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Operazioni transgender orribili e spesso mortali


ekain3
Reputable Member
Registrato: 3 anni fa
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Uno studio descrive il caso di un ragazzo di 18 anni in cui tale operazione ha provocato la morte a causa di un'infezione. 
Di Ethan Huff, "Natural News"
 
E' stato recentemente pubblicato sul Journal of Pediatric and Adolescent Gynecology un caso di studio di un ragazzo precedentemente sano che ha subito un crudele e barbaro intervento chirurgico transgender che ha provocato la sua morte.
 
Il rapporto spiega che un team di chirurghi ha castrato il ragazzo prima di aprirgli un buco nell'inguine per rimuovere parte del suo colon. Hanno quindi cercato di utilizzare il suo materiale per creare una vagina finta in modo che potesse fingere di essere una "ragazza".
 
Non si può sopravvalutare il fatto che prima dell'intervento il ragazzo fosse sano e normale, almeno fisicamente. Tuttavia, grazie al lavaggio del cervello LGBT, ha perso completamente la salute del corpo e la vita sull'altare del transgenderismo.
 
Alcuni stati stanno tentando di vietare questo tipo di mutilazione infantile, incontrando l'opposizione del culto LGBT, che afferma che opporsi a tali atrocità è una forma di "odio".
 
Negli ultimi decenni, la mutilazione dei bambini transgender si è evoluta da un atto criminale di aggressione e tentato omicidio, a una decantata forma di "aiuto" per coloro che si dice siano "nati nel corpo sbagliato". "Quindi, se pensi che sia una cattiva idea sterilizzare i bambini, stai esprimendo odio", scrive Chris Bray sulla sua pagina Substack. (...)
 
 
Se ne parla raramente, ma il numero di persone transgender che sono sopravvissute a questi orribili interventi chirurgici e ora vorrebbero che i loro corpi fossero lasciati in pace è in aumento.
Guadagnare qualche punto sui social media subito dopo una "transizione", quando tutta l'attenzione è su di te e ricevi tanti "mi piace",  non riesce a compensare il dolore e la miseria  che ne derivano per il resto della vita, quando strappi parti del corpo assolutamente necessarie e le sostituisci con false imitazioni del sesso opposto.
 
C'è qualcosa di sbagliato nella società, quando un bambino può essere allontanato dalla famiglia dai servizi di protezione dell'infanzia per aver bevuto latte crudo o usato cannabis terapeutica, ma gli è consentito, e viene persino persino incoraggiato a fare cambiamenti fisici che cambiano la vita senza il consenso dei genitori, operazioni associate a un rischio elevato di morte.
 
Sempre più persone transgender ammettono di desiderare di non essersi mai "trasformate". Se potessero tornare indietro nel tempo, dicono, annullerebbero tutta la miseria e il dolore e tornerebbero alla normalità, se solo qualcuno li avesse avvertiti piuttosto che "incoraggiati''. Bray scrive:
 
«Alla fine di un lungo periodo di separazione sociale sperimentiamo un fallimento del giudizio sociale: relazioni spezzate, idee spezzate di comune umanità.
Cose che fino a pochi anni fa sarebbero state considerate grottesche e oscene, ora sono considerate belle e socialmente ricodificate. Resistere all'inflizione della morte e del dolore è percepito come meschino. (...) I culti della morte finiscono con la morte (...).»
 
 
 
 
 
 

sarah hanno apprezzato
Citazione
sarah
Honorable Member
Registrato: 3 anni fa
Post: 559
 

Una cultura "mortifera" ( ma sarebbe più corretto dire un vero e proprio "culto della morte" ) si è insinuato nel nostro mondo da tempo, prima silenziosamente e poi in modo sempre più evidente. Ha contaminato il cinema, la letteratura ed è persino diventato una cifra quasi stabile nel pensiero di molti intellettuali contemporanei. Non mi riferisco solo a certa brutta produzione letteraria o certo cinema muscolare infarcito di violenza, quelle sono ancora cose da poco. Esistono messaggi sottotraccia, poco riconoscibili ad una prima osservazione ma che, piano piano, ci hanno abituati ad un cambio di paradigma e ce l'hanno persino fatto "apprezzare" in un certo senso. La bruttezza sostituisce il bello e al posto della vita si esalta tutto ciò che è il suo contrario. I tre anni di pandemia e tutti i fenomeni ad essa associati sono stati, secondo me, una vera e propria celebrazione pubblica di questa cultura mortifera.  

Ora, dopo aver oltrepassato determinate "linee rosse", la società mette in atto in prima persona i comportamenti legati a questa tendenza. Non è più semplice spettatrice ma protagonista, talvolta inconsapevole ( per senso di adattamento al nuovo e adeguamento ) e talvolta consapevole. Ciò che di francamente orribile viene descritto nel contributo di @ekain3 fa parte a pieno titolo di questo quadro e non dovremmo più stupirci per la mancanza di indignazione, di una reazione forte poiché i significati si invertono e l'inimmaginabile diventa prassi accettabile. 


oriundo2006 hanno apprezzato
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