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Fraking Italia:distruzione ambiente + rischio sismi e tumori


antiUsrael
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Fraking in Italia, ovvero il rischio di distruzione del prezioso patrimonio ambientale italiano
3 maggio 2012 | Autore Lino Bottaro

La pratica del fraking, come esposto in tanti articoli precedenti, risulta essere la causa del proliferare di terremoti di varia intensità, come evidenziato nei tanti articoli sull’argomento e postati in questo sito. Sono stati trovati nel blog della prof D’Orsogna.
In Italia i terremooti sono all’ordine del giorno e nel solo mese di Aprile sono stati 133.
http://www.portaleabruzzo.com/nav/terremotiMap_IT.asp#
Il mondo della finanza globalista, della cupola bancaria internazionale, è sempre più determinato a perforare l’italia in ogni dove, alla ricerca di giacimenti di gas o petrolio dai quali gli abitanti delle zone interessate potrebbero ricevere delle royalties ridicole tali da non non riuscire a coprire i costi per gli immani disastri ambientali ordinari e di natura eccezionale statisticamente inevitabili.
Da notare che la % riservata allo Stato italiano sarebbe del 7% (contro l’80 % che Gheddafi destinava al suo popolo direttamente nel conto corrente dei suoi concittadini. Giusto per capire chi sono i dittatori e gli Stati criminali!) Il tutto poi dovrebbe essere regolato da controlli su dati forniti dalle aziende petrolifere stesse. Capite che stiamo freschi!

Oltre all’inquinamento colossale, ordinariodovuto ad ogni perforazione, dobbiamo prendere in considerazione il fatto che un incidente potrebbe essere drammatico nelle sue conseguenze.
In Adriatico ad esempio, potrebbe mettere a repentaglio la vita marina di questo mare poco profondo e vulnerabilissimo.
Nel sito della professoressa Maria Rita D’Orsogna, autentica resistente contro le mafie delle perforazioni selvagge troviamo una incessante sequela di denunce di azioni di ordinaria follia ai danni dei cittadini; distratti costoro, da partiti politici di ogni collocazione composti da gentaglia la cui unica preoccupazione è quella di sparare scemate un giorno si ed un’altro pure.
I tanti esempi riportati nel sito http://www.dorsogna.blogspot.it/ di casi di ordinaria devastazione avvenuti negli USA, dovrebbero farci riflettere (vedi Gasland, il video di denuncia della pratica criminale, postato sul nostro sito).
L’Italia della gente che ha a cuore il suo territorio non viene fatta parlare. Al bene comune non è destinato spazio. Allora noi come Stampalibera continuiamo e continueremo ad evidenziare lo scempio in atto ed i tentativi criminali di mettere la mani sul nostro territorio fragile dal punto di vista ambientale e densamente popolato. Invitiamo pertanto i lettori a far girare questi contenuti ed a dar manforte a M.R. D’Orsogna (che ringraziamo) nella sua incessante battaglia di civiltà.
LB

http://www.dorsogna.blogspot.it/

di Maria Rita D’Orsogna

In questi giorni assistiamo ad un delirio dopo l’altro in termini di petrolio e di gas italico.

Stefano Saglia, Corrado Passera, Claudio Descalzi, Assomineraria, continuano ad insistere che dobbiamo fare dell’Italia un “hub energetico”, che dobbiamo trivellare, che questo portera’ a ben 25,000 o 30,000 posti di lavoro, che questo ci portera’ a risolvere tutti i problemi d’Italia.

Il petrolio portera’ soldi, lavoro e felicita’ a tutti.

E allora ecco come si trivella in Italia.

Qui un piccolissimo articolo su un pozzo di metano che continua a regurgitare gas a Porto Viro, in provincia di Rovigo dopo una esplosione, nel 2010.
Si’ e da un anno e tre mesi! e dallo scoppio del dicembre 2010 che il pozzo continua a rilasciare metano. Nessuno vede, dice fa. Tuttapposto.

Un anno e tre mesi!

Le piante vicino al pozzo sono morte, la gente e’ preoccupata dell’aria che respira, il comune ha solo potuto mettere una scritta in cui si dice di non avvicinarsi perche’ c’e’ pericolo d’incendio.

Questa e’ l’Italia delle trivelle.

Ma a guardare bene, non e’ questo l’unico caso di pozzo metanifero esploso in Italia.

Nel 1991, a Policoro, ci fu un altro pozzo di gas esploso, ma nessuno ne parlo’ e non ne esiste quasi traccia ne sul web, ne sulla stampa. Le foto che vedete me le ha mandate Felice Santarcangelo qualche tempo fa.

E’ l’Italia dei pozzi di metano dell’ENI.

Vogliamo parlare dell’oleodotto esploso a Viggiano?

Vogliamo parlare delle galline morte a causa delle esalazioni di idrogeno solforato in Basilicata?

Vogliamo ricordare lo scoppio di Trecate, in provincia di Novara?

Vogliamo ricordare lo scoppio della piattaforma Paguro?

Sono troppi gli scandali, i problemi, i rischi alle persone e alla natura. Ma a Passera interesssa solo il PIL.

Mi dica, Passera, che ce ne facciamo di un PIL perfetto dopo averla distrutta l’Italia?

Il fracking e la salute delle donne

Sara Jerving e’ una giornalista che scrive per il Center for Media and Democracy. Ha scritto un report giornalistico sugli effetti del fracking sulla salute delle donne. Interessantissimo, ma non dissimile dai soliti effetti delle trivellazioni sulla salute delle donne: aborti, problemi ai sistemi riproduttivi, e danni ai feti, nonche’ tumori al seno, alla cervice, al colon, alle ghiandole endorcine, alla laringe, alle ovaie, al retto, all’utero.

Il reportage si chiama “The fracking frenzy’s impact on women” – “L’impatto sulle donne della corsa al fracking”.

La prima sezione si intitola “Toxins in fracking process linked to breast cancer”, “Le tossine nel processo di fracking sono collegate ai tumori al seno“.

Infatti guarda caso, nelle sei contee in Texas dove fanno fracking in maggior misura, ci sono stati aumenti di casi di tumore al seno, mentre sono in calo nel resto dello stato. Il rapporto parla anche di benzene, cancerogeno, di materiale radioattivo, e di morie di animali.

L’EPA e’ the Environmental Protection Agency degli USA – l’equivalente del Ministero dell’Ambiente.

Not only do the chemical cocktail inserted into the ground been shown to contaminate groundwater and drinking water, but fracking fluid also picks up toxins on its trip down to the bedrock and back up again that had previously been safely locked away underground. Chemicals linked to cancer are present in nearly all of the steps of extraction — in the fracking fluids, the release of radioactive and other hazardous materials from the shale, and in transportation and drilling related air pollution and contaminated water disposal.

Non solo le sostanze tossiche iniettate nel sottosuolo contaminano le falde acquifere e l’acqua potabile, ma i fluidi del fracking catturano varie tossine nel loro viaggio verso su e giu’ da e verso il sottosuolo che madre natura aveva seppellito in sicurezza. Sostanze chimiche collegate al cancro sono presenti in tutte le fasi dell’estrazione – nei fluidi del fracking, nel rilascio di sostanze radioattive e di altro material dallo shale gas, nel trasporto e nelle trivellazioni che inquinano l’aria e nella dismissione di acqua contaminata.

Some reports indicate that more than 25 percent of the chemicals used in natural gas operations have been linked to cancer or mutations, although companies like Halliburton have lobbied hard to keep the public in the dark about the exact formula of fracking fluids. According to the U.S. Committee on Energy and Commerce, fracking companies used 95 products containing 13 different known and suspected carcinogens between 2005 and 2009 as part of the fracking fluid that is injected in the ground. These include naphthalene, benzene, and acrylamide. Benzene, which the U.S. EPA has classifie
d as a Group A, human carcinogen, is released in the fracking process through air pollution and in the water contaminated by the drilling process. The Institute of Medicine released a report in December 2011 that links breast cancer to exposure to benzene.

Alcuni rapporti indicano che piu’ del 25% delle sostanze chimiche usate nell e operazioni di trivellazione del gas naturale, sono stati collegati a cancro o mutazioni, sebbene alcune ditte, come la Halliburton, a lungo hanno cercato di fare operazioni di lobbying per tenere nascoste le formule esatte dei fancghi usati per il fracking. Secondo la US Committee on Energy and Commerce, le ditte del fracking fra il 2005 e il 2009 hanno usato 95 prodotti che contengono 13 sostanze carcinogeniche note o sospette, come parte delle miscele di fracking che sono iniettate nel sottosuolo. Queste includono naphtalene, benzene e acrylamide. Il benzene, che la EPA degli USA ha classificato come parte del gruppo A, un carcinogenico umano, e’ rilasciato nella fase di fracking tramite inquinamento in aria e in acqua durante le trivellazioni. L’istituto di medicina ha rilasciato un rapporto nel dicembre 2011 secondo cui l’esposizione al benzene causa tumori al seno.

Up to thirty-seven percent of chemicals in fracking fluids have been identified as endocrine-disruptors — chemicals that have potential adverse developmental and reproductive effects. According to the U.S. EPA, exposure to these types of chemicals has also been implicated in breast cancer.

Fino al 37% delle sostanze chimiche usate nel fracking sono state identificate come sostanze che hanno effetti negativi sui sistemi endocrini – cioe’ che hanno effetti avversi sui sistemi di sviluppo e riproduttivi. Secondo l’EPA degli USA, l’esposizione a queste sostanze chimiche e’ collegato al cancro al seno.

The Marcellus Shale in the northeast part of the United States also naturally contains radioactive materials, including radium, which is largely locked away in the bedrock. The New York’s Department of Environmental Conservation (DEC) analyzed 13 samples of water, contaminated by the fracking process, as a result of the hydraulic fracturing of the shale during the extraction process. The DEC found that the resulting water contained levels of radium-226, some as high as 267 times the limit for safe discharge into the environment and more than 3000 times the limit safe for people to drink. One gas well can produce over a million gallons of contaminated water. A New York Times expose in 2011, released secret EPA documents that illustrated how this water is sometimes sent to sewage plants that are not designed to process the dangerous chemicals or radiation which in some instances are used in municipal drinking supplies or are released into rivers and streams that supply drinking water.

La zona del Marcellus Shale nel parte nord-est degli USA contiene materiale radioattivo allo stato naturale, fra cui il radon, che e’ in maggior parte contenuto nella roccia sotterranea. Il New York Department of Environmental Conservation (DEC) ha analizzato 13 campioni di acqua contaminata dal processo di fracking,. Hanno trovato che l’acqua conteneva alti tassi di radium-226, in alcuni casi fino a 267 volte piu’ di quanto possibile rilasciare in ambiente, e piu’ di 3000 volte maggiore il limite di tossicita’ per gli umani. Un pozzo di gas puo’ produtte piu’ di un milione di galloni di acqua di acqua contaminata (4 milioni di litri). Un espose’ del New York Times del 2011, ha reso pubblici alcuni documenti segreti segreti dell’EPA secondo il quale questa acqua viene in alcuni casi mandata alle centrali di trattamento che non sono state disegnate per tali trattamenti con sostanze chimiche e radiazione che viene mandata alle fonti idriche municipali o sono rilasciate nei fiumi e nei torrenti che alimimentano le fonti idriche.

Emerging data points to a problem requiring more study. In the six counties in Texas which have seen the most concentrated gas drilling, breast cancer rates have risen significantly, while over the same period the rates for this kind of cancer have declined elsewhere in the state. Similarly, in western New York, where traditional gas drilling processes have been used for decades before hydrofracking came along, has been practiced for nearly two centuries, rural counties with historically intensive gas industry activity show consistently higher cancer death rates (PDF) than rural counties without drilling activity. For women, this includes breast, cervix, colon, endocrine glands, larynx, ovary, rectal, uterine, and other cancers.

Alcuni dati recenti mostrano che c’e’ bisogno di maggiori studi. Nelle sei contee del Texas dove ci sono stati i maggiori tassi di trivellazione di gas, i tassi di tumori al seno sono aumentati in maniera sostanziale, mentre nel resto dello stato i tassi per questo tipo di cancro sono scesi. Allo stesso modo, nella parte occidentale dello stato New York dove le trivellazioni convenzionali di gas sono stati usati per decenni prima del fracking, alcune contee con alti tassi di operazioni petrolifere mostrano alti tassi di morti per tumore, rispetto alle contee in cui non ci sono state attivita’ petrolifere. Per le donne, questo include cancro al seno, alla cervice, al colon, alle ghiandole endorcine, alla laringe, alle ovaie, al retto, all’utero.

La sezione successiva ha per titolo “Toxins linked to Spontaneous Abortion and Birth Defect”,
“Le tossine collegate agli aborti spontanei e ai danni alla nascita”. In particolare, si sono gia’ registrati forti tassi di aborti e di feti morti alla nascita fra anicmali, specie mucche, tenute vicino ai pozzi del fracking.

Certain compounds, such as toluene, that are released as gas at the wellhead and also found in water contaminated by fracking have the potential to harm to pregnant women or women wishing to become pregnant. According to the U.S. EPA, studies have shown that toluene can cause an assortment of developmental disorders in children born to pregnant women that have been exposed to toulene. Pregnant women also carry an increase risk of spontaneous abortion from exposure to toluene. Wyoming failed to meet federal standards for air quality due to fumes containing toluene and benzene in 2009.

Alcuni composti chimici, come il toluene, che sono rilasciati dal pozzo e sono anche riscontrati nell’acqua contaminata dal fracking, hanno il potenziale di causare danni a donne incinte o che vorrebbero essere incinte. Secondo l’EPA degli USA, alcuni studi mostrano che il toluene puo’ causare una serie di disturbi allo sviluppo del feto e di bambini nati a donne incinte esposte al toluene. Il toluene causa anche aumenti di rischio di aborti spontanei nelle donne. Lo stato del Wyoming non ha rispettato i livelli federali standard per la qualita’ dell’ambiente a causa dei fumi tossici di toluene e di benzene nel 2009.

L’articolo denuncia anche i tentativi dei petrolieri di far finta di avere a cuore i problemi delle donne, dipingendo di rosa alcuni pozzi e facendo delle donazioni alla ricerca sul cancro al seno, mentre allo steso tempo iniettano enormi quantita’ di sostanze carcinogeniche, neurotossine, biocidi e sregolatori dell’attivita’ endocrina, mentre trivellano, causano perdite e rilasicano monnezza sopra e sottosuolo.

Evviva i petrolieri allora!

FONTE ove si trovano ulteriori link utili:
http://www.stampalibera.com/?p=44864


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antiUsrael
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Se ne parla anche da noi, con l'arrivo di compagnie che vorrebbero sondare i nostri appennini alla ricerca del gas contenuto negli scisti.

La tecnica è relativamente nuova, ma si hanno già dati a sufficienza per capire di quanto possa essere deleteria. Il fracking consiste, fondamentalmente, in perforazioni idrauliche le quali una volta arrivate in profondità piegano e corrono parallelamente al terreno; nei buchi creati, viene pompato ad alta pressione un po' di tutto, a seconda della "ricetta" del perforatore, che, essendo segreto commerciale, non si può sapere. Nonostante ciò, si è venuti lo stesso a conoscenza dell'elenco degli elementi delle sostanze iniettate insieme all'acqua (almeno quattro milioni di litri per pozzo) e alla CO2 ed è impressionante: un elenco di sostanze pericolose da smaltire, normalmente in maniera rigorosissima, che in questo caso sono iniettate a fiumi nel suolo.

Tutta roba che finisce nelle falde sottostanti, mentre nelle case vicine ai giacimenti può capitare che esca il gas dal rubinetto dell'acqua e molto altro si liberi in atmosfera. Tutte sostanze che rimangono alla collettività insieme all'acqua contaminata una volta che le compagnie avranno chiuso i pozzi e raccolto i profitti. Per non parlare delle voragini nel sottosuolo e della loro influenza sull'assetto idro-geologico e dei piccoli terremoti causati dal fracking.

Lo scopo di questa tecnica è quello di frantumare gli scisti friabili e liberare così il gas che contengono. Questo gas, negli Stati Uniti, è diventato oggetto di speculazione e idolo dei listini, perché, secondo le previsioni fatte dagli Stati Uniti, potrebbero avere abbastanza gas da far impallidire i petrolieri. È un peccato che il processo d'estrazione produca più CO2 di quanta non ne generi il ciclo di lavorazione e consumo del petrolio ed è un peccato che devasti l'ambiente, non meno dello sfruttamento degli scisti bituminosi. Ma è ancora più doloroso il fatto che il fracking stia anche tradendo la fiducia degli investitori rivelandosi molto meno redditizio di quanto preventivato.

Colpa dei giacimenti, che danno con generosità, ma per breve tempo, durano molto meno di quanto ipotizzato dagli esperti, costringendo le compagnie a trivelllare ovunque per trovare le bolle buone e riducendo in maniera significativa la redditività. Con risultati francamente imbarazzanti, come prova il panorama del Wyoming trapuntato di pozzi nella foto accanto. Non è la prima volta che le compagnie ingannano gli investitori sulla bontà dei giacimenti. Negli Stati Uniti c'è anche un apposito modo di dire per descrivere l'ecatombe degli investitori a seguito di eccessivi ottimismi dei petrolieri: Spraberry Trend. Nome che evoca una
fantastica ecatombe speculativa sul petrolio del bacino di Midland, alla quale non furono estranei i FOBs (Friends Of Bush), gli amici della famiglia Bush che lì è di casa. Una debacle rischia di demotivare gli investitori e di esporre molti di loro a perdite severe e di mettere in dubbio la sopravvivenza della pratica, almeno fino alla prossima impennata del prezzo degli idrocarburi.

Nel nostro paese si dorme il sonno dei giusti, ma i cugini d'Oltralpe hanno appena promulgato una legge che vieta il fracking su tutto il territorio nazionale. Se va bene ci salveremo grazie all'opposizione di qualche black bloc montanaro, c'è poco da sperare nella coscienza ecologica e nella capacità di tutelare l'interesse pubblico su quello privato della nostra classe dirigente.

FONTE ove si trovano ulteriori link utili:
http://www.agoravox.it/Fracking-il-vero-prezzo-del-gas.html


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antiUsrael
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Fracking in Italia?

This inevitably leads to environmental damage.
Apart from huge water consumption, this production method may lead to pollution of underground water and even provoke seismic activity.

Questo porta inevetabilmente a danni ambientali.
A parte gli enormi consumi di acqua, questo metodo produttivo puo' causare l'inquinamento delle acque sotterranee e anche provocare l'attivita' sismica.

Il CEO di Gazprom, Alexei Miller
parlando delle estrazioni di gas con il metodo del fracking

Gianni Chiodi oggi annuncia - stoltamente - che in Abruzzo "il petrolio no e il gas si".

Ah, la stoltezza. Ah l'ignoranza.

Questa presa di posizione e' stolta per vari motivi, primo fra tutti che nessuno sa cosa c'e' sottoterra prima di fare buchi ed esplorazioni. Infatti i petrolieri nei loro progetti parlano sempre di idrocarburi - dicitura che comprende entrambe le sostanze- e mai di gas o di petrolio separatamente.

E poi siamo pur sempre in Italia ed e' molto facile dire gas ed intendere petrolio, e usare l'appiglio del gas per azzannare tutto il territorio. Sono film gia' visti.

Ma il motivo principale per cui questa posizione e' stolta e' che le trivellazioni di gas non sono meno nocive e tossiche che quelle di petrolio.

I metodi sono gli stessi, sempre fanghi e fluidi perforanti si usano, sempre monnezza cacci dal sottosuolo, sempre rischi di scoppi ci sono, sempre subsidenza puoi causare.

Un pozzo per l'estrazione di gas a Policoro, scoppio' nel 1991 in Basilicata. Brucio' per 15 giorni senza che nessuno riusci' a spegnerlo. Nessuno lo sa, nessuno ne parla, l'ENI come sempre mette tutti a tacere.

In questi ultimi anni pero' c'e' un jolly - il famoso fracking che qui negli USA inizia ad essere bannato per la sua pericolosita' e per il suo potenziale di inquinare le falde acquifere.

Lo stato di New York ha una moratoria annuale, cosi pure lo stato della Pennsylvania. Le citta' di Filadelfia e di Pittsburg l'hanno bannato. La gente e' arrabbiata. Lo vogliono sospendere pure in Texas!

Tutto questo Gianni Chiodi non lo sa, perche' nella mia opinione non solo e' ignorante in materia ma vuole restarci.

Un politico sano di mente, si informerebbe prima e imparerebbe dagli sbagli degli altri. Il fracking e' stato devastante per le comunita' americane che sono state soggette alle trivelle selvaggie di Mr. Dick Cheney, con tutto che qui i diritti dei cittadini sono forse fra i piu' protetti al mondo, e nonostante cause e denunucie da parte delle parti civili coinvolte.

Un politico sano di mente avrebbe bannato tutte le estrazioni future di idrocarburi sul suolo abruzzese quale che sia la loro composizione chimica, quale che sia il metodo usato, e per precauzione. Si deve agire prima, non dopo. Se in America hanno gia' sperimentato e distrutto, perche' non possiamo imparare prima che vengano a fare queste cose da noi?

Sorge allora la domanda - ma ci sono i depositi di gas adatti al trivellamento via fracking in Italia? Questo tipo di gas si chiama shale gas.

Secondo l'ente Europeo "Economic Research Policy Center" il potenziale per i depositi di shale gas sono molto elevati per il nord Italia, nella gia' martoriata pianura padana, affetta da subsidenza in passato, a causa delle estrazioni di metano.

Ovviamente siamo solo all'inizio, potrebbe essere che le riserve e la densita' abitativa rendano il tutto economicamente non praticabile, ma in linea di principio nulla vieta che potrebbero esserci altri giacimenti in altre parti d'Italia, Basilicata, Abruzzo o Sicilia.

Dopotutto l'ENI si e' gia' messa in pole position per trivellare la Polonia alla ricerca di questo gas. Se ne trovano in Italia scommetto che si piazzeranno anche da noi a bucare il territorio alla cieca, come fanno da 50 anni a questa parte, senza rispetto per niente e per nessuno.

Chi mai andra' a spiegare queste cose agli Italiani? Non certo i petrolieri, non certo i politici che hanno paura a parlare del disastro sardo o di quello del fiume Lambro. Non certo Gianni Chiodi.

E cosi, nella pianura padana c'e' gia' un gruppo - la Po Valley che dice che trivella l'Italia per ragioni "geologiche, economiche e affettive"...

Siamo a cavallo.

fonte:
http://dorsogna.blogspot.it/2011/02/fracking-in-italia.html


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Va bene ma che c'entra tutto questo con il terremoto in Emilia?
non mi risulta che in Italia si stia ancora usando questa tecnica, di sicuro non in quella regione almeno.
è oggettivamente impossibile occultare questo genere di cose.


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antiUsrael
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Va bene ma che c'entra tutto questo con il terremoto in Emilia?
non mi risulta che in Italia si stia ancora usando questa tecnica, di sicuro non in quella regione almeno.
è oggettivamente impossibile occultare questo genere di cose.

i link rispondono a tutte le domande basta avere la pazienza e la voglia di leggerli(e la buonafede di non voler contraddire solo per il gusto di farlo).


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Zret
 Zret
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Radio IES - Il "fracking" è all'origine del sisma in Emilia

http://youtu.be/l-uMCmefKmU


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Zret
 Zret
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dana74
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quelle merde andrebbero avanti con il progetto di STOCCAGGIO?????????

Errani, oltre a farti bello per chiedere l'esenzione imu per gli sfollati,
INTENDI CONTINUARE CON questo progetto?????

QUESTO E' DISASTRO COLPOSO ANNUNCIATO


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Zret
 Zret
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O doloso?


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Levandowski
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come mi spiegate che che quando è arrivato il terremoto alle 16 di domenica, e si è sentito anche a Brescia, i cani non hanno abbaiato?


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