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Kipling razzista


mystes
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Topic starter  

In Inghilterra "Un gruppo di studenti dell'Università di Manchester ha cancellato dal muro dov'era stata dipinta la poesia "If" del celebre scrittore britannico Rudyard Kipling, accusato di essere un cantore del razzismo e dell'imperialismo."
Bene, siamo sulla giusta strada: non mancherà molto che questa "nobile" iniziativa britannica incontrerà imitatori anche in Italia, per cui scrittori come Manzoni, Pirandello ecc. e filosofi come Aristotele e Giovanni Gentile saranno banditi dalle scuole perchè non obbediscono ai nuovi "orientamenti" culturali. Molti di loro non sono semplicemente razzisti, ma anche omofobi e amanti della famiglia tradizionale e i greci addirittura consideravano barbari tutti coloro che non erano di puro sangue ellenico.
I nuovi modelli culturali andranno cercati tra i vari Mandela, Martin Luther King e roba simile che tanta luce e sapienza hanno dato all'umanità.
D'altra parte tutto ciò rientra nel processo distruttivo al quale è sottoposta la civilazzione europea in modo che l'Europa sia pronta nel prossimo futuro alle nuove popolazioni che saranno solo capaci di leggere le marche dei prodotti che devono comprare nei supermercati e poi consumare e scrivere le poche lettere e numerini (prevalentemente emoji) impressi sui loro cellulari.

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/kipling-razzista-ed-imperialista-studenti-cancellano-sua-1555598.html


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Tibidabo
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Ecco un altro acritico
Kipling scrive benissimo però era un eurocentrico colonizzatore sostenitore non solo della superiorità della razza bianca ma anche della inferiorità delle classi subalterne nel mondo occidentale

“If” è una poesia assurda che può essere riassunta cosí:

“Se non te ne frega un cazzo di nessuno e se sei abbastanza forte da potertelo permettere il mondo sarà tuo”

E ci voleva il noto scrittore...


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comedonchisciotte
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Pensavo che non ci fossero dubbi sul fatto che Kipling fosse non solo razzista, ma ideologo del razzismo.


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olmo
 olmo
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Tibidabo:
che "if" sia assurda rientra nel giudizio soggettivo umorale più che nello "spirito" del testo che rieccheggia di saggezza orientale, certo, se vuoi presa e fatta passare per propria (ammesso che ci sia qualcosa di proprio nei pensieri!), ma sempre non banale e degna di meditazione.
Che fosse un sostenitore dell'impero britannico e della spocchia di superiorità che ne derivava non ci sono dubbi, ed è storicamente giudicato, allo stesso modo vorrei che la stessa attenzione fosse, per esempio, rivolta al comportamento di un personaggio sacralizzato come luther king che del "bunga bunga" sotto alcol e non privo di venature razziste e blasfeme (se ci poniamo dal punto di vista delle anime pie e politicamente corrette!) fece pratica costante, visto che con questi tizi martellano i marroni dei nostri figli fin dalle elementari.
Le microspie di edgar hoover non fanno sconti a nessuno.
Altrimenti innalziamo il nostro rappresentante nazionale di questa pratica a questo punto meritoria e rivoluzionaria.
Vogio dire che le pulci allora vanno fatte a tutti, anche agli eroi di oggi.


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Tibidabo
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Olmo, non è un giudizio “soggettivo e umorale”
“Soggettivo e umorale” è il dispetto che provi tu perché qualcuno non apprezza quella che evidentemente ritieni un'opera d'arte
Mi spiace, non lo è, è solo una poesia pesantemente didascalica scritta da un pedante narcisista
Questo purtroppo è un dato di fatto e casomai ci sarebbe da chiedersi come mai tanta gente come te si affeziona a quel componimento che obiettivamente non merita

Anche Shakespeare è un colonialista come è noto, il Prospero dell'isola che schiavizza il povero aborigeno Calibano - e anche Ariel - è lui stesso e i suoi miracoli sono il suo teatro
In Coriolano esprime il violento disprezzo che prova per un popolo che riacquista dignità solo quando sta al suo posto senza pretendere di mettere in discussione il sistema
La rivoluzione può essere nominata solo se descritta come un misterioso male metafisico (Riccardo II)

Ma nonostante questi siano punti in comune con la visione anglocentrica colonialista e classista di Kipling la differenza è che S ha una umanità prorompente
- che lo porta usare il suo dono per la parola in modo da fare del suo discorso qualcosa che trascende il semplice messaggio che vuole veicolare
- e soprattutto a intuire che lo scioglimento dei suoi drammi e delle sue tragedie sarebbe possibile solo ed esclusivamente con quella rivoluzione che non ha il coraggio di immaginare...e arrivato al punto decisivo in cui l'unica via di uscita sarebbe la radicale destituzione del sistema...o si rifugia in finali un po' sbrigativi o muoiono tutti sopraffatti dalla colpevole fragilità della natura umana
L'epitome è Amleto, un dramma intero sulla impossibilità di fare la rivoluzione.
Ma il testo è un ribollire di metafore e di antinomie che dal punto di vista linguistico mettono fortemente in discussione quello stesso sistema che nei concetti non osa contrastare

In Kipling invece questa prorompente umanità che implica la rivoluzione non c'è minimamente, né l'umanità né la rivoluzione, e quindi vengono fuori delle storie molto evocative dalla morale scontata fin dall'inizio o poesie del cazzo per middle class disciplinata come “If”.

Poi de gustibus... 😀


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olmo
 olmo
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Tibidabo il tema da cui si era partiti non era stabilire se Kipling fosse più o meno artista di qualcun altro ma se era semplicemente sensato appllicare le psicotiche regole politico-giornalistiche del politicamente corretto a qualsiasi fenomeno umano storicizzato, come da articolo in bacheca.
Nessun fastidio, davvero, da quel componimento prendo solo ciò che mi serve, ed è ciò che l'uomo fa da sempre, rivoluzionario o meno.


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Tibidabo
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Ecco, e io stavo cercando di far notare che non si può fare di tutte le erbe un fascio qualificando ogni critica alle figure culturali di riferimento come “psicotica”
Kipling ha il dono della bella scrittura ma come idee politiche e filosofia morale equivale a un funzionario dell'Impero incaricato di inquadrare la media borghesia agli ordini delle classi dominanti quindi è giusto rifiutarlo come modello e definirlo “cantore dell'imperialismo e del razzismo”

La cosa interessante, che avevo espressamente provocato usando un tono un po' tranchant, è che nonostante io non abbia attaccato nessuno, la tua risposta è stata immediatamente un argomento ad hominem definendo il mio giudizio “umorale” ossia infondato e di pancia.
Non è un caso, è che avete bisogno di punti di riferimento e vi ostinate a cercarli in quelli che vi spacciano per “tradizione”, basta che abbiano un nome che sia abbastanza famoso.
I primi anni che qui scrivevo di cinema o di letteratura succedeva regolarmente il finimondo sempre con le stesse motivazioni e cioè che i miei sono solo giudizi soggettivi etc etc...anche in musica all'inizio sono saltati su due che mi davano delle lezioni...
Il problema per voi non sono i giudizi che do ma il fatto stesso che giudico autonomamente senza rifarmi a una autorità di riferimento
Oggi però è precisamente il momento di buttare a mare queste autorità di riferimento perché sono diventate il cavallo di Troia del pensiero unico
I punti di riferimento devono essere solo quelli su cui tutti facciamo una ermeneutica autonoma e messa in comune

Vedrai che tra un po' capiamo pure questo


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MarioG
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Pero'...
Leggendo nell'articolo linkato si legge:

"I capi del blitz studentesco che hanno rivendicato l'azione sostengono che un uomo come Kipling rappresenta l'esatto opposto dei concetti di liberazione, di crescita dell'individuo e di diritti umani che loro invece intendono perseguire. Il brano di Kipling è stato successivamente sostituito dalla poesia "Still I Rise", della scrittrice afroamericana Maya Angelou, esponente di prima linea nella lotta per i diritti civili dei neri d'America.
Riddi Viswanathan, responsabile dell'ufficio per le diversità della Students' Union, ha dichiarato che: "Kipling non è in linea con i nostri valori" - aggiungendo - "Per noi è importante rappresentare le voci degli studenti neri ed asiatici, motivo per cui abbiamo ritenuto che la poesia di Rudyard Kipling fosse del tutto inappropriata"

Come si vede, soprattutto nell'ultima frase, l'azione scaturisce da una presa di posizione a sua volta nettamente oppositiva verso l'europeo. E' naturale che poi uno arriva a "tifare" per l'altro (per quanto sia un po' troppo inglese). Questo mi pare la ragione principale, piuttosto che l'ostinazione per la tradizione (non e' che sentiamo Kipling come fosse Dante Alighieri...).
E' strano poi che si scaglino contro una poesia come "if" che ha contenuto politico-razzista-imperialista-etc nullo ed e' uguale se la legge l'inglese, il nero o l'asiatico.


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olmo
 olmo
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Tibidabo,
psicotica si riferiva alla modalità "studentesca" della suddetta critica che secondo le mode intellettuali del momento si abbatte ora su Kipling come in passato su Heidegger, Wagner, Nietche, Borges solo per citare i più famosi, non alla tua in particolare che è rispettabilissima!


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Tibidabo
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@olmo

Anche le tue opinioni sono rispettabilissime.

Il problema è che @mystes aveva scritto:

per cui scrittori come Manzoni, Pirandello ecc. e filosofi come Aristotele e Giovanni Gentile saranno banditi dalle scuole perchè non obbediscono ai nuovi "orientamenti" culturali

e questo non è vero...anche perché se vai a vedere i nomi, mystes ha scelto figure a casaccio delle quali, evidentemente, lui stesso sa pochissimo...e se mi sbaglio chiedo scusa...ma non mi sbaglio...

Kipling non è uno di quei pilastri inamovibili...bisogna saper distinguere e non farsi affascinare solo perché si sente un nome famoso a capocchia...

E ho aggiunto che tutto dipende dalla “nostra” libera ermeneutica ”fatta in comune” perché se vogliamo essere onesti nessuno di voi ha la piu pallida idea del perché alcuni di quei famosi “capisaldi” siano effettivamente tali

Per esempio io scommetterei che nessuno qui ha il coraggio di mettere in dubbio Dante eppure se lo si va a leggere si vede che scriveva in una lingua spettacolare praticamente inventata da lui, cioè un capolavoro titanico, solo che quanto a contenuti non c'è nulla che possa essere condivisibile da un uomo della nostra epoca
Se io vi chiedessi “Di che diavolo sta parlando Dante?” voi non sapreste cosa rispondere

Leggete Petrarca...un genio della parola dove Dante è michelangiolesco lui è raffaellesco...un miracolo di armonia sonora espressa in lingua...
Che diavolo dice ossia di che cosa sta parlando in concreto?
Nessuno di voi, dico nessuno, saprebbe esprimerlo

Quindi la mia modesta opinione è che la stragrande parte di quella cultura che ci insegnano non è capita perché non si ha il coraggio di interpretarla liberamente...e anzi ce la impongono per l'unico motivo che ne “dobbiamo” avere soggezione senza permetterci di farne una ermeneutica autonoma in gruppo...senza l'autorizzaziome dell'organismo o del burocrate preposto (l'intellettuale, l'università, a livelli più bassi la televisione)......di conseguenza quando qualcuno anche solo per spirito goliardico la mette in discussione io “OGGI” mi sento di prendere le sue parti...soprattutto quando si tratta non di un genio assoluto anche se difficile come potrebbero essere Dante, Petrarca o Shakespeare...ma un comunissimo borghese, seppur brillante, che molto banalmente ha messo il suo talento a servizio del potere, come era Kipling...

Ci sono epoche in cui manca il rispetto della tradizione, altre in cui la tradizione è falsificata per ingannare il popolo e in cui quindi ciò che manca è lo spirito iconoclasta...
La mia umilissima idea è che noi ci troviamo nella seconda delle due epoche.

Ma anche la tua umilissima idea è rispettabile...per l'amor del cielo...


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