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Ucraina nell’Unione Europea, la Commissione accelera: soddisfatti tutti i requisiti


dana74
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Dopo una fase di tentennamenti, ha ripreso vigore la spinta da parte dei Paesi UE al sostegno a Kiev. La Commissione Europea ha infatti ufficialmente comunicato che l’Ucraina, impegnata nel conflitto con Mosca, ha soddisfatto i criteri necessari per avviare i negoziati formali sulla sua adesione al blocco. Il medesimo discorso vale per la Moldavia, altro Paese interessato dalle tensioni con la Russia e ufficialmente candidato a entrare nell’Ue. Secondo la portavoce per l’allargamento della Commissione europea, Ana Pisoner, l’Ucraina ha infatti «raggiunto» i requisiti funzionali per l’attivazione dell’iter, tra cui spiccano la tutela dello Stato di diritto, l’adeguamento del sistema giudiziario, la battaglia contro la corruzione e il rispetto dei diritti umani e delle minoranze. Una scelta che ha tutto il sapore della mossa politica, dal momento che in Ucraina la corruzione continua a dilagare – numerosi scandali hanno colpito anche diverse figure che si sono succedute nella compagine di governo -, che tutti i media sono stati riuniti sotto un unico ente statale e sono stati messi fuori legge 11 partiti di opposizione. Ora la palla passa ai Paesi membri, che dovranno esprimersi all’unanimità sull’adesione di Ucraina e Moldavia.
 
Molti Stati, tra cui Turchia, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia e Albania, sono candidati da anni (alcuni addirittura da decenni) a fare ingresso nell’Unione Europea, ma la situazione per loro è rimasta stagnante. Massima profusione è stata invece impressa agli sforzi per portare l’Ucraina tra i Paesi membri, con un’accelerata che arriva mentre l’avanzata russa sul campo appare indomabile. Quello dell’adesione dell’Ucraina all’Ue è infatti uno dei tasselli chiave attraverso cui si sta rinnovando l’impulso al supporto a Kiev da parte dei Paesi occidentali, che per lunghi mesi era apparso zoppicante – come dimostrano i fondi bloccati negli USA e diverse retromarce in Europa – e che adesso sembra aver nuovamente trovato linfa vitale. Saranno ora direttamente gli Stati membri a lavorare sul dossier Ucraina, dovendo imprimere un via libera senza defezioni: quasi tutti sembrano d’accordo sull’adesione di Kiev, mentre a esprimere le maggiori perplessità è l’Ungheria di Orban, che dubita di quanto attestato dalla Commissione ed è intenzionata a valutare una serie di elementi nei quadri negoziali, che saranno concordati in sede di Consiglio Europeo. Proprio per questo motivo il Belgio, che attualmente detiene la presidenza di turno del Consiglio, auspica di tenere il primo ciclo di colloqui il 25 giugno, prima che l’Ungheria assuma la presidenza di turno, in data 1° luglio. Tra i più attivi c’è il presidente francese Emmanuel Macron, che ieri, in una conferenza stampa congiunta con Zelensky, si è impegnato ad aprire i negoziati per l’adesione di Kiev all’Unione Europea entro fine mese. Macron ha annunciato contestualmente l’istituzione di un fondo da 200 milioni di euro per la ricostruzione delle infrastrutture dell’Ucraina, dichiarando inoltre di voler mettere insieme nei prossimi giorni una coalizione per l’invio di istruttori militari a Kiev.
 
Le traiettorie di aiuto sono però anche quelle squisitamente belliche. La settimana scorsa, il governo tedesco ha infatti annunciato di aver autorizzato l’esercito di Kiev a utilizzare gli armamenti forniti dalla Germania per attaccare obiettivi militari in territorio russo. La richiesta di dare la possibilità all’Ucraina di colpire obiettivi in Russia era arrivata pochi giorni prima direttamente dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. Nella stessa fase, anche il presidente USA Joe Biden aveva autorizzato Kiev a colpire obiettivi in Russia con armi americane, ma solo nelle retrovie dell’offensiva di Kharkov: ciò è effettivamente avvenuto tra il primo e il due giugno, quando le forze armate ucraine hanno utilizzato armi statunitensi – nella fattispecie missili HIMARS -, per colpire un sistema di difesa aerea nella regione russa di Belgorod. Ieri, Biden si è incontrato a Parigi con il suo omologo ucraino Zelensky, con il quale si è per la prima volta scusato pubblicamente per i mesi di stallo che hanno preceduto il via libera del Congresso statunitense degli aiuti militari a Kiev, annunciando altri 225 milioni di dollari in aiuti militari. Sempre nella giornata di ieri, come riportato da Reuters, un alto funzionario della Casa Bianca ha dichiarato che è sempre più concreta l’ipotesi dell’aumento del dispiegamento di armi nucleari strategiche americane nei Paesi Nato. Gli USA rispettano attualmente il limite di 1.550 testate stabilito nel trattato New START del 2010 con la Russia, anche se Mosca ha deciso di sospendere la sua partecipazione lo scorso anno a causa del sostegno offerto da Washington all’Ucraina, collocando armi nucleari strategiche in Bielorussia. Il quadro potrebbe dunque mutare ancora una volta.
 
[di Stefano Baudino] 8 Giugno 2024 - 14:00

https://www.lindipendente.online/2024/06/08/ucraina-nellunione-europea-la-commissione-accelera-soddisfatti-tutti-i-requisiti/

e noi, ligi a fare da contributore netto e prenderci gli insulti come Pig, hanno distrutto la Grecia e il paese 404 li soddisfa tutti, quelli sui diritti umani poi....

 

giusto un ripassino

L'Ucraina notifica la sospensione di alcuni diritti umani

https://lists.peacelink.it/dirittiglobali/2024/04/msg00014.html

 

 


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dana74
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La Von Der Leyen destina 1,4 Miliardi di Euro dei cittadini europei a coprire le perdite delle banche che investono in Ucraina

Una mossa che incentiverà il “Moral hazard” delle banche, in una UE dove gli istituti di credito sono salvati con i soldi di azionisti e obbligazionisti

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L’Unione Europea ha firmato accordi per un valore di 1,4 miliardi di euro con le banche nel tentativo di attrarre gli investimenti del settore privato in Ucraina, ha dichiarato la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen all’apertura di una conferenza di due giorni a Berlino sul sostegno internazionale alla ricostruzione del Paese.

“Le nostre banche partner potranno richiedere il sostegno del bilancio dell’UE quando investiranno in fondi azionari attivi in Ucraina. In questo modo, noi dell’Unione Europea le aiuteremo a rimuovere alcuni dei rischi associati agli investimenti azionari”, ha dichiarato.

Questo “Sostegno del bilancio della UE” a copertura degli investimenti azionari attivi delle banche però suona molto sospetto. La sensazione sgradevole è che le le banche potranno investire liberamente nelle azioni delle società ucraine senza pericolo di perdite perché queste saranno coperte dai fondi della UE, cioè dai soldi dei contribuenti comunitari.

Spesso si parla del pericolo del “Moral Hazard” del sistema bancario, cioè della sua propensione a caricarsi di rischi impropri perché, tanto, poi qualcun altro pagherà le perdite. In questo caso il Moral Hazard viene proprio istituzionalizzato dalla UE che non ha soldi per salvare le banche comunitarie (vedi BRRD), ma li trova per salvare quelle che investono, o speculano, in Ucraina.

Gli accordi sono destinati a migliorare l’accesso ai finanziamenti per le imprese ucraine, ha detto von der Leyen, menzionando le startup nei settori IT, digitalizzazione, materie prime critiche e rinnovabili.

Ha anche annunciato un ulteriore importo di 1,9 miliardi di euro dal fondo Ukraine Facility (il programma di assistenza finanziaria dell’UE) che sarà trasferito a Kyiv entro la fine di giugno. “Questo è dovuto alle riforme complete e alla strategia di investimento che l’Ucraina ha approvato”, ha detto.

Tra i partecipanti di alto livello alla conferenza di Berlino c’è il Presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, che ha in programma una conferenza stampa con il Cancelliere tedesco Olaf Scholz e un discorso al Parlamento del Paese più tardi, martedì.

All’incontro di Berlino, i funzionari di Kyiv cercheranno di convincere i colleghi internazionali e gli investitori privati a finanziare la ripresa a lungo termine dell’Ucraina e la protezione dell’infrastruttura energetica del Paese, che ha affrontato una raffica di attacchi russi. La Banca Mondiale ha stimato a febbraio che il costo totale della ricostruzione e del recupero in Ucraina sarà di 486 miliardi di dollari nel prossimo decennio.

https://scenarieconomici.it/lla-von-der-leyen-destina-14-miliardi-di-euro-dei-cittadini-europei-a-coprire-le-perdite-delle-banche-che-investono-in-ucraina/

 

 


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