escluderà allora la Turchia in modo che Washington posssa negare qualsiasi responsabilità in merito al terrorismo internazionale”
E’ un’ipotesi alla quale non credo . La riporto data la grande esperienza sui conflitti internazionali del giornalista.
4) La Cina aiuterà la Siria, secondo quanto dichiarato dalla delegazione cinese, con interventi umanitari e medici, con addestramento speciale dei militari … non si è detto altro ma,secondo una consuetudine consolidata, ciò significa che arriveranno in un secondo momento aiuti militari
5) Conflitto avvenuto nella città nord-orientale di Hasaqah. Diverse versioni sulle responsabilità

http://www.linterferenza.info/esteri/curdi-nella-ragnatela-delle-grandi-potenze/


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cedric
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i kurdi sono stati fregati già una volta dagli americani: si fecero convincere a ribellarsi a Saddam Hussein e poi furono abbandonati al loro destino. Come noto Saddam ne sterminò parecchie migliaia con i gas.

Adesso il clan Barzani si sta facendo fregare per la seconda volta dagli americani che dopo averli sfruttati li abbandoneranno al loro destino e stavolta saranno i turchi a massacrarli di nuovo

I kurdi saranno pure guerrieri più che coraggiosi (e lo sono davvero) ma si scelgono dei capi davvero ingenui o forse anche peggio...


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tamerlano
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i kurdi sono stati fregati già una volta dagli americani: si fecero convincere a ribellarsi a Saddam Hussein e poi furono abbandonati al loro destino. Come noto Saddam ne sterminò parecchie migliaia con i gas.

Da "L'impero si è fermato a Bagdad"
di
Valeria Poletti

[...]La strage della popolazione curda ad Halabija avvenuta nel marzo del 1988, cioè nelle fasi finali della guerra Iran Iraq, strage causata dall’impiego di gas venefici, è stato uno degli argomenti più utilizzati nella campagna mediatica contro Saddam Hussein e uno dei pretesti venduti all’opinione pubblica mondiale per giustificare l’aggressione anglo-statunitense del 1991 all’Iraq. La versione diffusa da uffici governativi statunitensi e passata dalla stampa sostiene che, dietro ordine diretto di Saddam, Ali Hassan al-Majid (soprannominato in Occidente ‘Alì il chimico‘ per il suo preteso coinvolgimento nella faccenda), avrebbe fatto bombardare con i gas la cittadina, nella quale si sarebbero poi contati 5.000 morti per intossicazione. Ma questo resoconto dei fatti era già stato smentito nel 1990, ancora prima dell’invasione irachena del Kuwait, da un rapporto del pentagono redatto da Stephen Pellentiere (ufficiale della CIA e senior analista in Iraq durante la guerra Iran-Iraq) Douglas V. Johnson II e Leif R. Rosenberger dello Strategic Studies Institute of the U.S. War College di Carlisle in Pennsylvania: gli autori del rapporto affermano che, con ogni probabilità, l’attacco con i gas era stato condotto dall’esercito iraniano (Halabija, infatti, è una cittadina irachena prossima al confine con l’Iran, teatro, all’epoca dei fatti, di cruente battaglie tra i due eserciti). “E Lord Justice Scott, in una indagine avviata nel 1992 correlata al processo sul caso di un’azienda britannica, la Matrix Churchill, che avrebbe consegnato materiale militare all’Iraq, afferma di aver raccolto le prove secondo le quali, solo dopo il massacro [di Halabija], gli Stati Uniti avrebbero di fatto dotato Saddam Hussein di armi chimiche per combattere gli iraniani. (nota. -cfr. Sanjay Suri, Saddam può chiamare la CIA in sua difesa — Nuovi Mondi Media, 12 luglio 2004). Pellentiere ha reso pubblico il suo rapporto il 31 gennaio del 2004 sul New York Times con un articolo intitolato “un crimine di guerra o un atto di guerra?[...]


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cedric
Noble Member
Registrato: 11 mesi fa
Post: 1697
 

... gli autori del rapporto affermano che, con ogni probabilità, l’attacco con i gas era stato condotto dall’esercito iraniano ...

Prendiamo atto che secondo Valeria Pelotti non sia stato Saddam Hussein ma gli Iracheni, quindi ripropongo il post emendato senza il riferimento a Saddam

i kurdi sono stati fregati già una volta dagli americani: si fecero convincere a ribellarsi a Saddam Hussein e poi furono abbandonati al loro destino.

Adesso il clan Barzani si sta facendo fregare per la seconda volta dagli americani che dopo averli sfruttati li abbandoneranno al loro destino e stavolta saranno i turchi a massacrarli di nuovo.

I kurdi saranno pure guerrieri più che coraggiosi (e lo sono davvero) ma si scelgono dei capi davvero ingenui o forse anche peggio...


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InvernoMuto
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Post: 259
 

Barzani con i curdi siriani c'entrano poco. Solo durante la battaglia di Kobane hanno concesso qualche aiuto ai loro supposti compagni. L'YPG è molto più vicino al PKK.
Comunque i curdi siriani si sono fatti fregare si, ma non è che avessero molte alternative quando si sono appoggiati agli USA


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