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Bannon: Verso un Mondo Nuovo. L'Europa presto sparirà, ecco cosa dventera l'Italia.

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Arcadia
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BANNON, INTERVISTA A LIBERO: VERSO UN MONDO NUOVO. “L’EUROPA PRESTO SPARIRÀ, ECCO COSA DIVENTERÀ L’ITALIA

L’Italia? È diventato il paese di riferimento della rivolta nazional-populista contro le élite. La cancelliera Merkel? Il suo «Reich» è finalmente prossimo alla caduta. Donald Trump? Continuerà a difendere gli interessi Usa nel mondo, ma basta con la Guerra fredda alla Russia. Vladimir Putin? Un ex del Kgb che ha abbracciato la causa nazionale e la Chiesa ortodossa e perciò viene demonizzato dalle élite europee e americane. George Soros? Quelli come lui sono il nemico numero uno di tutti i populisti. Le risposte date in esclusiva a Libero da Steve Bannon sono taglienti e decise come il suo carattere. L’ex consigliere strategico della Casa Bianca continua a tessere rapporti internazionali, ma è soprattutto l’ ideologo del sovranismo.

Il Consiglio europeo del 28-29 giugno scorso ha ulteriormente acuito le tensioni interne all’ Ue. La cancelliera Merkel vede scricchiolare il suo enorme potere, mentre in Italia abbiamo un governo per la prima volta «populista». Potrebbe essere la linea di questo governo a cambiare la storia europea?
«L’ inizio della fine del regno della Merkel in Europa è ormai prossimo, mentre credo che la fine del suo regno in Germania sia già arrivata. La cancelliera è in guerra con il suo stesso partito, sta subendo un’ emorragia di voti verso Alternative für Deutschland e non è stata in grado di ottenere un accordo reale nelle riunioni Ue della scorsa settimana. In realtà il suo problema più grave è il suo partner di coalizione (la CSU bavarese, ndr) con persone come Horst Seehofer, ministro degli Interni tedesco, che parlano contro di lei. Dovrebbe essere la leader del partito e dare la linea. Invece la sua politica sull’ immigrazione è completamente senza regole. È chiaro che in Europa comanda davvero solo chi agisce. Come Salvini in Italia, Orban in Ungheria, i leader di tutto il gruppo di Visegrad e persone come Seehofer in Germania».

S’ incrinerà anche l’ asse fra la Germania e la Francia?
«La domanda ora è questa: Emmanuel Macron – come erede al trono europeo della Merkel – continuerà a essere il capitano di una nave che sta imbarcando acqua continuando a procedere verso un’ integrazione europea sempre più forte?
Oppure si renderà conto che sempre più europei si stanno svegliando? L’ idea di avere confini forti e una leadership forte, come quella di Matteo Salvini e del governo populista italiano, sta avanzando ovunque».

Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che hanno firmato il contratto governativo in Italia, stanno lavorando bene?
«Sono persone incredibilmente intelligenti, politicamente abili e laboriose. Finché gli uomini di questi due partiti continueranno a lavorare nell’ interesse del popolo italiano, non vedo perché dovrebbero avere problemi o perdere consensi nel prossimo futuro. Ma la Lega non pensi che la sua attuale popolarità dovrebbe portarla a richiedere elezioni anticipate. Credo che ciò che Lega e 5 Stelle hanno fatto sia storico: unire nord e sud, sinistra e destra, populisti e nazionalisti nel primo vero governo di unità del mondo».

Lega e M5S sono criticati dalle grandi potenze internazionali e soprattutto verso Salvini la rabbia dei rappresentanti dell’ establishment globalista, come George Soros, è scatenata. Che consiglio vuole dare al ministro dell’ Interno?
«La principale minaccia a partiti e governi nazionalisti populisti in Europa non è Bruxelles, ma le ong e i loro apparati mediatici finanziati da George Soros, armi di supporto per l’ assalto all’ informazione libera.
Ogni populista e ogni nazionalista in Europa dovrebbe individuare i propri nemici. Le persone come Soros si preoccupano solo di una cosa: il potere e quindi la possibilità di allinearlo a vantaggio delle loro tasche.
Lo ha dichiarato lo stesso Soros in una delle sue infami interviste. Non gli interessano le conseguenze sociali dei suoi progetti, lo fa solo per i soldi».

Il presidente Trump ha incontrato il primo ministro italiano Conte al G7 e tra gli USA e il nuovo governo italiano sembra esserci molta simpatia. Simpatia che non esiste più tra Trump, la Germania e la Francia. Come viene visto il governo italiano negli Usa?
«Dovresti chiedere all’ amministrazione americana qual è la loro posizione ufficiale, ma da quello che ho capito c’ è molta sintonia tra gli sforzi fatti a Washington per mettere al sicuro i confini degli Stati Uniti e cosa stanno facendo Salvini e altri leader come lui. Ma il governo degli Stati Uniti non ha alcun interesse nello schierarsi. Vogliono soprattutto servire i migliori interessi del popolo americano. D’ altra parte, il popolo americano – in particolare “i deplorevoli”, l’ enorme base del movimento che sostiene Trump – segue con attenzione il nuovo governo italiano e tifa per questo esecutivo».

Cosa pensa Trump della Russia? Il presidente USA ha detto che Mosca deve tornare al G8. Rimarrà favorevole alle sanzioni contro Mosca?
«Quando hai un presidente che affronta una minaccia esistenziale per noi come la Cina e il suo Stato vassallo, la Corea del Nord, che affronta una crisi di confine (quella con il Messico, ndr) e un migliaio di altre questioni interne e internazionali, ha perfettamente senso evitare di ricominciare la Guerra Fredda con Mosca. Ma abbiamo anche una classe politica e i media così abituati a demonizzare certe nazioni da non riuscire a vedere al di là del loro naso. La gente sa che Putin non è un “bravo ragazzo” – è un ex ufficiale del KGB -, ma non vede la necessità di iniziare una guerra con lui. E il presidente Trump, credo, capisce che è giunta l’ ora di chiudere la Guerra Fredda, così come sta cercando di por fine alla Guerra di Corea.
Le élite europee e americane odiano Putin perché è un nazionalista che ha abbracciato la Chiesa ortodossa e ha il sostegno della società civile russa. Ciò è contrario a tutto ciò in cui credono le élite».

Non solo sulla questione dell’ immigrazione, ma anche su altri importanti argomenti, la posizione italiana diventerà decisiva per l’ intera UE. Qual è la sua speranza? Quella della caduta dell’ UE grazie all’ Italia, come ha detto qualche volta?
«Non necessariamente si deve parlare di caduta dell’ Ue. Si deve invece parlare degli Stati-nazione e dei loro governi che lavorino nel migliore interesse della loro gente. Se la Commissione europea e il Consiglio dei ministri vogliono cambiare l’ Ue, possono farlo e probabilmente così facendo la salverebbero. Ma ora sono intenzionati soltanto a creare un’ Europa a loro immagine. Inoltre, non vedo come le persone alla fine possano ottenere la loro libertà e la loro indipendenza, mentre hanno un’ unione non politica fondata esclusivamente su un’ unione monetaria. Penso che alla fine gli Stati nazionali dovranno tornare a recuperare la loro moneta. Il Regno Unito non ha adottato l’ euro e, di conseguenza, ha mantenuto il controllo monetario e fiscale. È un punto fondamentale».

Obama credeva che i “buoni ideali” (globalisti e delle élite) sarebbero sempre rimasti vivi in Europa. Invece, dopo gli Usa, stanno perdendo ovunque in Europa. Lei segue con interesse la politica europea e italiana in particolare. Tornerà presto in Italia?
«Amo l’ Italia, specialmente Roma. Tornerò molto presto e non vedo l’ ora di immergermi nell’ affascinante atmosfera politica, così come nella storia e nella cultura. L’ Italia è il centro di questa rivolta nazionalista populista».

di Gianluca Savoini – Libero
Lug 6, 2018


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Tibidabo
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Molto interessante
Sono sempre più convinto che in autunno inizieranno le danze


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Quante balle da questo Bannon!
Quanto al destino dell'italia, a parte parlare di "nazionalismo e populismo" anziché semplicemente di "sovranismo", si guarda bene dal dire che Trump ci vuole usare per attaccare e distruggere o ridimensionare la merkel non certo perché stringe il cappio soprattutto attorno al collo di italiani e greci ma solo perché troppo spesso la germania mostra di aver voglia di fare di testa sua (sulla questione del secondo gasdotto dalla russia alla germania, sull'iran, sulla siria e sulla stessa ucraina).
E questo al "grande capo "non piace"! Perciò o la germania si riallinea perfettamente ai desiderata Usa oppure è possibile che Trump punti anche alla
disintegrazione dell'Eu (magari spingendo proprio l'italia per l'uscita dall' Eu).
Già mi sembra di vedere i sorrisini di soddisfazione di grillini e altri qui sopra che però non capiscono che se la libertà dai kapò non la si conquista da soli, poi si finisce semplicemente per cambiare padrone...e trump e gli Usa non sono certo padroni migliori della merkel e della germania.
Se ci si deve alleare con qualcuno questi dovrebbero essere anzitutto i 4 paesi di Visegrad riguardo alla questione migranti e riprendere i commerci e i rapporti con la russia togliendo anche unilateralmente le sanzioni a quel paese.
Invece cosa fanno i nostri prodi "nazionalisti e populisti" d'accatto? Confermano le sanzioni alla russia in automatico e quanto ai migranti danno sfogo a tipi come quel fico d'india dei 5s che vorrebbe continuare ad aprire i porti alle ong.
Poi c'è quell'altro stralunato ministro 5s alla giustizia che anziché stare almeno zitto benedice le "sentenze della magistratura" contro la Lega!
Ma non ha capito che quella sentenza è stata sollecitata da chi vuole fare fuori la lega?
L'ha capito di sicuro ma evidentemente è proprio quello che vogliono almeno alcune correnti all'interno del 5s (escluso, forse, di maio che, devo ammetterlo, a volte mi sembra che si comporta in modo molto più politico e accorto rispetto a certi altri barbuti e miopi figuri dei 5s).
Ma se la lega viene mazzolata da magistrati probabilmente manovrati ad arte, questo governo è bello e finito...e così anche questo burattino di Bannon potrà venire in italia forse per godersi la vista del colosseo ma non certo per godersi lo spettacolo di un governo "nazionalista e populista".
E' ovvio, infatti, che se l'attacco alla lega non si smorzerà Salvini non avrà altra scelta che cercare di andare a nuove elezioni prima che la magistratura lo distrugga completamente e in tal caso non credo che avrà molta voglia di allearsi di nuovo con un partito infido come il 5s.


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esca
 esca
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La disamina di Bannon ha una sua logica. Non concordo su Soros: che faccia quel che fa per denaro come un volgare mercenario e' troppo riduttivo. La questione e' piu' profonda, come tutto quel che riguarda le faccende del deep state, che non ha mai avuto problemi a stamparsi tutto il denaro del mondo. Del resto non siamo qua per abbracciare il 100% delle frasi dell' americano Bannon, il quale e' dotato senz'altro di buone pratiche d'uso della comunucazione ai microfoni.

Alcuni non hanno voluto realizzare che e' in corso un drammatico sconvolgimento di un assetto deteriorato, un fenomeno che non si puo' arginare.
Sono quei servi pericolosi che in mancanza di cervello e strategia, oltre che di cuore, usano la vendetta per punire chi rischia di fargli perdere la cadrega.
L'escalation della propaganda che ha reso impossibile guardare e sentire programmi televisivi e radiofonici senza subire un senso di ributtanza e' li' a dimostrarlo quotidianamente.
Ci hanno addirittura portati a guardare con meno antipatia verso l'oltre oceano, per alcuni versi: fino a qualche anno fa non ci avrei scommesso un centesimo, anche perche' fino a qualche anno fa, come qua, il parco faunistico decisore non offriva un barlume di speranza. Ora forse, per le future generazioni, chissa'...gli esiti sono talmente incerti.


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Tibidabo
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@esca

Ma “oltreoceano” non è mai stato un monoblocco

Comunque è paradossale: io sono comunista e non solo devo votare Lega ma mi trovo a fare il tifo per gli americani; la destra invece ha ottenuto il grande successo elettorale del 4 marzo adottando analisi di sinistra, cooptando signori chiaramente non di destra come Bagnai mentre la destra estrema già da qualche anno ha preso a modello la Russia guidata da un ex comunista ufficiale del KGB cioè uno che negli anni 60-70 per loro era il peggior nemico possibile, al punto che loro fascisti si erano alleati con la CIA per combatterli.

Prepariamoci che a fine estate pioveranno paduli da tutte le parti...meglio cosí, non se ne poteva più...ma attenzione che qualcuno ci rimetterà le penne...


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In passato, alla fine della 2a ww, per forza di cose, ci siamo alleati con gli Usa e abbiamo visto la fine che abbiamo fatto e che scontiamo ancora oggi.
Oggi non c'è la stessa situazione a imporci la stessa alleanza … e tuttavia si continua a tifare per lo zio Sam!
Mah! è proprio vero che alcuni non imparano mai niente e ripetono sempre gli stessi errori!


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Georgejefferson
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Ha ha...il piccolo razzista bannon che cerca di lisciare il pelo all' uomo nero immaginario. Pronto a scappare come un topolino appena le cose si metteranno male, come sempre. E solo per dimostrare a sè medesimo che vale qualcosa.

Non esiste "monoblocco", da nessuna parte, neppure dentro di noi. Esiste la nazionalizzazione delle moltitudini


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Tibidabo
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Ma che cavolaccio c'entra l'uomo nero...
Questa è una lotta contro le élite internazionali e gli unici che la vogliono combattere sono quelli di destra quindi bisogna assecondarli sperando che poi si svegli anche la sinistra
Se non tiravano fuori il nazionalismo la gente stava ancora davanti alle tv senza capire un cazzo di niente...

Fanno e dicono tante stronzate?
E a sinistra ne fanno e dicono ancora peggiori

Falliranno?
E con chi altro pensereste di combattere?
Con Fassina?
Con Cremaschi?
Fratoianni?
O magari non volete combattere?

Ma iatevenne...


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Georgejefferson
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Ha ha..il piccolo bannon "fa capire".


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Tibidabo
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Ho capito che ridi

Poi però di':

1) fossi stato americano, avresti votato Hillary Clinton, visto che critichi tanto Trump? O ti saresti astenuto?

2) non ti piace Salvini. Chi hai votato? LeU? Potere al popolo? E cosa stanno facendo OGGI quei partiti che come tutti sapevano non sono riusciti a prendere nemmeno un voto? O il 4 marzo ti sei astenuto?

Rispondi a queste domande e poi si prosegue.
Se hai finito gli argomenti e ti senti in imbarazzo puoi continuare con le risatine.


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Georgejefferson
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I media generalisti ci hanno abituato alla visione macchiettistica e caricaturale dei concetti e filosofie di vita inerenti la destra, e la sinistra, non stupisce che tanti soggetti, su quelle basi semplicistiche basino le loro piccole considerazioni.

Non e' assolutamente vero che Trump NON sia collocabile a destra, anche quando esalta il popolo a sua presunta difesa, fermo restando, come ovvio, che dei filoni di pensiero di destra, e di sinistra, ne esistono tantissimi e differenti. Vediamo di districare meglio la questione.

Le "barriere" tariffarie possono riflettere finalità di destra, o di sinistra.

Di destra quando fingono che il mondo oggi sia fatto di isole autonome, e non tengono conto delle diversità, venutesi a determinare nel corso storico, tra le dimensioni economiche dei paesi e conseguenti rapporti di forza.
La narrazione della destra sulle "difese", da per naturale e senza importanza il fatto che tanti paesi non hanno la forza di "difendersi" in pari modo, e non e' per nulla una innoqua gara concorrenziale che parte da situazioni di pari opportunità. Ma la negazione intrinseca di qualsivoglia sussulto umano alla collaborazione, per lo meno parziale.
Allora abbiamo le "barriere" tariffarie che non tengono conto delle dimensioni disumane di sfruttamento del lavoro nei paesi più poveri, non le denuncia per sensibilizzare l'opinione pubblica in quel senso, ma solo per l' eventuale svantaggio economico derivante da questa concorrenza.
Inutile la retorica del "sono fatti loro", perchè i rapporti commerciali con i loro rapporti di forza, hanno concorso molto a determinare e mantenere queste barbarie, e le classi dominanti dei paesi più forti e ricchi, hanno partecipato attivamente al clima di corruzione negli altri, a loro vantaggio (delle classi dominanti), nonostante sia ovvio che anche "il corrotto" che schivizza le persone del suo paese abbia palesi responsabilità.

Diversamente a sinistra si dovrebbe porre in luce queste questioni, e applicare le barriere tariffarie in ragione etica, con la prospettiva di un divenire storico che cambi e migliori certe situazioni di barbarie con più collaborazione. Certo da solo un paese puo poco, ma quel poco, insieme ad altri, puo contribuire a portarne l'esempio virtuoso, specie se il paese in questione fa parte della cerchia dei paesi più forti.

Andiamo avanti.

Trump non esce per nulla dagli schemi politici tradizionali della destra, al più denuncia tante situazioni più morbide appunto perchè :"non abbastanza di destra". Paragonare questo fatto alla liquidità metaforica di Bauman, che riflette un discorso sociologico molto diverso, non ha senso.

Le conseguenze catastrofiche di questa malata globalizzazione che tanto devasta...non devasta solo le classi meno abbienti in occidente, devasta anche molto le classi medio alte, in favore di quelle altissime, ed e' in favore di quelle, le medio alte, che molta retorica si ammanta del pietismo con parole altisonanti quali "sacche di povertà", perchè le "sacche di povertà" ci sono sempre state, le stesse mantenute tali come grimaldello per tenere sotto ricatto il mondo del lavoro, e a quello servono le riforme antisociali che tolgono fondi alle cure sanitarie, ai salari minimi decenti, alle tutele in stile articolo 18 ecc.. che necessariamente, quelle risorse, andrebbero prese appunto dalle classi medio alte ed altissime. Cosa che il retore di destra non si sogna minimamente di prendere in considerazione, se non a parole. Si chiama progressività fiscale, in funzione difensiva delle classi meno abbienti. Principio messo in fortissima discussione dalla recente visione mondo alla thatcher e reagan.

"Creare" posti di lavoro non significa nulla senza distinguere. Agevolare gli imprenditori locali con forti detassazioni senza distinguerne il merito storico conta poco ai fini della giustizia, non ha senso il "creare lavoro" purchessia, appunto se insieme poni la libertà assoluta di licenziare con annesse forme di ricatto. Senza contare l' impegno sui vincoli ambientali che ogni stato dovrebbe farsi carico con severe sanzioni e sensibilizzazioni dell' opinione pubblica in quel senso.
In un regime di altissima competizione lo scontro e' inevitabile, o a perire sono le aziende più deboli (i lavoratori licenziati) o le aziende di altri paesi con cui si continua allegramente a commerciare, ponendo a priori un protezionismo che un paese forte si puo permettere, ma non altrettanto il paese terzo.
Il sindacato che fa finta di nulla su queste questioni e si limita a boccheggiare sperando di salvare il suo orticello, e' la degenazione del movimento storico sindacale, non "un discorso di sinistra", fermo restando le lodevoli, piccole conquiste, che un sindacato odierno, obbligato a racimolare le briciole, può ottenere in funzione di difesa dei lavoratori e classi interne meno abbienti.

Inutile ricordare che la denigrazione di tutto ciò, spesso viene ammantata dall' aggettivo "stato assistenzialista".
La "prosperità dell'economia nazionale" non garantisce per nulla la crescita "sociale", almeno bisognerebbe definire meglio cosa si intenda per "crescita sociale".
I posti di lavoro li possono creare sia i privati che l'autorità pubblica, ma se proponi "posti di lavoro" purchessia, con il ricatto istituzionalizzato verso le classi meno abbienti (per esempio la libertà assoluta di licenziare), deturpando l'ambiente e costruendo una rete di piccoli capetti locali, che rivolgono i disagi sui più deboli non e' "creare lavoro" in senso nobile.

Gli sgravi fiscali e deregulation purchessia e' il discorso di destra. La destra che non critica le multinazionali in favore di sgravi fiscali e deregulation anche locali, non lo fa "perchè di sinistra"...ma perchè e' cooptata da quei grandi gruppi, che, in ugual modo, non tiene conto della giustizia e difesa dei ceti meno abbienti.
Sono conflitti tra destre, che divergono nelle azioni, ma con la stessa stella polare che non distingue i rapporti di forza e disagio dei più deboli.


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Georgejefferson
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Per quello Destra.
Lo sbraitare contro le "esportazioni di democrazia", non e' finalizzato al porre in luce le barbarie commesse dagli americani verso mezzo mondo, ai fini di controllo e profitto, ma a quel conflitto interno tra destre di cui sopra.
Inutile dire che le miriadi di rapporti commerciali americani nel mondo, non si annullano dall'oggi al domani, e che Trump non lo farà, per scupoli etici, come sembrerebbe dalle sue sparate contro i guerrafondai "internazionali". Non fosse altro perche con i guerrafondai ci sguazza in affari.

Cit.

"Ci sono le contraddizioni aperte, come la presenza di uomini della Goldman Sachs nel suo Governo, che stride con le promesse formulate in campagna elettorale di introdurre una nuova versione del Glass Steagall Act. O come lo strabismo nella lotta al fondamentalismo islamico, che trasuda diffidenza nei confronti dell'Iran ma ignora finora il ruolo di Paesi sponsor dell'ISIS come Arabia Saudita e Qatar"

Pero si dice che "non e' collocabile", e' fuori dagli schemi. Insomma un "heroes".
Sarebbe da capire "per quali versi" sarebbe di sinistra, a meno che scambiamo per sinistra, le macchiette contemporanee in politica, oggi, dimenticando tutta la tradizione di pensiero di cosa significhi "sinistra" nei suoi valori e principi.

Sono le sovranità del popolo, con le sue differenze culturali tra un paese e l' altro... nel difendere le classi meno abbienti e culturalmente mantenute nell' ignoranza, da proteggere dagli organismi internazionali che assomigliano sempre più alla costruzione di imperi guerrafondai e gerarchici, piuttosto che repubbliche democratiche...non il "nazionale" purchessia dimenticando dei conflitti interni ai paesi, e riducendo il tutto alla buona "sacra" famiglia, solo quando serve per difendere interessi particolari.

Trump "Aborrisce l'idea di un Governo mondiale"...ma davvero? Trump aborrisce l' idea di una repubblica mondiale da costruire nel lungo termine, che garantisce per tutti il diritto di base, senza necessariamente intromettersi nelle differenze culturali innocue... non aborra invece l' impero, perchè il paese più forte che impone un protezionismo egoista coopterà altri paesi meno forti, e ne farà dei vasalli costruendo sfere di influenza.
Ed e' il modello di impero pluri millenario che non viene mai messo in discussione dalle destre.(per quello conservatrici)

Se Trump (il giusto, di sinistra) non approva le :

"aziende che non esitano a depauperare il tessuto economico nazionale per conseguire esclusivamente il profitto"

Bisognerebbe valutarlo dalla sua storia personale, consiglio un documentario uscito per Report tempo fa, che ognuno valuti da sè, quale concezione si abbia della parola "depauperare" magari chiedendo ai lavavetri "latinos" dei suoi palazzi, anche.

"famiglia, divieto di aborto, identità" non sono valori in sè, se non si distingue si fa demagogia. Quale famiglia? Autoritaria e violenta, o affettiva e civile? Famiglia purchessia? Quale identità? Nella libertà di giudizio e di coscenza, che distingue liberamente tra le tradizioni bellissime e innoque da quelle barbare e violente? Identità purchessia?

Quale sarebbe il Trump

Cit."sensibile agli interessi della classe lavoratrice a cui vuole ridare prospettiva e benessere" ?

Classi meno abbienti o "classe lavoratrice" purchessia? Patriotà per chi?
interessi strategici ed economici del proprio Paese significa sposare in toto la logica del profitto e competizione selvaggia, senza alcun orizzonte storico di ricerca, nel tempo, di sana cooperazione internazionale il più possibile paritaria, a meno che per "interessi strategici" ci si riferisca a quello.

Ma non e' Trump.
Che non e' una "risposta originale", tranne nelle demagogie interessate di un certo giornalismo contemporaneo.


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Georgejefferson
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I piccoli topi trasformisti tornano non per "lealtà", ma per paura dei vecchi amici. I medi nascosti dal volto rispettabile fremono dal desiderio di riaprire la caccia al debole. Aspettavano un segnale ma i sospetti segnali non sapevano come interpretarli, senza la guida della foresta, ora sembra arrivata. Ma gli affabulatori delle fogne sono i naturali alleati, una volta liberati di loro ci si può fidare, non aspettano "segni" dai quaderni, interpretano a caso ma proprio per quello sono i meglio manipolabili.


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Tibidabo
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Ripeto le domande alle quali come era prevedibile non si è risposto:

1) alle elezioni americane chi avresti votato, Trump o Clinton?
O ti saresti astenuto?

2) alle elezioni italiane per chi hai votato? O ti sei astenuto?

Dopo parliamo.


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oriundo2006
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Mi limito a far notare la contraddizione tra il 'vangelo' propagandato dalla patria del liberismo, gli USA, che lo ha imposto al resto del mondo ed ha vinto la competizione globale sul modello di societa' venturo proprio in nome delle 'liberta' ( anni '80 e '90 ), e la politica di Trump oggi, ad essa contraria in nome degli interessi degli USA di oggi e di domani.
Dunque, il liberismo e' morto ? Oppure e' una rivalsa 'karmica' ? Su quali basi ideologiche gli USA pensano di erigere la loro egemonia ventura, ed in subordine quale modello di societa' ci propinera' Holliwood ? Ecc.ecc.
Perche' e' evidente che il momento della massima affermazione dell' 'ordo novus' liberista come sistema planetario sta coincidendo nel suo tracollo finale e proprio a partire dal Paese che ne aveva fatto la sua ragion d'essere.
L' 'eccezionalismo' americano e' proprio questo, la 'res extensa' considerata come inesauribile fonte di valore liberamente accessibile da tutti e da tutti fruibile nel benessere reso generale senza limiti: evidente proiezione dello 'spirito della frontiera' ( con connessa subordinazione della 'res cogitans', ma e' un'altro discorso...) e connessa pure interpretazione dei 'limiti' come da abolire oppure non esistenti. Oggi questo si e' dimostrato fallace e la politica USA attuale ne e' il riflesso: le risorse sono scarse e goderne in regime di monopolio fa la differenza.
A livello sistemico vi sono analogie possibili con l'Urss ed altri imperi, gia' indicate da diversi commentatori: tutte paiono convergere sull'impossibilita' di mantenere il dominio e contemporaneamente modificare l'ideologia che ne ha dato base: al termine il dominio non e' piu' lo stesso ne' nei suoi soggetti, ne' nella sua ideologia, ne' nelle sue dimensioni geografiche.
Dunque, che i rinnovatori italiani dell'idea statuale ( benemerita se finalmente accede al piano della realta' fattuale modificando il peso dell'entita' 'stato' gravante indebitamente sui cittadini ) non puntino troppo sugli USA: potrebbero essere assorbiti anch'essi dal vortice dissolvitore che ne scaturira'.


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