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Balasso - Sulla polemica Pasolini - Muccino


Tao
 Tao
Illustrious Member
Registrato: 2 anni fa
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Seguo la polemica su questo social nei confronti di Gabriele Muccino, devo dire con molto divertimento.

Divertimento, perché Pasolini sarebbe stato il primo a dire che Muccino ha ragione a dire che Pasolini non apparteneva all'industria del cinema, non ne era un "professionista" competente. Ma avrebbe sicuramente aggiunto che il professionismo nel cinema è la stessa cosa del sapere quale carta è meglio usare per fare un libro, quali caratteri, quale rilegatura è preferibile. Il contenuto dev'essere ben presentato, ma a volte la cura della confezione rovina proprio il contenuto.

Il cinema serve un racconto, quando il racconto c'è, quando passa, vuol dire che è arrivato dall'altra parte, che ha fatto il suo percorso e non serve a niente dire che, nel farlo, il regista non ha seguito regole precise. Il primitivismo nell'arte nasce anche come reazione a un'arte diventata, appunto, industria senza contenuti nuovi.

Certo, resta da chiedersi se sia giusto che "tanti registi improvvisati" come li definisce Muccino, abbiano pretese di compensi da "industria" quando fanno solo artigianato amatoriale, ovviamente sto parlando di costi vivi, e non di ispirazione artistica.

Sorvolo sui commenti al post di Muccino, che dimostrano solo quello che giustamente diceva Umberto Eco: i social spalancano le porte a valanghe d'imbecilli. Resta il fatto che Muccino ha espresso un'opinione, forse la cosa più indelicata è stata esprimerla in un giorno di ricorrenza.

Tutto questo però ci porta sempre ad un punto: l'idolatria della personalità. Se il cinema è un'industria, perché il regista viene trattato come quello che "fa" il film? Una cattiva fotografia rovina un ottimo film allo stesso modo di una cattiva recitazione o di un montaggio a scossoni, allo stesso modo di un audio fastidioso o di una scelta delle inquadrature a cazzo. Scrivere ottimi dialoghi può aiutare un cattivo regista non sceneggiatore, ma spesso una fantastica inquadratura non può salvare un dialogo di merda. Dare la colpa a Pasolini del fiorire di cinema da incompetenti è sicuramente ingeneroso, ma va aggiunto che spesso, un cinema di competenti senza talento o senza nulla da raccontare, crea un pubblico che rifiuta l'inaspettato.

Io, che del primitivismo ho fatto il mio pane, rimango della mia idea rispetto all'arte, (devo aggiungere che per me l'arte è artigianato, non esistono sacri furori e gli artisti che si vestono "da artisti" mi hanno sempre fatto ridere) anche nel campo del cinema: quando si stabilisce in maniera condivisa da tutti come dev'essere fatta un'opera d'arte per essere considerata buona, è ora di cambiare strada.

Natalino Balasso
Fonte: www.facebook.com
6.11.2015


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