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Schlein su Repubblica- A marzo "esprimeva contrarietà" all'aumento delle spese militari, ora silenzio e nessuno chiede se ha cambiato idea.


marcopa
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In una intervista del 18 marzo 2022 su Repubblica, Elly Schlein rispondendo a Giovanna Vitale sulle armi all' Ucraina parlò di dilemma etico  e non si espresse in maniera netta. Stessa cosa il 29 novembre. Al momento del voto della mozione di Sinistra Italiana Verdi non era presente in aula, insieme a pochi altri esponenti del gruppo Pd-progressista.
 
Nell' intervista di marzo fu invece molto esplicita sull' aumento delle spese militari, con un giudizio non richiesto che riporto di seguito e che le portò una decisa critica da parte di Marcucci, ex capogruppo al senato del Pd. In quel momento la Schlein era vice presidente della Regione Emilia Romagna.
 
Intervista marzo a Repubblica

È d'accordo pure sull'invio delle armi alla resistenza ucraina?

"Per chi, come me, viene dalla cultura del disarmo, è un vero dilemma etico. Penso che la pace non si faccia mai con le armi. Ma non mi sento nemmeno di demonizzare chi ha risposto a una precisa richiesta della resistenza ucraina. Ciò che invece trovo preoccupante è la corsa al riarmo dell'Europa. La difesa comune dovrebbe servire a ottimizzare, a razionalizzare la spesa militare complessiva dei singoli Paesi, non ad aumentarla".

Quindi ha sbagliato il Parlamento italiano a chiedere di alzarla fino al 2% del Pil?
"Io ho sempre espresso la mia contrarietà, fin da quando ero europarlamentare. Non sarei coerente se ora cambiassi idea. Il governo pensi a sostenere economicamente l'accoglienza familiare degli ucraini, invece di aumentare la spesa militare".

 
 
Ma intervistata da Stefano Cappellini sempre su Repubblica il 17 novembre quando già pensava a candidarsi alle segreteria risponde alle domande sulle armi all' Ucraina senza accennare all' aumento delle spese militari
 

Favorevole a nuovi aiuti militari all'Ucraina?

"Ne discuterà il Parlamento, vengo da una cultura di pace ma non ho mai criticato chi ha scelto di supportare la resistenza ucraina nella prima fase, altrimenti staremmo discutendo del tragico scenario della vittoria di Putin che riscrive militarmente i confini europei. Ma ora è una fase diversa, sono passati molti mesi e serve uno sforzo politico e diplomatico dell'Ue per il cessate il fuoco e una conferenza di pace".

Ma intanto aiuti sì o aiuti no?

"Bisogna discutere insieme i due piani, speriamo che la liberazione di Kherson possa aprire la strada a ciò che è mancato in questi mesi e che anche la piazza di Roma chiedeva".

Senza sforzi da parte dell'aggressore il dibattito sugli aiuti non rischia di essere solo un favore a Mosca?

"Nessuna equidistanza è possibile, Putin può solo essere condannato per ciò che ha fatto. La pace serve a ristabilire i principi del diritto internazionale che lui ha violato

https://www.repubblica.it/politica/2022/11/17/news/elly_schlein_candidata_direzione_pd_intervista-375007429/&source=gmail&ust=1670496587581000&usg=AOvVaw2lz0oQNzsvZPnpH7c0E1S 8"> https://www.repubblica.it/politica/2022/11/17/news/elly_schlein_candidata_direzione_pd_intervista-375007429/

 


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marcopa
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Anche Maiorino prendeva posizione contro l' aumento delle spese militari, oggi, come Schlein, non si pronuncia, e nessuno gli chiede se ha cambiato idea !!!!

Marcopa

È sbagliato aumentare le spese militari. E serve trasparenza sulle armi”

Pierfrancesco Majorino - L’eurodeputato pd: “spero il governo sappia a chi finiranno gli aiuti”

20 MARZO 2022
 
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oriundo2006
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Caro MarcoPa, tutti questi soggetti sono consapevoli su CHI muove le cose in Italia ed altrove. E sono attenti a non inimicarselo/i.

Esiste un controllore occulto su quello che fanno e dicono i parlamentari italiani, un occhiuto censore che è capace di non perdonare e non dimenticare NULLA. 

Schlein e altri lo sanno perfettamente quantomeno a lvello subliminale, il luogo dove i pensieri e le volizioni si formano: e stanno ben attenti a remare con la corrente, con le parole d' ordine del sistema.

E di questo 'allineamento' si potrebbe parlare a proposito anche della Meloni e di altri. Difficile è dire la verità quando sai che ci perderai. Più comodo è intortare il discorso con buoni propositi e atteggiamenti ininfluenti.


sarah e PietroGE hanno apprezzato
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sarah
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E aggiungerei che sarebbe bene smettere di provare stupore di fronte a questi apparenti voltafaccia. Quante prove ci servono ancora? Non è una critica al contributo di Marcopa, anzi, se questo è il senso, fa bene a sottolineare la vera natura di questi personaggi. Smettiamo di dar loro la benché minima fiducia.


oriundo2006 e emilyever hanno apprezzato
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marcopa
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Articolo su Ilgiornale in campagna elettorale. Si racconta di una apparizione in Tv della Schlein dove il giornalista DeAngelis avrebbe incalzato la candidata sulle armi all' Ucraina. Ma se su questo in realtà la Schlein non ha preso posizioni chiare, invece sul NO all' aumento di spese militare la Schlein è stata chiarissima

"Io ho sempre espresso la mia contrarietà, fin da quando ero europarlamentare. Non sarei coerente se ora cambiassi idea. Il governo pensi a sostenere economicamente l'accoglienza familiare degli ucraini, invece di aumentare la spesa militare". nell' intervista a Repubblica del marzo 2022 riportata nel mio post iniziale.

 

"

"Troveremo un compromesso", imbarazzo della candidata dem sulle armi in Ucraina

Messa alle strette sulle armi all'Ucraina, la candidata nelle liste Pd si arrampica sugli specchi. "Troveremo un compromesso alto". De Angelis la gela: "Su questo non c'è escamotage retorico"

Quel temuto momento, prima o poi, arriva. Anche in campagna elettorale. A volte bastano solo un'obiezione schietta o un minimo di contraddittorio e il politico di turno si ritrova con le spalle al muro. Costretto a prendere una posizione senza la possibilità di scappatoie retoriche. In questa cruciale situazione si è ritrovata nelle scorse ore Elly Schlein, vicepresidente dell'Emilia Romagna nonché candidata indipendente nelle liste Pd alle prossime elezioni. In tv, precisamente, l'ex europarlamentare è stata messa alle strette sull'invio delle armi in Ucraina, lasciando trasparire un certo imbarazzo sull'argomento.

Già, perché Schlein nei mesi scorsi aveva dichiarato che la pace in Ucraina non la si otteneva con le armi e aveva definito sbagliato l'aumento delle spese militari. Di fatto, una posizione in contrasto con le istanze votate a suo tempo dal Pd. Ora che la 37enne di origini elvetiche correrà nelle liste dei dem, tuttavia, la questione torna ad assumere un interesse elettorale, oltre che politico in senso stretto. Il tema, non a caso, è stato sollevato ieri su La7 dal conduttore Alessandro De Angelis, il quale ha incalzato in tal senso la vicepresidente di regione. "Se andate al governo siete divisi...", ha fatto notare il giornalista. E per Elly è iniziata l'arrampicata sugli specchi.

 

"Ho avuto una posizione dubbiosa sull'invio di armi in Ucraina perché ho delle compagne e dei compagni che hanno votato a favore nel Parlamento e quindi ho detto che secondo me non è con le armi che si risolve un conflitto con una potenza nucleare. Da federalista europea convinta, con nessun dubbio sulla mia collocazione atlantica, vorrei vedere un ruolo più forte dell'Unione Europea e delle sue istituzioni nel cercare una via per porre fine a questa conflittualità...", ha affermato la vicepresidente dell'Emilia Romagna, senza però offrire una concreta strategia per affrontare un Paese che in più occasioni ha paventato l'uso della bomba atomica.

Da qui, l'ennesimo rimbrotto di De Angelis. "Pensa che Draghi non abbia fatto il possibile?", ha domandato il giornalista, quasi stizzito. E ancora: "Le sembrava Putin piuttosto predisposto al dialogo?". Messa alle strette, Schlein ha a quel punto ammesso: "Non mi sembrava affatto predisposto al dialogo. Dopo di che è con l'Ucraina, alla quale abbiamo dato pieno supporto, che dobbiamo capire come far finire questo conflitto". Anche in questo caso, un'impasse non da poco, visto che l'Ucraina non è certo l'unico attore in gioco e che la pace - notoriamente - non la si fa da soli.

Poi, di colpo, l'esponente politica ha ritrovato una certa sicurezza: alla prima occasione di attaccare il centrodestra (e archiviare l'argomento spinoso), quell'imbarazzo è stranamente svanito.

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marcopa
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Risposta a Sarah ed a Oriundo2006

1) Esiste un problema specifico dell' atteggiamento verso la NATO e la politica militare delle forze politiche che in Europa vanno al governo.

Siryza in Grecia, Podemos in Spagna, Rifondazione in Italia nel 2006, Il M5S nell' ultima legislatura. Per non parlare dei Verdi che soprattutto in Germania sono diventati subito addirittura guerrafondai, negli anni '90.

Allora se il problema c'è sempre, va affrontato sempre, non aspettare che i partiti "pacifisti" vadano al governo per denunciare un generico opportunismo e attaccamento alle poltrone.

E' un problema politico importante. Ovviamente, noi non possiamo risolverlo, possiamo però vederlo, come lo vedono tutti, e denunciarlo, come invece non fa nessuno.

 

2) L' atteggiamento della Schlein sulle spese militari è importante, credo che emergerà quando la battaglia delle primarie entrerà più nel vivo.

E' scomodo per lei, ma è scomodo per tutti i partiti politici, perchè anche i 5stelle in realtà sono favorevoli all' aumento delle spese militari.

 

Se emergerà, e sono ora sicuro che sarà così,  farò un altro post e ricorderò questo mio di inizio dicembre.

Questo post è stato modificato 3 giorni fa da marcopa

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sarah
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@ marcopa. Certo che esiste un problema annoso di rapporti con la NATO, non emerge certo solo oggi. Voglio commentare con franchezza la sua replica. I partiti che lei cita, Syriza, Podemos e M5S sono tutte formazioni politiche nate per contenere un dissenso generale ( non solo sul tema armi ) che non poteva incanalarsi nello schema tradizionale ideologico esistente e soprattutto rischiava di mettere in seria difficoltà le politiche UE, specie in campo economico. Almeno questo mi pare abbastanza appurato, non si tratta di dietrologie. Nessuno di questi partiti ha mai espresso, a mio parere, personalità politiche all'altezza della contrapposizione in atto, né realmente incisive. Difatti l'agenda politica europea ha proseguito nella sua linea, pur con alti e bassi, senza incontrare veri ostacoli. Lo testimonia il sacrificio economico della Grecia oppure, più recentemente, l'abile politica estera di Di Maio alla Farnesina. Non si tratta dunque di denunciare banalmente un generico attaccamento alle poltrone ma di prendere atto dell'evidenza: esiste una sorta di "patente di agibilità morale" che consente alle formazioni politiche di accedere ai ruoli decisionali e, se non si rispettano i suoi precetti, la censura è inesorabile e spietata. Nell'intervista di La7 che lei riporta, anche la domanda di De Angelis, se vuole, è disonesta: "crede che Draghi non abbia fatto il possibile?" oppure "le sembrava Putin predisposto al dialogo?". Diamine, sono domande retoriche con una risposta preordinata. Se la candidata avesse voluto sostenere con coerenza la propria posizione, avrebbe dovuto rispondere che no, draghi non ha fatto il possibile ed anzi si è mostrato zelante nel perseguire una linea che non condivido appieno. Ma si può dire una cosa del genere? 

L'ambiguità della sinistra sull'impegno militare, dice bene lei, esiste da vecchia data: ricordo bene, ad esempio, Lamberto Dini che definì senza mezzi termini "farneticazioni sulla pace" ( testuale ) le sensate critiche di chi, durante i bombardamenti sull'Iraq, si indignava per le vittime civili. Oggi la situazione è ancor più complessa di allora. Che dovremmo fare dunque? Certamente la denuncia è una scelta opportuna e condivisibile però io sono meno ottimista e non credo affatto che un dibattito interno a un partito ( per esempio in vista delle primarie ) possa far emergere linee diverse da quelle che già vediamo. Dunque, forse, il segnale più forte che noi possiamo mandare è quello di non accordare loro più nessuna "fiducia sulla parola" animando un dibattito che non esiste in partenza, affinché questi personaggi equilibristi, trinariciuti e doppiogiochisti per professione siano messi di fronte alle proprie responsabilità e non solo sul tema armi.

Questo post è stato modificato 3 giorni fa da sarah

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Arian Van Heisen
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Si sentiva la mancanza di una ebrea nelle file Piddine...! come se non ce ne fossero abbastanza nell' informazione e nei poteri forti, naturalmente mancava la controparte

per gli elettori.. l' ennesima femmina fuori posto ..!


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