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carbon free: l'obiettivo comune


paolodegregorio
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- Carbon free: l’obiettivo comune –
di Paolo De Gregorio, 9 giugno 2019

Alla prima rivoluzione industriale, nata in Inghilterra nel 1850, seguirono altre fasi di progresso tecnologico, che però continuarono ad avere nell’utilizzo di massa degli operai la loro struttura produttiva. Solo alla fine degli anni ’70 con la disponibilità di microprocessori e computer si crearono le condizioni per l’automazione e la robotica, che determinarono quella che, secondo me, è sostanzialmente la seconda rivoluzione industriale, la cui discontinuità con la prima è determinata dalla diminuzione del numero degli addetti alla produzione, fase nella quale siamo coinvolti tuttora.
E’ banale sostenerlo, ma questi eventi sono stati decisi e realizzati dal potere capitalista che continua tutt’oggi a muoversi nella direzione del profitto e non del bene comune.
Tutta l’economia mondiale si muove con questa logica: è guidata dal “pensiero unico”, dalla eterna crescita, dal profitto, dalla concorrenza, dall’automazione, dal consumismo, della globalizzazione.

Dopo 170 anni di “progresso” forse è il caso di elencare qualche problemino che quel tipo di sviluppo ha creato: riscaldamento globale dell’ecosistema dovuto alla combustione dei fossili (carbone, petrolio, gas) per produrre energia, con conseguenti fenomeni di scioglimento dei ghiacciai, aumento del livello dei mari, fenomeni di cambiamento del clima con eventi estremi sia di siccità che di freddo, desertificazione che avanza in molti paesi, inquinamento incredibile di plastica in tutti i mari, che, accompagnato dall’inquinamento chimico, fa diminuire il patrimonio ittico e lo rende pericoloso per il consumo umano.
L’aria, l’acqua, la terra sono anche esse profondamente inquinate, le polveri sottili emesse dalle auto sono causa di malattie dell’apparato respiratorio, i cibi sono pieni di veleni chimici e tutto ciò che mandiamo in atmosfera ricade giù con le piogge che inquinano anche ciò che viene coltivato con metodi biologici.

Le cose sono arrivate ad un punto di non ritorno, con la possibilità di creare tragedie globali, ma solo gli scienziati ed i giovani e giovanissimi di tutto il mondo si sono accorti che non c’è futuro se si continua a bruciare fossili.
La “decarbonizzazione” dell’economia mondiale con le rinnovabili, ossia lasciare carbone, petrolio, gas sotto terra e quindi passare alla terza o quarta rivoluzione industriale, sarebbe la prima rivoluzione contro gli interessi dei grandi gruppi capitalistici multinazionali, che vogliono continuare a distruggere l’ecosistema badando solo ai propri interessi, deridendo e calunniando chiunque si opponga.
Per la prima volta nella storia i giovani di tutto il mondo sono uniti da un obiettivo comune, al di là di divisioni etniche, religiose, politiche, che è quello di garantirsi il futuro nel passaggio rivoluzionario dai fossili alle rinnovabili.
Greta Thunberg ha fatto da detonatore ad una emergenza ambientale, che da 30 anni viene denunciata inutilmente dagli scienziati (eccetto quelli a libro paga dai petrolieri) e viene seguita e ascoltata, in quanto i fenomeni causati dalla carbonizzazione si vedono e si sentono nella vita di ogni giorno, e i giovani sanno che la posta in gioco è la loro salute e la loro esistenza, perciò sarà ben difficile fermarli o imbrogliarli.
Da questa nuova cultura e dalle lotte che ne seguiranno, nascerà una nuova classe dirigente che dovrà diventare politica perché la vecchia politica è quella che non ha mosso un dito contro gli inquinatori ed è complice del disastro.
Paolo De Gregorio


Citazione
tamerlano
Estimable Member
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Post: 198
 

La vostra casa sta bruciando, morirete tutti.


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marcopa
Illustrious Member
Registrato: 2 anni fa
Post: 8313
 

“Ragazzi irresponsabili”
Storie di ragazzi italiani che vogliono salvare il mondo

Sono iniziate le riprese del film su Fridays for Future Italia. Per conoscere più da vicino la green generation italiana che, stufa di aspettare che i “ragazzi irresponsabili” crescano, è già cresciuta più di loro e ha cominciato ad assumersi le proprie responsabilità.

Chi sono i ragazzi che in Italia seguono l'esempio di Greta Thunberg e organizzano gli scioperi della scuola per il clima? Quali sono i valori che li smuovono, i loro obiettivi, le loro contraddizioni? Dove possono arrivare? Con quali forme e azioni?

Italia Che Cambia lo sta scoprendo seguendo alcuni di loro, per un documentario dal titolo provocatorio diviso in più capitoli ambientati in diverse città.

GUARDA IL TRAILER DEL FILM:
https://www.youtube.com/watch?v=GPgbxWz538o

È partito il crowdfunding per la realizzazione di un vero e proprio lungometraggio sui giovani attivisti di Fridays for Future Italia, diretto da Ezio Maisto e promosso da Italia Che Cambia, progetto giornalistico nato per raccontare e mettere in rete le realtà virtuose italiane, in collaborazione con Baburka, una cooperativa di produzione cinematografica indipendente di Roma composta da giovani under 35 che ha sposato l’idea e messo a disposizione mezzi e professionisti per realizzare le prime riprese.

Ad oggi le riprese del primo episodio sono già state completate in Friuli Venezia Giulia e sono in fase di montaggio. Sono ora necessari i fondi per girare gli altri episodi – l’ultimo dei quali ambientato a settembre a Napoli, in occasione dell’assemblea costitutiva del movimento Fridays For Future Italia -, per la post-produzione e la distribuzione attraverso web, sale e festival.

Spiega Ezio Maisto, il regista del documentario: “I protagonisti degli altri episodi del film e le città nei quali saranno ambientati sono tuttora in fase di selezione. Ma qualche certezza possiamo già metterla per iscritto: il nostro progetto è e resterà indipendente, a basso costo e con il minor impatto ambientale possibile. Soprattutto, non ci impegniamo a 'dimostrare', ma solo a 'mostrare', com’è da sempre nel nostro stile.

Vi faremo conoscere più da vicino la green generation italiana che, stufa di aspettare che i “ragazzi irresponsabili” crescano, è già cresciuta più di loro e ha cominciato ad assumersi le proprie responsabilità”.

“Ragazzi irresponsabili” (sottotitolo “Storie di ragazzi italiani che vogliono salvare il mondo”) è un titolo provvisorio e volutamente provocatorio. Richiama, infatti, la dura accusa rivolta dalla giovane attivista svedese che ha dato vita al movimento internazionale Fridays for Future ai politici che gremivano il Parlamento Europeo durante il suo discorso a Bruxelles, per l’immobilismo mostrato nelle azioni volte a contrastare i cambiamenti climatici e l’inquinamento del pianeta.

“Non potete star lì con le mani in mano aspettando che la speranza arrivi. Vi state comportando da ragazzi irresponsabili” (Greta Thunberg ai membri del Parlamento Europeo, Bruxelles 16 aprile 2019).

L'impegno di Italia che Cambia verso Fridays for Future
Dall'intervento di Greta Thunberg alla Cop24 nel dicembre 2018 fino a maggio 2019, Italia Che Cambia ha pubblicato più di 100 post sui suoi canali social e più di 20 articoli e video e video riguardanti i Fridays For Future, coprendo non soltanto gli scioperi globali del 15 marzo e del 24 maggio, ma anche la visita di Greta a Roma, l'assemblea nazionale di Milano e l'attività quotidiana di diversi gruppi locali di FFF, incluse le azioni intraprese nei territori dagli attivisti.
Italia Che Cambia è stata poi la prima testata in Italia a riferire dei 60 giovani strikers che hanno occupato il Parlamento Europeo a Bruxelles il weekend delle elezioni.
Soprattutto, non abbiamo intenzione di fermarci! È per questo che abbiamo deciso di fare questo film. È per questo che ora abbiamo bisogno del tuo aiuto.

A proposito di Italia che Cambia
Italia Che Cambia è un giornale che racconta e connette quel pezzo di paese che di fronte a un problema si attiva per cambiare concretamente le cose, senza delegare o aspettare che qualcuno lo faccia al suo posto.
Nel suo “Moltitudine inarrestabile” Paul Hawken dice che “siamo già maggioranza, ma non lo sappiamo; pensiamo di essere soli e sole, isolati e isolate, strani, e invece siamo parte di un grande movimento mondiale. Un movimento silenzioso e frammentato che però è pronto a emergere e mostrarsi in tutte le sue sfaccettature”.
L'obiettivo di Italia Che Cambia è far emergere questa moltitudine e contribuire alla costruzione di un nuovo paradigma culturale che metta al centro la demercificazione della realtà, le relazioni umane, la facilitazione, i processi non giudicanti, la sostenibilità umana, ambientale, economica e sociale.

Il regista
Ezio Maisto è uno sceneggiatore tre volte finalista al Premio Solinas, regista e giornalista di Italia che Cambia da sempre sensibile alle tematiche ambientali. Fra i suoi lavori, premiati in più di 30 festival, il cortometraggio Vistamare, girato nel più grande insediamento abusivo d'Europa e presentato in concorso al Giffoni Experience, la più importante rassegna di cinema per ragazzi del mondo.

Per maggiori informazioni e per contribuire al crowdfunding:
https://it.ulule.com/fff-italia/

Contatti:
[email protected]


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