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Chossudovsky - La “guerra senza confini” di Obama


Tao
 Tao
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Quando la guerra diventa pace,

Quando le idee e i fatti vengono capovolti,

Quando la finzione diventa realtà e la realtà diventa finzione,

Quando un programma di militarizzazione globale viene spacciato per azione umanitaria,

Quando le stragi di civili innocenti vengono definite “danni collaterali”,

Quando coloro che resistono alle invasioni della loro patria da parte dell’alleanza USA-NATO vengono definiti “insorti” o “terroristi”,

Quando una guerra nucleare preventiva viene spacciata per autodifesa,

Quando sofisticati sistemi di “ interrogatorio” e di tortura vengono utilizzati abitualmente per “proteggere le operazioni di pace”,

Quando le armi tattiche nucleari vengono pubblicizzate dal Pentagono come “sicure per la popolazione civile circostante”,

Quando i tre quarti delle tasse federali degli Stati Uniti vengono spesi per finanziare quella che viene eufemisticamente definita “difesa nazionale”,

Quando il Comandante in Capo della maggiore forza militare al mondo viene presentato come portatore di pace,

Quando le bugie diventano verità.

Ci troviamo al crocevia di una delle maggiori crisi della storia moderna. I rapporti con la NATO e Israele hanno gettato gli Stati Uniti in un’avventura militare globale, che minaccia, letteralmente, il futuro dell’umanità. In questa cruciale congiuntura storica, la decisione della commissione norvegese, di assegnare il Nobel per la Pace al Presidente e Comandante in Capo Barack Obama, rappresenta l’ennesimo esempio di propaganda e di demistificazione della realtà, che da tempo sostengono il “Programma di Guerra” del Pentagono: una “guerra senza confini”, nel vero senso del termine, caratterizzata dal dispiegamento mondiale delle forze armate statunitensi.

Tralasciando la retorica diplomatica, non esiste alcun cambiamento rispetto alla politica estera di George W. Bush, tale da giustificare l’assegnazione del Nobel per la Pace a Obama; anzi, semmai è vero l’esatto contrario. Il piano militare di Obama ha il fine di estendere la guerre verso nuove frontiere. Grazie a una nuova squadra di consiglieri militari e di politica estera, il piano di guerra di Obama sta ottenendo il risultato di aumentare l’escalation militare nel mondo; molto più di quanto non fossero riusciti a fare i Neocon.

Fin dalle primissime mosse dell’amministrazione Obama, questo progetto di militarizzazione globale è diventato sempre più pervasivo, in seguito al rafforzamento della presenza militare statunitense in tutte le principali regioni del pianeta, e allo sviluppo senza precedenti di avanzatissimi sistemi di armamenti.

Assegnare il Nobel per la Pace a Obama significa legittimare le sue pratiche militari illegali; le sue occupazioni di altri paesi; e le sue continue stragi di civili innocenti, compiute in nome della “democrazia”.

Sia le iniziative della NATO, che quelle dell’amministrazione Obama, stanno direttamente minacciando la Russia, la Cina e l’Iran. Sotto la guida di Obama, gli Stati Uniti stanno sviluppando il “primo sistema di scudo missilistico per un attacco globale”:

« Insieme alle armi spaziali, l’Airborne Laser rappresenta la prossima frontiera nel settore della difesa…Finora, mai il sogno di Ronald Reagan, di creare un sistema missilistico difensivo multiplo- la Guerra Spaziale, per capirci- , è stato così vicino all’avverarsi, almeno da un punto di visto tecnologico».

Reagendo a questo consolidamento, rafforzamento e aumento del potenziale missilistico nucleare statunitense, l’11 agosto scorso, il Comandante in Capo dell’aeronautica militare russa, Alexander Zelin, riguardo alla minaccia rappresentata dall’espandersi del sistema statunitense su tutto lo spazio della sua nazione, ha affermato che « l’aeronautica militare russa si sta preparando ad affrontare tale minaccia, rappresentata dalla creazione del Comando di Attacco Globale, da parte dell’aeronautica militare degli Stati Uniti» e che la Russia sta sviluppando «un adeguato sistema difensivo per rispondere a tale minaccia, che è destinata ad aumentare nel tempo».

Fin dai tempi della crisi missilistica di Cuba, il mondo non era mai stato tanto vicino all’impensabile: lo scoppio della Terza Guerra Mondiale, un conflitto in cui sarebbero state utilizzate anche le armi nucleari.

Il cosiddetto scudo missilistico, o progetto Guerre Stellari, comprende, per la prima volta, l’utilizzo di armi nucleari, e ora copre diverse zone del mondo. Tale sistema è per la sua maggior parte orientato contro la Russia, la Cina, l’Iran e la Corea del Nord.

Nuove basi militari statunitensi sono state aperte, allo scopo di ampliare la zona di mondo sotto l’influenza degli Stati Uniti, finendo col circondare la Russia e la Cina.

Si sta assistendo a una escalation dei conflitti in Medio Oriente e in Asia Centrale. Il “budget per la difesa”, durante l’amministrazione Obama, è paurosamente aumentato, in seguito ai nuovi finanziamenti per l’Afghanistan e per l’Iraq.

Seguendo gli ordini del Presidente Obama, in qualità di Comandante in Capo, il Pakistan è ora diventato l’obiettivo primario di costanti bombardamenti statunitensi, violandone la sovranità nazionale, con la giustificazione della “guerra globale al terrorismo”.

Si sta procedendo alla costruzione di nuove basi militari statunitensi in America Latina, come quelle in Colombia, situate al confine con il Venezuela.

Sono aumentati gli aiuti militari a Israele. La presidenza Obama ha più volte manifestato il suo totale appoggio a Israele e al suo esercito. Obama è rimasto impassibile di fronte alle atrocità commessa da Israele a Gaza. Non c’è traccia di nuovi negoziati Israelo-Palestinesi.

Si è assistito a un rafforzamento dei comandi di zona, come l’AFRICOM e il SOUTHCOM.

Si sono effettuate nuove minacce all’Iran.

Gli Stati Uniti sono impegnati a fomentare nuove divisioni tra India e Pakistan, cosa che potrebbe degenerare in un conflitto in quell’area, oltre che utilizzare il potenziale nucleare indiano, come minaccia verso la Cina.

La natura diabolica di questo progetto militare è stata esplicata nel “Progetto 2000 per un Nuovo Secolo Americano” (PNAC), i cui obiettivi dichiarati erano:

difendere il territorio americano;

combattere, e riportare vittorie definitive, nei principali teatri di guerra;

risolvere i “problemi” di sicurezza, connessi col compito di stabilire la sicurezza nelle zone critiche;

trasformare le forze armate statunitensi, per sfruttare le “rivoluzioni nelle pratiche di guerra”.

Le “rivoluzioni nelle pratiche di guerra” fanno riferimento allo sviluppo di avanzati sistemi di armamenti nucleari. La militarizzazione dello spazio, avanzate armi chimiche e batteriologiche, sofisticati missili a guida laser, bombe anti-bunker, per non parlare del “Programma per la Guerra Climatica” dell’aeronautica militare statunitense (HAARP), con base a Gokona, in Alaska, fanno tutti parte dell’ “arsenale umanitario” di Obama.

Guerra alla verità

E’ in atto una guerra alla verità. Quando la guerra diventa pace, il mondo si è capovolto. L’analisi della realtà non è più possibile. Emerge un sistema inquisitorio. Una precisa comprensione dei fatti sociali e politici viene sostituita da una lettura fantasiosa del mondo, dove operano gli “agenti del male”. Il vero obiettivo della “guerra globale al terrorismo”, che è stata sposata in pieno dell’amministrazione Obama, è stato tenuto nascosto da una campagna mediatica mondiale contro le eresie. Agli occhi dell’opinione pubblica, possedere una “giu
sta causa” è fondamentale per dichiarare una guerra, la quale è considerata “giusta” se basata su motivazioni morali, religiose o etiche; nel qual caso si ottiene il consenso alla sua dichiarazione. In queste situazioni, le persone non sono più in grado di pensare autonomamente; ma, accettano l’autorità e la volontà dell’ordine costituito. La commissione per il Nobel ha dichiarato che il Presidente Obama «ha fornito al mondo una speranza per un futuro migliore»; quindi, il premio gli viene assegnato per i «suoi straordinari sforzi volti a rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli. Il Comitato ha dato la massima importanza alla visione di Obama per un mondo senza armi nucleari»…La sua diplomazia si fonda sull’idea che coloro che guidano il mondo, devono imporre i modelli e i valori condivisi dalla maggioranza della sua popolazione.

Assegnare un “premio per la pace” al Presidente Barack Obama è parte integrante del programma di propaganda del Pentagono, il quale ha lo scopo di fornire una maschera umanitaria agli invasori, e, al contempo, demonizzare tutti coloro che si oppongono agli interventi militari degli Stati Uniti.

Senza alcun dubbio, la decisione di assegnare il Nobel a Obama è stata concertata col comitato norvegese, dai più alti livelli del governo di Washington, in virtù delle sue importanti implicazioni.

Inequivocabilmente ha lo scopo di fornire una “giusta causa” alle guerre degli Stati Uniti, e, così facendo, di giustificare i crimini di guerra commessi sia durante l’amministrazione Bush che quella di Obama.

Propaganda di guerra: Jus ad bellum

La teoria della “giusta causa” serve a camuffare la vera natura della politica estera degli Stati Uniti, e nel frattempo, fornisce un volto umano agli invasori. Sia nella versione classica, che in quella contemporanea, la teoria della “guerra giusta” presenta i conflitti come “operazioni umanitarie”. Si afferma che gli interventi militari avvengono per motivi etici o morali, contro gli “insorti”, i “terroristi”, i “elementi minacciosi” o gli “stati canaglia”.

La “guerra giusta” è stata eletta, dal comitato per il Nobel, a strumento di pace, e Obama la impersona in pieno.

Attraverso le accademie militari, una versione moderna della teoria della “guerra giusta” è entrata a far parte della dottrina delle forze armate statunitensi. La “guerra al terrorismo” e la nozione di “preventiva” vengono predicate come tecniche di “auto-difesa”. Esse definiscono « quando è lecito muovere guerra»: lo jus ad bellum.

Lo jus ad bellum viene utilizzato per costruire il consenso all’interno delle strutture di comando delle forze armate; inoltre, serve a convincere le truppe di stare combattendo per una “giusta causa”. Più in generale, la teoria della “guerra giusta”, nella sua versione moderna, fa parte integrante della propaganda di guerra e della disinformazione mediatica, attuate allo scopo di ottenere il consenso pubblico ai programmi di guerra. Sotto la guida di Obama, insignito del Nobel per la Pace, la “guerra giusta” è diventata universalmente accettata, all’interno della cosiddetta “comunità internazionale”.

L’obiettivo finale è quello di sottomettere i cittadini; depoliticizzare la vita sociale in America; prevenire il fatto che la gente possa pensare e farsi un’idea propria della realtà, analizzare i fatti e contestare la legittimità della guerra promossa dall’asse Stati Uniti-NATO.

La guerra è diventata pace, in quanto mossa per “fini umanitari”; nel frattempo, il dissenso pacifista è diventato un’eresia.

Escalation militare dal volto umano. La commissione per il Nobel da “luce verde”

Cosa più significativa, l’assegnazione del Nobel per la Pace legittima l’ escalation senza precedenti delle operazioni militari a guida USA-NATO, mosse sotto l’insegna del “portare la pace”; inoltre, contribuisce a mistificare la natura del loro programma di guerra.

Tra i 40.000 e i 60.000 militari statunitensi, e dei loro alleati, sono stati inviati in Afghanistan, con tale scusa. L’ 8 ottobre scorso, il giorno prima della decisione della commissione per il Nobel, il Congresso degli Stati Uniti ha accordato a Obama 680 miliardi di dollari per la difesa, che sono serviti a finanziare l’escalation militare:

«Washington e i suoi alleati della NATO stanno pianificando un aumento senza precedenti di truppe per la guerra in Afghanistan, in aggiunta ai 17.000 nuovi soldati americani, e diverse migliaia di elementi della NATO, che sono già stati impiegati in questo conflitto, quest’anno».

La cifra totale, basata su una relazione non ancora approvata dal comandante, sia delle truppe USA che di quelle NATO, Stanley McChrystal, stilata su richiesta diretta della Casa Bianca, va dalle 10.000 alle 45.000 unità. Fox News ha riferito di un massimo di 45.000 soldati statunitensi, e la ABC News parla di 40.000. Il 15 settembre il Christian Science Monitor parlava di «forse circa 45.000 unità».

La somiglianza di queste stime indica che il numero sia stato concordato con gli ubbidienti media americani, allo scopo di preparare il pubblico alla più massiccia presenza di forze armate stranieri in Afghanistan, nella storia di quel paese. Solo 7 anni fa, gli Stati Uniti avevano 7.000 unità nel paese; mentre al momento, è programmato di portarne 68.000 entro il prossimo dicembre, secondo gli ultimi calcoli delle stime sulle forze di terra.

Nella prossimità delle ore della decisione della commissione norvegese per il Nobel, Obama ha tenuto una riunione col Consiglio di Guerra, o forse dovremmo chiamarlo “Consiglio di Pace”, organizzata appositamente per far coincidere i due avvenimenti. Questo meeting fondamentale, svoltosi nella “Situation Room” della Casa Bianca, ha visto tra i protagonisti il Vice-Presidente Joe Biden, il Segretario di Stato Hillary Clinton, il Ministro della Difesa Robert Gates, e i principali consiglieri politici e militari. Il Generale Stanley McChrystal ha partecipato in videoconferenza da Kabul, offrendo al Comandante in Capo «diverse opzioni alternative», «comprese un’aggiunta ulteriore di 60.000 soldati». Questa cifra è stata riportata da un articolo del Wall Street Journal, frutto di una fuga di notizie.

«Il Presidente ha avuto una lunga discussione circa la sicurezza e le sfide politiche in Afghanistan, oltre che sulle opzioni per impostare la strategia per il futuro», ha riferito un membro dell’amministrazione statunitense.

Comportandosi così, la commissione per il Nobel ha dato la “luce verde” alla strategia di Obama. La riunione del 9 ottobre nella Situation Room ha gettato le basi per la futura escalation del conflitto, mascherandola sotto la controinsurrezione e la costruzione della democrazia. Nel frattempo, nel corso degli ultimi mesi, le forze armate degli Stati Uniti hanno aumentato i bombardamenti sui villaggi delle zone tribali nel Nord del Pakistan, con la scusa di combattere Al Qaeda.

Versione originale:

Michel Chossudovsky
Fonte: www.globalresearch.ca
Link: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=15622
11.10.2009

Versione italiana:

Fonte: http://anchesetuttinoino.splinder.com/
Link: http://anchesetuttinoino.splinder.com/post/21507683/OBAMA+E+IL+PREMIO+NOBEL
15.10.2009

Traduzione a cura di MANUEL ZANARINI


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valis
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LA GUERRA E' PACE => Fatto!
LA LIBERTA' E' SCHIAVITU' => Calma che ci arriviamo!
L'IGNORANZA E' FORZA => Fatto!


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