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Silvio scontento, poco liberismo con Monti Ha letto i ...


Mari
 Mari
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Silvio scontento, poco liberismo con Monti
Ha letto i diari di Mussolini, bisogna cambiare
la Costituzione: "Così non si governa"

ieri, 15 dicembre 2011 20:23

Silvio Berlusconi, fresco come una rosa, in cuor suo se la ride, non gli pare vero di potere distribuire pacche sulla spalla (virtuali) e rimbrotti soft al suo successore. Monti è disperato, avverte, non sa che pesci pigliare.

Quanto a lui, sta leggendo i diari di Benito Mussolini, c’è tanto da apprendere. Con questa Costituzione non si governa. Ha trovato l’ispirazione nei diari del Duce? Marcello Dell’Utri, un culture della materia, potrebbe darci una mano per capire. Ha scoperto i diari “apocrifi” del Duce e ne va fiero.

Secondo il Cav non è un problema di uomini. Chiunque abiti a Palazzo Chigi, non cambia niente. È come se parlasse di se stesso, piuttosto che di Mario Monti. Nel merito concede una osservazione: “Molte misure sono contrarie ai liberismo”. Il Prof, insomma, sarebbe più vicino ai “comunisti” che ai liberali. Per quale ragione?

Non si capisce. Nel centrosinistra ci sono musi lunghi per le opposte ragioni. Che non sarebbe stata una passeggiata a guidare una maggioranza fra opposti, lo si sapeva, ma che nel centrodestra scherzassero con il fuoco fino a bruciarsi, è sorprendente. Spetterà probabilmente ad Ennio Doris aggiustare le cose. Una nuova telefonata all’ex premier, per convincerlo a rigar dritto e a non mettere il bastone fra le ruote a Monti.

Doris fu decisivo. Riuscì a convincere Berlusconi a fare il famoso passo indietro, nonostante avesse risposto picche a chiunque, anche a Denis Verdini, che è la sua stessa persona, per dire. Non fu una questione di carisma. Doris, socio in affari del Cav in Mediolanum, lo avvertì che in un solo giorno l’azienda aveva perso dodici punti, 200 milioni di euro, e che sarebbe andata sempre peggio se fosse rimasto tutto immobile. Toccò il tasto giusto, il nervo scoperto del Cav che sopporta l’insopportabile, a meno che non gli toccano i suoi gioielli.

Le ragioni della “disperazione” di Monti, le ha spiegate con la Costituzione. Il resto non c’entra, e soprattutto lui. O i circa trecento deputati e quasi duecento senatori che “gestisce” il centrodestra.

Basta sfogliare Il Giornale per capire come stanno le cose. Il quotidiano del Cav si è messo di traverso su tutto: no alla patrimoniale, alla tassazione delle rendite finanziere, alle barche lussuose, alle tasse sui redditi alti, al taglio delle province ecc.

E le liberalizzazioni, cuore del liberismo? Durante il suo governo non ha nemmeno sfiorato l’argomento, da quando c’è Monti, ha messo i cani da guardia a vigilare sulle corporazioni, a cominciare dai tassinari. Non si toccano nemmeno loro.

Come faccia, con tanta nonchalance, a prendere partito a favore di qualcosa e del suo contrario, è un mistero.

Per noi, naturalmente, non per lui.

http://www.italiainformazioni.it/giornale/politica/137154/silvio-scontento-poco-liberismo-monti-letto-diari-mussolini-bisogna-cambiare-costituzione-governa.htm


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Maria Stella
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Nel centrosinistra ci sono musi lunghi per le opposte ragioni.

Fantascienza: centro destra e centro sinistra friggono dall'ansia di mettere le loro mancca sulle privatizzazioni dei servizi: fratelli gemelli, sciagurati, avidi ed irresponsabili. Ecco sti scemi dove ci hanno portato ed ancora più folle chi ancora gli da anche un minimo di credito, restano i fatti le leggi liberticide fatte per fregare il popolo cominciate da un gemello delinquente e terminate dall'altro, davvero cadono le braccia! sembra che mettere le famiglie dei tassinari per strada salverà il Paese? O solo le coop che scalpitano? Ma davvero non avete altro di meglio da pensare che alla ricerca di genta da rovinare per banchettare con le loro spoglie? Ma un po' di onesto lavoro ve puzza?


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Maria Stella
Noble Member
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Liberalizzazioni e si mette avanti quella che fa comodo , tassisti, tassiti, ma i nostri conti scombiccherati dipendono dai tassiti, o piuttosto da BEN ALTRO? per esempio, ne ha scritto il Fatto quotidiano::

Una norma ad personam, la chiama il Fatto Quotidiano. Che servirà a cambiare, in qualche modo, il giudizio sul governo Monti. E far pensare qualcuno che tutto spesso cambia perché poco o nulla cambi. Ne parla Caterina Perniconi:

Nella manovra, infatti, è previsto che con un decreto del presidente del Consiglio, (ricevuto il parere delle Commissioni parlamentari) venga ridefinito il trattamento economico dei rapporti di lavoro dipendenti o autonomi con le pubbliche amministrazioni, stabilendo come parametro massimo per i dirigenti lo stipendio del presidente della Corte di Cassazione. Nello stesso articolo, il 23 ter, è sancito inoltre che i dipendenti pubblici chiamati a funzioni direttive nei ministeri o nella P.A. abbiano un’indennità pari al 25% del trattamento economico percepito. Cioè che prendano uno stipendio e un quarto anziché due stipendi interi. La norma, a quanto pare, ha fatto infuriare i “papaver i” della Pubblica amministrazione che hanno infuocato i telefoni dei colleghi tecnici di governo per tutta la serata di martedì.

La Commissione bilancio è stata costretta a una pausa per ascoltare le innumerevoli proteste:

Il doppio stipendio pubblico riguarderebbe i ruoli di vertice, come quelli dei ministri, da Antonio Catricalà, magistrato e membro del governo, a Corrado Clini, dirigente ministeriale e ora a capo del dicastero dell’Ambiente, fino al ministro che guida proprio la Pubblica amministrazione, Filippo Patroni Griffi, anche lui magistrato fuori ruolo. Poi c’è Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro, e ora viceministro, che ha già annunciato la rinuncia al 70% della retribuzione e dovrà lasciarne almeno un’altra piccola parte. Ma la norma coinvolgerebbe anche i sottosegretari e soprattutto l’esercito di tecnici pubblici che riceve incarichi negli uffici di diretta collaborazione dei ministeri, o cariche in enti pubblici diversi da quello di provenienza.

La sinistra scodinzolante se ne duole o gli sta benissimo? E Catricalà e tutti quelli che nella PA si stanno arricchendo con i nostri soldi.. sono estranei a queste marce indietro dolorose, ma che certo non si verificano a favore del popolo bue DA NESSUNO PROTETTO E MEN CHE MENO da una impresentabile sinistra che continua criminalmente ad opporsi fuori dell'aula prendendo per fessi gli Italiani , per votare e spingere le proprie ricche lobby nell'aula? Ribrezzo per la doppiezza, io lo provo, e non si deve esser Berlusconiani per provare ribrezzo per i rettili , freddi e calcolatori


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Giancarlo54
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Berlusconi facci un favore a tutti: vai ad Antigua e, pf, non tornare mai più. Lo chiedo come un favore.


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dana74
Illustrious Member
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Post: 14379
 

Nel centrosinistra ci sono musi lunghi per le opposte ragioni.

Fantascienza: centro destra e centro sinistra friggono dall'ansia di mettere le loro mancca sulle privatizzazioni dei servizi: fratelli gemelli, sciagurati, avidi ed irresponsabili. Ecco sti scemi dove ci hanno portato ed ancora più folle chi ancora gli da anche un minimo di credito, restano i fatti le leggi liberticide fatte per fregare il popolo cominciate da un gemello delinquente e terminate dall'altro, davvero cadono le braccia! sembra che mettere le famiglie dei tassinari per strada salverà il Paese? O solo le coop che scalpitano? Ma davvero non avete altro di meglio da pensare che alla ricerca di genta da rovinare per banchettare con le loro spoglie? Ma un po' di onesto lavoro ve puzza?

la lobby del noleggio auto NCC scalpitava per la liberalizzazione.
Lo ha scritto addirittura Vespa nello specchietto di Porta a Porta ieri sera.

Poi Porta a Porta ha trasmesso il discorso di B in cui si opponeva all'Ici ed era contro le liberalizzazioni sostenendo che la licenza era la pensione dei tassisti così come dei farmacisti.

Ovviamente anche se l'ha detto per fare un'opposizione di facciata è anche la verità, ora la può anche dire tanto fa tutto Monti.

In studio la tizia del Pd diceva a Cicchitto perché non avesse detto a Sacconi qualcosa sulle liberalizzazioni dimenticandosi che le uniche liberalizzazioni fatte in italia si devono al decreto Bersani-Visco.


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