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e i BRICS diventa Global Majority


dana74
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posto qui e non in Notizie dal mondo perché non mi fa aggiungi argomento, o meglio se clicco torno indietro, tra l'altro l'elenco degli articoli non è aggiornato nonostante appaiono in home gli ultimi inseriti.

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e i BRICS diventa Global  Majority

Lavrov: Russia e Cina hanno una responsabilità speciale per il coordinamento della politica estera, principalmente presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, #BRICS, #SCO , #G20 , #APEC e altri formati multilaterali. I paesi a maggioranza globale hanno una percezione sempre più positiva del nostro impegno con i nostri amici cinesi. Il numero dei nostri alleati di opinione e dei paesi interessati alla cooperazione con i BRICS e la SCO è in costante espansione.

“Non meno di 59 nazioni – e continuano ad aumentare – intendono aderire non solo ai BRICS ma anche all’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) e all’Unione Economica dell’Eurasia (EAEU).

È successo al l Forum economico internazionale dei BRICS tenuto osi a i San Pietroburgo (SPIEF) perché nell’anno della presidenza russa. Nel silenzio assoluto dei media occidentali, vi hanno presenziato oltre 21.000 persone in rappresentanza di non meno di 139 nazioni che, fra l’altro, hanno firmato fra loro accordi economici del valore di 78 miliardi di dollari.

Putin vi ha tenuto un discorso estremamente dettagliato di un’ora sull’economia russa durante la sessione plenaria del forum.

Il punto chiave: mentre l’Occidente collettivo lanciava una guerra economica totale contro la Russia, lo Stato russo, sotto la guida di Putin, grazie alla guerra e alle sanzioni, ha addirittura ravvivato alcune potenzialità della sua economia produttiva, prima dormienti; ha per esempio acquisito la capacità di produzione autonoma di chips da35 mm – insomma la situazione e si posizionava come la quarta economia più grande del mondo per parità di potere d’acquisto (PPP).

https://sputnikglobe.com/20240531/russia-ranks-as-worlds-no4-biggest-economy-based-on-purchasing-power-parity-1118711623.html

Lo ha reso noto la Banca Mondialeeche nel 2021 la Russia rappresentava il 3,8% del PIL globale, superando il Giappone (3,7%) e la Germania (3,4%)

Ma non basta. Putin ha aggiunto: la Russia ha il potenziale per lanciare non meno di nove cambiamenti strutturali radicali – un ammodernamento a tutto campo che coinvolga la sfera federale, regionale e municipale.

Tutto è in gioco: dal commercio globale e dal mercato del lavoro alle piattaforme digitali, alle tecnologie moderne, al rafforzamento delle piccole e medie imprese e all’esplorazione del potenziale fenomenale ancora inutilizzato delle regioni russe.

Ciò che è stato reso perfettamente chiaro è come la Russia sia riuscita a riposizionarsi oltre ad eludere lo tsunami – illegittimo – delle sanzioni e a creare un sistema solido e diversificato, orientato al commercio globale – e completamente legato all’espansione dei BRICS. Gli stati amici della Russia rappresentano già i tre quarti del fatturato commerciale di Mosca.

https://www.maurizioblondet.it/wp-content/uploads/2024/06/220617140224-01-putin-spief-061722-4206782.jp g" alt="Putin claims Russia was 'forced' to invade Ukraine" width="1280" height="794" data-evernote-lazy-src="https://sp-ao.shortpixel.ai/client/to_auto,q_glossy,ret_img,w_1280/ https://www.maurizioblondet.it/wp-content/uploads/2024/06/220617140224-01-putin-spief-061722-4206782.jp g" />

L’enfasi di Putin sulla spinta accelerata della maggioranza globale a rafforzare la sovranità era direttamente collegata al fatto che l’Occidente collettivo faceva del suo meglio – anzi, del peggio – per minare la fiducia nelle proprie infrastrutture di pagamento.

Il che pone il tema se il dominio dell’ebraismo sull’Occidente, divenuto totale ed onnipervasivo, non sia la causa persino dell’arretramento scientifico e tecnologico che subisce l’Occidente stesso, l’Europa per prima come spregiato soggetto a Washington. Come l’Occidente ebraico riduce la sua “diplomazia” al bombardare e attaccare e sovvertire i popoli che crede inferiori invece che trattare e negoziare, raccogliendo fallimenti vergognosi (vedi houti), così non si può sviluppare scienza avanzata e tecnologia d’avanguardia né una vivace economia se nutre per i resto dell’umanità il disprezzo e l’odio che vediamo esprimere nudo a contro i civili di Gaza, e esplicito nel progetto di affamare ed espropriare le stesse popolazioni soggette occidentali, con vax letali, imposizione di insetti come cibo ed eliminazione degli allevamenti che nutrono quelli che loro- i giud- chiamano “bocche inutili” ed inquinanti.

La dittatura ebraica che fattore di arretramento e regresso: c’è da chiedersi se l’esperimento marista sovietico di np potesse avere successo, se non fosse stato giudeo bolscevismo, dove mezzo milione di agenti ebrei del Kgb, invece guadagnarsi il favore i ceti come coltivatori diretti e ufficiali zaristi, si sono dati al loro sterminio sistematico quanto frenetico, con milioni di colpi alla nuca e morti nel Gulag. Quanti inventori e imprenditori, o bravi operai , fecero mancare gli sterminatori al Sistema che comandavano : il risultato fu il fallimento e a forza delle inefficienze accumulate, carestie, crisi degli alloggi, mancanza di produttività..

Maurizio Blondet

https://www.maurizioblondet.it/e-i-brics-diventa-global-majority/

 


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dana74
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e da noi....

Chi c’è (e chi non c’è) al G7 italiano

la lista dei presenti è indicativa della qualità delle relazioni del G7

 Di 
 
 

Da domani sino al 15 giugno si terrà il G7 Italiano a Borgo Egnazia, in Puglia. Un’occasione in cui non solo si incontreranno i leader dei sette principali paesi occidentali, ma anche un momento in cui questi paesi incontrano e tessono relazioni con organizzazioni internazionali e con altri Paesi.

Per questo è importante sapere chi c’è e chi non c’è, perché fa comprendere quello che sta accadendo nel mondo

Iniziamo dalla lista di chi c’è, oltre ovviamente ai leader del G7.

Nazioni e organizzazioni internazionali:

· Algeria – Abdelmadjid Tebboune, Presidente
· Argentina – Javier Milei, Presidente
· Banca Africana di Sviluppo – Akinwumi Adesina, Presidente
· Banca Mondiale – Ajay Banga, Presidente
· Brasile – Luis Ignacio Lula da Silva, Presidente (Presidenza del G20)
· Emirati Arabi Uniti – Mohammed bin Zayed, Presidente
· Fondo Monetario Internazionale – Kristalina Georgieva, Direttore Operativo
· Giordania – Abdallah II, Re
· India – Narendra Modi, Primo ministro
· Kenya – William Ruto, Presidente
· Mauritania – Mohamed Ould Ghazouani, Presidente (Presidenza dell’Unione Africana)
· OCSE – Mathias Cormann, Segretario Generale
· ONU – Antònio Guterres, Segretario Generale
· Santa Sede – Papa Francesco
· Tunisia – Kaïs Saïed, Presidente
· Turchia – Recep Tayyip Erdoğan, Presidente

Chi Manca?

  • Cina. Mancano rappresentanti del governo cinese, a dimostrazione di un momento non facile di relazioni;
  • Sud Africa, che recentemente ha preso alcune posizioni non gradite agli USA su Israele;
  • Messico, in questo caso perché il presidente è stato appena eletto.
  • Tutto il Sud-Est asiatico, e questa è una mancanza grave, per un’area in rapida crescita demografica ed economica
  • Tutta l’Asia centrale, una sottovalutazione pericolosa.

Danto per scontata l’assenza dei paesi specificamente ostili, comunque ci sono dei grandi buchi, che vengono a indicare come il peso di questi meeting, spesso generatori di sole parole, sia in secco calo.  Per quanto riguarda i BRICS questi si rivelano, come diciamo da tempo, più un accordo economico che politico.

Però, almeno, si godranno la bella Puglia.

https://scenarieconomici.it/chi-ce-e-chi-non-ce-al-g7-italiano/

 
 
consiglio questo video di Nicolai Lilin (anche se trovo superlativo ogni video di Lilin)

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dana74
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e la ritorsione...

Gli USA impongono 300 nuove sanzioni alla Russia, nella speranza di danneggiare la guerra di Putin

Sinora le sanzioni non sono ancora riuscite a fermare il conflitto, e non sembra ci riusciranno in futuro

In vista dell’incontro di questa settimana con il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky al vertice del Gruppo dei 7 Paesi, l’Amministrazione Biden ha imposto 300 nuove sanzioni alla Russia, in un ulteriore tentativo di spremere le risorse finanziarie destinate al conflitto, mentre Mosca continua ad eludere le sanzioni, soprattutto attraverso la Cina.

Le sanzioni annunciate dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti mercoledì hanno aggiunto circa 300 nuove sanzioni a persone ed entità che aiutano il Cremlino a continuare la sua guerra contro l’Ucraina e che permettono di eludere le sanzioni.

“Stiamo aumentando il rischio per le istituzioni finanziarie che hanno a che fare con l’economia di guerra russa, eliminando i percorsi di evasione e riducendo la capacità della Russia di beneficiare dell’accesso alla tecnologia, alle attrezzature, al software e ai servizi IT stranieri”, ha dichiarato mercoledì il Segretario del Tesoro Janet Yellen in un comunicato.

La nuova serie di sanzioni del Dipartimento del Tesoro fornisce anche linee guida aggiornate per le organizzazioni finanziarie straniere che rischiano di essere coinvolte in casi di evasione delle sanzioni, mettendo in guardia dalle transazioni con filiali straniere di banche russe. Sono state aggiunte alla lista anche altre restrizioni relative alla consulenza informatica. Questa è la cosa che potrebbe veramente creare dei problemi a Mosca

All’inizio di questa settimana, Bloomberg ha riferito che una petroliera russa ha tentato di aggirare le sanzioni statunitensi trasferendo surrettiziamente il suo carico di petrolio su un’altra nave al largo di Singapore. Un sistema simile è utilizzato ora al largo delle coste mediterranee del Marocco.

All’inizio di quest’anno, gli Stati Uniti hanno sanzionato Sovcomflot e 14 singole petroliere per la loro partecipazione alle esportazioni di greggio russo nell’ambito del regime di price cap del G7.

Mercoledì, in concomitanza con l’annuncio di Washington di 300 nuove sanzioni su obiettivi russi, anche l’Unione Europea ha dichiarato di stare valutando sanzioni per Sovcomflot, il gigante russo delle spedizioni petrolifere che è stato centrale per le esportazioni di greggio della Russia dopo il price cap e le sanzioni UE/G7. L’azienda trasporta anche gas naturale liquefatto, secondo Bloomberg.

Nel febbraio di quest’anno, il Tesoro e lo Stato degli Stati Uniti hanno preso di mira Sovcomflot e più di una dozzina di navi cisterna collegate all’azienda statale russa, in una nuova ondata di sanzioni che ha colpito circa 500 entità.

https://scenarieconomici.it/gli-usa-impongono-300-nuove-sanzioni-alla-russia-nella-speranza-di-danneggiare-la-guerra-di-putin/


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