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Democrazia

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Tonguessy
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http://www.appelloalpopolo.it/?p=2499

Troppo spesso si parla di democrazia come valore assoluto, come bene inalienabile dell’uomo moderno, ma quasi sempre ci si dimentica cosa la democrazia abbia significato e significhi tuttora.

Nella realtà la Democrazia (Demos=Popolo e Kratos=Governo) è stato (e rimane) il modo migliore per mettere gli imprenditori al potere. Nell’antica Grecia (culla della nostra “Civiltà”) chi lavorava erano gli schiavi ed il loro lavoro permetteva ai padroni di godersi le giornate, magari con qualche fanciullo (oggi si chiamerebbe pedofilia omosessuale).

Nella tanto acclamata democrazia ateniese del periodo classico (V-IV sec AC) solo i padroni potevano partecipare attivamente alla ecclesia (l’assemblea con poteri legislativi e giudiziari). Erano escluse le donne, i meteci (gli stranieri residenti) e, ovviamente, gli schiavi. Addirittura chi non aveva entrambi i genitori ateniesi non poteva parteciparvi.

In quel periodo la popolazione di Atene si aggirava intorno alle 500.000 persone; di queste, circa 300.000 sono schiavi. Se togliamo i 70.000 meteci restano 130.000 persone, tra maggiorenni e minorenni, uomini e donne. Queste ultime non avevano diritto di voto, e rimaniamo a quota 65.000. Quanti saranno stati i minorenni? Facciamo il 20%? Restano quindi all’incirca 50.000 persone che si fregiano del titolo di Demos (popolo), pur essendo il 10% della popolazione. Cioè la parte ricca e maschile della società. [1][2]

Cominciamo bene…..

Nel 411 AC Atene fu governata dal regime oligarchico dei Quattrocento. Ora è pur sempre vero che 400 son ben di meno rispetto a 50.000. Ma di questi 50.000 chi si dedicava attivamente alla politica era una stretta minoranza. Quindi le persone che governavano Atene erano sostanzialmente uguali: che si trattasse di oligarchia o di democrazia non c’era una grande differenza numerica. Resta da comprendere il motivo per cui si fosse chiamato “popolo” il 10% degli abitanti. Bisognerebbe conseguentemente capire quale nome affibbiare al restante 90%. E capire anche cosa si intendesse per oligarchia.

Sicuramente oligarchia e democrazia non avevano il significato numerico che usiamo oggi.

Facciamo un passo indietro: prima che venisse introdotta la democrazia esisteva in Grecia la cultura Micenea (costituita da una quantità di piccoli o piccolissimi stati) dove il re patriarca (wanax) condivideva la vità quotidiana e l’attività dei sudditi (agricoltura, pastorizia, artigianato). Non è esattamente l’idea attuale che abbiamo di un Re. Non aveva vita facile, continuamente minacciato com’era dall’aristocrazia fondiaria che voleva scalzarlo tramite congiure di palazzo oppure fomentando il malcontento popolare.

Per impedire rivolte popolari, il re manteneva un rapporto diretto con il popolo e schiavi, agricoltori, allevatori e artigiani avevano un grado di libertà superiore rispetto ad altre civiltà contemporanee.

Nel corso del VIII secolo AC in quasi tutti gli stati greci i poteri del sovrano miceneo passarono progressivamente nelle mani dei capi delle famiglie nobili che si spartirono le competenze e le funzioni del monarca e gli insediamenti urbani rinnovati assunsero il nome di Polis.

Il latifondo che dava sostentamento all’organizzazione politica degli aristocratici era però una risorsa statica, spesso limitata. Ecco quindi nascere una nuova classe sociale che fa affidamento non più sull’agricoltura ma sul commercio. E’ il periodo delle colonie greche. A rendere ancor più agevoli i commerci fu l’introduzione della moneta come mezzo di scambio.

Il conflitto di classe tra l’aristocrazia e le classi emergenti di commercianti e artigiani portò in quasi tutte le Polis nel VII-VI secolo alla creazione delle tirannidi.

I tiranni erano in genere nobili passati dalla parte del popolo. Furono generalmente favorevoli alle istanze di quest’ultimo e cercarono di conquistarne il favore con la distribuzione di terre ai contadini e con politiche favorevoli ai commercianti e agli imprenditori marittimi. Cioè quel 10% di cui si parlava sopra.

Nonostante la politica positiva dei tiranni, questi non resistettero a lungo, presto sostituiti dal governo diretto del Demos, il popolo del 10% di padroni che aveva preso coscienza del proprio potere. E che ne reclamava la gestione.

Pisistrato ad esempio instaurò un governo buono, ma le classi medie emergenti volevano più potere. Segui così un periodo di guerre civili che portò infine al potere Clistene, il vero fondatore della democrazia ateniese.[3]

Arrivò successivamente Pericle che governò Atene sfruttando la sua grande popolarità e ricoprendo numerose volte la carica di stratega (dal 443 al 430 ininterrottamente). Formulò proposte di legge riguardanti l’ecclesia, il diritto di decidere il destino di Atene, senza limiti se non quelli che imponeva lei stessa.

Pericle riteneva che la democrazia fosse la forma più evoluta di governo e fu sotto la sua democrazia che si svilupparono le figure del Demagogos (capopopolo) e del Rhetor, ovvero il politico professionista formatisi presso le scuole di retorica. Fu lui a far approvare una legge che istituì la mistoforia, cioè il pagamento di un’indennità giornaliera a coloro che ricoprivano cariche pubbliche.

Nella sua ottica la democrazia e l’economia di mercato rappresentavano le due facce della stessa medaglia.[4]

A quell’epoca un’autentica novità.

Ricorda molto da vicino la storia di Zhu Di ed il suo tentativo di far avvicinare al potere la classe borghese. Invece le cose in Cina andarono diversamente, come spiegato nel mio articolo “Nobiltà o Borghesia?”[5]

Questo è un aspetto ricorrente della borghesia di qualsiasi tempo e latitudine: dove si sviluppa la classe borghese cresce il mercato e l’aristocrazia viene messa ai margini del potere. Succede nell’Europa del XV secolo come in America del nord del XVIII secolo o nella Atene del V secolo AC (in Cina i mandarini la scamparono per un pelo, come abbiamo già detto).

Ed infatti nella Grecia antica si passò dal regime monarchico alla repubblica aristocratica che durò finchè il ceto borghese, arricchitosi grazie ai commerci, cominciò ad avanzare pretese di partecipazione politica.

A tale scopo fu introdotta la democrazia.

[1] http://it.wikipedia.org/wiki/V_secolo_a.C.
[2] http://riassumendo.blogspot.com/2008/08/le-grandi-civilta-i-greci.html
[3] http://www.tuttitemi.altervista.org/Storia/StoriaA/StoriaAntica.htm
[5] http://www.appelloalpopolo.it/?p=2330
[4] http://ospitiweb.indire.it/~copc0001/demo/politica.html


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Anonymous
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il post si è dimenticato dell'evoluzione popolare della democrazia degli ultimi 200 anni con le rivendicazioni sociali delle masse che hanno dato il là allo Stato Social- Democratico e pluralista...insomma al post mancano gli ultimi 200 anni di storia della democrazia...e tende a spacciare lo stato vetero liberale, sostanzialmente oligarchico, per Stato Democratico sostanzialmente e modernamente inteso...il ragionamento sulla democrazia del post si regge sui criteri di ragionamento di pìù di 200 anni fa... una democrazia un po' demodè si potrebbe dire...chiamata democrazia ( anziché oligarchia...) per l'ignoraza del nuovo significato che è venuta ad assumere negli ultimi 200 anni...questo è ammissibile ( comprensibile...) per chi ha vissuto almeno fino a 100 anni fa...un po' meno comprensibile di questi anni...una concezione retrograda della democrazia quindi...un po' come qualcuno pretendesse di spiegarci compiutamente la fisica, fermandosi al 1900 senza tener conto delle teorie o meglio scoperte di Einstein o di altri eminenti fisici...


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alinaf
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Forse sarebbe stato meglio se la fisica e tutta la scienza si fosse fermata agli inizi del 1900 ed avesse cercato di evolvere per il bene e non per il male, partendo dalle scoperte di grandissime luci come Tesla. Invece la democrazia del 10% che inesorabilmente si sta avvicinando a percentuali ancora più piccole, ha preferito altrimenti per la sua sete di potere . Informarsi poi su Einstein...............non va bene avere lacune così grosse 😉


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Forse sarebbe stato meglio se la fisica e tutta la scienza si fosse fermata agli inizi del 1900 ed avesse cercato di evolvere per il bene e non per il male, partendo dalle scoperte di grandissime luci come Tesla. Invece la democrazia del 10% che inesorabilmente si sta avvicinando a percentuali ancora più piccole, ha preferito altrimenti per la sua sete di potere . Informarsi poi su Einstein...............non va bene avere lacune così grosse 😉

a me di Einstein interessa relativamente perciò mi informo il minimo indispensabile...tu che parli genericamente di una democrazia del 10% mi sembri parecchio disinformato proprio sulla democrazia, tema di questo post ,argomentato peraltro parzialmente e quindi in modo confuso... 🙄


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Storno
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Articolo molto interessante perché fa riflettere sulla definizione di popolo: si può parlare di democrazia se il suffragio non è universale, ad esempio perché le donne non hanno diritto di voto? [negli Stati Uniti, considerato un modello di democrazia, le donne lo hanno avuto nel 1920]

Sul concetto di democrazia, poi, ci sarebbero da fare molte altre considerazioni.
L'organizzazione politica degli Stati Uniti, dove da anni viene eletto il candidato che spende di più (e le cifre in gioco sono impressionanti) deve considerarsi democrazia o, come diceva "lui", plutocrazia?


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Articolo molto interessante perché fa riflettere sulla definizione di popolo: si può parlare di democrazia se il suffragio non è universale, ad esempio perché le donne non hanno diritto di voto? [negli Stati Uniti, considerato un modello di democrazia, le donne lo hanno avuto nel 1920]

Sul concetto di democrazia, poi, ci sarebbero da fare molte altre considerazioni.
L'organizzazione politica degli Stati Uniti, dove da anni viene eletto il candidato che spende di più (e le cifre in gioco sono impressionanti) deve considerarsi democrazia o, come diceva "lui", plutocrazia?

per capire cosa è uno stato anche dal punto di vista "tecnico" direi si deve vedere con che proporzione di voti si può governare rispetto agli aventi diritto...ma anche la popolazione in generale è un paramentro da prendere in considerazione...in italia per meccanismi tipo clausole di sbarramento e premio di maggioranza il quaranta % dei votanti ( non degli aventi diritto al voto...) può eleggere un governo che governa sulla nazione...rispetto alla popolazione totale, quel quaranta % di voti dei votanti appunto e non degli aventi diritto, potrà coincidere a meno del 30% dei cittadini...se il principio fondante a riguardo delle moderne democrazie è la decisione a maggioranza assoluta...già si capisce che siamo in un'oligarchia piuttosto che in una democrazia....tenendo conto poi che quella maggioranza relativa in parlamento decide con meccanismi essi stessi di maggioranza assoluta e relativa...in italia si potrebbe dire che siamo tecnicamente in una oligarchia... governo dei pochi sui molti...

...diciamo grazie alla legge elettorale "Porcata" distorsiva della democrazia...


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poiche il post si rifà a concetti di democrazia vecchi almeno di 200 anni contiene imprecisioni o semplificazioni anche grossolane...


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gelsomino
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Wiki, il mondo non è solo Come Don Chisciotte, perchè ogni tanto non vai a fare luuuuunghe passeggiate rigeneratrici ?
😯


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Wiki, il mondo non è solo Come Don Chisciotte, perchè ogni tanto non vai a fare luuuuunghe passeggiate rigeneratrici ?
😯

potremmo andarci insieme... 8)


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gelsomino
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Parliamone.


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Parliamone.

...ti amo parliamone... ..sono più abile io a sviare il discorso dal topic nevvero ?


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Tonguessy
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al post mancano gli ultimi 200 anni di storia della democrazia..

Avresti la cortesia di dirmi quale Stato a partire dal 1810 abbia effettivamente adottato la democrazia?

Grazie


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Anonymous
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al post mancano gli ultimi 200 anni di storia della democrazia..

Avresti la cortesia di dirmi quale Stato a partire dal 1810 abbia effettivamente adottato la democrazia?

Grazie

oh gli stati che più si sono avvicinati alla democrazia pluralista dal 1945 in poi sono: Svizzera, Svezia, Germania , Italia ( fino al 1990...pur con distorsioni mafiose e degli USA...),Austria, Olanda, Danimarca, Norvegia...che conosca...probabilmente anche l'Inghilterra nel passato recente...ah sopra mi sono sbagliato probabilmente quando faccio la cifra del 40% dei voti percepiti per avere il premio di maggioranza...il premio di maggioranza va alla coalizione che ha percepito la maggioranza relativa dei voti alle elezioni politiche...quindi potrebbe essere una percentuale ben al di sotto del 40% dei votanti...siamo in oligarchia...


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Tonguessy
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La Svizzera è il forziere d'Europa. Facile fare i democratici quando ci sono così tanti soldi che perfino i nazisti ti lasciano in pace. In Svezia c'è Jimmie Akesson. E via così. In Olanda ci ho abitato per un anno (1975) e ho trovato molto democratico lavorare in fabbrica. Tutta un'altra cosa rispetto all'Italia.

Il mio discorso era e rimane: dov'è che ci sarebbe una democrazia che non asseconda la borghesia? Dove starebbe la differenza tra le democrazie attuali tenute in piedi da industriali e banchieri e quel 10% delle elites ateniesi che si proclamavano "popolo"?


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