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Mister Andrew e il compagno Ercole

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Anonymous
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Mi ricollego a un commento di un utente (Andrew) a un lettera aperta scritta da un imprenditore a bagnai e riportata in home page: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11847&mode=nested&order=1&thold=0

Mister Andrew
è un imprenditore di successo, uno di quelli che non si lamenta mai ma che si batte a denti stretti e supera ogni ostacolo con la sua intelligenza e il suo spirito imprenditoriale. Ha 220 dipendenti e, anche in questi tempi bui, nel solo primo quadrimestre 2013 è riuscito a fare un +12% di fatturato .
Perciò ha reagito tra l’indignato e l’infastidito a una lettera di un altro imprenditore ( diretta a bagnai e pubblicata in home page di CDC) in cui quello si lamenta che, a causa di una concorrenza impossibile da affrontare anche per effetto di tasse e sovrattasse, sarà probabilmente costretto a chiudere.
Ma che ci sta a fare un imprenditore di successo come mister Andrew qua sopra? Questo è posto per chi si lamenta dell’euro e di mille altre cose, per chi vuole la “decrescita” o la nazionalizzazione della banca centrale, per chi vuole la rivoluzione (di destra o sinistra, ora non importa) o denuncia che non siamo in una vera democrazia.
Questo è posto per chi si lamenta della disoccupazione o delle tasse o di Equitalia (che è sinonimo di tasse) e , forse, è posto anche per sfigati o inetti.
Invece questo mister Andrew , dal nick anglossassone, sembra che sprizzi energie e capacità imprenditoriali da tutti i pori. Dunque, che ci sta a fare qua sopra mister Andrew se per lui la colpa non è delle tasse o della Ue, di Monti o della Merckel, di Draghi o di Obama, delle banche o delle multinazionali, della “classe globale” , della delocalizzazione o dell’euro?
Per lui la colpa è tutta e solo di questo “imprenditorino” (come definisce quello che ha scritto la lettera aperta a Bagnai) perché è stato incapace di fare innovazione e marketing e aggiunge: “Chi non ha mai fatto un cazzo, o poco e' stragiusto scompaia e ricopra altri ruoli. Facile dirsi imprenditori, molto meno esserlo. Menagrami, corvi e portasfiga che sono, a sentire loro tutto e' merda. Chi rischia e fa l' imprenditore non si lamenta mai di un cazzo, fa perché deve fare e se qualcosa non funziona si domanda che cosa, lui, ha sbagliato. Io gli rispondo a questa nullità con un sudato più 12 per cento di fatturato aziendale 2013 del primo quadrimestre e i miei 220 dipendenti. Comprati una beretta..
Oddio mister Andrew! Come si fa a dire che “non ha mai fatto un cazzo” una persona che ha un’azienda da 91 (leggasi: “novantuno”) anni ?
Tra l’altro così scrive quell’imprenditore nella sua lettera a bagnai: “200 aziende muoiono e 2000 persone perdono il lavoro e 2000 famiglie si trovano in mezzo ad una strada, ogni maledetto giorno…”
Mister Andrew sono tutti “imprenditorini” questi 200 che chiudono ogni giorno?
Chiudono perché sono stati tutti degli incapaci che non hanno fatto innovazione e marketing?
E perché – se lo è domandato? – questi 200 imprenditorini non hanno fatto “innovazione” e “marketing”?
Perché dormivano sugli allori o piuttosto perché non avevano la possibilità di farlo?
Nei confronti di quell’imprenditore già così avvilito per conto suo e per di più anche vituperato dal suo collega mister Andrew, qualche altro, tipo l’ormai famoso (e simpatico) Ercole – l’internazionalista, antimperialista e marxista per eccellenza - è stato altrettanto acerbo scrivendogli: ” Le solite grida di aiuto dei padroncini delle P.M.I. CHE QUANDO TOCCANO CON MANO GLI EFFETTI DEVASTANTI DELLA CRISI DI SOVRAPPRODUZIONE DEL CAPITALISMO gridano al lupo perchè gli sta crollando addosso l'impalcatura che hanno contribuito a edificare e pontificare sulla pelle degli operai( quelli che fino a ieri gli tiravate il culo per sfruttali col fine di realizzare il profitto e non perchè vi stesse a cuore la loro sorte) . Non siete credibili e comunque siete reazionari come i grandi capitalisti ,voi "piangete " non per mettere in discussione il capitalismo e il suo apparato burocratico ma perchè anche a voi comincia a mancare la terra sotto i piedi . La vera classe rivoluzionaria è quella proletaria ,più l'esercito di disoccupati cresce più si avvicina la resa dei conti :non preoccupatevi a invertire la rotta ci penserà la rivoluzione comunista .”

Crisi da “sovrapproduzione”? mah! Io pensavo che fosse una crisi innescata da bolle speculative varie oppure che fosse una crisi innescata dal progressivo depauperamento delle economie nazionali per effetto delle delocalizzazioni in cina e giù di li … ma forse mi sono sbagliato!

Comunque ora non è questo che m’interessa quanto piuttosto il fatto di notare una stravagante vicinanza tra un mister Andrew piccolo-medio capitalista e l’amico (se così posso definirlo) Ercole internazionalista e marxista duro e puro! (Caro Ercole forse ti risentirai un po’ per questi miei toni ironici ma li uso solo per dare un po’ di colore al discorso e per muovere una qualche amichevole critica a certe tue posizioni)
Entrambi dunque, anche se per motivi diversi, infieriscono contro il povero imprenditore sull’orlo del fallimento!
Il primo gli dice di spararsi mentre il secondo praticamente gli dice “crepa pure che a me … nun me po’ fregà de meno ” (detto in romanesco burino)
Mister Andrew non è un grande “capitalista” (di quelli alla agnelli o alla de benedetti per intenderci) ma un piccolo-medio imprenditore.
Qualcuno, indignato per il suo infierire contro quell’altro imprenditore sull’orlo del fallimento, gli ha augurato di fare una brutta fine come imprenditore e si è offerto, quando questo accadrà, anche di regalargli la beretta con la quale lui istiga l’altro a suicidarsi.

Io invece, anche se naturalmente non condivido certi suoi “animals spirits” (spero che si scriva così) che sfociano nell’istigazione al suicidio del suo collega, ammiro sinceramente mister Andrew perché, nonostante tutto, non solo riesce a stare sul mercato ma addirittura aumenta il suo fatturato… ma – mister Andrew o compagno (se così posso dire) Ercole- io ammiro anche l’altro “imprenditorino” che è riuscito a tenere in piedi la sua azienda per ben 91 anni (non solo lui ma, immagino, anche i suoi antenati prima di lui) in questo paese di merda! Si, paese di merda, perché non può non essere considerato tale un paese che distrugge 200 piccole o medie imprese al giorno e, tra queste, anche l’impresa di quello che ha resistito per ben 91 anni.
Definirlo un “fallito” (o un “imprenditorino”) come ha fatto mister Andrew mi sembra ingiusto e definirlo “reazionario” come ha fatto Ercole mi sembra la ripetizione di un vecchio mantra di chi, con scarsa analisi marxista (caro Ercole, scusa ma temo proprio che questo sia il caso di dirlo) , mette tutti gli imprenditori in un identico calderone di “reazionari” e di “sfruttatori” .
I reazionari e gli sfruttatori sono ben altri che il povero imprenditore contro cui, per motivi diversi, si accaniscono sia mister Andrew che il compagno Ercole. Quelli veri, in realtà, siedono nelle grandi corporations o nelle grandi banche, nei galattici fondi di investimento o nella Bce, sugli scranni della Ue e dei singoli parlamenti nazionali, alla casa bianca o all’eliseo , nella cancelleria tedesca o al cremlino, nella “città proibita” di pechino o sui troni del Qatar… peccato che a tutti questi mister Andrew non offrirà mai una beretta! Né Ercole riuscirà mai a puntargliela alla tempia … almeno finché sprecherà proiettili sparando all’impazzata anche su sfruttatori che, in realtà, sono solo degli altri sfruttati altrettanto quanto i loro stessi operai!


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yakoviev
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Fra l'altro chiudono e/o mettono in cassa integrazione (senza trucchi o secondi fini) anche ditte che vantano grossi crediti dallo stato o comunque dalla parte pubblica, ma a cui le banche non fanno più credito e quindi non possono nemmeno comprare dai fornitori la materia da lavorare. Sono in attivo sulla carta ma non possono produrre: cosa assurda ma purtroppo frequente. Che gli vai a raccontare, le cazzate sul "marketing"? E poi, comunque, hai voglia a fare marketing, se la gente in generale non compra perchè non ha soldi o comunque non li vuole spendere visti i tempi grami. I discorsi di questo pseudo imprenditore mi sembrano proprio dei luoghi comuni fritti e rifritti, che possono andar bene (forse) in un caso su cento


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clausneghe
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Intanto bisognerebbe sapere cosa "produce" nelle sue fabbriche questo mister Andrew, perchè se puta caso fabbrica beni funzionali al Male, tipo armamenti, caserme e prigioni, discariche e Tav, caschi e manganelli, facile che non conosca la crisi, l'industrialotto caporal maggior del "Ghe pensi mi"..
Quanto a Ercole non si smentisce mai, incrollabile nella sua fede per il "Sol dell'avvenir" che mai spunterà per noi servi, credo, oibò. 😥
Credo che alla fine di questa crisi troveremo un enorme conflitto bellico, si incaricherà ancora una volta la guerra a fare da levatrice alla nuova Storia o Era, come chiamar si voglia. 🙄


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oriundo2006
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Oppure, la 'crisi' è SELETTIVA secondo modalità ancora da appurare...la casualità non esistendo, l'estromissione dal processo produttivo ( sia di imprenditori che di lavoratori: ma la dicotomia è falsa: parecchi sono imprenditori di ... sè stessi ) attraversa faglie di rottura ancora da scoprire e da appurare nei dettagli. Sintetizzando, io concepisco la società come un tutto, un organismo 'intelligente' PERCIO' manipolabile da chi ne detiene le 'chiavi'. In altri termini, perchè alcuni SI ed altri NO, ceteris paribus come dicono gli economisti ? Sotto alcuni aspetti questa gigantesca PULIZIA del 'mercato' privilegia certuni ( quelli 'orientati' al business puro e duro ? ), mentre condanna alla disperazione altri... Tenete conto che le 'centrali' del credito agiscono sempre secondo logiche preordinate da ristretti 'comitati d'affari'. Quello che il singolo imprenditore percepisce come rapporto personale è quasi sempre mediato da direttive oggettive peraltro sconosciute ma estremamente centralizzate...Mi ha colpito il fatto che quelli che si suicidano sono spesso coloro i quali si fanno degli scrupoli circa le conseguenze delle proprie azioni sugli 'altri', dipendenti, fornitori, familiari...Per rimanere sul mercato occorre essere come dire ... col pelo sullo stomaco. Quando tutto cio' sarà finito, perchè prima o poi finirà in un modo od in un altro, che razza di rapporti sociali avremo ? Di sicuro l'organismo sarà completamente dominato da pochissimi e senza sentimenti, formati all'eliminazione degli altri ed al godimento che ne consegue. In un contesto del genere che significato puo' avere ragionare ancora di 'economia' e non piuttosto di regressione umana e sociale pura e semplice ? Dopo lo stadio teologico e quello 'positivo' avremo quello MILITARE ?


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Anonymous
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Ma sono due caricature. Due stereotipi.

Uno quello dell'imprenditore che non dve chiedere mai, che ci vogliono le palle, che bisogna muoversi veloci sui mercati che non dormono mai...

ma vai a cagare!

che se è pur vero, ovviamente, che nell'imprenditoria ci sarà una percentuale particolarmente abile, furba e intelligente e una particolarmente stolida, incapace, che magari ha ereditato l'azienda dalla generazione precedente... facendo la tara dei due estremi quello che resta è una situazione di difficoltà, minore o maggiore a seconda dei settori in cui ti trovi ad operare.

Se operi in ambito enologico ad esempio, il mercato ha tenuto. Di fronte a un calo di consumi nel mercato italiano ha fatto riscontro un aumento su quello internazionale. Se sei stato un buon imprenditore e hai fiutato il vento in questi ultimi due anni sei cresciuto. bravo. e meno bravo chi è nello stesso settore ed è rimasto al palo.

Ma se opera in altri comparti produttivi, puoi essere bravo quanto ti pare ma sei inculato. E mica ti puoi reinventare da azienda che lavora il metallo a azienda che vinifica cazzo!
La siderurgia e l'indotto è in crisi lenta e progressiva da anni. Inventi magari qualche nuovo prodotto, ma il costo delle materie prime e la concorrenza cinese ti frega.
Tanto per fare un esempio.

E che ci mettiamo tutti a produrre vino?
O quel poco che ancora tira...

Per questo quel tale andrew è un idiota. Perché un imprenditore intelligente sa cogliere il vento quando c'è. Ma sto cazzo di vento deve esserci, se no anche il più bravo skipper sta fermo. Senza vento.

L'imprenditore intelligente che aveva ben lavorato negli anni passati allora alle prime avvisaglie ha venduto tutto, quando si poteva a buon prezzo, mandato a casa i dipendenti, realizzato e se ne è andato a pescare a capoverde.
Chi è rimasto a tirare la carretta gliel'hanno caricata sempre di più e la strada si è fatta sempre più in salita. E se smetti di tirare ti tira giù.

Non solo un idiota, ma anche un grandissimo stronzo, perché in questo momento dire a qualcuno comprati una beretta, sì... facile che se la compri ma se gli capiti a tiro le prime due botte te le rifila a te, caro il mio pezzo di merda.

...

ercole è un bot. un programma che legge frasi random su qualche raccolta di "lotta comunista" degli anni 70-80 e le ripropone casualmente.
ma dai...


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Ma sono due caricature. Due stereotipi.

Uno quello dell'imprenditore che non dve chiedere mai, che ci vogliono le palle, che bisogna muoversi veloci sui mercati che non dormono mai...

ma vai a cagare!

che se è pur vero, ovviamente, che nell'imprenditoria ci sarà una percentuale particolarmente abile, furba e intelligente e una particolarmente stolida, incapace, che magari ha ereditato l'azienda dalla generazione precedente... facendo la tara dei due estremi quello che resta è una situazione di difficoltà, minore o maggiore a seconda dei settori in cui ti trovi ad operare.

Se operi in ambito enologico ad esempio, il mercato ha tenuto. Di fronte a un calo di consumi nel mercato italiano ha fatto riscontro un aumento su quello internazionale. Se sei stato un buon imprenditore e hai fiutato il vento in questi ultimi due anni sei cresciuto. bravo. e meno bravo chi è nello stesso settore ed è rimasto al palo.

Ma se opera in altri comparti produttivi, puoi essere bravo quanto ti pare ma sei inculato. E mica ti puoi reinventare da azienda che lavora il metallo a azienda che vinifica cazzo!
La siderurgia e l'indotto è in crisi lenta e progressiva da anni. Inventi magari qualche nuovo prodotto, ma il costo delle materie prime e la concorrenza cinese ti frega.
Tanto per fare un esempio.

E che ci mettiamo tutti a produrre vino?
O quel poco che ancora tira...

Per questo quel tale andrew è un idiota. Perché un imprenditore intelligente sa cogliere il vento quando c'è. Ma sto cazzo di vento deve esserci, se no anche il più bravo skipper sta fermo. Senza vento.

L'imprenditore intelligente che aveva ben lavorato negli anni passati allora alle prime avvisaglie ha venduto tutto, quando si poteva a buon prezzo, mandato a casa i dipendenti, realizzato e se ne è andato a pescare a capoverde.
Chi è rimasto a tirare la carretta gliel'hanno caricata sempre di più e la strada si è fatta sempre più in salita. E se smetti di tirare ti tira giù.

Non solo un idiota, ma anche un grandissimo stronzo, perché in questo momento dire a qualcuno comprati una beretta, sì... facile che se la compri ma se gli capiti a tiro le prime due botte te le rifila a te, caro il mio pezzo di merda.

...

ercole è un bot. un programma che legge frasi random su qualche raccolta di "lotta comunista" degli anni 70-80 e le ripropone casualmente.
ma dai...

premesso che naturalmente sono sostanzialmente d'accordo con quello che hai scritto, vorrei solo dire che ho volutamente evitato di infierire su quel mister Andrew perché io spero sempre che una persona (in questo caso un piccolo-medio imprenditore forse afflitto almeno da qualche dubbio su questo sistema) possa "ravvedersi" da talune cazzate che pensa e dice...poi se proprio insiste allora non resta che lasciarlo perdere o mandarlo affanculo.
Quanto a Ercole la definizione che ne dai è divertente e probabilmente anche azzeccata ma, anche in questo caso, spero che da persona intelligente quale probabilmente è, possa anche lui "aggiornare" il suo software che, comunque, credo sia migliore di quello usato da chi vede nel capitalismo il miglior mondo possibile... almeno Ercole vorrebbe cambiare ... il sistema operativo e il suo bootstrap 😀


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cdcuser
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roz, visto che ne hai scritto in un altro post, io penso che questo "mister andrew" ha le caratteristiche di un "troll"


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roz, visto che ne hai scritto in un altro post, io penso che questo "mister andrew" ha le caratteristiche di un "troll"

preso dal dubbio anch'io, ho letto qualcos'altro di questo mister Andrew :
"Re: E’ MORTO IL COMANDANTE HUGO CHAVEZ (Voto: 1)
di Andrew il Venerdì, 08 marzo @ 0105 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio) :
Il corpo di Hugo Chavez sarà IMBALSAMATO. Muduro afferma : "il popolo così lo vedrà eternamente". Come nelle migliori tradizioni dittatoriali e come precedentemente accaduto con Lenin, Mao, Ho Chi Minh anche il Venezuela si conferma al top degli orrori. " .
Dopo aver scritto questo, per mettere poi a confronto quelle "orribili" pratiche funebri con la "sobrietà" dei nostri "democratici" sistemi , sfida qualche altro commentatore a fare un referendum in italia per vedere quanti sarebbero disposti ad imbalsamare "Napolitano"!!!

Devo fare "autocritica" riguardo ai "mister Andrew".
Forse, come ha detto qualcuno, sono troppo stupidi per essere dei "troll" ma sicuramente sono di quelli non afflitti da nessun dubbio (come avevo erroneamente e speranzosamente supposto) su questo sistema in cui, in realtà, si trovano perfettamente a loro agio.
Provano ripugnanza per la gente che venera quelli che essi invece considerano solo infami e criminali dittatori (alla Chavez e, naturalmente, alla Lenin ecc) e vi contrappongono la "compostezza" di chi, invece, in italia non si sognerebbe mai di imbalsamare un Napolitano!
A parte il paragone del tutto inappropriato tra un Chavez e un napolitano, questi miserabili mister Andrew (e purtroppo non è il solo qui sopra e, soprattutto, ce ne sono anche di molto meno rozzi)
non si rendono neppure conto che il mito di Chavez può sembrare esagerato ai nostri occhi di disumanizzati figli (e vittime) di un capitalismo che ci vuole abituati solo a venerare il dio denaro, mentre può non esserlo agli occhi del popolo di chavez o di qualunque altro popolo che non sia stato ancora completamente assorbito nel mercificato sistema di (dis)valori del capitalismo.
Ha ragione Roz, a questi Andrews sarebbe solo da sparargli!


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Tonguessy
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sfruttatori che, in realtà, sono solo degli altri sfruttati altrettanto quanto i loro stessi operai!

D'accordo sui contenuti, mi soffermo solo su quest'ultima frase. Storicamente chi ci diceva che si era nella stessa barca erano quei padroni che lavoravano si, ma viaggiavano in porsche e si facevano le vacanze sullo yacht di proprietà. A quei tempi pochi operai credevano alla propaganda di "tutti nella stessa barca". Oggi invece sono gli operai stessi a diffondere questa notizia, preoccupati per quelle 200 imprese che quotidianamente chiudono i battenti. Lo dicono con convinzione, perchè il ricatto del lavoro salariato non è mai stato così presente come oggi: dopo decenni di inurbamento quel poco di legame con la terra (e qui mi ricollego al discorso decrescita) è stato definitivamente reciso per milioni di famiglie. Si tratta di nuclei famigliari che non possiedono assolutamente nulla in termini di autosostentamento: nè pozzo per l'acqua, nè terra da coltivare nè capacità artigianali (ammesso queste possano, con la crisi attuale, generare qualche reddito). Queste famiglie possono contare solo sul reddito che viene da rapporti di lavoro subordinati e sulle bollette che arrivano con estrema puntualità. Io stesso mi sono trovato ad applaudire al discorso di un imprenditore che metteva la platea al corrente di quanto difficile fosse per lui non licenziare dei dipendenti. Stessa barca.
Questo mi porta a concludere che le antiche rivalità oggi si possono trasformare in alleanze (salvo poi ritornare rivalità quando e se i tempi cambieranno nuovamente) e chi non vede tali opportunità storiche (Ercole?) è destinato a perdere un treno molto importante.


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Sì, le antiche rivalità sono oggi alleanze oggettive, e chi non se ne rende conto e insiste con i soliti stereotipi è uno sciocco.

Mio padre è un piccolo imprenditore e per lealtà famigliare sono stato costretto a continuarne l'opera.
La mia visione del mondo di sinistra mi ha sempre fatto guardare con occhio critico la posizione dell'imprenditore-datore di lavoro con le sue specificità, ma anche, con l'occhio della buona fede di questo, ho anche visto i limiti e la comodità (in questa società) del lavoratore subordinato.

Ci sono i pro e i contro. Ma negli anni passati, essere un lavoratore dipendente o fare impresa dipendeva molto dalle proprie inclinazioni individuali.

E' chiaro che sotto certi punti di vista possono essere posizioni conflittuali. Ma per altro verso l'esistenza degli uni è dipendente da quella degli altri. Intimamente legata.

Ridotto all'osso, come in tempi di crisi come questi, è che sono sulla stessa barca, o si salvano insieme o affondano insieme.

E oggi come oggi non è detto che nel naufragio abbia più possibilità di trovare dei salvagente l'imprenditore-datore di lavoro. Anzi.

Ma a queste figure tradizionali, si aggiungono quelle dei lavoratori autonomi, degli artigiani in proprio, dei commercianti. Da sempre assimilati in una piccola borghesia che non è classe operaia. E quindi soggetto politico di sinistra.

Il famoso ceto medio, una volta considerato benestante e che oggi sente più di un operaio ben inserito contrattualmente il morso della crisi.

Non serve un gran sociologo per capire che le classi sono state rimescolate. E non è molto marxista, facendo discendere il marxismo l'analisi sociale da quella economica, non intendere questo cambiamento epocale, iniziato lentamente ma oggi arrivato alla sua fase smaccatamente evidente.


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Anonymous
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sono molto d'accordo sia con Tonguessy che con roz.
effettivamente oggi ci sono le condizioni oggettive per un'alleanza tra ceti popolari e ceti medi (comprendendo in questo termine anche strati di ceti di piccoli medi imprenditori).
Non so se si riuscirà a formarla. certo non potrà avvenire se, come fa il compagno Ercole (continuo a definirlo "compagno" per tradizione e nonostante mi sembra che sia ancora troppo legato a schemi ed analisi sorpassate) si continuerà a considerare nemici tutti quelli che non indossano una tuta.
D'altronde neppure marx aveva una visione così ristretta.
Certo non bisogna neppure cadere nel'errore opposto di considerare tutti i piccoli o medi imprenditori come una classe di "rivoluzionari".
Certo tra essi non lo sono quelli che delocalizzano o che imperterriti continuano a votare un berlusconi o un bersani.
Mentre lo sono abbastanza (almeno oggettivamente anche se soggettivamente è improbabile ch pensino a un sistema comunista come alla soluzione ideale dei loro problemi) quelli che vanno a protestare contro le sedi di "Equitalia" o che denunciano una situazione insopportabile di tosatura tributaria. Comunque è certo che se una qualche forza politica di ispirazione popolare (non uso volutamente il termine "comunista") non riuscirà ad agganciare questi strati medi oggi in fase di progressivo depauperamento (non uso volutamente il classico termine marxista di "proletarizzazione") o - presto o tardi - lo faranno forze di ispirazione apertamente reazionaria oppure questi strati saranno condannati al silenzio e all'ininfluenza e cercheranno di rimediare ai loro problemi con l'emigrazione o con l'assalto alle banche. Quanto al m5stelline, la sua funzione di semplice controllore della rabbia e della protesta (che questa sia la sua finzione essenziale non lo dice forse lo stesso grillo?) credo che andrà sempre più emergendo più o meno velocemente e sottoporrà quel movimento a scossoni dirompenti.
purtroppo la sostanziale assenza di una proposta politica unificante su obiettivi di riscossa popolare (in quest'espressione comprendo sempre anche almeno alcuni strati di ceto medio o piccolo borghese) mi fa temere il peggio ... spero solo che la fantasia della storia mi smentisca!


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Matt-e-Tatty
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sfruttatori che, in realtà, sono solo degli altri sfruttati altrettanto quanto i loro stessi operai!

D'accordo sui contenuti, mi soffermo solo su quest'ultima frase. Storicamente chi ci diceva che si era nella stessa barca erano quei padroni che lavoravano si, ma viaggiavano in porsche e si facevano le vacanze sullo yacht di proprietà. A quei tempi pochi operai credevano alla propaganda di "tutti nella stessa barca". Oggi invece sono gli operai stessi a diffondere questa notizia, preoccupati per quelle 200 imprese che quotidianamente chiudono i battenti. Lo dicono con convinzione, perchè il ricatto del lavoro salariato non è mai stato così presente come oggi: dopo decenni di inurbamento quel poco di legame con la terra (e qui mi ricollego al discorso decrescita) è stato definitivamente reciso per milioni di famiglie. Si tratta di nuclei famigliari che non possiedono assolutamente nulla in termini di autosostentamento: nè pozzo per l'acqua, nè terra da coltivare nè capacità artigianali (ammesso queste possano, con la crisi attuale, generare qualche reddito). Queste famiglie possono contare solo sul reddito che viene da rapporti di lavoro subordinati e sulle bollette che arrivano con estrema puntualità. Io stesso mi sono trovato ad applaudire al discorso di un imprenditore che metteva la platea al corrente di quanto difficile fosse per lui non licenziare dei dipendenti. Stessa barca.
Questo mi porta a concludere che le antiche rivalità oggi si possono trasformare in alleanze (salvo poi ritornare rivalità quando e se i tempi cambieranno nuovamente) e chi non vede tali opportunità storiche (Ercole?) è destinato a perdere un treno molto importante.

Giusto, ma l'altra sera ho acceso la televisione, c'era un imprenditore alla cena di finanziamento del PDL che parlava di estorsioni dei sindacati e ricatti dei lavoratori... poi c'era un figlio di papà che si occupava di "immobiliare" (altra categoria buona per il piccone in miniera, speculatori che hanno devastato il settore in cui mi guadagnavo onestamente da vivere) quindi quale alleanza e quali opportunità storiche?
PS: a scaso dio equivoci io ho una P.I. e uno studio professionale, non sono un salariato, e non lo sono perché al tempo in cui ho preso le mie decisioni la sola parola "dipendente" mi squamava la pelle... oggi mi tocca di guardarmi attorno e pensare a cos'altro fare per colpa di una manica di parassiti/farabutti.


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Anonymous
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ma perchè nei sindacati? quanti sarebbero da mettere ai lavori forzati?
imprenditori? quanti incapaci hanno goduto anni del credito facile e alla stretta stanno con la corda al collo?
precari/disoccupati? ma non ne conoscete di gente che ha studiato materie assurde e sulla soglia dei 40 anni ancora fa lo studente con casa pagata da papà?

in questo paese c'è un sacco di gente, in tutti i settori, che non sa fare un cazzo. che sa solo lamentarsi. che è abituata ad avere la pappa pronta.

è interessante, a volte, parlare con extracomunitari, gente che viene da paesi dove la vita è veramente dura e quando si lasciano un po' andare capire come ci vedono, noi italiani.

non ne usciamo bene.

con questo non voglio dire che siamo tutti così. dico solo che in tutte le categorie. tutte. c'è un po' più di "qualche" mela marcia...

parte della società italiana è molle, imbelle, viziata di una qualità umana piccola piccola. lontanissima da quella generazione che ha costruito il paese con il duro lavoro.

ripeto...non voglio generalizzare, ma cazzo... basta guardarsi attorno.
la qualità umana che ci circonda fa pensare che abbiamo quello che ci meritiamo. anzi. ancora è pure troppo.


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Tonguessy
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c'era un imprenditore alla cena di finanziamento del PDL che parlava di estorsioni dei sindacati e ricatti dei lavoratori... poi c'era un figlio di papà che si occupava di "immobiliare" (altra categoria buona per il piccone in miniera)

Non ho mica detto che bisogna allearsi con chiunque. Anzi la prima mossa sensata è demolire gli antichi steccati e costruirne di nuovi. Comprendere cioè chi è il vero nemico oggi per le classi produttrici (notare il plurale!) serve a capire che i parassiti ed i paraculi sono i veri nemici mentre non-parassiti e non-paraculi sono potenziali alleati, preziosissimi per creare un fronte unico che sappia dare l'assalto a questo soffocante accerchiamento.

parte della società italiana è molle, imbelle, viziata di una qualità umana piccola piccola. lontanissima da quella generazione che ha costruito il paese con il duro lavoro.

la qualità umana che ci circonda fa pensare che abbiamo quello che ci meritiamo. anzi. ancora è pure troppo.

D'accordo sulla prima frase, molto in disaccordo sulla seconda. Se fossi d'accordo ti direi che tu ti meriti quel disastro che quotidianamente si abbatte sulla tua impresa. Invece penso che non te lo meriti, ma che è il frutto di uno stravolgimento: il capitalismo che ha scoperto come sia più semplice e remunerativo abbandonare il settore produttivo per dedicarsi al settore speculativo. Non più piani quinquennali di investimento, ma cedole che fruttano ogni trimestre. Questo processo non l'hai generato nè controllato tu, quindi come fai ad esserne responsabile? Sei però correo se non assumi atteggiamenti di difesa nei confronti della tua intelligenza di lavoratore o imprenditore, e qui si ritorna al punto precedente: abbattere gli antichi steccati e costruirne di nuovi per alimentare un nuovo flusso di identità e campagne di lotta. Insomma la cara e vecchia politica.


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c'era un imprenditore alla cena di finanziamento del PDL che parlava di estorsioni dei sindacati e ricatti dei lavoratori... poi c'era un figlio di papà che si occupava di "immobiliare" (altra categoria buona per il piccone in miniera)

Non ho mica detto che bisogna allearsi con chiunque. Anzi la prima mossa sensata è demolire gli antichi steccati e costruirne di nuovi. Comprendere cioè chi è il vero nemico oggi per le classi produttrici (notare il plurale!) serve a capire che i parassiti ed i paraculi sono i veri nemici mentre non-parassiti e non-paraculi sono potenziali alleati, preziosissimi per creare un fronte unico che sappia dare l'assalto a questo soffocante accerchiamento.

parte della società italiana è molle, imbelle, viziata di una qualità umana piccola piccola. lontanissima da quella generazione che ha costruito il paese con il duro lavoro.

la qualità umana che ci circonda fa pensare che abbiamo quello che ci meritiamo. anzi. ancora è pure troppo.

D'accordo sulla prima frase, molto in disaccordo sulla seconda. Se fossi d'accordo ti direi che tu ti meriti quel disastro che quotidianamente si abbatte sulla tua impresa. Invece penso che non te lo meriti, ma che è il frutto di uno stravolgimento: il capitalismo che ha scoperto come sia più semplice e remunerativo abbandonare il settore produttivo per dedicarsi al settore speculativo. Non più piani quinquennali di investimento, ma cedole che fruttano ogni trimestre. Questo processo non l'hai generato nè controllato tu, quindi come fai ad esserne responsabile? Sei però correo se non assumi atteggiamenti di difesa nei confronti della tua intelligenza di lavoratore o imprenditore, e qui si ritorna al punto precedente: abbattere gli antichi steccati e costruirne di nuovi per alimentare un nuovo flusso di identità e campagne di lotta. Insomma la cara e vecchia politica.

scusa ma io che ho detto?
ti sembra che in italia negli ultimi 30 anni ci si sia interessati della cosa pubblica?
potrà anche non riguardarmi personalmente, e nemmeno riguardare te, ma in quanto italiani siamo sulla stessa barca e scontiamo le scelte della maggioranza.

la maggioranza vota questi rappresentanti, o si astiene per mancanza di alternative, o si divide per futili interessi di bottega non riuscendo ad avere una visione chiara del male minore.

e così in un modo o nell'altro, ce lo meritiamo, quello che ci sta capitando. quel "ce" è collettivo, anche se gli italiani al 70% li prenderei a calci nelle palle.


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