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Svizzera, animalisti sconfitti «Legittimo sparare ai gatti»


Mari
 Mari
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Il caso - La battaglia aveva come testimonial «Lara Croft», una felina ferita alla zampa

Svizzera, animalisti sconfitti
«Legittimo sparare ai gatti»

Erano state raccolte 14 mila firme per bloccare la caccia

MILANO - Lara Croft ci ha provato. Con la sua faccina triste e la zampetta sinistra sollevata da terra ha cercato di convincere gli umani del suo Paese, la Svizzera, a non imbracciare il fucile per sparare a quelle come lei. Niente da fare. È stato un buco nell'acqua. E sì che ne ha raccolte di firme con la sua petizione: in tutto, 13.700.

[Esplora il significato del termine]
«Diciamo basta alla caccia dei gatti erranti»
c'era scritto in quella benedetta petizione con la sua foto. 13.700 fogli mandati al Bundesrat, il Consiglio federale, perché abolisse - appunto - il permesso di caccia che avviene quasi sempre a fucilate, con il risultato che spesso le pallottole feriscono soltanto e da quel momento in poi i poveri felini si ritrovano a vagare sanguinanti per giorni e giorni. Muoiono sfiniti dal dolore o, se va «bene», restano mutilati. A Lara Croft è andata bene e con il tempo ha imparato a fare a meno della zampa ferita.

Luc Barthassat, deputato del cantone di Ginevra, si è dato un gran daffare per aiutare i ragazzi di Sos Chats che hanno lanciato l'idea della petizione «per fermare questo massacro». Ne ha fatto una campagna sua, l'ha sostenuta nelle sedi pubbliche, ha moltiplicato contatti e firme, «rendiamo possibile la caccia soltanto in caso di allarme sanitario, per esempio un'epidemia di rabbia» ha mediato. Tutto inutile. La risposta del governo (che aveva ricevuto a giugno le firme) è stata «no»: sono i singoli cantoni a decidere delle soppressioni, ha fatto sapere quattro giorni fa il Consiglio federale. E poi, rivelano i siti d'informazione e i giornali elvetici, il Bundesrat ritiene necessario lo «sfoltimento dei gatti randagi» sia perché mettono in pericolo costante uccelli, lepri e rettili, sia perché da «erranti» finiscono con l'accoppiarsi a gatti molto più selvatici di loro minacciando così, con possibili malattie, la sopravvivenza stessa della specie domestica.

Men che meno convince l'ipotesi della sterilizzazione invece dell'abbattimento, un'operazione ritenuta troppo costosa oltre che difficile da realizzare vista la difficoltà di acciuffare i gatti, animali agili e sfuggenti per antonomasia. E allora ecco: la sola via possibile, dicono, è quella che esiste già, cioè la caccia al «gatto domestico inselvatichito» permessa tutto l'anno. Per la verità sono tempi duri anche per altri, stando all'articolo 5 della legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi. Si trovano nelle stesse condizioni del felino randagio anche il cane procione, il procione lavatore, la cornacchia nera, la gazza, la ghiandaia e la tortora domestica inselvatichita.
La domanda a questo punto è: come fa un umano armato di fucile e intenzioni anti-gatto a riconoscere il randagio? I microchip con i quali i gatti vengono sempre più spesso registrati all'«anagrafe» felina non sono certo visibili a distanza. E allora? Chi mi dice che sto sparando al gatto «giusto» e non al micio del vicino che si è perduto?

Luc Barthassat ha provato ad argomentare la richiesta della petizione anche con questa obiezione. Tutto respinto. Senza arrendersi, il deputato ha posto un altro problema: la caccia nei centri urbani è di sicuro un pericolo anche per noi umani che rischiamo di essere impallinati. Niente, parole scivolate via come acqua sull'impermeabile. Ci ha provato con l'argomento internazionale: «Nella vicina Francia questa barbarie è stata abolita e ora è vietata» ha insistito il deputato ginevrino. Come prima, obiezione nulla. Un po' come dire: che la Francia faccia come vuole, il governo svizzero non vieterà un bel niente.
Viene da chiedersi: chissà che direbbe Lara Croft se potesse parlare...

Giusi Fasano
29 agosto 2011
http://www.corriere.it/animali/11_agosto_29/svizzera-animalisti-sconfitti-caccia-gatti_55998954-d201-11e0-a205-8c1e98b416f7.shtml


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dana74
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ho sempre ammirato la svizzera per la sua civiltà, mi devo proprio ricredere.
E' sufficente questo episodio per incrinare quella patina di civiltà che si era costruita.

Animali visti come bersagli, solo per divertirsi perché quella che attaccano le lepri, gli uccelli e bla bla è una stupida scusa per autorizzare a premere il grilletto.
Poi sono le lepri un'altra volta a finire sotto tiro, poi gli uccelli che vorrebbero tutelare dai gatti ma non dai cacciatori.

Sarò anche tragica (ma non giustifico la cattiveria e sadismo gratuito) ma visto che è questo il tipo di uomo che comanda auspico che si estingua presto sta razza di merda che siamo.

Se fossimo superiori ci prenderemmo cura degli esseri senzienti, invece li trattiamo come oggetti. Per tutelare oggetti inanimati abbiamo messo su un bell'ordinamento giuridico, per le creature vive perché mai ci si dovrebbe disturbare?


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Mari
 Mari
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Dana, ho avuto la tua stessa reazione: 'La civile Svizzera" 👿

Il passo e' breve.
La crudeltà verso gli animali è tirocinio della crudeltà contro gli uomini.
(Publio Ovidio Nasone)


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dana74
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quel detto è tremendamente vero

mi dispiace ma ritengo gli animali nettamente superiori, ho già preso a sassate da bambina uno stronzetto che aveva messo dei gattini in un sacchetto di plastica ed ora farei anche di più

Ma come ci si può permettere di usare la vita di esseri che non ci appartengono come giocattoli come non soffrissero! 👿

è inconcepibile!


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Mari
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La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.
(Gandhi)


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giovanni
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La notizia fa disperare, ma almeno la lettura dei vostri commenti risolleva il morale.
A volte provare compassione e interesse per le sofferenze proprie e altrui (anche quando si tratta di esseri senzienti come noi
con solo due zampe e coda in più e tanta crudeltà in meno) fa sentire sempre più isolati.
Se ti trovi a far parte di una società di psicotici dissociati hai magari la consapevolezza della realtà e riesci ogni tanto a vederli come tali;
il problema è che loro sono "tutti" tali e quindi lo spostato diventi tu.
Personalmente sono vegetariano da tanti anni (non specificatamente per riflessioni animaliste, piuttosto per scelta politica) e non capisco come le persone
possano non vedere che tutto ciò che è fatto per separare e distanziare l'uomo da se stesso e (come in questo caso) dalla natura di cui fa parte
è strumento perfetto per distruggere il senso di comunità e di bene comune.

P.S.: purtroppo i luoghi comuni sulla "civiltà" degli svizzeri sono precisamente tali.
A volte si ha la sensazione che non si tratti di un paese, ma di una S.p.a. di egoisti atomizzati in cui per qualunque servizio esiste solo il privato.
Con le dovute e importanti eccezioni naturalmente...


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