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LULA


mystes
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La vicenda di Lula, l’ex-presidente del Brasile sulla cui testa pende un ordine di prigione, sta diventando una telenovela degna della miglior tradizione brasiliana che primeggia in questo genere di spettacoli.
L’ex presidente, dopo una lunga serie di processi e di ricorsi, è stato infine restituito agli organi giudiziari che lo avevano condannato a 12 anni di prigione per essere ammanettato e imprigionato.
Senonchè, il giudice responsabile dell’operazione “Mani pulite” che ha emesso l’ordine di cattura ha anche concesso a Lula la possibilità di consegnarsi spontanemanente fino alle ore 17 di ieri senza quindi subire l’onta di essere ammanettato per rispetto del suo passato di presidene del Brasile.
Ma Lula che di questi gesti di riguardo non sa che farsene, per tutta risposta si è barricato nella sede del sindacato dei metalmeccanici di San Paolo, ha fatto appello ai suoi militanti di proteggere la sede sindacale da eventuali assalti della polizia e all’ora stabilita anziché presentarsi alle forze della polizia federale per essere trasportato in prigione, ha incitato la folla denunciando il golpe contro di lui e dichiararandosi vittima di persecuzione e di ingiustizia. Inutili sono risultati alcuni tentativi di alcuni suoi amici e degli stessi avvocati per consegnarsi spontaneamente.
Anzi ha ordinato ai suoi avvocati di mandare una petizione all’ONU (sic!) chiedendo che intervenga con una richiesta di libertà e di assoluzione dichiarandosi vittima, a suo dire, di persecuzione politica e non di una serie di reati che vanno dal lavaggio di denaro, alla corruzione, al peculato, reati per i quali è stato condannato.
La telenovela continua: Lula rimane barricato nella sede del sindacato e le forze della polizia federale attendono pazientemente prima di decidere un’irruzione armata che potrebbe avere tragiche conseguenze.


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Maia
 Maia
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IL CORSO DEL VENTO PUNGE GLI OCCHI DEI POPOLI
La partita di Lula sembra, per adesso, perduta. La resa alla polizia giudiziaria è ormai segnata. L'ex presidente ha tentato una sollevazione popolare, rifiutando di consegnarsi alle autorità per essere condotto in carcere.
Ma la risposta popolare non è stata sufficiente. Come minimo non sufficiente per rovesciare i rapporti di forza. Solo il Movimento dei "Senza terra", ai quali Lula ha dato molto in questi anni, ha tentato una mobilitazione generale. Ma i suoi oltre tre milioni di militanti non sono bastati, con le loro intenzioni di bloccare le autostrade del paese.

Restano all'ex presidente ancora alcune mosse legali per potersi presentare alle prossime presidenziali, in autunno, tra le quali un ricorso all'ultima istanza di appello contro la decisione del giudice Moro. E, in caso di una ulteriore sconfitta (molto probabile), resta una forte candidatura che lo sostituisca in autunno. Tutti capiranno che, dietro quella candidatura, ci sarà Lula.

Ma è del tutto evidente che il vento è cambiato su tutta l'America Latina. Qui - come dappertutto - la giustizia segue il corso del vento, e il corso del vento punge gli occhi dei popoli. Lula avrebbe potuto stravincere di nuovo le elezioni. Per questo è stato fermato. https://www.facebook.com/giuliettochiesa/


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mystes
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Lula è stato fermato dalla storia. Lula è un umo superato dal corso degli eventi, si è troppo compromesso con i boiardi di stato i quali sono quasi tutti finiti in prigione: lui che era il capo dei capi non poteva sfuggire ai rigori della legge. Il Brasile non è più quello di dieci anni fa e si è visto nell'ultimo discorso che Lula ha fatto prima di essere arrestato, di essere rimasto fermo agli anni delle invasioni delle terre e degli scioperi selvaggi. In Brasile, come in Italia, la nuova classe media, dopo un breve periodo di apparente benessere, si sta impoverendo e non sopporta più i discorsi classisti di un Lula o di qualcuno come lui.


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oriundo2006
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Mystes, e' quanto ho appreso e capito anch'io nel corso del mio ultimo viaggio la': il discorso antisistema e' 'vecchio', le chiacchiere sul popolo unito sono ridicole, le manifestazioni inutili. Oggi tutto si gioca sul ponte di comando, sulle IDEE sul come ORGANIZZARE il sistema, non demolirlo: se non vengono proposte politiche nuove sara' la finanza internazionale a farlo, avendone i mezzi sia intellettuali sia materiali per farlo. E sara' come in Europa: l'oligarchia dell'1% al comando e basta. Non escludo pero', senza augurarmelo perche' senza idee e proposte adeguate sarebbe solo un massacro, che la piazza, le favelas, prendano l'occasione per una ribellione generale, con una saldatura anche con le classi medie 'basse'. Possibile ma poco credibile, in quanto proprio l'esperienza di Lula ha condotto al fallimento questa ipotesi. Alla pari, vedo possibile un regime militare esplicito, allorquando quello attuale lo e' 'mascherato' dalla foglia di fico 'democratica'. Povero Brasile...costretto a seguire l'Europa peggiore.


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