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Egoismo


Tonguessy
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http://www.appelloalpopolo.it/?p=4156

La migliore definizione di persona stupida che io conosca la fornisce Carlo M.Cipolla:
"una persona stupida e' una persona che causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per se', o addirittura subendo una perdita" [1]

Max Stirner, in tempi in cui l’omologazione liberale era appena abbozzata, ci fornisce il piu' potente antidoto per arrestare sul nascere la stupidita' di cui parla Cipolla: l'egoismo.
"Deciditi a non lasciare piu' vagare il diritto in liberta’: riconducilo alla sua origine, e te, ed esso diventera’ il tuo diritto, e giusto sara’ solo cio’ che ti andra' bene."
L'Unico (ovvero l'individuo) non puo' che essere genuinamente egoista per dare un senso proprio e non riflesso agli accadimenti esistenziali. Ogni interferenza ideologica non puo' che allontanare l'Unico dal suo vero obiettivo. Offrire la propria esistenza ad astrazioni umane come Dio, l'Uomo etc..non puo' che essere causa di confusione: tutto parte dall'Unico e all'Unico deve tornare. Ogni altra strada e' da evitare.

L'egoismo dev'essere corporeo, sensuale, ed ha il compito doloroso ed immane di rifiutare ogni trascendenza ed ideologia come materia tossica che inquina il vero Unico.
Chi trae vantaggi dalla propria posizione ideologica non e' il vero egoista, ma un egoista ideologico, cioe' tutt'altra persona. L'unico vantaggio del vero egoista sta nell'essere stato fedele a se' stesso, ovvero nel mettere a fuoco l'arte dell'impeccabilita'. Che poi e' il fulcro dell'insegnamento di Don Juan nei libri di Castaneda.

Raccogliendo in parte l'eredita' di Epicuro (che metteva in guardia ogni pensatore dall'affidarsi ciecamente ad un credo, in quanto la sensazione e non il ragionamento coglie la verita'), Stirner ci invita a disconoscere le sacre autorita' e ad osservarle dall'alto del nostro impeccabile egoismo, unico e sensato parametro di valutazione.

Mi fermo qui con la noiosa disamina per passare a parlare di un paio di casi che descrivono perfettamente cosa possa significare abbandonare l'impeccabilita' dell'egoista stirneriano per dare retta alla "convenienza" ideologica, finendo cosi' ad infoltire le fila di coloro che, cipollamente parlando, pianificano con scientifica pervicacia le proprie sofferenze mentre causano danni anche agli altri.

Guido Segre era il rampollo di una potente famiglia borghese ebraica che, giovanissimo, divento' il vicedirettore della FIAT. Come tale avrebbe potuto evitare il fronte della Grande Guerra. Invece alla fine del 1915 parti' come interventista volontario guadagnandosi fama ed onorificenze: promosso dapprima capitano e poi maggiore, venne insignito della croce di guerra e della medaglia d'argento al valor militare.
Appena il Partito Fascista si affaccio' sulla scena politica lui si iscrisse e successivamente, grazie anche all'amicizia personale con il duce, venne messo a capo dell'ACAI (Azienda Carboni Italiani), una specie di ENI di allora. Se ce ne fosse stato bisogno, a garantire la sua granitica fede fascista c'era anche Rino Alessi, amico d'infanzia del duce e direttore de Il Piccolo di Trieste, organo della federazione dei fasci. Grazie alla sua oculata amministrazione nel corso del triennio 35-38 l'estrazione del carbone passo' dalle 165 alle 465 tonnellate. Per aumentare ulteriormente tali numeri pianifico' la costruzione di Carbonia, edificata vicinissimo ai pozzi.

Purtroppo per lui nel 1938 venivano varate le leggi razziali. E Segre era ebreo. Ma era piu' che fiducioso che l'amicizia che lo legava al duce l'avrebbe fatto uscire indenne da quella caccia all'untore.
Mica tanto….Carbonia venne inaugurata solennemente nel dicembre del 1938 dal duce in persona. Mancava pero' il suo ideatore, Segre, che a seguito dell'applicazione delle leggi razziali era stato esautorato ed il suo posto a capo dell'ACAI era stato preso dall'avv. Vaselli. [2]

Segre non si capacita: com'e' possibile che io, fascista convinto, interventista, medaglia al valore, subisca quest'onta?

In breve tempo fu allontanato da tutte le cariche, dal prestigio e dal potere fino ad allora acquisito. Invano busso' alla porta di Mussolini, che non si fece piu' trovare. Invano si umilio' davanti al governo del regime fascista e ai suoi vari servitori, arrivando persino a rinunciare al suo cognome, stabilendo per via legale che i figli Etta e Carlo portassero quello della moglie, Melzi. Invano si affido' alle vecchie amicizie influenti come quella, inossidabile, con Rino Alessi. [3]

Nel '43 stava ancora chiedendo in giro di essere spedito al fronte come soldato semplice (onorificenze e gradi militari gli erano stati tolti): voleva ancora essere di aiuto alla causa fascista. Nel tentativo di farsi "arianizzare" ando', con documenti e nomi falsi, in pellegrinaggio a Roma dove per poco non veniva arrestato dalla Gestapo. Trovo' rifugio in Vaticano dove si dice sia morto di infarto quando, poche settimane prima della Liberazione della capitale, le SS bussarono alla porta del convento dove era ospitato chiedendo di lui. Era gia' da qualche tempo ammalato di angina pectoris a seguito delle enormi tensioni che la sua ideologia messa a confronto con la nuda realta' gli aveva causato.

Nelle parole di Max Stirner: "…voi ripetete sempre meccanicamente a voi stessi la domanda che avete sentito porre: 'A che cosa sono chiamato? Che cosa devo fare?' Basta che vi poniate queste domande e vi farete dire e ordinare cio' che dovete fare." [4]

Passiamo al secondo caso, ancora piu' tragico. Si tratta di un parente stretto di Segre, tale Ettore Ovazza: banchiere ebreo, volontario nella Grande Guerra ed uno dei 350 ebrei che parteciparono alla marcia su Roma. Nel '34 fonda il giornale "La Nostra Bandiera", organo di punta dell'ebraismo fascista. Grazie alla sua fede fascista e alle sue competenze fu invitato a partecipare alle attivita' dei Ministeri Economici.
Quando poi il duce comincio' a parlare delle leggi razziali, dal pulpito del suo giornale Ovazza sottolineo' come gli ebrei italiani fossero fascisti veri e come tali dovevano essere considerati a tutti gli effetti.

Purtroppo per lui e tutti gli ebrei le cose precipitarono. Si rifugio' quindi a Gressoney (Val D'Aosta) per tentare di espatriare in Svizzera. Il figlio, purtroppo, nel tentativo di fare da apripista, venne derubato ed ucciso dalla sua guida che poi denuncio' ai tedeschi il luogo in cui si era rifugiato il resto della famiglia.
Il 9 Ottobre 1943 i tedeschi piombarono sugli Ovazza, li arrestarono e li tradussero nei locali della scuola del paese, dove due giorni dopo li uccisero e ne bruciarono i corpi, forse non ancora completamente privi di vita, nella caldaia del termosifone. [5]

"Dei desideri alcuni sono naturali e necessari, altri naturali e non necessari, altri ne' naturali ne' necessari, ma nati solo da vana opinione"- Epicuro

[1] Carlo M. Cipolla "Allegro ma non troppo" pg.58
[2] A. Pennacchi "Fascio e martello" pg.49
[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Guido_Segre
[4] M. Stirner "L'Unico e le sue proprieta'" pg.340
[5] De Felice "Storia degli ebrei" pg.466


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