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L’attacco di Kerry e al-Qaida su Aleppo fallisce

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Anonymous
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L’attacco di Kerry e al-Qaida su Aleppo fallisce

agosto 5, 2016 Lascia un commento

Moon of Alabama 4 agosto 2016

Ai primi di maggio il segretario di Stato degli USA Kerry impose una scadenza per il cambio di regime “volontario” in Siria: “ha detto che “la data prevista per la transizione è il 1° agosto” in Siria o altrimenti il governo di Assad e suoi alleati “chiedono una musica molto diversa”. Nella speranza che “qualcosa accada nei prossimi mesi”, ha detto che la transizione politica non include il Presidente Assad perché, “finché Assad è lì, l’opposizione non avrà intenzione di smettere di combattere”… Kerry ha fatto tali osservazioni dopo l’incontro con l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria Staffan de Mistura e il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. Hanno convenuto d’istituire un centro di monitoraggio del cessate il fuoco a Ginevra, Svizzera…” Da quella dichiarazione, al-Qaida in Siria e i terroristi filo-USA avevano già rotto il cessate il fuoco annunciato a febbraio dalla Russia e attaccato le posizioni del governo siriano nella zona rurale a sud di Aleppo. I negoziati di maggio tra Russia e Stati Uniti sulla Siria non hanno portato a risultati tangibili. In retrospettiva, la tattica degli Stati Uniti sembra fosse ritardare intenzionalmente. Gli Stati Uniti hanno fatto qualche offerta risibile a Russia e Siria affinché accettino la sconfitta in cambio di attacchi congiunti ad al-Qaida, ma è stata respinta senza complimenti. L’attacco di oggi su Aleppo controllata dal governo, da parte di al-Qaida in Siria (Jabhat al-Nusra alias Fatah al-Sham), è stato lanciato il 1° agosto, con 10000 terroristi, è un attacco di dimensioni senza precedenti. Il 1° agosto è esattamente la stessa data fissata da Kerry come giorno per “una musica molto diversa“. Probabilmente non è un caso. Nonostante le dimensioni enormi della “grande battaglia di Aleppo” e il suo carattere forse decisivo per la guerra, né New York Times né Washington Post ne hanno finora parlato. Gli Stati Uniti avevano a lungo preparato l’escalation e l’estensione della guerra alla Siria. A dicembre e gennaio navi affittare dagli statunitensi avevano trasportato almeno 3000 tonnellate di armi e munizioni dalla Bulgaria a Turchia e Giordania, assieme a centinaia di tonnellate di armi dal Montenegro trasportate via aerea in Arabia Saudita e altri Stati del Golfo. Secondo il famoso sito dell’intelligence militare Janes Defense, le armi bulgare sono finite in Siria, dove l’Esercito arabo siriano ne ha confiscato alcune ad al-Qaida e terroristi filo-USA. Durante il cessate il fuoco e i negoziati con la Russia, Stati Uniti ed alleati continuavano ad armare e sostenere i loro agenti in Siria anche se intimamente coordinati ed integrati con al-Qaida. Gli Stati Uniti non considerano tali gruppi terroristi, non importa con chi si alleino o cosa facciano. Anche quando un gruppo decapita un 12enne malato di fronte alle telecamere, il dipartimento di Stato degli USA continua a sostenerli opinando che “un incidente qua e là non farà necessariamente terroristico un gruppo“. Buono a sapersi …
Il Ministero della Difesa russo ha avvertito ad aprile che grandi quantità di armi e uomini passavano dalla Turchia alla Siria: “Il gruppo terroristico Jabhat al-Nusra (fuorilegge in Russia) in Siria progetta una grande offensiva, con l’obiettivo di tagliare la strada tra Aleppo e Damasco, aveva detto il capo del Primo Direttorato Operativo dello Stato Maggiore Generale russo Sergej Rudskoj,… “Secondo le nostre informazioni, circa 8000 militanti di Jabhat al-Nusra si sono concentrati a sud-ovest di Aleppo, e 1500 militanti si sono riuniti a nord della città”, aveva detto Rudskoj”. Un portavoce di Jabhat al-Nusra affermò che l’attacco ad Aleppo è stato pianificato da “diversi mesi”. Le armi furono fornite da statunitensi e sauditi all’inizio dell’anno e i russi osservarono lo schieramento di forze ad aprile, in preparazione dell’attacco su Aleppo. L’osservazione “sulla musica molto diversa” di Kerry si adatta proprio a ciò. Ma il grande attacco “dalla musica molto diversa” è fallito.

Immagine:
?w=630&h=354

L’attacco iniziava tra 1 e 2 agosto, quando i terroristi (aree verdi) riuscivano a rompere le difese del governo siriano (rosso) al confine sud-occidentale della città di Aleppo. Il piano era sfondare approssimativamente lungo la linea nera. Diversi attacchi con autobombe violarono la linea del fronte siriano. Gli insorti catturavano il grande ed incompiuto complesso di appartamenti 1070 e diverse posizioni collinari. La seconda fase veniva lanciata tentando di prendere la base dell’Accademia dell’Artiglieria a poche centinaia di metri più a est. Ma dopo intensi attacchi aerei siriani e russi e contrattacchi notturni, quasi tutte le posizioni sono tornate nelle mani del governo siriano. Nonostante il fallimento dell’assalto principale, al-Qaida ed alleati lanciavano la terza fase dell’attacco sul quartiere Ramusyah, poche centinaia di metri più a nord. Un errore tattico, dato che gli assalitori non riuscivano a costruire uno Schwerpunkt decisivo. Una tunnel carico di esplosivo distrusse parti di postazioni dell’esercito siriano a Ramusyah, ma la linea difensiva teneva, respingendo l’assalto. Gli altri attacchi condotti da 2-3000 terroristi nelle zone occupate da al-Qaida ed assediate nel nord di Aleppo, fallivano pure. Al-Qaida non è mai riuscita a spezzare l’assedio delle aree orientali e ad isolare le aree occidentali governative e densamente abitate, tagliandone le linee di rifornimento da Damasco. Combattimenti locali continuano ancora sulla prima linea, ma le postazioni del governo appaiono consolidate e la forza attaccante si sta lentamente ritirando. Al-Qaida ed alleati dovevano attaccare dalla provincia di Idlib ad Aleppo su un terreno scoperto sul limite occidentale della città. Qui gli aerei russi e l’artiglieria a lungo raggio vi hanno concentrato il fuoco. Come al solito, in queste situazioni, la maggior parte degli aggressori fu eliminata sulle linee di rifornimento verso il fronte, e non sulla prima linea. Un missile da crociera russo ha anche distrutto un deposito di armi del Jaysh al-Islam, l’alleanza dominata da al-Qaida, a Bab al-Hawa, Idlib, al confine con la Turchia. Diversi convogli carichi di armi in rotta verso Aleppo sono stati distrutti da altri attacchi aerei. Le parti si accusano a vicenda per gli attacchi con il gas contro i civili. I terroristi hanno iniziato, come fanno sempre quando perdono terreno. Questa volta siriani e russi hanno immediatamente risposto con proprie affermazioni. Ora come decidere tra questi scambi di accuse? Tali accuse e relazioni sembrano distrarre da casi più seri.
Dopo la sconfitta della terza fase dell’attacco, al-Qaida ed alleati abbandonavano il piano originale dell’attacco in sei fasi e si ritiravano. Nella dottrina militare russa, una situazione del genere richiede un contrattacco ad ampio raggio e un controffensiva strategica sul nemico in ritirata. Vedremo un’operazione lampo in cui le truppe di riserva del governo siriano procederanno ad ovest e nord di Aleppo sotto una spessa copertura aerea. Non ci sono piani governativi per liberare le zone ad est di Aleppo, assediate dal governo; possono aspettare e la loro condizione peggiorerà prima che qualsiasi costosa azione segua. Non sono ancora stati confermati i rapporti su ulteriori piani di attacco russi per la prossima fase del conflitto. Insomma la “musica molto diversa” di Kerry ha fallito nel raggiungere l’obiettivo desiderato. Il governo controlla Aleppo che non è stata isolata dal resto delle aree governative a sud. La forza d’attacco, il più grande concentramento di terroristi in questa guerra, ha subito 1000 perdite e la distruzione di grandi quantità di materiale. Una controffensiva ne frantumerebbe i resti.
In un
altro focolaio di crisi, i combattenti siriani curdi delle YPG che assediano e conquistano lentamente la città occupata dallo Stato islamico di Manbij, ad est, sono sostenuti dalle forze speciali statunitensi e da intensi attacchi aerei della coalizione USA. Manbij è ora in gran parte distrutta. Gli ex-100000 abitanti sono in gravi difficoltà. 200 civili in fuga sono stati uccisi dagli attacchi aerei statunitensi, ma essendo l’operazione guidata dagli Stati Uniti, alcuna organizzazione umanitaria “occidentale” se n’è lamentata.

Immagine:
?w=630&h=469

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Fonte: Moon of Alabama

Da:
https://aurorasito.wordpress.com/2016/08/05/lattacco-di-kerry-e-al-qaida-su-aleppo-fallisce/


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InvernoMuto
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Non è corretto. L'assedio non è ancora collassato ma i governativi, dopo che la base di Ramouseh è caduta, controllano una stretta striscia molto vulnerabile. In pratica i ribelli dai due fronti opposti sono a portata di voce gli uni dagli altri, ma si continua a combattere.
Se l'assedio sarà rotto, pradossalmente le prospettive si rovesceranno: ad essere assediata sarà Aleppo ovest, visto che la "Castello road" è troppo vulnerabile per assicurare una linea di rifornimenti.


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Non è corretto. L'assedio non è ancora collassato ma i governativi, dopo che la base di Ramouseh è caduta, controllano una stretta striscia molto vulnerabile. In pratica i ribelli dai due fronti opposti sono a portata di voce gli uni dagli altri, ma si continua a combattere.
Se l'assedio sarà rotto, pradossalmente le prospettive si rovesceranno: ad essere assediata sarà Aleppo ovest, visto che la "Castello road" è troppo vulnerabile per assicurare una linea di rifornimenti.

Sempre se gli " Ammerrigani " non aiutano, come sempre fanno, al Nosra ed i " siriani della Libertà ) e se non rompono le palle alla Russia...

Ciao


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makkia
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Se l'assedio sarà rotto, pradossalmente le prospettive si rovesceranno: ad essere assediata sarà Aleppo ovest, visto che la "Castello road" è troppo vulnerabile per assicurare una linea di rifornimenti.

Oddìo, questa è un po' troppo pessimistica (o ottimistica per i jihadisti).

La sacca di Aleppo-centro è stata lì per mesi con la Castillo che era supply route controllata dai takfiri ma vulnerabile, poi per settimane coi lealisti che la tenevano sotto artiglieria e ostacolavano rifornimenti, poi la sacca e la strada sono state chiuse del tutto... e in tutto questo tempo nessuno parlava di "Aleppo ovest assediata".

Adesso solo perché i takfiri stanno riaprendo la sacca sembra che casca il mondo.
Ma la Castillo road continua a essere una via proitibitiva per i ribelli, oltre che per i governativi (che comunque la controllano). E Aleppo ovest è "assediata" quanto lo era prima: può sempre contare su basi aeree per rifornimenti infiniti (sono i jihadisti che non hanno aviazione).
Siamo tornati indietro a due settimane fa, con la differenza che i takfiri hanno buttato tutto quello che avevano in questa offensiva e sono a corto di riserve.
E intanto hanno sguarnito i fronti di Idlib e Latakia, per supportare questa offensiva.
Potrebbe essere una vittoria di Pirro... sempre che l'infuriare della battaglia si fermi a questa situazione vittoriosa, il che non è affatto detto.

Francamente la cosa veramente preoccupante è che nella fortezza di artiglieria potrebbero aver catturato un anno di rifornimenti di armi e munizioni. Aleppo-centro rimane quindi assediata e a corto di viveri (e probabilmente di uomini) ma non più a corto di munizioni. Questo potrebbe prorogare indefinitamente la situazione.


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Adesso solo perché i takfiri stanno riaprendo la sacca sembra che casca il mondo.
...........potrebbero aver catturato un anno.. .

Che lingua è, makkia?


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makkia
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Che lingua è?

Una di quelle comprensibili.


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Che lingua è?

Una di quelle comprensibili.

e, p.c. : @ Gaia

Forse Gaia è commercialista e vuol sapere almeno di quante casse si parla, il numero dei fucili, degli obici, munizioni od eccetera...

😉


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InvernoMuto
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Penso che Gaia si riferisca al termine "takfiro", che in effetti trovo anch'io bruttarello ma vabbè.

Comunque la questione è che i ribelli avranno subito perdite ingentissime ma le questioni sono altre:
1) la vittoria di Pirro poteva essere una sconfitta devastante per i ribelli, che erano costretti al tutto per tutto: con un po' più di accorgimenti difensivi gli attaccanti si sarebbero infranti a ondate senza ritirarsi perchè non avevano scelta: sapevano che se Aleppo fosse stata perduta la guerra in pratica sarebbe finita.
2) il morale dei ribelli è alle stelle e quello dei governativi è sotto i tacchi. Solo una controffensiva rapida che sloggi gli avversari può invertire la tendenza, sennò il pericolo è quello che si entri in una spirale negativa.
3) Per la controffensiva serviranno verosimilmente i reparti d'elite, raffreddando gli altri fronti, come Latakia o Ghouta est.
4) I suddetti reparti d'elite (4a divisione, "tiger forces" e pochissimi altri) prima o poi inizieranno a essere sfiniti, visto che sono costretti a un vero e superlavoro avanti e indietro per tappare i buchi degli altri reparti che oggettivamente sono roba da gatti fradici nel muso.

Ciò che è frustrante è se non si riassedia Aleppo in pratica si rimette in moto tutto: la guerra potrebbe durare per anni e anni ancora con tutto quello che ne consegue per chi sta lì e con la guerra non ci vorrebbe avere a che fare.

Bastava veramente poco, solo delle truppe un minimo più preparate.


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makkia
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Penso che Gaia si riferisca al termine "takfiro", che in effetti trovo anch'io bruttarello ma vabbè.

No, è una vecchia faida linguistica 😉 non ti preoccupare.

Takfir sai già che significa più o meno "colui che condanna gli apostati". Costoro (tutti, non solo Daesh) ammazzano facilmente civili colpevoli solo di essere shiiti o alawiti. E sunniti che non sono "abbastanza convinti" della "causa".
Non c'entra dunque coll'essere sunniti (che un po' di razzismo settario, reciprocato, ce l'hanno ma non farebbero mai queste cose e comunque sono l'80% dell'esercito lealista). E' una caratteristica esclusiva dei "moderati" siriani e del Daesh. E non c'è sigla che non si sia macchiata di questi comportamenti.

Serve un termine tecnico per definire questi comportamenti e "opposizione" o "ribelli moderati" non mi piacciono perché [1] non si oppongono solo ad Assad ma a tutto il popolo siriano (e questo è ormai abbastanza chiaro anche agli anti-Assad democratici) [2] perché tutto sono tranne che moderati e [3] perché sono i termini scelti dalla propaganda euroatlantica come ombrello giustificatorio per tutti i combattenti "graditi" ai loro disegni.

Capisco che "takfir" rischia di applicarsi anche a paramilitari turchi/turcomanni o ad altri gruppi non altrettanto schierati settariamente (ma i cui militanti trasmigrano da una sigla all'altra con facilità disarmante).

Anche "jihadista" è imperfetto (ed è ingiusto nei confronti di chi onestamente vuole difendere la Umma nel suo complesso).

"Wahabita", "salafita" o "fratello musulmano" sono tutti sbagliatissimi.

Mi tocca tenermi "takfir" (comunque mi hai fatto riflettere: eviterò l'italianizzazione in takfiro/takfiri, che ho mutuato da Blondet).

con un po' più di accorgimenti difensivi gli attaccanti si sarebbero infranti a ondate

Sì, è strano. Ma con la propaganda sfacciata che hanno fatto "telefonando" l'offensiva e con l'intelligence russa in situ, non riesco a credere che sia solo questione di sottovalutazione. Credo che i ribelli abbiano oggettivamente messo in atto qualcosa di imprevisto, ma non ho idea cosa sia.

Forse i VBED (camion-bomba)? Mi è sembrato di capire che non li hanno usati solo per aprire la strada nelle difese (come loro solita tattica), ma che è stato un martellamento continuo.

3) Per la controffensiva serviranno verosimilmente i reparti d'elite, raffreddando gli altri fronti, come Latakia o Ghouta est.

Hmm... sì. Ma sono anche stati annunciati 2.000 miliziani irakeni in arrivo. Hezbollah anche ha promesso rinforzi (alcuni già arrivati, ci sono clip in cui si sente - mi dicono - l'accento libanese).

tappare i buchi degli altri reparti che oggettivamente sono roba da gatti fradici nel muso.

Il problema è che con 80.000 KIA dietro le spalle, l'esercito siriano è in larga parte formato da coscritti inesperti. La ristrutturazione e addestramento tattico che i russi hanno impostato (e che ha dato frutti) è limitata agli ufficiali, dubito che abbiano avuto il tempo di migliorare più che qualche reparto d'élite, meno che meno il grosso dell'esercito.
Il vantaggio reale è nel migliore rifornimento e nel supporto aereo, ma (come l'offensiva di Taqba ha dimostrato) gli capita di confidare troppo. E di ignorare i consigli dei russi (come sempre Taqba ha dimostrato).

Bastava veramente poco, solo delle truppe un minimo più preparate.

Avercele. Credo sia quello il problema.
E non credo che "bastasse veramente poco": respingere 10.000 takfir, su un fronte di 20Km, con tutti i tank disponibili a una ventina di sigle diverse, con 2.000 tonnellate di armi passate dalla Turchia solo nell'ultimo mese, con molte posizioni fortificate in fretta e furia in due settimane, su un terreno in cui l'aviazione rischia fuoco amico e collateralità atroci, non credo sia una roba da poco per nessun tipo di corpo militare.

Qualcuno parla di "intiepidimento" dei russi... (e anche degli iraniani non se ne sente più parlare da un po'). O forse i russi avevano valutato che l'apertura dei corridoi umanitari desse risultati più corposi e volevano essere "morbidi" per non intralciare le trattative, e si sono fatti sorprendere.
Chissà...


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InvernoMuto
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Io uso il termine "ribelli", che non dà giudizi di valore ed è, a mio parere, oggettivo (avversari di un ordinamento precostituito).

Per quanto riguarda i camion bomba io credo che, essendo una tattica vecchia come il cucco, i casi siano due: o mancavano i mezzi (RPG, o meglio TOW, visto che ormai i camion bomba sono di norma dotati di corazzature), o mancavano le competenze, cioè truppe in grado di usarle con costrutto.

Il primo caso lo ritengo più dubbio (se fosse così ci sarebbero altre questioni: logistica oppure i "fornitori" sono restii a dare più di tanto). Con il secondo caso si torna a bomba: dopo aver completato l'accerchiamento non sarebbe stato possibile spostare la 4a divisione, che si trovava in loco e che si è dimostrata decisiva nei combattimenti in aree urbanizzate?

Oppure: visto che un' offensiva da sud era più che sicura (lo scrissi io stesso un mesetto fa in un post di yakoviev mi sembra), non era opportuno preparare delle "kill zones" negli spazi aperti con mine e fortificazioni? Dai video pare che l'esercito non avesse nemmeno dei sacchi di sabbia! In questo modo probabilmente anche delle truppe meno preparate potevano tenere botta.

Forse quello che ha ingannato l'esercito regolare è stato proprio lo scoramento che traspariva dalle file ribelli, tra defezioni tra gli aleppesi e voci di bisticci tra AAS e le altre formazioni. O il morale era veramente a terra e questo era il "o la va o la spacca" per i ribelli, oppure è stato un esempio veramente prodigioso di maskirovka.

Anch'io ho letto di come i siriani abbiano dato la colpa ai russi ma francamente ho i miei dubbi, non sarebbe la prima volta che cercano di scaricare le responsabilità su terzi.

Un'altra cosa che mi ero scordato: era importante imprimere un punto di svolta alla guerra prima di novembre perchè...vabbè, si sa.

Intanto nel fronte di Latakia Kinsabba è stata (di nuovo) liberata dai regolari


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[quote="InvernoMuto"]Io uso il termine "ribelli", che non dà giudizi di valore ed è, a mio parere, oggettivo (avversari di un ordinamento precostituito).

Ribelli ?

Ma per favore !
Se non sbaglio la maggioranza dei siriani sono per Assad...i tuoi " ribelli " hanno almeno due nazionalità e stanno tutti in Europa e negli USA alla faccia dei veri siriani che devono difendersi dai contractors di molte nazioni finanziati da USA. UE, Qatar, Arabia Saudita, Israele e se non ci ha ripensato il nuovo Suleiman ( Erdogan ).

Ciao, ciao.


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InvernoMuto
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non ho capito in cosa consiste l'obiezione, scusami


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non ho capito in cosa consiste l'obiezione, scusami

Certo chiamarli " ribelli " ...è normale ? Non sono contro lo Stato ed il Presidente democraticamente eletto o no ?

E non sono regolarmene armati ?

E coloro che non vogliono Renzi mai eletto democraticamente, come li chiami " ribelli " visto che non sono neanche armati ?

Ciao, ciao


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InvernoMuto
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Cioè, quelli che combattono contro il governo siriano non sono contro il governo? Cosa vuol dire? dammi pure del cretino ma continuo a non capire
boh vabbè chiamiamoli igjooidfgj invece di ribelli e finita lì


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Cioè, quelli che combattono contro il governo siriano non sono contro il governo? Cosa vuol dire? dammi pure del cretino ma continuo a non capire
boh vabbè chiamiamoli igjooidfgj invece di ribelli e finita lì

Vogliamo chiamarli Zeloti contro Roma/USA ?

Forse è meglio:

" Chiamiamoli così...terroristi buoni ?

😉


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