Caso Endemol e cris...
 
Notifiche
Cancella tutti

Caso Endemol e crisi della RAI


paolodegregorio
Noble Member
Registrato: 3 anni fa
Post: 1630
Topic starter  

Non si capisce proprio perché una mega-struttura con migliaia di dipendenti come la RAI senta il bisogno di acquistare costosi brevetti (Endemol) per format di intrattenimento,rincorrendo la TV commerciale in una corsa verso il basso,accettando la colonizzazione culturale del pensiero unico.

Proprio come Mac Donald’s,che impone un tipo di alimentazione sballato ed estraneo alla cultura alimentare dei paesi invasi dal re degli hamburger, la Endemol si propone come fornitrice di polpettoni di intrattenimento buoni per tutti, sommando ai profitti la omologazione culturale, tanto necessaria alla globalizzazione del pensiero e dei consumi.

Il fatto che la Rai acquisti questi “format” e d’ora in poi dovrebbe farlo foraggiando direttamente Mediaset (che è la nuova proprietaria di Endemol), segna una crisi di identità e soprattutto la crisi del ruolo di SERVIZIO PUBBLICO, che da tempo è degenerato in SERVIZIO AI PARTITI POLITICI con la feroce spartizione di direttori, capi struttura,consiglieri di amministrazione, tutti di nomina politica e non per capacità, e ulteriormente modificata geneticamente in quanto non produce in proprio i programmi di interesse generale, ma si fa risucchiare in una concorrenza con la TV privata per rimbambire e omologare i cittadini con isole dei famosi e grandi fratelli.
Da tempo sostengo che la RAI, in quanto realizzata con denaro pubblico, e finanziata annualmente dal canone, è di proprietà dei cittadini. Deve ottenere lo “status” di “public company” e il direttore generale, con il potere di nominare il consiglio di amministrazione, deve essere eletto ogni 5 anni, in concomitanza con le elezioni politiche, dai cittadini con bollettino del canone pagato alla mano.

Tutto questo deve avvenire con la stessa tempistica delle elezioni politiche, con tanto di campagna e primarie, affinché i cittadini decidano il nome e il programma più vicino alle loro esigenze, ma con il limite che questo forte potere decisionale possa durare solo una legislatura e quindi non rieleggibile.
Bisogna passare dalla dittatura autoreferenziale dei partiti, che godono tutti della massima visibilità elettorale controllando la RAI, alla democrazia dei cittadini, i veri azionisti RAI, che sceglieranno chi considerano il miglior rappresentante della loro visibilità e dei loro problemi.

Berlusconi si è messo sotto i piedi la democrazia acquisendo una enorme visibilità grazie all’uso spregiudicato delle sue Tv, dei suoi giornali, delle sue case editrici, calpestando ogni elementare “par condicio” con i suoi avversari, complice una sinistra senza identità che non è stata capace di porre in modo serio la ineleggibilità di chi parte così enormemente avvantaggiato rispetto agli altri.
Portare la RAI a difendere e rappresentare i cittadini azionisti, è banalmente ciò che è dovuto ai legittimi proprietari, e l’attuale situazione è uno scippo partitocratrico, uno spreco di denaro, una omologazione sulla Tv commerciale, una spartizione di sottogoverno di posti e favoritismi.

Varrebbe la pena che le forze antagoniste mettessero in piedi una campagna di rivendicazione e di lotta in questa direzione, senza se e senza ma, da condurre tenacemente fino alla vittoria!
Grillo e Dario Fo potrebbero essere i padri nobili di questa iniziativa e proporre un “MANIFESTO” in questo senso.
Ricordiamo che il partito radicale, con l’1% dei voti, su temi assai più impegnativi e contrastati (divorzio e aborto) portò vittoriosamente a casa le leggi che li regolano.

Paolo De Gregorio
16.05.07


Citazione
Condividi: