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Badiale - Su 2 articoli di Ripensare Marx


Tao
 Tao
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Nel blog “Ripensare Marx” ( http://ripensaremarx.splinder.com/) sono comparsi due articoli di critica ad un saggio di Massimo Bontempelli dal titolo “Capitalismo, sussunzione e nuove forme della personalità”. I due articoli sono “Metamorfosi di Bontempelli: è un Toni Negri depresso”, a firma G.P., in data 11-02-2008, e “Ancora su Bontempelli”, di M.Tozzato, in data 12-02-2008.
Intendo qui mostrare come gli articoli in questione siano privi di contenuto razionale.

Prima dell’analisi del merito, è però necessaria una considerazione di metodo. L’articolo di Bontempelli è inedito, e al momento in cui escono i pezzi critici di GP e Tozzato non è neppure, a conoscenza di chi scrive, reperibile in rete. In ogni caso né i gestori del blog rendono disponibile l’articolo di Bontempelli né gli autori dei due pezzi forniscono indicazioni su come reperirlo in rete. Viene quindi attaccato pubblicamente un articolo inedito senza dare ai lettori la possibilità di accedere al testo attaccato per giudicare di persona il valore e dell’articolo e delle critiche. Si tratta di una evidente scorrettezza. Per chi sia interessato, segnalo comunque che l’articolo di Bontempelli è oggi reperibile in rete, per esempio ad uno dei seguenti indirizzi:
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=17114
http://www.rivistaindipendenza.org/Teoria%20nazionalitaria/Bontempelli%20-%20sussunzione.htm
http://www.comunitarismo.it/

Veniamo al contenuto dei due articoli di GP e Tozzato, o meglio, alla loro mancanza di contenuto razionale.
Condizione necessaria perché una discussione sia razionale è che si scelga un tema e si portino argomenti razionali nella sua discussione. Nel caso di Tozzato e Petrosillo, il tema da essi scelto è un articolo di Bontempelli. Essi dovrebbero quindi portare argomenti razionali per criticare le tesi esposte da Bontempelli nell’articolo in questione. Cosa argomenta Bontempelli? Essenzialmente due cose: propone una ricostruzione dei fondamenti filosofici della nozione marxiana di “sussunzione”, e applica tale nozione all’analisi di fenomeni sociali attuali, in particolare all’esame di alcuni aspetti della personalità umana nella società contemporanea. Chi intenda criticare l’articolo di Bontempelli deve dunque portare argomenti razionali per criticare o la sua ricostruzione filosofica del concetto marxiano di sussunzione, o l’uso da parte di Bontempelli di tale nozione nell’analisi della realtà contemporanea. Ma GP e Tozzato non fanno nulla di tutto questo. Vediamo le cose con ordine.
Il pezzo a firma GP si divide in tre parti. La prima è un riassunto delle analisi di Bontempelli, e non ha, ovviamente, nessun contenuto di critica a Bontempelli. Della seconda diciamo fra un momento. La parte terza e finale consiste di citazioni di Bontempelli a cui sono fatte seguire frasette sprezzanti come quella sugli americani che ringraziano perché gli "altri si tagliano le palle da soli", o quella sul militante antimperialista che farebbe bene a spaccare le auto in sosta: qual è il contenuto razionale di queste uscite? Si tratta di discorsi da osteria, di un livello infimo, che squalificano chi li fa, almeno agli occhi di chiunque abbia un minimo di rispetto della propria intelligenza. Nella seconda parte Petrosillo almeno enuncia una critica teorica, cioè quella dell'analogia fra le tesi di Bontempelli e quelle di Negri. Bene, dove sono gli argomenti razionali a sostegno di questa tesi? Il fatto che sia Bontempelli sia Negri parlino di “sussunzione reale” basta a identificare le loro tesi? Ragionando allo stesso modo, bisognerebbe dire che poiché nel blog “Ripensare Marx” sono comparsi articoli che descrivevano l’attuale sinistra come il peggior ceto politico che mai abbia governato il paese, e poiché la stessa cosa la dice Berlusconi, allora il blog “Ripensare Marx” è un blog di berlusconiani. Oppure che, poiché Preve parla di comunitarismo come molti intellettuali di destra, allora Preve è diventato di destra. Sono queste, evidentemente, affermazioni prive di serietà intellettuale, esattamente come quella di GP sull’analogia fra Bontempelli e Negri.

Onestà intellettuale esigerebbe che, volendo sostenere tale analogia, si facesse una analisi precisa dei testi dei due autori, se ne enucleasse la logica che li regge, si prendessero in esame i collegamenti della nozione di sussunzione con il complesso delle loro argomentazioni. Solo alla fine di un tale lavoro, si potrebbe eventualmente tirare una conclusione sulle loro somiglianze o differenze.
Ma GP si guarda bene dal fare ciò. Enunciata in questo modo, senza il necessario lavoro argomentativo, quella di GP è una semplice opinione. Ma il dibattito teorico non è un confronto di opinioni, è un confronto di argomenti. Io posso esprimere l'opinione che Marx sia un cretino oppure che sia il più grande pensatore mai esistito: finché mi limito a enunciare una di queste due frasi non ho detto nulla, sul piano teorico, perché non ho portato nessun argomento. Ridursi a buttar fuori delle opinioni non argomentate equivale a negare la sostanza stessa del dibattito razionale.
Il pezzo a firma GP è tutto qui. E' semplicemente vuoto, non dice nulla che si possa discutere sul piano razionale.

Anche l’intervento di Tozzato, apparentemente più articolato di quello a firma GP, è in realtà privo di contenuto razionale.
Il pezzo inizia spiegando che Tozzato ha stima di Bontempelli. Excusatio non petita, verrebbe da dire. Si tratta di una considerazione esterna all’argomento che, come si è detto, è la critica razionale di un determinato articolo di Bontempeli. Tozzato prosegue con considerazioni generali sull’hegelismo di Bontempelli (anche queste esterne all’argomento), e con un elogio del percorso teorico di La Grassa, ancora una considerazione che non ha nulla a che fare con l’argomento: non si sta qui discutendo su chi sia più bravo fra La Grassa e Bontempelli, si sta discutendo di un preciso e determinato articolo di Bontempelli e delle tesi in esso argomentate. Tozzato passa poi a considerare ”la corretta ricostruzione filologica di Bontempelli sul rapporto tra forma e contenuto in Hegel”, e qui sembra che finalmente discuta l’argomento. Ma è un’apparenza. Tozzato infatti discute il tema generale del rapporto fra Marx ed Hegel. Ma non è questo l’argomento della discussione. L’argomento della discussione è un articolo nel quale Bontempelli non propone una tesi generale sul rapporto fra Marx ed Hegel, ma una particolare ricostruzione di un particolare concetto marxiano. E’ questo che si deve discutere. Se e quando Bontempelli proporrà in un libro una tesi generale sul rapporto fra Marx ed Hegel, allora avrà senso criticarlo discutendo questo tema. In sostanza qui Tozzato sta usando il testo di Bontempelli come semplice pretesto per esporre alcune sue considerazioni generali. Questo escamotage, di parlare dei problemi generali del rapporto fra Marx e Hegel invece che di quanto scrive Bontempelli, permette a Tozzato di evitare di confrontarsi col testo di Bontempelli. In tutto il suo intervento Tozzato si guarda bene dal confrontarsi con ciò che realmente Bontempelli ha scritto.
Dopo questa discussione generale sui rapporti fra Marx ed Hegel, che costituisce la maggior parte del suo articolo, Tozzato produce una serie di affermazioni poco argomentate, e poco collegate all’articolo di Bontempelli. Per esempio Tozzato afferma che la nozione di “capitalismo assoluto”, implica il sostenere che la nozione di cultura rappresenta la potenza decisiva nel capitalismo attuale. Naturalmente una simile affermazione non c’è da nessuna parte nell’articolo di Bontempelli, che nemmeno nomina la nozione di “capitalismo assoluto”, e del resto Tozzato usa una definizione di cultura talmente vaga (comprensiva della “cultura materiale” ma anche di “quella relativa ai costumi, ai saperi, ai modi
di vita”) che nemmeno si capisce cosa voglia dire l’affermazione attribuita a Bontempelli.

Tozzato ripete poi l’affermazione di GP sull’analogia fra Bontempelli e Negri, guardandosi bene anche lui dal portare argomenti razionali a sostegno di tale tesi.
Tozzato afferma poi che in Bontempelli “non si vede ciò che è veramente decisivo: la struttura dei rapporti sociali tra gruppi e entità geopolitiche in conflitto per la supremazia”. Si tratta di un’affermazione che mette in evidenza la scarsa informazione sulla quale si basa l’articolo di Tozzato: in questo scritto Bontempelli non parla di rapporti sociali o di geopolitica perché non è questo il tema. Come è detto nelle prime righe dell’articolo, il suo tema è “la trasformazione antropologica indotta dallo sviluppo economico”. Nessun articolo e nessun libro può parlare di tutto. Chi desideri criticare le argomentazione sociali o geopolitiche di Bontempelli, deve andare a leggerle nei testi dove sono esposte (per esempio i libri “Il mistero della sinistra”, Graphos 2005, “La sinistra rivelata”, Massari 2007, o l’articolo “Il volto dell’impero prima dell’11 settembre”, nel n.23 di “Indipendenza”).
Alla fine del suo pezzo Tozzato prova a criticare le analisi sociopsicologiche di Bontempelli. Non riesce però a dire qualcosa che abbia la minima serietà intellettuale, e si riduce a banalità come l’affermazione che anche in tempi passati esistevano tipi di personalità distruttive. E dove mai Bontempelli ha scritto che questo non è vero, o ha fatto affermazioni che si possano interpretare come la tesi che in passato non esistevano personalità distruttive?

Bontempelli sta cercando di capire le caratteristiche del nostro tempo. Sostiene di aver individuato alcuni aspetti negativi della personalità umana che si stanno sviluppando nell’attuale fase storica. Contrapporre alle sue analisi il fatto che anche in passato esistevano personalità distruttive, ha lo stesso senso che andare da un ricercatore che ritiene di aver individuato il virus di una nuova pericolosa malattia a dirgli “ma guarda che anche in passato esistevano malattie distruttive”. Se il ricercatore ha tempo da perdere, cercherà pazientemente di spiegare all’importuno che le proprie analisi possono essere giuste o sbagliate, ma rispetto alla loro verità o falsità il fatto che in passato siano esistite altre malattie distruttive è del tutto irrilevante.
Infine Tozzato parla della decrescita. Come al solito, evita di confrontarsi con quanto ne dice Bontempelli, e l’unica cosa che fa è riportare una citazione critica, con la promessa che in futuro il blog Ripensare Marx si interesserà del tema. Ma questo che importanza ha per la discussione dell’articolo di Bontempelli?
Come si vede,Tozzato sistematicamente parla d’altro rispetto al tema della discussione (l’articolo di Bontempelli).

Possiamo concludere: come s’era detto all’inizio, i due articoli qui esaminati evitano il confronto razionale con il saggio da essi scelto come tema di discussione. L’articolo di GP è in sostanza privo di qualsiasi contenuto razionale, l’articolo di Tozzato in certi punti usa il testo di Bontempelli come pretesto per parlare d’altro, in altri punti fa anch’esso, come quello di GP, affermazioni superficiali e non argomentate.
Un’ultima considerazione, riguardo all’affermazione di Tozzato che il blog Ripensare Marx si interesserà in futuro delle tematiche della decrescita. Nessuno è obbligato a interessarsi di qualcosa che non lo interessa. Il primo dovere di chi pretende di pensare è la coerenza nei propri pensieri. Chi, come Tozzato e GP, vuole essere contemporaneamente a favore dello sviluppo e contro il capitalismo, ha l’unico obbligo di rispondere alla critica formulata nell’articolo di Bontempelli: poiché non esiste da nessuna parte uno sviluppo non capitalistico, chi vuole lo sviluppo vuole il capitalismo e vuole le guerre imperialistiche che esso genera. E’ questo il punto cruciale, rispetto al quale GP e Tozzato fanno finta di niente, e rispetto al quale, se fossero interessati ad un confronto razionale, avrebbero dovuto impegnarsi nella discussione, invece di scrivere paginate di nulla.

Marino Badiale
febbraio-marzo 2008.


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