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Conti pubblici.....


Scifraroc
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Conti pubblici, riparte pressing del governo sulla Ue: “Altra flessibilità per 8 miliardi”. Ma stavolta c’è l’incognita Mps

Con il pil fermo, rispettare gli impegni presi con la Commissione sul contenimento del rapporto deficit/pil diventa più costoso. E per farlo bisognerebbe ridurre le risorse da dedicare a misure espansive. Renzi per ora tace, ma stando a quanto hanno anticipato Calenda e Gozi intende andare di nuovo allo scontro. In autunno però ci sarà anche il redde rationem sulla banca senese

di F. Q. | 15 agosto 2016

Déjà vu. A sei mesi dal redde rationem con Bruxelles per ottenere ampi spazi di flessibilità sui conti pubblici per il 2016, il governo Renzi è al punto di partenza. E, lungi dal rispettare gli impegni presi per avere il via libera a circa 13,6 miliardi di deficitaggiuntivo, intende invece chiedere alla Ue di poter sforare ancora una volta. Rispetto alla scorsa primavera, però, averla di nuovo vinta dalla Commissione appare più complicato. Perché oggi sul tavolo c’è anche il dossier Monte dei Paschi di Siena, di cui nel frattempo il Tesoro con il suo 4,02% è diventato primo socio. In caso di fallimento del complesso piano di salvataggio privato annunciato a fine luglio, per ricapitalizzare la banca sarà necessarioun intervento dello Stato con soldi pubblici. Non prima di aver imposto perdite ad azionisti e obbligazionisti subordinati, a meno di non riaprire anche su questo le trattative con i partner europei.
Governo al bivio tra riduzione del deficit e misure espansive – Un passo indietro. I dati sul pil del secondo trimestre diffusi venerdì scorso dall’Istat, secondo cui l’economia italiana è al palo, non solo rendono irraggiungibile l’obiettivo di crescita dell’1,2% contenuto nel Def, ma rendono anche molto più costoso ridurre il rapporto deficit/pil all’1,8% e il debito/pil dal 132,7 al 132,4%. Obiettivi, questi, il cui raggiungimento è stato chiesto dalla Commissione a maggio come contropartita per garantire la flessibilità chiesta per il 2016. Con il denominatore (il pil) è più basso del previsto, il rapporto tende ad aumentare e per contenerlo servono più risorse. Per quanto riguarda il debito, che in valori assoluti continua ad aggiornare i record storici, il governo conta di abbatterlo almeno un po’ con i proventi delle privatizzazioni. Per contenere il deficit, considerato che 15 miliardi sono già impegnati per disinnescare le clausole di salvaguardia (aumenti automatici di Iva e accise) bisognerebbe invece inevitabilmente togliere risorse alle “misure espansive” – taglio dell‘Ires, incentivi fiscali per investimenti e ricerca – che l’esecutivo vuol mettere in pista nella prossima legge di Bilancio, nonostante quelle varate finora non abbiano ottenuto i risultati sperati.
La scelta di Renzi: non ridurre il deficit/pil e andare di nuovo allo scontro – Il premier e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan tacciono, ma nel weekend ferragostano Repubblicaha attribuito a Renzi il seguente “mantra”: “Non saranno dei vincoli europei a mnadare l’Italia per la terza volta in recessione”. E vari esponenti dell’esecutivo hanno spiegato chiaramente qual è l’orientamento di Palazzo Chigi: una manovra recessiva è fuori discussione, tanto più che andrà presentata poche settimane prima del referendum costituzionale cruciale per Renzi. “Abbiamo già ottenuto molta flessibilità, intendiamo chiederne ancora, tutta quella possibile”, ha anticipato il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda a La Stampa, definendo “sbagliata” la decisione dell’Ecofin di concedere solo una volta (e l’Italia le ha appunto ottenute per quest’anno) le attenuanti che aprono la strada asconti sul risanamento. Concetto ribadito domenica a Repubblicadal sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi (“Ci troviamo di fronte a una situazione nuova, più negativa, determinata da fattori che non si possono ignorare” per cui “la flessibilità (…) la vogliamo, nel rispetto delle regole vigenti”). L’unico a frenare è stato il titolare delle Infrastrutture, Graziano Delrio, secondo cui “ottenuta la flessibilità in Europa, ora l’obiettivo è spingere forte sugli investimenti pubblici“, dopo che il Cipe la settimana scorsa ha sbloccato 39 miliardi di cui 13,4, a valere sul Fondo di sviluppo coesione, per il Mezzogiorno.
Meno margini sulle pensioni e sfuma l’anticipo del taglio Irpef - Morale: Renzi vuol chiedere alla Ue di poter mantenere il rapporto deficit/pil intorno al 2,3% anziché ridurlo all’1,8%. La differenza vale circa 8 miliardi, che verrebbero utilizzati per finanziare le voci di uscita della prossima manovra. Repubblicalunedì ipotizza che la cifra possa arrivare fino a 10 miliardi, con il deficit/pil al 2,4 per cento. In ogni caso è destinato a sfumare l’anticipo al 2017 del taglio dell’Irpef (in calendario per il 2018), perché anticiparlo non è più proponibile, e si riducono i margini per gli interventi sulle pensioni (anticipo dell’uscita dal lavoro, ampliamento della no tax area e della platea che riceve laquattordicesima, scivolo per i lavoratori precoci e per chi ha svolto mestieri usuranti). “Quando la crescita rallenta, bisogna parlare meno di misure redistributive sulle pensioni e più di misure fiscali a favore di investimenti e lavoro”, ha messo le mani avanti il viceministro dell’Economia Enrico Zanetti. A settembre non resta che attendersi un nuovo scontro con i vertici Ue. Antipasto il 22 agosto, quando a Ventotene è in programma un trilaterale tra Renzi, la cancelliera Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/15/conti-pubblici-riparte-pressing-del-governo-sulla-ue-altra-flessibilita-per-8-miliardi-ma-stavolta-ce-lincognita-mps/2975973/


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annibale51
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Secondo me siamo governati da mentecatti. Prima la nostra classe dirigente, per diritto sovrapopolare ed in ossequio alla sudditanza "alleata" firma i trattati di austerity, Maastricht, Euro, rientro del debito... poi si supplica con la cattiva Europa per derogare...bada, sono convinto che qualcosa in cambio di ulteriori sacrifici per i coglioni per le deroghe ci sia sempre...qualche pezzo di mare, o qualche contratto ENI con Gheddafi, si cede sempre qualcosa in cambio...Cicciolina sarebbe stata molto più seria.


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spadaccinonero
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quando si tratta di Italiani son tutti monetaristi inflessibili, per gli immigrati soldi dall'elicottero a valanga...

cito

"mantenere il rapporto deficit/pil intorno al 2,3% anziché ridurlo all’1,8%"
ci sarà da ridere quando dovranno portarlo allo zero... ci stanno cucinando a fuoco lento, molto lento


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uomospeciale
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Secondo me siamo governati da mentecatti. Prima la nostra classe dirigente, per diritto sovrapopolare ed in ossequio alla sudditanza "alleata" firma i trattati di austerity, Maastricht, Euro, rientro del debito... poi si supplica con la cattiva Europa per derogare...bada, sono convinto che qualcosa in cambio di ulteriori sacrifici per i coglioni per le deroghe ci sia sempre...qualche pezzo di mare, o qualche contratto ENI con Gheddafi, si cede sempre qualcosa in cambio...Cicciolina sarebbe stata molto più seria.

Lo credo bene.
Il fatto è che almeno Cicciolina era abituata a dar via del suo, mentre questi qua promettono, ( e mettono sempre a disposizione..) il culo altrui, mica il loro.

😆


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