Notifiche
Cancella tutti

Un'altra impresa dello JEDI. Questa volta contro il clima


sarah
Estimable Member
Registrato: 9 mesi fa
Post: 154
Topic starter  

Anche l'atmosfera di ferragosto può essere una buona occasione per polarizzare l'opinione pubblica sui temi tanto cari all'agenda globale. Purché siano le persone giuste ad occuparsene.

Repubblica dell'8 agosto riporta un entusiasta articolo che titola "L'appello degli scienziati per il clima raccoglie 100.000 firme". Non è necessario mettere alla prova lo stomaco e perdere cinque minuti per leggere cotanta banalità autocelebrativa, nemmeno io lo avrei fatto ma ciò che mi ha portata da quelle parti è stato il curioso contenuto del messaggio, arrivatomi per e mail, con cui mi si chiedeva di unirmi alla sottoscrizione. 

La nota piattaforma cha nge .punto org ( scusate se evito i riferimenti ma continuo a ricevere false accuse di crimine informatico da una certa falsa p.postale ) mi invia questo messaggio che riporto per mettere in evidenza quei tratti di allarmismo catastrofista che, nelle intenzioni di chi lo scrive e specie in campagna elettorale, dovrebbero spingere la massa alla consueta militanza acritica. E' un metodo che ormai conosciamo bene:

S - Siamo un gruppo di scienziati ( termine lasciapassare universale elevato al rango sacerdotale ) e ieri siamo riusciti a portare 100.000 firme in prima pagina su La Re pubblica per il clima. Sì perché non possiamo più far finta di nulla: c'è un'emergenza ( ecco la parola d'ordine che ben conosciamo ), il mondo brucia e la Terra è sempre più calda, in particolare l'Italia e tutta la zona del Mediterraneo sono a rischio molto più di altre zone ( come al solito, mi verrebbe da dire ), proprio per la collocazione geografica. Questo impatterà sempre di più la nostra vita, la nostra salute ( ah, ah qui li volevo ), la situazione economica e ambientale. Per questo, come scienziati, chiediamo ai partiti di inserire nei loro programmi atti concreti e affidabili sul cambiamento climatico ( ma certi "partiti" senza dubbio non aspettano altro ). 

Non riporto altro, sarebbero solo delle ripetizioni. L'autore della petizione si fa chiamare Green&Blue Gedi ( questa volta è corretto ). In questo caso è lo stesso editore che fa esplicita richiesta al pubblico di sostenere un'iniziativa che inevitabilmente doveva finire sulle loro pagine e lo fa per contribuire a creare quella falsa idea di militanza "dei migliori" che si fa sentire, a detta loro, nei momenti di vero bisogno. Inutile aggiungere che nell'articolo di Re pubblica non mancano i riferimenti ai noti personaggi "della cultura e dello spettacolo" che già hanno aderito con entusiasmo all'iniziativa e che essa si colloca tra quelle più votate di sempre sulla nota piattaforma.

La piattaforma cha nge .punto org mi aggiorna con regolarità e molto frequentemente sulle proprie petizioni poiché, esattamente un anno fa, aggiunsi la mia firma a quella che chiedeva la disapplicazione del greeen kass alla mia categoria professionale. Quella raccolta, pur non sponsorizzata da attori e mezzi busti televisivi, raccolse credo più di 100.000 firme di anonimi colleghi in tutta Italia, fu trasformata in un ricorso al tribunale amministrativo ad opera di un sindacato indipendente e poi cadde immediatamente in disgrazia. Questa invece sì che conta, merita la pubblicazione sui giornaloni, è in ballo il nostro futuro e la nostra salute, perbacco.

Questo modo bieco di inserirsi in questa campagna elettorale per creare un presunto substrato di legittimazione pubblica alle nefandezze programmatiche dei "partiti che contano" dovrebbe creare dibattito, interessare a coloro che sostengono di avere ancora a cuore la libertà di informazione. E invece passerà solo con un articoletto utile a riempire le pagine vuote di un'edizione di pieno agosto. Speriamo che basso sia anche il numero di lettori.


ducadiGrumello hanno apprezzato
Citazione
ducadiGrumello
Trusted Member
Registrato: 9 mesi fa
Post: 79
 

ma le 100.000 firme sono autenticate?


RispondiCitazione
sarah
Estimable Member
Registrato: 9 mesi fa
Post: 154
Topic starter  

In effetti la questione dell'autenticazione delle firme lascia molti dubbi: dopo una duplice conferma effettuata senza documento di identità ed unicamente tramite account google ( che è tutto dire ) la cosa finisce lì. Non è ben chiaro chi eventualmente si occupi di quel passaggio. La piattaforma cha nge ( .org ) ha sede in California ed è operativa con la stessa modalità in quasi tutto il mondo, credo, quindi in paesi con differenti profili legislativi. Dà l'idea che si tratti di poco più di un sistema di sondaggio di opinione in cui si legge di tutto: da petizioni rivolte a piccole amministrazioni locali, richieste di intervento per reperire farmaci per malattie particolari, fino alle stupidaggini più singolari come la richiesta di smart working per donne con il ciclo abbondante ( mi perdoni l'esempio ma ho letto anche quello ). 


ducadiGrumello hanno apprezzato
RispondiCitazione
Condividi: