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Processo Mediaset, il pm: ...


Mari
 Mari
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Ghedini e Longo pronti a chiedere rinnovi fino ad uno stop di un anno e mezzo
Processo Mediaset, il pm: «Il legittimo impedimento è incostituzionale»

De Pasquale: non parla di impossibilità a comparire, ci dica il premier le date in cui potrà essere disponibile

MILANO - La legge sul legittimo impedimento è incostituzionale. Lo ha sostenuto il pm di Milano, Fabio De Pasquale , nell'ambito dell'udienza di oggi del processo sui diritti tv di Mediaset che vede il presidente del consiglio Silvio Berlusconi tra gli imputati di frode fiscale. Il magistrato ritiene che il nuovo provvedimento sul legittimo impedimento sia in parte incostituzionale in quanto la legge disciplina il legittimo impedimento ma «nulla dice sulle ipotesi di assoluta impossibilità a comparire». Sulla impossibilità a comparire dovrebbe , a suo avviso, decidere il giudice caso per caso.

«INDICHI LUI LE DATE» -Ma la sorpresa nella proposta della Procura è che l’eccezione di costituzionalità è stata fatta solo in via subordinata. Il Pm De Pasquale spiega: «Legittimo impedimento e impossibilità assoluta a partecipare alle udienze non sono la stessa cosa, sono due corni del dilemma che voi giudici dovete sciogliere. La legge 7 aprile 2010 costituisce una modesta innovazione si potrebbe anche dire tanto rumore per nulla, dal momento che allarga le possibilità di riconoscere il legittimo impedimento ma non parla dell’impossibilità assoluta». In sostanza il pm dice ai giudici: «Solo se interpretate la nuova legge come un obbligo a rinviare l’udienza per mesi sulla base della certificazione di Palazzo Chigi, allora dovete sollevare la questione di legittimità costituzionale». Secondo il pm ci potrebbe essere contrasto della legge sul legittimo impedimento con gli articoli 138 e 101. Ma la richiesta principale della Procura ai giudice è quella di invitare la difesa Berlusconi a fornire delle date per la celebrazione delle udienza: «Anche di sabato e di domenica», aggiunge il pm De Pasquale. Secondo il magistrato la questione dovrebbe dunque essere sottoposta alla Corte Costituzionale.

LA RICHIESTA DEI LEGALI -In cancelleria dal 7 aprile, prima che Napolitano firmasse la norma, c’è la documentazione con cui la difesa del premier chiede il rinvio dell’udienza a causa del viaggio che ha portato Berlusconi a Washington per il summit sulla sicurezza nucleare. Un programma di tre giorni dal 12 al 14 aprile che impedisce secondo i difensori e la certificazione di Palazzo Chigi al premier di essere in aula. Ma Niccolò Ghedini e Piero Longo i legali del premier hanno già detto che utilizzeranno la legge che permette un rinvio di 6 mesi, rinnovabile tre volte fino a una sospensione di un anno e mezzo del processo.

DECISIONE IL 19 -I giudici della prima sezione del tribunale di Milano si sono riservati di decidere nell'udienza del prossimo 19 aprile sulle richieste effettuate da difesa e pubblico ministero. In particolare, il collegio dovrà decidere se accogliere la richiesta della difesa del premier che ha presentato una certificazione del segretario generale della Presidenza del Consiglio in cui viene chiesto, sulla base della legge sul legittimo impedimento, un primo rinvio sino alle date del 21-28 luglio. Il pubblico ministero ha chiesto invece di proseguire il processo, «con un calendario serrato, anche di sabato e di domenica» o, in subordine, di accogliere una questione di incostituzionalità per contrasto degli articoli 101 e 138.

LE DUE OPZIONI -A questo punto spetta ai giudici decidere il da farsi. Tra le ipotesi ci sono quelle di sospendere il processo per tutti i 12 imputati o stralciare la posizione del premier e andare avanti con gli altri tra cui c’è il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. Sulla decisione potrebbe pesare la situazione particolare in cui si trova il presidente del collegio Edoardo D’Avossa da tempo trasferito a La Spezia e "applicato" a Milano solo per il caso Mediaset. L’applicazione, già rinnovata più volte, non può essere eterna e della vicenda si sta occupando con calcoli complicatissimi il Csm. Dovesse "scadere" l’applicazione il processo intero riprenderebbe da zero con un altro giudice e sarebbe destinato a quel punto a prescrizione sicura. Il collegio per questa ragione potrebbe decidere lo stralcio, finendo il processo agli altri 11 imputati e affidando il premier, quando sarà, a nuovi giudici.

GLI ALTRI PROCESSI -La norma sul legittimo impedimento dovrà essere vagliata dai giudici della decima sezione penale che sempre a Milano processano Berlusconi per la presunta corruzione di David Mills. La prossima udienza è fissata per venerdì 16 aprile. Berlusconi sarà impedito a essere presente dalla riunione del consiglio dei ministri. Lo stesso problema ci sarà a giugno quando dovrebbe essere fissata l’udienza preliminare per la vicenda Mediatrade, dove il premier è imputato di frode fiscale e appropriazione indebita. Sarà il gup Marina Zelante a decidere se e come applicare la norma sul legittimo impedimento.

Redazione online
12 aprile 2010
http://www.corriere.it/cronache/10_aprile_12/processo-mediaset-legittimo-impedimento-incostituzionale_e600e6e2-4614-11df-9de6-00144f02aabe.shtml


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