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LA NATO IN FINLANDIA: UNA STORIA CHE SI RIPETE?


mystes
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La NATO sta giocando con il fuoco e dimentica o fa finta di dimenticare quale fu la reazione degli USA nel 1961 quando l’URSS, con l’invio dei missili a Cuba, rischiò un vero e proprio conflitto nucleare. Con tale precedente storico attendiamoci una risposta contundente da parte di Putin, qualora la Nato insista nel voler portare i propri armamenti (inclusi missili atomici) sul confine tra Russia e Finlandia che potrebbe rappresentare il prossimo casus belli di un conflitto nucleare. 

Per rinfrescare le idee…

La crisi dei missili di Cuba fu un confronto tra gli Stati Uniti d’America, il cui presidente era allora John Kennedy, e l’Unione Sovietica con a capo Nikita Chruščёv. Questo confronto è stato uno dei momenti più pericolosi della Guerra Fredda, a causa del quale si è rischiata l’esplosione di una guerra nucleare.

Tutto cominciò dall’invasione della Baia dei Porci del 1961, il tentativo fallito di rovesciare il regime cubano di Fidel Castro da parte di Kennedy, neoeletto presidente degli Stati Uniti. Un altro fattore scatenante furono i vari missili piazzati in Turchia e in Italia: gli Stati Uniti avevano cominciato a installare basi missilistiche in queste zone, che puntavano verso i paesi dell’Unione Sovietica.

Chruščёv si rese presto conto che un’eventuale guerra avrebbe richiesto il ricorso alle armi atomiche. Per questo decise di ascoltare le richieste di Cuba e installò dei missili balistici sull’isola. Questi rappresentavano un grosso pericolo per gli Stati Uniti perchè in quindici minuti avrebbero raggiunto Washington, potendo percorrere una distanza di circa 1.600 chilometri. L’operazione sovietica rimase nascosta a tutto il mondo, finché un aereo spia statunitense avvistò e fotografò la base missilistica, segnalando la presenza di missili a medio raggio e intermedi.

Kennedy affermò in televisione di essere al corrente su quanto stava accadendo a Cuba. Se l’isola avesse attaccato gli Stati Uniti la guerra si sarebbe estesa all’URSS. Inoltre, il presidente spiegò la decisione da lui presa per contrastare la base sovietica. Chruščёv inviò varie lettere a Kennedy per ribadire le sue pacifiche intenzioni, ma il vero problema erano le intenzioni dei cubani. Castro aveva ancora un conto in sospeso con gli USA, perché qualche anno prima Cuba aveva subito un attacco da altri compaesani in esilio, addestrati dalla CIA.

Inizialmente gli Stati Uniti avevano varie opzioni: bombardare e distruggere le basi missilistiche; fare un appello per fermare l’istallazione delle basi; creare un blocco navale o invadere Cuba. Le prime due furono subito scartate perché avrebbero richiesto troppo tempo. Alla fine Kennedy scelse di creare un blocco militare, affinché non potessero giungere altri missili o altre armi a Cuba.

La questione si calmò solo dopo lunghissime trattative e negoziazioni. Le due potenze riuscirono a trovare un accordo: i sovietici smantellarono la base missilistica e gli Stati Uniti conclusero il blocco. Quando tutto si risolse, emerse il bisogno di creare una linea di comunicazione riservata e dedicata tra Washington e Mosca. Nacque così la linea rossa Mosca-Washington, che serviva per evitare il rischio di una guerra atomica.

Tutto questo durò appena 13 giorni, dal 16 al 28 ottobre 1962. Questo confronto fu apparentemente una vittoria per Kennedy, che dimostrò la debolezza dell’Unione Sovietica. Allo stesso tempo, però, il presidente perse la fiducia di molti militari che volevano attaccare e distruggere Cuba.


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