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Bologna - Cariche della polizia alla Granarolo

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radisol
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Ultimo aggiornamento

La cronaca si è interrotta a causa delle aggressioni della polizia contro il picchetto, che hanno coinvolto anche chi scrive. Dopo 6h ore di blocco totale (dove tra il parcheggio interno dei magazzini e la strada si potevano contare circa 80 camion, camioncini e cisterne latte) i carabinieri e la celere (non senza aver provocato durante il pomeriggio come testimoniano i nostri video che pubblicheremo tra breve) hanno attaccato il picchetto. Avventandosi contro facchini e solidali hanno tentato di rompere i cordoni che bloccavano l'ingresso e l'uscita ai magazzini. Trascinando a terra, strattonando, prendendo a calci e poi a scudate solo dopo una trentina di minuti sono riusciti a sgomberare la strada. La maggior parte dei manifestanti è stata circondata dalla celere che a spinte, calci e con gli scudi ha continuato ad aggredire i manifestanti che, tenacissimi, tentavano in tutto i modi di liberarsi dell'accerchiamento. Poco prima veniva trascinata a terra una compagna che presa strattoni è stata caricata sulla camionetta e poi portata in ambulanza all'ospedale per una grave crisi asmatica. Il resto del picchetto non si è dato per vinto, e non appena riunite le forze, ha sorpreso la celere, tornando a bloccare i camion della latte Granarolo. Le guardie sono intervenute e hanno iniziato a colpire e a tentare di circondare anche il resto dei manifestanti. In quell'occasione due compagni vengono fermati. Entrambi i gruppi per più di 40 minuti continueranno a resistere cercando di aprirsi un varco. Ben 10 camionette di celere e carabinieri sono stata impiegati nell'operazione contro il picchetto ma alla fine non sono bastati per intimidire l'iniziativa che a conclusione si è riunita in assemblea e ha lanciato il presidio permanente contro Granarolo. Da oggi infatti è stato parcheggiato (come spiegato precedentemente) il camper dei facchini dell'Ikea di Piacenza che ha conosciuto mesi e mesi di presidio contro la multinazionale dell'arredamento. Da queste ore il camper è a Bologna e il presidio dei facchini diventa permanente. E' un nuovo passo in avanti che gli operai, insieme ai compagni del S.I.Cobas e Crash, hanno deciso di compiere per dimostrare la tenacia della loro resistenza e promettere pubblicamente a Bologna che quanto accaduto in questi 8 mesi di lotta non era che l'inizio. Oggi il picchetto si è unito alle tante lotte che stanno attraversando la nostra società, come questa importante giornata di lotta a livello nazionale ha dimostrato, e ha salutato a pugno chiuso chi è tornato nelle strade e nelle piazze per "ribaltare l'austerità". Da domani il presidio permanente darà appuntamento per nuove giornate di lotta!

aggiornamento ore 17,30: la polizia ha provato a sgomberare con la forza il blocco portato ad uno dei tre cancelli bloccati da facchini e solidali. Mentre ad un cancellosi accumulava la maggior parte delle forze dell'ordine, ad un altro si provava a trascinare via i manifestanti che hanno reagito sdraiandosi sui camion che provavano ad entrare sotto l'assenso dei responsabili della controparte. Ma il tentativo è fallito! Si è provato a spostare i manifestanti di peso, talvolta anche con il contorno di qualche calcio, ma nessuno si è spostato da davanti ai cancelli!

aggiornamento ore 15: continuano i lavori di sistemazione del presidio permanente davanti alla Granarolo. Arrivata la legna per accendere il fuoco, si accumulano sia i facchini che i solidali di fronte ai cancelli, aumenta a dismisura la fila dei mezzi bloccati. Il grido "sciopero sciopero!" che ha scaldato tante notte insonni di lotta risuona anche in questo pomeriggio di lotta, mentre ancora non ci sono reazioni esplicite da parte delle forze dell'ordine..seguiranno ulteriori aggiornamenti..

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Mentre alcune scolaresche bolognesi passeggiavano questa mattina per via Cadriano, intente a visitare lo stabilimento della Granarolo, una sorpresa è arrivata a turbare la normalità di queste visite utili a nient'altro se non trasmettere una narrazione totalmente slegata dalla realtà dell'impatto sociale della multinazionale emiliana.

Da ormai diversi mesi assediata dalle lotte tenaci dei facchini della logistica e dei solidali, Granarolo oggi mostra solamente i colpiti dalle sue pratiche di espropriazione e sfruttamento. Nella giornata di lotta nazionale contro l'austerità di oggi, 20 gennaio, in collegamento con tante altre piazze d'Italia in lotta, si torna quindi a lottare a Bologna sulla spinta dei facchini, del Laboratorio Crash e del SI Cobas.

I cancelli della ditta sono infatti presidiati sin da mezzogiorno, i camion vengono bloccati all'entrata e all'uscita, mentre si ribadiscono le ragioni di chi, licenziato per aver scioperato contro i furti illegali alla propria busta paga, continua a lottare giorno e notte da diversi mesi. E giorno e notte sarà il presidio permanente che da oggi si lancia davanti ai cancelli, con momenti di blocco che si alterneranno a momenti di denuncia e comunicazione.

Grazie all'arrivo del camper con cui i facchini dell'IKEA di Piacenza vinsero l'anno scorso la loro specifica battaglia, camper parcheggiato proprio davanti ai cancelli, sarà appunto permanente la visibilità delle lotte e della dignità davanti ai cancelli di Granarolo e delle cooperative affiliate nel taglieggiamento dei propri dipendenti.

Come InfoAut seguiremo in diretta gli sviluppi di questa che è solo la prima di tante giornate di lotta qui alla Granarolo..fino alla vittoria!

Foto e video al link :

http://www.infoaut.org/index.php/blog/metropoli/item/10350-bologna-20g-blocco-totale-alla-granarolo-ribaltiamo-lausterit%C3%A0


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radisol
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Mercoledì 22 Gennaio 2014

Dal presidio permanente dei facchini contro la Granarolo è appena iniziato il picchetto a sorpresa. Dopo il blocco totale di due giorni fa, culminato con la resistenza allo sgombero attuato dalla celere, i facchini e i loro compagni e le loro compagne riprendono l'iniziativa di blocco. Il presidio permanente in questi primi giorni sta funzionando bene, come ci raccontano gli operai. Si vive, si mangia insieme, si discute e ci si confronta, mentre si continua a mantenere il fiato sul collo del padrone della multinazionale del latte. Il movimento operaio della logistica nel bolognese sta costruendo un nuovo passaggio grazie allo strumento del presidio permanente, riuscendo a dare nuovi ritmi all'iniziativa per spiazzare la controparte! Dopo 8 mesi di picchetti all'alba, il padrone aveva variato gli orari del carico – scarico merci ma non appena scoperta la novità anche la lotta ha ridefinito i suoi tempi. Oggi al blocco si stanno accompagnando anche forme di rallentamento della circolazione mostrando a tutti, Granarolo compresa, le potenzialità del nuovo passaggio di lotta, e l'inefficacia della repressione. Ad esempio ora, dopo due ore di blocco, i facchini hanno deciso di interrompere l'iniziativa e tornare al camper-presidio, e lasciare con le mani in mano i celerini appena arrivati con due camionette. Chissà quando i facchini decideranno di tornare al blocco del carico – scarico latte e latticini? Tra mezz'ora? Tra due ore? Domani mattina? Solo il ritmo della lotta lo sa...

Pubblichiamo il comunicato del Laboratorio Crash che, tra l'altro, annuncia l'organizzazione di un boicottaggio su scala internazionale dei prodotti Granarolo:

I facchini e i solidali hanno mantenuto la promessa: “lotta dura senza paura!”. Ieri sera, dopo 8 ore di blocco totale alla Granarolo, la polizia e i carabinieri si sono avventati contro il picchetto. E dalle 19h fino alle 20:30 la celere ha trascinato a terra i facchini e i compagni, e ha cercato di sciogliere i cordoni che impedivano ai camion di entrare o uscire dallo stabilimento. Minacce, insulti e aggressioni non hanno intimidito nessuno, anche quando i dirigenti PS hanno gridato a gran voce “arrestiamone qualcuno!”. Accerchiati e rincorsi continuamente, ma fino all'ultimo facchino e solidale si è tentato di continuare il blocco. Bologna nell'ambito dellegranarolo_notteiniziative nazionali di movimento “ribaltiamo l'austerità” ha dato così il suo contributo nella direzione di nuove sollevazioni generali!

La giornata di ieri segna un momento importante negli 8 mesi di lotta! E' stato allestito un presidio permanente che 24 ore su 24 sarà lì per denunciare pubblicamente le terribili condizioni di sfruttamento nel settore delle cooperative della logistica e per raccontare la storia dei facchini della Granarolo, licenziati dopo aver scioperato contro la schiavitù e gli oltraggi a cui erano sottoposti nei magazzini della multinazionale del latte. Il presidio permanente funzionerà anche per organizzare nuovi blocchi e nuovi picchetti.

Facciamo appello alla Bologna solidale a recarsi al presidio portando generi di prima necessità e coperte!

Vogliamo anche annunciare che stiamo organizzando un grande boicottaggio internazionale contro la Granarolo (multinazionale in piena espansione e che dalla crisi ha tratto solo maggiori guadagni!) e tutti i suoi marchi, che porterà in Europa e nel resto del mondo la lotta dei facchini bolognesi. I sindacati di base, comitati e collettivi di lotta, reti di solidarietà internazionale di tutto il mondo conoscono molto bene e seguono da mesi la storia di resistenza e dignità dei facchini e non aspettano altro che scendere in piazza e promuovere un duro boicottaggio nelle loro città. Nei prossimi giorni annunceremo la data di boicottaggio internazionale che attraverserà l'Asia, passando per Atene, Madrid, Parigi, Londra, Berlino, fino ad arrivare all'America. I prodotti Granarolo non saranno più sulle tavole e nei frigoriferi di mezzo mondo. E questa è una nuova promessa!

Fino a quando non saranno riassunti tutti i facchini e non verranno loro riconosciute sostanzialmente le rivendicazioni di lotta e i loro diritti andremo avanti ad oltranza. Questi 8 mesi di lotta non erano che l'inizio!

Laboratorio Crash!

http://www.infoaut.org/index.php/blog/precariato-sociale/item/10379-bologna-dal-presidio-contro-granarolo-picchetto-a-sorpresa


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“La sorpresa di Whirlpool : chiude la fabbrica in Svezia e sposta la produzione nel varesotto. Il progetto di creare a Cassinetta di Biandronno un hub europeo degli elettrodomestici d’incasso. "

http://www.corriere.it/economia/14_gennaio_22/sorpresa-whirlpool-chiude-fabbrica-svezia-sposta-produzione-varesotto-18e4e0f2-838a-11e3-9ab1-851e2181383b.shtml

Tutti a protestare a Cassinetta di Biandronno contro gli accordi sulla “competitività”?


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radisol
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A parte che non capisco proprio cosa c'entri la vicenda Whirlpool con quella della Granarolo ...

Che è sì ormai una multinazionale .... ma la cui vicenda relativa alla vertenza dei lavoratori della logistica ....è in appalto ad uno "strano" intreccio tutto italiano tra la Lega Coop e mafia calabrese .... e per questo sono ormai in lotta durissima da quasi un anno ... solo pochi giorni fa un loro dirigente sindacale dei Cobas è stato pesantemente aggredito da "uomini d'onore" .... ed ora ci si mettono pure gli sbirri ...

Più o meno lo stesso intreccio ... e quindi evidentemente non poi così "strano" ma abbastanza usuale ... in essere per i lavori della Tav in Val di Susa ...

Tornando alla Whirpool, certo che a Cassinetta di Biandronno nessuno protesterà contro gli accordi sulla “competitività" ...

Ma innanzitutto bisogna vedere se questa storia si realizzerà veramente ... annunci simili negli ultimi anni se ne sono sentiti a decine ma ben pochi, se non nessuno, si sono veramente realizzati ...

E poi, anche se questa storia andasse in porto sarebbe decisamente una "mosca bianca", una "rondine che non fa primavera" .... un caso-limite nel quale si da il caso che la forza-lavoro ed anche la tassazione ... il caso-limite appunto della socialdemocratica Svezia ... sono ancora largamente superiori, come costi, a quelli italiani ...

In genere, però, succede diversamente ... dall'Italia si "delocalizza" ... e non sono solo le multinazionali dell'industria o qualche padroncino di frontiera a spostarsi in lidi più accoglienti per i loro profitti ..

Qui abbiamo avuto addirittura il Catasto, cioè lo stato, che ha delocalizzato in Albania .... e le più grosse banche italiane che hanno spostato lavorazioni in Romania ed in India ...

No , gli accordi sulla "competitività" non ci convengono ... nemmeno se la
Whirlpool si "allargasse" veramente a Cassinetta di Biandronno ...


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Voglio dire che per solidarietà verso i compagni svedesi bisognerebbe impedire a Whirlpool di delocalizzare in Italia. O no? O la delocalizzazione è un male solo quando rappresenta un costo per i compagni italiani o pseudo italiani? Perchè se no bisognerebbe cominciare a parlare di delocalizzazione buona e cattiva.

perchè è vero che per i manufatti a basso costo "dall'Italia si "delocalizza" ". però per produzioni che ancora richiedono un minimo di competenza noi italiani andiamo bene.

Insomma abbia il potenziale per essere "la Cina" d'Europa per settori ad alto valore aggiunto. Almeno per il mercato europeo.
Diverse aziende italiane che hanno delocalizzato in Serbia, per esempio, sono pentite e pensano di riportare in Patria alcune lavorazioni.

ps.: ho guardato le foto. la maggior parte dei manifestanti erano extracomunitari?


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radisol
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"ho guardato le foto. la maggior parte dei manifestanti erano extracomunitari?"

La maggior parte dei lavoratori della logistica, cioè i facchini, soprattutto poi in Emilia, sono stranieri ..... anche se non mancano certo pure gli italiani ...

E' un problema ?

Per questo, mafie e Lega Coop ( della quale peraltro quei facchini sono formalmente ed obtorto-collo pure "soci") hanno ragione ?

E, tornando al discorso principale ... saresti così entusiasta di diventare la "Cina d'Europa" ? Sarebbe questa la tua aspirazione ?

E poi, quali "manufatti a basso costo" ? Il Catasto ha delocalizzato in Albania tutta la informatizzazione dei dati .... Banca Intesa in Romania una parte estesa delle cosiddette lavorazioni di "back office" .... Unicredit in India tutte le lavorazioni IP e persino parte della elaborazione della "sicurezza" ...

La "delocalizzazione" è una scelta precisa che sottende alla "globalizzazione" .... quella di poter ottenere per le multinazionali condizioni di miglior sfruttamento e di mano d'opera a più basso costo ... costi sociali
( tasse, contributi ) più contenuti ..... o anche semplicemente, è il caso proprio della Tav, leggi anti-mafia meno stringenti ... lo sai che per questo in Val Susa si applicano le normative francesi e non quelle italiane ? E quindi per gli appalti non è necessaria la "certificazione antimafia" che in Francia non è prevista dalle leggi ?

Poi, vabbè, può anche capitare che una volta ... al confronto con la Svezia ... dove peraltro nessuno rischia di rimanere senza salario, c'è praticamente la piena occupazione ed uno stato sociale, grazie anche alla alta tassazione che lì viene finalizzata socialmente, che paga lo stipendio pieno anche ai pochissimi disoccupati ... ci dica bene ... forse ...

Ma nel 99% degli altri casi la situazione è opposta ...


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radisol
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"ho guardato le foto. la maggior parte dei manifestanti erano extracomunitari?"

La maggior parte dei lavoratori della logistica, cioè i facchini, soprattutto poi in Emilia, sono stranieri ..... anche se non mancano certo pure gli italiani ...

E' un problema ?

Per questo, mafie e Lega Coop ( della quale peraltro quei facchini sono formalmente ed obtorto-collo pure "soci") hanno ragione ?

E, tornando al discorso principale ... saresti così entusiasta di diventare la "Cina d'Europa" ? Sarebbe questa la tua aspirazione ?

E poi, quali "manufatti a basso costo" ? Il Catasto ha delocalizzato in Albania tutta la informatizzazione dei dati .... Banca Intesa in Romania una parte estesa delle cosiddette lavorazioni di "back office" .... Unicredit in India tutte le lavorazioni IP e persino parte della elaborazione della "sicurezza" ...

La "delocalizzazione" è una scelta precisa che sottende alla "globalizzazione" .... quella di poter ottenere per le multinazionali condizioni di miglior sfruttamento e di mano d'opera a più basso costo ... costi sociali
( tasse, contributi ) più contenuti ..... o anche semplicemente, è il caso proprio della Tav, leggi anti-mafia meno stringenti ... lo sai che per questo in Val Susa si applicano le normative francesi e non quelle italiane ? E quindi per gli appalti non è necessaria la "certificazione antimafia" che in Francia non è prevista dalle leggi ?

Poi, vabbè, può anche capitare che una volta ... al confronto con la Svezia ... dove peraltro nessuno rischia di rimanere senza salario, c'è praticamente la piena occupazione ed uno stato sociale, grazie anche alla alta tassazione che lì viene finalizzata socialmente, che paga lo stipendio pieno anche ai pochissimi disoccupati ... ci dica bene ... forse ...

Ma nel 99% degli altri casi la situazione è opposta ...

Delocalizzazione al contrario:

http://speciali.ilsecoloxix.it/articoli/domotica/delocalizzazione-al-contrario-41.html ;
http://iltirreno.gelocal.it/pontedera/cronaca/2010/09/24/news/una-delocalizzazione-al-contrario-1.2079509 ;
http://www.limpresaonline.net/articolo.php?id=4558&t=La%20delocalizzazione%20al%20contrario%20e%20la%20globalizzazione&a=Paola%20Stringa ;
http://spotnext.me/2012/04/19/delocalizzazione-al-contrario-di-federica-pasini/ ;
http://www.firstonline.info/a/2012/04/10/ikea-sposta-in-italia-una-parte-delle-produzioni-a/0bf53e55-f11e-49f4-b23b-ebf7c3d5f112 ;
• Ci sono altri casi minori ma non sono pubblicati.

E guarda che il fenomeno è in crescita. Lenta ma crescita è. la cosa interessante da considerare è che assumeranno soprattutto stranieri. E no, non è un problema per me. E’ semplicemente una variabile da considerare come tante altre. A me gli idealisti fanno fresco.

Forse trovi spiacevole che se ne parli? Io ho fatto una semplice domanda.
E te ne faccio altre:
come mai secondo te nella logistica, per esempio, ci sono soprattutto stranieri ?
Pensi si possa parlare di processo di delocalizzazione al contrario basato sull'assunzione di cittadini stranieri?
Perchè si continua a favorire sul piano giuridico l'impianto delle famose coop che fa tanto social?

E no, le mie aspirazioni sono altre. Io ho cercato di fotografare la situazione e non di parlare di buoni propositi. Quelli li lascio ai duri e puri.

Su banche, catasto, ecc.
Saresti d’accordo ad equiparare gli stipendi del settore pubblico a quelli del privato?
Saresti d’accordo a promuovere lo sviluppo del settore finanziario italiano al pari di tutti gli altri settori piuttosto che tassare maggiormente le rendite finanziarie?
Perchè secondo te tutti gli schieramenti politici di pseudo sinistra e non (perfino Monti ne parlava) chiedono a gran voce di tassare maggiormente un settore già martoriato di suo?
Il settore finanziario è meno importante secondo te di quello primario per esempio?


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istwine
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"Poi, vabbè, può anche capitare che una volta ... al confronto con la Svezia ... dove peraltro nessuno rischia di rimanere senza salario, c'è praticamente la piena occupazione ed uno stato sociale, grazie anche alla alta tassazione che lì viene finalizzata socialmente, che paga lo stipendio pieno anche ai pochissimi disoccupati ... ci dica bene ... forse ... "

Ma sei sicuro Radisol di questo?


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radisol
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Ho lavorato, a vario titolo, per oltre 30 anni nel cosiddetto sistema finanziario .... e lo considero certamente "centrale", ormai persino più di quello manifatturiero ...

Ma è una centralità, a mio giudizio, in senso negativo e non positivo ... dove per forza di cose, gli utili non vengono reinvestiti .... ed è davvero curioso che io debba spiegare questo su un sito che, giustamente anche se con qualche eccesso enfatico, ha eletto da sempre le banche a principali responsabili della crisi in atto se non addirittura a "nemico principale" ...

Nè francamente mi sembra che il settore finanziario italiano sia particolarmente "martoriato" dal fisco, tuttaltro .... non sono un fanatico della tassazione, ma il fatto che le rendite finanziarie da borsa siano ancora tassate al 20% ( e fino a qualche anno fa soltanto al 12 %) mentre la pressione fiscale sugli altri redditi viaggia intorno al doppio ... mi sembra in se abbastanza indicativo ...

Anche a me gli "idealisti" fanno fresco ... e credo di averlo ampiamente dimostrato nei miei articoli qua sopra ... rimane il dato che le ricette neo-liberiste e la cosiddetta "globalizzazione" hanno finora portato solo danno ... all'Italia ed in genere al cosiddetto "Sud del mondo" ...

Danno che non sarà certo riparato da quattro esempi di "delocalizzazione" al contrario .... peraltro molto "locali" e particolari ... e, in qualche caso, pure soltanto "annunciati" e non praticati ...

Per quanto riguarda il sistema delle coop ... le considero "social" solo a chiacchiere .... e questo era stato messo in evidenza, soprattutto rispetto al "modello Emilia", già dal movimento del 1977 che proprio in terra emiliana, e bolognese in particolare, ebbe alcuni tra i più alti livelli di scontro proprio col Pci e col mondo finanziario/cooperativo che era la sua colonna portante in quel territorio del paese ....

Figuriamoci oggi ... che, grazie anche ad una serie di leggi ad hoc, le coop sono diventate sempre di più il luogo del peggior precariato .... dove, nonostante il trattamento fiscale e contributivo di favore, si è quasi sempre in ritardo di qualche mese nel pagamento degli stipendi ... e dove si è largamente inserita anche la malavita organizzata .... ed il caso dei facchini è, in questo senso, molto paradigmatico ... ed ancora di più quello dei lavori per la Tav in Val di Susa ...

Sul perchè molti ( ma non la maggioranza, la preponderanza di stranieri è un fenomeno solo emiliano e di alcune zone del Nord-Est ) dei facchini siano stranieri .... il discorso sarebbe lungo ed articolato ..... comunque, parlandone a grandi linee ed in modo certo semplicistico, non mi sembra un luogo comune l'analisi secondo cui una serie di lavori, particolarmente "faticosi" ed a basso reddito, i giovani italiani - in gran parte ormai scolarizzati - non li vogliano più fare ... e che nemmeno questa crisi ha cambiato di molto questa tendenza ....


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radisol
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Venerdì 24 Gennaio 2014

Granarolo: due facchini arrestati. E' sciopero della logistica in tutta la provincia!

In questa pagina aggiorneremo ora dopo ora dalla lotta di oggi ai cancelli della Granarolo. Dopo i gravissimi episodi di repressione e la grande tenacia del picchetto di ieri, InfoAut torna nel cuore della lotta e informerà su quanto accadrà durante la giornata. L'appello che facciamo è a diffondere il più possibile il materiale contro-informativo che viene diffuso da queste pagine o tramite social network visto che la disinformazione dei quotidiani e gli uffici stampa di marketing e comunicazione della Granarolo stanno lavorando per colpire la lotta.

Qui sotto pubblichiamo i comunicati di denuncia e di appello all'iniziativa per la giornata di oggi:

Il comunicato del Laboratorio Crash

Ieri la resistenza degli operai e dei solidali davanti ai cancelli della Granarolo è stata tenace e grande espressione di dignità. I cazzotti, le manganellate, i trascinamenti, gli insulti, il gas urticante spruzzato in faccia e poi gli arresti non hanno piegato la lotta degli operai (tutti gli episodi di violenza e brutalità sono stati filmati e circolano in rete). Al loro fianco tanti compagni e compagne stretti in un forte cordone di solidarietà.

Non appena scattati gli arresti e davanti tanta violenza poliziesca e sopruso padronale i compagni del S.I.Cobas hanno dichiarato lo sciopero generale della logistica in tutta la provincia di Bologna.

Questa mattina sui tre giornali locali la Granarolo ha comprato un'intera pagina dove invita le istituzioni di Bologna a colpire duro gli operai e addita all'opinione pubblica cittadina i S.I.Cobas e Laboratorio Crash come i fomentatori di soprusi contro la loro azienda, che a loro dire, è manifestazione di grande valore etico-aziendale.

In città il padronato e le istituzioni fanno quadrato e puntano con ogni mezzo ad aggredire la lotta. Ieri ad esempio alcuni facchini rimasti isolati sono stati pestati da decine di crumiri delle cooperative della logistica che lavorano per Granarolo.

Alle aggressioni e alle provocazioni poliziesche, alla disinformazione, e alle iniziativa dei mercenari di Granarolo rispondiamo con il sorriso degno di chi lotta per il giusto e per i diritti. Resisteremo al oltranza e fino a quando i 51 facchini non verranno tutti riassunti e fino a quando non saranno riconosciuti i loro diritti e le rivendicazioni della lotta: al primo punto la dignità!

Chiediamo l'immediata liberazione dei due operai arrestati e rilanciamo la mobilitazione in tutta la città per il loro rilascio!

Facciamo appello ai movimenti sociali di tutta Italia ad esprimere solidarietà militante per una lotta che riguarda tutti e tutte. E confermiamo la preparazione di una giornata di boicottaggio internazionale contro Granarolo da fissare nei prossimi giorni. Facciamo appello ai compagni e alle compagne, ai movimenti e al sindacalismo conflittuale di Bologna a recarsi oggi in solidarietà al presidio fisso davanti Granarolo che nonostante la durissima repressione resiste!

Sciopero e picchetti fino alla vittoria!

Laboratorio Crash!

Comunicato S.I.Cobas

Due operai che hanno osato presidiare i cancelli della Granarolo sono stati pestati come i loro compagni, hanno subito un attacco premeditato degli sbirri al servizio della lega coop e per tale motivo sono trattenuti in arresto nelle patrie galere. I due lavoratori, uno della Dhl, e un'altro della Susa non sono stati rilasciati come gli altri quattro compagni fermati alla Granarolo. Colpevoli di aver dato solidarietà attiva ai loro compagni della Granarolo devono pagare, devono restare in carcere perché sono come i loro compagni contro i padroni.

Domani il fronte dei COBAS sostenuti da militati solidali con la loro lotta, esercitando il diritto di sciopero che i padroni ed i loro sgherri cercano di contrastare, manifesteranno con la loro forza davanti ai cancelli della Granarolo. Padroni: PAGHERETE CARO, PAGHERETE TUTTO!

L'azione repressiva della polizia non fermerà questo movimento, l'onda lunga degli scioperi dei lavoratori della logistica farà rientrare i loro compagni della Granarolo nei magazzini, questa lotta insegnerà che è possibile resistere agli attacchi dei padroni se i lavoratori si organizzano e faranno pagare cari prezzi ai padroni.
Fuori dalla galera i due compagni arrestati.

S.I.Cobas

Il comunicato del S.I.Cobas che annuncia lo stato di agitazione nella provincia di Bologna

Inviamo comunicato stampa con la proclamazione dello stato di agitazione in risposta agli scontri di oggi davanti ai canelli Granarolo. Mentre prosegue e si rafforza la campagna nazionale che sfocerà in un prossimo sciopero nazionale del settore (come da mandato delle assemblee nazionali del 30 dicembre 2013 a Bologna e del 19 gennaio 2014 a Milano), si invitano tutte le strutture di base del sindacato, e tutti i militanti solidali, a livello nazionale, a intraprendere adeguate forme
di mobilitazione politica ed economica a sostegno della vertenza Granarolo che, col passare dei mesi, manifesta inalterata e addirittura crescente, tutta la sua forza.
Una mobilitazione che sta costringendo le forze repressive dello stato a manifestare il loro aperto sostegno ai veri padroni della "rossa" Emilia Romagna, quella Legacoop, che licenzia gli attivisti sindacali scomodi e invoca il manganello a difesa dei propri democratici profitti; quella
stessa Legacoop che a Lampedusa, gestisce le torture contro i fratelli immigrati che sbarcano da oltre Mediterraneo, in nome della legge Turco-Napolitano-Bossi-Fini

Per l'esecutivo nazionale del SI.Cobas
Fabio Zerbini

Il comunicato di Hobo

Dopo nove mesi di picchetti e quattro giorni di presidio permanente, giorno e notte, oggi davanti ai cancelli della Granarolo è stata un’altra grande giornata di blocchi e dignità.

A partire da mezzogiorno eravamo in tanti e tante per interrompere il ciclo produttivo, che per i facchini significa ciclo dello sfruttamento e dei licenziamenti. La risposta è stata quella di sempre: i dirigenti della “Granarolo ladri” e delle “cooperative mafiose”, dopo aver omaggiato i poliziotti di mozzarelle e prodotti freschi per compensarli delle quotidiane bastonate ai lavoratori (le foto lo documentano), hanno diretto le loro infami operazioni coperti da blindati e cordoni di carabinieri e celerini. Mentre gli uomini in divisa attaccavano i facchini e i solidali, tentando di rimuovere violentemente il blocco, ad un altro ingresso trenta crumiri al soldo della cooperativa picchiavano selvaggiamente cinque lavoratori partecipanti al picchetto, sotto gli occhi compiaciuti delle forze dell’ordine. Il blocco dei cancelli e della strada, cominciato intorno a mezzogiorno, è andato avanti per diverse ore, resistendo alle ripetute cariche e provocazioni di polizia e carabinieri, che hanno addirittura gasato con uno spray urticante un lavoratore che si era sdraiato sotto un camion.

Durante le cariche sono stati fermati e selvaggiamente picchiati tre lavoratori e uno studente, che mentre scriviamo il comunicato sono ancora in questura. Vogliamo l’immediata liberazione dei nostri compagni di lotta!

Continuiamo con il presidio permanente, e domani saremo di nuovi davanti ai cancelli della Granarolo, in tante e tanti, sempre di più, sempre più arrabbiati. Armati della nostra dignità, determinati fino alla vittoria.

E se non l’avete ancora capito, ve lo ripetiamo ancora una volta: non potete fermare il vento...

Hobo - Laboratorio dei saperi comuni

http://www.infoaut.org
/index.php/blog/precariato-sociale/item/10404-granarolo-due-facchini-arrestati-e-sciopero-della-logistica-in-tutta-la-provincia


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Ho lavorato, a vario titolo, per oltre 30 anni nel cosiddetto sistema finanziario .... e lo considero certamente "centrale", ormai persino più di quello manifatturiero ...

Ma è una centralità, a mio giudizio, in senso negativo e non positivo ... dove per forza di cose, gli utili non vengono reinvestiti .... ed è davvero curioso che io debba spiegare questo su un sito che, giustamente anche se con qualche eccesso enfatico, ha eletto da sempre le banche a principali responsabili della crisi in atto se non addirittura a "nemico principale" ...

Nè francamente mi sembra che il settore finanziario italiano sia particolarmente "martoriato" dal fisco, tuttaltro .... non sono un fanatico della tassazione, ma il fatto che le rendite finanziarie da borsa siano ancora tassate al 20% ( e fino a qualche anno fa soltanto al 12 %) mentre la pressione fiscale sugli altri redditi viaggia intorno al doppio ... mi sembra in se abbastanza indicativo ...

Anche a me gli "idealisti" fanno fresco ... e credo di averlo ampiamente dimostrato nei miei articoli qua sopra ... rimane il dato che le ricette neo-liberiste e la cosiddetta "globalizzazione" hanno finora portato solo danno ... all'Italia ed in genere al cosiddetto "Sud del mondo" ...

Danno che non sarà certo riparato da quattro esempi di "delocalizzazione" al contrario .... peraltro molto "locali" e particolari ... e, in qualche caso, pure soltanto "annunciati" e non praticati ...

Per quanto riguarda il sistema delle coop ... le considero "social" solo a chiacchiere .... e questo era stato messo in evidenza, soprattutto rispetto al "modello Emilia", già dal movimento del 1977 che proprio in terra emiliana, e bolognese in particolare, ebbe alcuni tra i più alti livelli di scontro proprio col Pci e col mondo finanziario/cooperativo che era la sua colonna portante in quel territorio del paese ....

Figuriamoci oggi ... che, grazie anche ad una serie di leggi ad hoc, le coop sono diventate sempre di più il luogo del peggior precariato .... dove, nonostante il trattamento fiscale e contributivo di favore, si è quasi sempre in ritardo di qualche mese nel pagamento degli stipendi ... e dove si è largamente inserita anche la malavita organizzata .... ed il caso dei facchini è, in questo senso, molto paradigmatico ... ed ancora di più quello dei lavori per la Tav in Val di Susa ...

Sul perchè molti ( ma non la maggioranza, la preponderanza di stranieri è un fenomeno solo emiliano e di alcune zone del Nord-Est ) dei facchini siano stranieri .... il discorso sarebbe lungo ed articolato ..... comunque, parlandone a grandi linee ed in modo certo semplicistico, non mi sembra un luogo comune l'analisi secondo cui una serie di lavori, particolarmente "faticosi" ed a basso reddito, i giovani italiani - in gran parte ormai scolarizzati - non li vogliano più fare ... e che nemmeno questa crisi ha cambiato di molto questa tendenza ....

Va bè Radisol … io non so quale sia stata la tua esperienza professionale ma ho qualche dubbio che ti abbia fornito i più banali spunti di riflessione. Cioè, mi baso su quello che scrivi qui. Niente di personale, sia chiaro.

Sul settore finanziario si regge tutto il sistema paese. Dai mutui residenziali ai finanziamenti per le grandi opere. Il nostro settore finanziario non è martoriato dal fisco ma bensì dal settore finanziario straniero. E’ tutt’altro che indipendente. Le nostre banche sostanzialmente fanno da retailers. E’ un problema storico.
Certo va regolamentato (come tutto il resto) ma va altrettanto sostenuto. Specie se come il nostro sta cadendo a pezzi. Quel poco che si era costruito con fatica lo stanno smantellando. Senza quel settore tutti gli altri vanno a ramengo. Il nostro sistema industriale è anni luce avanti rispetto a quello finanziario. se tassi ulteriormente il settore, quel poco di occupazione che fa scompare e si sposta tutto nella City. E se ne vanno anche tutte le competenze. Noi ci teniamo i family banker e gli assicuratori di provincia!

E lascia perdere quel discorso sugli utili reinvestiti e delle banche responsabili di questo e quello … come se le imprese avessero fatto diversamente … pietà!
Ma chi sono gli azionisti delle nostre banche?
Ma lo sai che il tasso di riferimento del “tuo” mutuo lo decidono a NY?
Curioso spiegarlo qui? Va bè, come non detto.

Leggi questo che, malgrado sia una cosina-ina-ina, non dovrebbe esserti troppo avverso come pulpito: http://www.cgiamestre.com/2013/03/la-crisi-ha-fermato-la-fuga-delle-nostre-aziende/ .

Non hai risposto alle mie domande ma per cortesia rispondi almeno a questa, te la ripropongo:

pensi si possa parlare di processo di delocalizzazione al contrario basato sull'assunzione di cittadini stranieri?
Perché puoi delocalizzare la produzione ma mica i clienti. Almeno, per adesso non ci sono ancora riusciti!

E se vuoi io di italiani choosy che vorrebbero lavorare te ne mando una vagonata tutti i giorni, festivi compresi. Ma dal Nord né? Mica dal Sud!
Azzo, certi discorsi me li aspetto dall’ Annunziata, da Polillo, Martone & company ma da te proprio …
La propaganda non ha proprio barriere, vince sempre!

Certo che se fai entrare gente con le pezze al culo che si accontenta di un tozzo di pane, che competizione c’è? Poi Grillo, Barnard e company vogliono il reddito di cittadinanza o i lavori socialmente utili, o altre cazzate. Poi con che soldi non si sa. Ah, già battiamo moneta. Mah…

Ormai da anni se vanno persino gli extracomunitari. Peccato che ne fanno entrare sempre di nuovi. E di polli se ne trovano sempre. E gli italiani vanno a fare i "facchini" in Germania!

Spingi sul settore finanziario per esempio (ma anche sul primario e secondario naturalmente) e vedrai che “quelli scolarizzati” come dici tu lo trovano un lavoro.
Però forse hai ragione tu, siamo troppo istruiti!
Ma con chi dobbiamo competere? Con la Tunisia?
Devo andare a fare delle lotte per sostenere i flussi migratori e la competizione al ribasso?
Che *axxo devono fare ancora gli italiani per campare ( http://stats.oecd.org/Index.aspx?DatasetCode=LEVEL# )?
la guerra ai greci o ai koreani? Persino agli svizzeri oramai girano i coglioni.

State sbagliando fronte. Se non agite a monte sulle cause del declino avete perso in partenza.

Dato che ti piace guardare all’estero, dai un’occhiata a come affrontano la cosa Paesi come il Canada o l’Australia per esempio?
O sono dei fascistoni pure loro?
Quanti milioni di persone può sostenere il nostro Paese?
Hai ben da lottare per la salvaguardia dei diritti e della dignità dei lavoratori se con un tozzo di pane devi sfamare 100 persone.

P.s.: lo so. Ci sono andato pesante. ma non ce l'ho con te. Anzi tu almeno hai le palle per lottare. Solo che secondo me sbagliate modi e profilo. Così fate il loro gioco. ben che vi vada prendete qualche manganellata e fate riassumere una manciata di persone con una paga da fame. e domani siete daccapo. Altre randellate e altra guerra fra poveri. E fra i poveri ci metto anche le forze dell'ordine. perchè ci sarà pure una dscreta quantità di esaltati fra loro ma molti sono lì a menare, a difendersi e a prendere insulti per due spiccioli. Insomma, sono lavoratori alla canna del gas pure loro. E aspetta che arrivino quelli dell' EGF. "Quelli" non vedono l'ora.


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radisol
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"pensi si possa parlare di processo di delocalizzazione al contrario basato sull'assunzione di cittadini stranieri?
Perché puoi delocalizzare la produzione ma mica i clienti. Almeno, per adesso non ci sono ancora riusciti! "

Beh, per lo stesso identico motivo, non puoi "delocalizzare" nemmeno i facchini .... quelli servono sul posto ... e poi ormai cominciano spesso ad essere stranieri, anche se residenti ed operanti in Italia, anche una parte considerevole degli stessi clienti ... soprattutto quelli dei negozi, bar, trattorie ecc. ecc.

E, fermo restando che la larghissima maggioranza di questi facchini restano italiani ... anche gli arrestati e fermati di eri a Bologna sono stati al 90% "autoctoni" .... è anche verissimo che molti giovani italiani, scolarizzati o meno, nel sistema delle finte cooperative, dove i "lavoratori/soci" si trovano a socializzare le perdite ma non i profitti ... ho seguito a suo tempo, proprio da lavoratore interno al mondo del credito, le cooperative di facchinaggio ed anche di pulizie che operavano nelle banche ... quasi tutti italiani, al massimo qualche rarissimo latino/americano con doppia cittadinanza ... e a parte qualche "vecchietto" ed i pochissimi direttamente implicati nelle storie di malavita collaterali ( che poi erano quasi sempre gli uni e gli altri i "capetti intermedi" e quindi con altri redditi, ufficiali o meno ) tutti gli altri scappavano via alla primissima occasione di lavoro diverso ... e, te l'assicuro, non erano tipi così "choosy" ... tuttaltro ...

Per il mondo della finanza italiano ... proprio perchè ci ho lavorato a lungo ed ho provato anche situazioni di finanza multinazionale operanti qui in Italia, senza trovarci particolare differenza da quelle tutte italiche ... ammetto di avere una vera e propria idiosincrasia .... è un ambiente che odio proprio .... e questo forse mi rende fortemente prevenuto ...

E se quel mondo qui da noi "va male" .... anche se a leggere i bilanci ufficiali, che però credo siano spesso falsati, non si direbbe proprio .... pur non trascurando le cose che dici tu .... pure quelle comunque frutto della "globalizzazione" come pure l'immigrazione di massa e le "delocalizzazioni" ... e quindi di un certo modello capitalistico "globale" fallimentare ma tuttora imperante ... credo ci sia alla base di tutto anche una vera e propria incapacità ... e non poche volte anche disonestà .... di chi, oltretutto strapagato, lo dirige ...

Come dicevo, ho passato, a vario titolo, 34 anni della mia vita nel mondo creditizio e finanziario ... pubblico e privato ... italiano ed anche multinazionale .... e di questi 34 anni non ne è passato uno che è uno ... in cui non è uscita fuori qualche truffa, piccola, media o grande ed a volte anche gigantesca che fosse ... è un ambiente proprio "criminogeno" nella sua natura ... e non credo sia una peculiarità solo italiana .... anche se certo qui, nel passato in cui tutte le banche o quasi erano pubbliche, ma poi anche dopo ... ed ancora oggi, che il settore è da tempo interamente privatizzato ed a tratti pure "internazionalizzato", molti managers finanziari provengono ancora da quella scuola "pubblica" dei decenni passati .... e quelli che, anche per motivi anagrafici, non ci provengono .... hanno comunque lo stesso identico tipo di formazione e di condotta pratica ... se non ancora peggiore ...


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radisol
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h 13:15 dopo la prima assemblea della giornata dal presidio permanente, in oltre un centinaio tornano a bloccare davanti ai cancelli, mentre dalle altre aziende del bolognese in sciopero continuano a confluire lavoratori solidali.
La celere si attesta nello spiazzo al di là della cancellata dei magazzini. Da Milano ci arriva notizia che è stata confermata una iniziativa di lotta in solidarietà con gli arresti di ieri.

Lo sciopero provinciale intanto va avanti e numerosi magazzini sono rimasti completamente vuoti, come quello della DHL.

h 15:30 il camper del presidio di lotta torna là dove si trovava sin da ieri: davanti al cancello, nel blocco che non cessa di scandire slogan contro Granarolo e Lega Coop.
La celere si schiera

h 16:30 la celere presente in grandi forze ha circondato il picchetto dei lavoratori e dei solidali. La tenacia dei facchini ha fatto sì che, sedendosi a terra, le operazioni di rimozione da parte delle guardie dei padroni fossero rallentate.

Uniti l'uno all'altro ancora una volta hanno saputo dimostrare di scegliere autonomamente le proprie pratiche di lotta, senza cadere nelle provocazioni della controparte: se un giorno si decide di resistere in piedi, in altri momenti c'è stato il blocco improvviso, mordi e fuggi, e oggi si è resistito stando a terra, incordonati l'uno all'altro. Ora gli scioperanti si attestano lungo la strada continuando a scandire cori davanti alla celere senza paura.

h 16:50 dopo essersi ricompattati, gli scioperanti hanno deciso di sciogliere il blocco, riportando il camper del presidio al luogo in cui si trovava questa mattina.
Da qui ci sarà un'assemblea per fare il punto della situazione e decidere i nuovi passaggi di lotta, al sottofondo di "uno sciopero al giorno" e oltre al solito "torneremo, torneremo", si urla "vinceremo,vinceremo" a sottolineare la voglia di andare fino in fondo, fino a che tutti i diritti dei lavoratori saranno rispettati!

Varie foto e video al link :

http://www.infoaut.org/index.php/blog/precariato-sociale/item/10404-granarolo-due-facchini-arrestati-e-sciopero-della-logistica-in-tutta-la-provincia

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Tango Down #Granarolo Op Anonymous

Anonymous Italia si è unito alle proteste di tutti quei lavoratori sfruttati, licenziati, manganellati e caricati dalla famosa azienda Granarolo.

Dieci minuti fa, si è conclusa la Op #Granarolo, che ha portato all'oscurazione del sito internet.

24 Gennaio ore 21,52

Immagine sito defacciato :

http://www.italianhack.org/forum/tango-down-granarolo-op-anonymous-vt95381.html


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radisol
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Il presidio permanente contro la Granarolo va avanti nonostante il freddo che ha avvolto la periferia di Bologna. Ma d'altronde gli operai e i solidali sono abituati a resistere a ben altri disagi e sofferenze. Intanto a scaldare l'atmosfera è arrivata la scarcerazione dei due arrestati, due operai sindacalisti, arrestati durante la brutale repressione operata dalla celere il 23 gennaio contro il picchetto dei facchini al cancello della Granarolo. Il morale è alto questa mattina, e il presidio permanente riunito in assemblea sta discutendo il da farsi per la nuova settimana di lotta. C'è chiara consapevolezza da parte di tutti e tutte della forza politica espressa con le giornate di resistenza, ma anche dell'arsenale di cui dispone la controparte: potere politico, giudiziario-repressivo, mediatico, sindacale (Cgil e Cisl), e istituzionale compatto e rivolto contro gli operai in lotta. Quest'ultimo dato sembra da una parte mostrare la debolezza dell'avversario, ma anche la sua ostinazione nel voler utilizzare fino all'ultima cartuccia per aggredire le istanze di dignità sollevate dagli operai della Granarolo. In ogni modo l'atmosfera che si respira al presidio permanente degli operai e solidali è di serena e convinta determinazione a non cedere e anzi a rilanciare l'iniziativa di lotta che gli operai promettono “andrà avanti ad oltranza!”.

Leggi la lettera aperta dei S.I.Cobas al prefetto di Bologna:

“Illustrissimo Prefetto, abbiamo letto le sue dichiarazioni agli organi di stampa, sui fatti avvenuti in questi giorni alla Granarolo, nelle quali lei afferma di essere disponibile al dialogo con tutti, purchè “si fermino le violenze”, dichiarandosi altrimenti pronto ad “accentuare lo scontro e la repressione” degli scioperanti. Una dichiarazione, ci permetta, sicuramente legittima, dato il suo ruolo, ma poco rispondente alla realtà dei fatti e alle ragioni delle forze in campo. Nello specifico, la giornata di venerdì ha visto i lavoratori impegnati nel tentativo di affermare le loro ragioni, il loro diritto al lavoro, ad un salario dignitoso, alla garanzia degli elementari diritti propri di un rapporto di lavoro regolare”.

“Orbene, lo sviluppo degli eventi ha prodotto interventi violenti delle forze dell’ordine contro i manifestanti, che di contro hanno sempre e solo opposto una resistenza passiva. Non sono fandonie le affermazioni sull’uso di strumenti non autorizzati da parte di alcuni agenti (spray urticanti), come non lo sono i pugni in faccia coi quali sono stati colpiti alcuni lavoratori. Alla fine della giornata il bilancio ha visto l’arresto di due lavoratori per atti di violenza! Arresto prolungato scientemente, nell’improvvisa udienza di sabato pomeriggio, per l’ipotesi di reiterazione del reato (sic). Il rifiuto di visionare i video proposti dal nostro legale è stato funzionale al permanere in carcere dei due lavoratori, fino – almeno – all’udienza di lunedì (oggi)”.

“Ci chiediamo se questo tipo di decisione sia funzionale al raggiungimento dell’obiettivo di placare gli animi, per creare le condizioni per un dialogo il più possibile sereno tra le parti coinvolte per trovare una soluzione positiva per il reinserimento dei lavoratori, o se – purtroppo – non sia già un segnale chiaro della volontà, che traspare evidente ed inequivocabile sugli organi di stampa in questi ultimi giorni, di chiudere la partita “licenziamenti Granarolo” in modo violento, con la repressione dei lavoratori che rivendicano il diritto di avere le condizioni ed mezzi per poter condurre la loro esistenza”.

“La nostra non è retorica, ma la rappresentazione di una realtà oggettiva. Espulsi in modo illecito da nove mesi, questi lavoratori sono allo stremo. E’ accettabile questa condizione? E’ accettabile che decine di persone, le loro famiglie, non abbiano il diritto ad una esistenza “normale?”. Vi è forse qualche pregiudizio nei loro confronti legato al loro status di immigrati? O semplicemente la
ragione della situazione in cui si trovano da mesi è il fatto di aver denunciato una condizione di illegalità presente anche alla Granarolo tramite CTL – te Calzochecchè ne dicano, il presidenlari e i vari rappresentanti di Legacoop – implicita nel sistema e nell’attività delle cooperative in appalto? Non abbiamo mai visto nessun organo istituzionale, compresa la Prefettura, intervenire nel momento in cui i lavoratori hanno denunciato che le cooperative in subappalto alla Granarolo taglieggiavano il loro salario del 50% per ragioni assolutamente illegali. Nè abbiamo mai sentito nessuna sua dichiarazione ai media sulla necessità di far intervenire l’Ispettorato del lavoro per effettuare controlli sulla applicazione/violazione della norma che regola i rapporti nel mondo della cooperazione e che, tra l’altro, pone in capo, in primis alla committenza (legge 142), ogni irregolarità che si possa sviluppare nei propri magazzini.

Non siamo a conoscenza di alcun atto, né abbiamo visto comunicati da parte del precedente Prefetto, né da parte sua, per richiamare le parti che avevano aperto un tavolo in Prefettura la scorsa estate, a rispettare l’ultimo accordo sottoscritto in quella sede.
Quell’accordo non è stato ad oggi rispettato dai vari soggetti padronali firmatari (usiamo consapevolmente questi termini per coloro che gestiscono quelle aziende, nominalmente per la cooperazione dei soci, usufruendo quindi, di una tassazione inferiore, ma si comportano come qualsiasi azienda a diversa contribuzione fiscale).

Gli interrogativi che le poniamo sono semplici:

1. Quali interventi avete fatto in Prefettura per fare rispettare gli impegni presi alla vostra presenza?
2. Quali impegni vi siete assunti perché 42 lavoratori (tutti immigrati) non passassero nove mesi nell’indigenza e patissero la fame per un atto “spregiudicato” di licenziamento solo perché avevano osato scioperare per avere un salario decente (previsto contrattualmente)?
3. Chi le sta puntando una pistola alla testa? Noi abbiamo solo sollecitato un incontro perchè si avviassero dei semplici passi per addivenire ad una soluzione positiva e consentire ai 51 lavoratori sfruttati, senza un salario contrattualmente adeguato, e licenziati perché hanno scioperato, di riprendere il lavoro.
4. Pretendiamo troppo se le chiediamo di far rispettare l’accordo sottoscritto nella Prefettura da lei diretta? Non è in gioco, dal suo punto di vista, di rappresentante dello Stato, la tutela del ruolo, della funzione, della credibilità stessa dell’Istituzione da lei impersonata? Aspettiamo fiduciosi le prossime scadenze, partendo dalla prossima udienza in tribunale, fino all’incontro di mercoledì. Verificheremo in quella sede se esiste la volontà reale delle controparti di giungere ad una giusta soluzione dei problemi.. Fino ad allora, sulla scorta dell’esperienza sin qui maturata, continueremo a mantenere lo stato di agitazione nei magazzini e ad utilizzare, non la pistola, ma lo sciopero, e tutte le forme di lotta consentite dalla legge, per ottenere quanto spetta ai lavoratori.

Per il S. I. Cobas il Coordinatore Nazionale Aldo Milani


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