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i Neanderthal europei furono distrutti dagli homo Sapiens africani

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cedric
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Una interessante ricerca propone una nuova teoria sull'estinzione di homo Neanderthal che sarebbe da imputare alla migrazione di homo Sapiens dall'africa in europa. Non essendoci a quei tempi le finte ONG per aiutarli (a pagamento) ad attraversare il mediterraneo, essi seguirono la rotta balcanica di terra e si stabilirono felicemente in europa. Dopo il loro arrivo i Neanderthal europei si estinsero in circa 10.000 anni e noi siamo i discendenti degli homo Sapiens africani che li distrussero.

(fonte ricerca citata)

Di questi tempi è partita una nuova ondata migratoria e tutto lascia presagire che sarà come la prima: arrivo in massa, competizione feroce per le risorse, 10.000 anni di convivenza e forse molto meno vista la disponibilità di armi moderne, poi anche noi ci estingueremo. Nemesi o catarsi per quello che i nostri avi hanno fatto ai Neanderthal?

Qui c'è l'articolo originale https://www.nature.com/articles/s41467-017-01043-z e qui una rielaborazione in italiano dal sito di Scientific American Italia http://www.lescienze.it/news/2017/11/03/news/uomo_moderno_sostituzione_neanderthal_dinamica_demografia-3740991/

La scomparsa dei Neanderthal potrebbe essere legata ai costanti flussi migratori degli uomini anatomicamente moderni, e non a un fattore evolutivo che avrebbe favorito i nostri antenati più diretti. E' questa la conclusione a cui sono giunti due ricercatori della Stanford University a seguito di una ricerca sui modelli demografici delle antiche popolazioni dell'Europa e del Vicino Oriente, ora pubblicata su "Nature Communications".

Questa conclusione - sottolineano Oren Kolodny e Marcus W. Feldman - è "neutra" rispetto alle ipotesi dell'esistenza di fattori ambientali, biologici o culturali che avrebbero avvantaggiato gli esseri umani moderni: questi eventuali fattori possono avere affrettato l'estinzione dei Neanderthal, ma la loro sostituzione da parte dei nuovi venuti era comunque inevitabile.

La grande maggioranza degli studi sulla scomparsa dei Neanderthal parte dal presupposto che per spiegarla sia necessario ipotizzare un vantaggio degli umani moderni rispetto alla specie cugina. Si è parlato, per esempio, di una più ampia gamma di opzioni alimentari, di una migliore capacità di resistere ai cambiamenti climatici o alle infezioni, oppure di una capacità cognitiva superiore, riflessa nella cultura materiale e nell'uso di strumenti, incluse le armi. Gli studi si sono quindi concentrati sulla ricerca di questo vantaggio determinante o di una ipotetica "superiorità" della nostra specie.

Kolodny e Feldman sono invece partiti da un dato, ricavato con sofisticate analisi statistiche della frequenza di mutazioni nel genoma e condiviso da genetisti e paleoantropologi: gli individui neanderthaliani che vivevano in Europa e nel Vicino Oriente erano relativamente pochi, mentre in Africa c'era una popolazione di esseri umani moderni molto più numerosa. Questa situazione demografica di partenza è confermata anche dalle diverse condizioni ambientali dell'epoca in quelle regioni.

I dati archeologici e genetici indicano inoltre che verso la fine del Paleolitico medio gli esseri umani moderni hanno iniziato a migrare in diverse ondate dall'Africa, prima nel Vicino Oriente e quindi in altre parti dell'Eurasia. Kolodny e Feldman hanno quindi ipotizzato che, benché composto da gruppi di individui non molto numerosi, questo flusso migratorio sia proseguito costantemente per molto tempo e seguendo diverse direttrici.

I due ricercatori hanno poi ipotizzato che l'arrivo di una tribù di umani moderni in un certo territorio innescasse una competizione per le risorse con i Neanderrhal locali e che questa competizione portasse all'estinzione di uno dei due gruppi a caso, ossia con uguale probabilità.

A partire da questo semplice scenario, tutte le simulazioni dell'andamento demografico delle due popolazioni portano alla scomparsa dei Neanderthal. A cambiare è solo il tempo necessario perché avvenga, che dipende dal'intensità dei flussi migratori degli uomini moderni dall'Africa. Nelle loro simulazioni i ricercatori hanno ipotizato che avvenissero a un tasso piuttosto basso, ossia a opera di piccoli gruppi e con una frequenza relatvamente lenta.

Il tempo necessario all completa sostituzione dei Neandethal con gli umani moderni non è mai risultato superiore ai 12-14.000 anni, lo stesso lasso di tempo nel quale è stata dimostrata la coesistenza delle due specie in Eurasia.


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MarioG
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Che cos'é? Un messaggio allegorico? Una lezione sull'eticità della storia? ("nemesi", "catarsi"..., mah!)
Solo per sapere.
E pensare che i Neanderthal non avevano neppure da prendersela con "sea Watch" e le altre imbarcazioni di un homo abilis come un soros!


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Tizio8020
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In realtà, il problema fu che i nuovi arrivati vennero alloggiati nelle caverne a spese dei Neanderthal; con lo "Jus Solii" poi, ciascuno di loro vece venire in Europa migliaia di Sapiens Africani, e fu la fine...


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cedric
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MarioG;236147 wrote: Che cos'é? Un messaggio allegorico? Una lezione sull'eticità della storia? ("nemesi", "catarsi"..., mah!) ....Solo per sapere. ....

Niente di tutto questo, era solo una divertente riflessione su l fatto che circa 30.000 anni fa qualche centinaio di migliaia di homo sapiens africani con la pelle nera si mise in cammino verso nord. Generazione dopo generazione ha raggiunto l'europa dove ha piantato le tende massacrando tutti i Neanderthaliani con la pelle bianca che ci vivevano in santa pace da oltre 250.000 anni.

I discendenti di quei migranti africani siamo noi che nel frattempo abbiamo perso il colore nero della pelle, di qui il sarcastico chiedersi se il nostro accettare anzi agevolare (ovviamente a pagamento) la nuova migrazione configurasse un piegarsi alla vendetta del fato (la nemesi) oppure un espiare la colpa dei nostri avi (la catarsi).

A ben vedere ci si potrebbe scrivere un racconto sfruttando un bel loop temporale. Un ungherese con forti residui di dna neandethaliano vuole fermare l'attuale migrazione in corso ed usa la macchina del tempo di Tipler per tornare nell'africa di 30.000 anni fa e massacrare tutti gli homo sapiens africani. In tal modo scomparirà il 99% della popolazione mondiale ed i discendenti ancora viventi dei Neanderthaliani potranno riprendersi le loro terre. Purtroppo gli homo sapiens africani per evitare il massacro migrano in europa dove annientano i Neanderthaliani e sviluppano la civiltà attuale dell'homo sapiens. L'ungherese folle viene ucciso dai guardiani del tempo tibetani e tutti sono contenti ma, senza che nessuno se ne accorga, nel passato qualche coppia di africani scampata al genocidio inizia a riprodursi (i negri non sanno fare altro, tag satira on) e dopo 30.000 anni qualche milione di africani ricomincia a migrare in europa per massacrare gli attuali abitanti, vendicare i propri avi e distruggere la macchina del tempo. Il finale è aperto....

Spero di aver risposto e lo spunto per una scenografia è gratis!


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mazzam
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@ cedric
"Abbiamo perso il colore nero della pelle"
e il nasone da gorilla si è trasformato in nasino alla francese...
e invece quei poracci che non hanno attraversato lo stretto del bosforo in tempo, no! sono rimasti tali e quali mammina li ha fatti...
Ma dai...


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cedric
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mazzam;236152 wrote: @ cedric
"Abbiamo perso il colore nero della pelle"
e il nasone da gorilla si è trasformato in nasino alla francese...
e invece quei poracci che non hanno attraversato lo stretto del bosforo in tempo, no! sono rimasti tali e quali mammina li ha fatti...
Ma dai...

Consiglio fortemente la lettura di un testo divulgativo di genetica umana, ad esempio "Mappe della storia dell'uomo" edito da Einaudi che per circa 15 euro racconta l'evoluzione e la diffusione nel mondo dell'uomo "anatomicamente moderno", cioè noi.

Anche se è disdicevole accettare che l'homo sapiens sia nato in africa e che circa 30.000 anni fa è migrato prima in europa, poi in asia ed infine in america fino alla patagonia, questo è quello che dicono le analisi del dna di tutte quelle popolazioni: nostra nonna era negra! ed i genetisti la chiamano l'eva mitocondriale.

Per inciso il colore della pelle è dovuto esclusivamente alla melanina che si sviluppa con l'esposizione diretta agli ultravioletti, oggi si chiama abbronzatura. Salendo al nord l'esposizione al sole scende (bisogna vestirsi perchè fa pure freddo) e di generazione in generazione la pelle diventa permanentemente chiara. Fra l'altro questo è il destino degli afroamericani: fra 10-20.000 anni saranno tutti bianchi, sempre che l'umanità duri abbastanza. Anche altri "connotati esterni" come gli occhi a mandorla, il naso camuso, il colore dei capelli ed altre caratteristiche utilizzate per distinguere le sedicenti razze umane sono dovute ad adattamenti locali. Finchè non c'era la genetica del dna potevano farci credere alla storiella delle razze di sem, cam e jaffete, oggi serve rassegnarsi....


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mazzam
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all'alba dell'oggi sarebbe utile trovare alternative alla narrazione spiccia riportata tal quale in tutti i sussidiari delle medie al capitolo " l'origine dell'uomo". Anche un bel : non sappiamo un cazzo di niente! ci sta. (Sempre meglio del : con poco sole mi sbianco.). La montagna del sapone tende a finire e in giro si parlotta di "risonanze evolutive" vedere Achille Damasco. Per dirne una nèèèè... ma non che mi convinca è che veramente sta roba della cromia geografica si può sostituirla con un pensiero qualunque. Quel che fa pensare è come i sapiens sapiens si bevano ogni intruglio gli mettano sotto il naso.
Comunque se tu nel libretto da 15 euri hai trovato pace buon per te.


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MarioG
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cedric;236154 wrote:

Anche se è disdicevole accettare che l'homo sapiens sia nato in africa e che circa 30.000 anni fa è migrato prima in europa, poi in asia ed infine in america fino alla patagonia, questo è quello che dicono le analisi del dna di tutte quelle popolazioni: nostra nonna era negra! ed i genetisti la chiamano l'eva mitocondriale.

Per inciso il colore della pelle è dovuto esclusivamente alla melanina che si sviluppa con l'esposizione diretta agli ultravioletti, oggi si chiama abbronzatura. Salendo al nord l'esposizione al sole scende (bisogna vestirsi perchè fa pure freddo) e di generazione in generazione la pelle diventa permanentemente chiara. Fra l'altro questo è il destino degli afroamericani: fra 10-20.000 anni saranno tutti bianchi, sempre che l'umanità duri abbastanza. Anche altri "connotati esterni" come gli occhi a mandorla, il naso camuso, il colore dei capelli ed altre caratteristiche utilizzate per distinguere le sedicenti razze umane sono dovute ad adattamenti locali. Finchè non c'era la genetica del dna potevano farci credere alla storiella delle razze di sem, cam e jaffete, oggi serve rassegnarsi....

A proposito, mi sa dire a quale adattamento evolutivo risponderebbe l'occhio a mandorla?


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Alla dipendenza da selfie?


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MarioG
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cedric;236154 wrote:
A ben vedere ci si potrebbe scrivere un racconto sfruttando un bel loop temporale. Un ungherese con forti residui di dna neandethaliano vuole fermare l'attuale migrazione in corso ed usa la macchina del tempo di Tipler per tornare nell'africa di 30.000 anni fa e massacrare tutti gli homo sapiens africani
[...]

Oh eccoci, finalmente!
Alla fine lo scopo di questi post semi-comici o semiseri, di questo girarci attorno come avvoltoi, è sempre il medesimo (non è il primo di questo tenore sul Neanderthal che vedo qui, non dico solo da parte sua):
dimostrare il carattere "neanderthaliano" (= di minus habens) di chi si oppone alla grande deportazione organizzata (sulla pelle dei deportandi e degli "accogliendi").
Ah no, scusi, volevo dire:
il carattere neanderthaliano di chi, infantile, fa le bizze di fronte al volto impassibile della Storia e dell'Evoluzione.

E' veramente curioso, ma questa parabola dell'homo di neanderthal, per quanto assurdo sia rapportarla al contesto attuale, continua pervicacemente a girare attorno al tema. Viene il sospetto che sia uno dei tanti prodotti preconfezionati messi sul mercato del rincitrullimento mediatico.


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MarioG
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Nat;236164 wrote: Alla dipendenza da selfie?

Ha un futuro nella paleoantropologia!


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cedric
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La chiaccherata si fa interessante, forse si è toccato un nervo scoperto con quel nonna era negra. Vediamo di rispondere con ordine e metodo

MarioG;236163 wrote: ... a quale adattamento evolutivo risponderebbe l'occhio a mandorla?

Le analogie sono più efficaci di tanti discorsi: il leopardo (quello giallo a macchie nere) e la pantera (quella tutta nera del libro della giungla) sono esattamente lo stesso animale: la specie (ultimo livello di differenziazione biologica) è Panthera Pardus. Alcune panthera pardus hanno subito una mutazione (non importa se casuale, ambientale o adattativa) che ha generato un particolare aplotipo nel dna causando il melanismo. Tale mutazione è diventata ereditaria ed ora ci sono leopardi/pantere a chiazze e leopardi/pantere tutti neri.

Allo stesso modo un giapponese, uno scandinavo ed un africano sono esattamente lo stesso animale: per tutti la specie è homo sapiens. Nel corso dei tempi alcuni uomini hanno subito leggere mutazioni che hanno creato aplotipi responsabili dei tratti somatici esterni: tali varianti sono composte da 4-500 nucleotidi sui parecchi miliardi di nucletidi del dna umano. Quindi niente di più naturale e soprattutto normale proprio come per la pantera nera ed il leopardo maculato.

MarioG;236163 wrote: ... lo scopo ........ è sempre il medesimo .....dimostrare il carattere "neanderthaliano" (= di minus habens) di chi si oppone alla grande deportazione organizzata .....

Con tutta franchezza non mi era davvero venuto in mente di considerare "minus habens" un neanderthaliano perchè nessuno è in grado di dire nulla sui neandertheliani a parte la conformazione delle loro ossa e di qualche catena di dna. L'unica cosa di cui si si è certi (e solo da pochi anni a seguito di recenti ritrovamenti congiunti) è che per qualche tempo homo sapiens ed homo neanderthalensis hanno condiviso gli stessi territori e che si sono accoppiati (il fascino dello straniero esotico c'era anche allora, tag satira on) facendo figli (specie diverse possono sia accoppiarsi che in alcuni casi anche generare). Nulla si sa sulle loro capacità cognitive e sensoriali, purtroppo il fatto che si siano estinti li ha fatti ritenere essere uomini più primitivi dell'homo sapiens.

Se nelle scuole si insegna ancora che neandertheliano sia sinomimo di primitivo, rozzo, animalesco e quindi in definitiva "misus habens" , ciò è solo sintomo dell'ignoranza scientifica, se proprio vogliamo trovare un carattere negativo allora homo neanderthalensis è stato un "perdente" sopraffatto dal più aggressivo homo sapiens.

Per ultimo: le razze umane oggi non esistono e dopo l'estinzione delle specie diverse da homo sapiens ne è rimasta una sola: quella attuale che discende dagli abitanti del sud africa nell'attuale Botswana: il dna non mente e nonna era proprio negra!


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Tibidabo
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Nonna nun era negra...era 'na scimmia!!!


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MarioG
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Appunto! E la trisnonna manco era scimmia, era un lucertolone.


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cedric
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DesEsseintes;236182 wrote: Nonna nun era negra...era 'na scimmia!!!

qui si gioca sull'evoluzione, così ci si distingue dai parenti sgraditi e si dorme tranquilli

Le scimmie più vicine geneticamente all'uomo sono il bonobo (pan paniscus) e lo scimpanze (pan troglodytes)

uomini, bonobo e scimpanze
Dominio Eukaryota, Regno Animalia , Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Deuterostomia, Phylum Chordata , Subphylum Vertebrata, Infraphylum Gnathostomata, Superclasse Tetrapoda, Classe Mammalia, Sottoclasse Theria, Infraclasse Eutheria, Superordine Euarchontoglires (clade) Euarchonta, Ordine Primates, Sottordine Haplorrhini, Infraordine Simiiformes, Parvordine Catarrhini, Superfamiglia Hominoidea, Famiglia Hominidae, Sottofamiglia Homininae, Tribù Hominini,

e fino qui sono identici, poi si differenziano:

scimpanzè: Sottotribù Panina, Genere Pan,Specie Pan troglodytes
bonobo: Sottotribù Panina, Genere Pan, Specie Pan paniscus
tutti gli umani: Sottotribù Hominina, Genere homo, Specie Homo sapiens

Quindi il il genere è diverso: pan per bonobo e scimpanzè ed homo per tutti gli umani del mondo:
nonna non era una scimmia al massimo discende da una scimmia...


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