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Fine, sbrigativa e precipitosa, di un mondo


Primadellesabbie
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Giorgio Cattaneo, del quale ho potuto più volte stimare la lucidità, firma oggi su libreidee questo articolo che ha tutta l'aria di un congedo, già anticipato in un pezzo di alcuni giorni fa.

Non credo sia opportuno aggiungere altro a quanto scrive:

Fine del mondo: perché proprio adesso, e proprio a noi?

La grande amarezza non viene nemmeno dal potere, ma è provocata dal vicino di casa: pensa davvero che tu sia una specie di squilibrato, un mitomane, un esibizionista presuntuoso? Non solo non approva il tuo ostinato diniego, di fronte alle imposizioni sempre più surreali e illogiche, soffocanti e dispotiche, ma prova nei tuoi confronti anche una sorta di sordo risentimento, che potrebbe persino sfociare in ostracismo aperto non appena il direttore d’orchestra dovesse alzare nuovamente il volume della sirena d’allarme, facendo correre i topolini a rintanarsi, pieni di paura per la loro sorte (e di veleno, per chi rifiuta di sottomettersi). C’è chi la chiama “speciazione”: è il bivio evolutivo terminale tra due umanità differenti, diverse nel sentire e nell’agire, che il Dominio riesce a separare irrimediabilmente, rompendo tutti i ponti del dialogo e della reciproca, amichevole comprensione. Altra tristezza: insieme alla Francia, l’Italia è l’altro paese europeo che ha imboccato la strada della coercizione violenta.

C’è da piangere, appena ci si mette ad ascoltare medici indipendenti, scienziati e liberi ricercatori: non una, di tutte le misure imposte a partire dalla primavera 2020, ha mai avuto il minimo significato, in termini di contenimento di un problema sanitario. Tutto ha avuto sempre un altro sapore: quello della vessazione, dell’arbitrio autoritario, e con un’estetica sinistramente affine a quella dei totalitarismi del Novecento. Tutto vi si è piegato: la burocrazia sanitaria, la medicina ufficiale, la politica, l’industria, il sistema mediatico, il mondo culturale e quello dello spettacolo. Pochissime le voci dissonanti, immediatamente bollate come eretiche e colpite senza pietà: con l’irrisione, la censura, la denuncia e la radiazione, l’esilio, l’esecrazione pubblica. Chi avrebbe mai potuto pensare, seriamente, anche solo un paio d’anni fa, che i presunti non-dormienti avrebbero dovuto fare ricorso a parafrasi e sinonimi, sui celebrati social, evitando le parole “Covid” e “vaccino” per non incorrere nell’immediata ghigliottina del censore?

Di fronte a questo, è come se l’intera categoria della politica – la politica democratica occidentale, larvatamente affacciatasi alla fine del 1700, poi cresciuta nell’800 e infine fiorita nel “secolo breve”, sia pure con i drammatici contraccolpi delle dittature e delle guerre mondiali – fosse giunta a uno stadio terminale, alla fine di un ciclo storico, riguardo alla sua reale possibilità di riflettere l’umano, nella sua libera vita sociale. La devastazione è antropologica: quando si corre a subire un inoculo di materiale imprecisato, per obbedire a un ordine che si racconta impartito allo scopo di prevenire un malanno curabilissimo in modo ordinario, forse siamo arrivati oltre il civile e il consueto, oltre l’orizzonte conosciuto del ragionevole, del plausibile. Se poi si accetta di subire un simile ricatto per andare in pizzeria o in palestra, o allo stadio, la verità diventa esplosiva: un conto è sottoporsi a un’angheria inquietante per salvare in modo drammatico il proprio stipendio (all’ospedale, a scuola); un altro è apprestarsi anche a strisciare a terra, se richiesti, solo per poter continuare a frequentare un bar, una trattoria, con gli amici di sempre.

Il trionfo del Dominio sull’umanità dormiente è totale, apocalittico: lo testimonia splendidamente la vile improntitudine degli imbecilli, i mentalmente devastati, che arrivano ad accusare i renitenti di avere “paura del vaccino”, mostrando così di detestare la loro residua libertà. Gonfi di livore, indifferenti alle notizie verificabili (e alle morti eccellenti, come quella di Giuseppe De Donno), i più miseri utilizzano con disinvoltura quella parola nobile, nella storia della medicina, come se la pozione-Covid fosse davvero un vaccino. Ma soprattutto: dopo un anno e mezzo di eccellenti terapie domiciliari, i poveretti preferiscono fingere di credere (o magari credere davvero, sinceramente) all’obbligatoria necessità di una profilassi di massa, assolutamente fondamentale, per arginare il terribile contagio di un ipotetico virus (mai isolato in laboratorio) la cui letalità è stata definita quasi irrisoria dai più eminenti epidemiologi del pianeta, rigorosamente messi fuori dalla porta (come i luminari della Great Barrington Declaration, pionieri della lotta contro una minaccia ben più temibile, l’Ebola).

E’ durata meno di 24 ore, sul web, l’esposizione del filmato in cui il professor Stefano Scoglio (candidato nel 2018 al Nobel per la Medicina) spiegava come lo stesso virus Hiv fosse poco più che immaginario, frutto di un semplice “sequenziamento”, anziché di un “isolamento” biologico vero e proprio. Scoglio era intervenuto alla trasmissione “L’Orizzonte degli Eventi”, dopo aver firmato un prezioso contributo nell’esemplare libro-denuncia “Operazione Corona”, edito da Aurora Boreale e curato da Nicola Bizzi e Matt Martini. In particolare, Martini – chimico farmaceutico, esperto in modellazione molecolare – insiste sul punto: persino gli Usa, attraverso il Cdc, hanno ammesso che l’ipotetico virus responsabile della sindrome Covid (quella sì, reale) non è mai stato isolato, in nessuna sede scientifica. Nonostante ciò, una parte dell’informazione – di ogni specie: mezzibusti del mainstream, “gatekeeper” e reporter in buona fede – già sta raccontando del “virus manipolato”, sfuggito al laboratorio di Wuhan o addirittura diffuso intenzionalmente dai perfidi cinesi, con i loro complici occidentali.

Se poi l’inventore del test Pcr raccomanda di non superare i 20-22 “cicli di amplificazione” del campione biologico, e invece i sanitari sottopongono il tampone anche a 45 “amplificazioni” (andando così a pescare tracce molecolari di virus antichi, residui di influenze stagionali del passato, contrabbandati per Covid), ecco che la “pandemia di asintomatici” supera di gran lunga la follia, entrando in quella che alcuni configurano come una dittatura in piena regola. Una tirannide che manipola la verità per suscitare allarme e imporre comportamenti normalmente inaccettabili, puntando a revocare – per sempre? – i diritti umani e le libertà a cui la popolazione (occidentale) era abituata. Vero: davamo per scontati i nostri lussuosi privilegi, frutto in realtà di una precisa “finestra” storica, quella in cui si affermò, faticosamente e sanguinosamente. il tipo di regime politico chiamato democrazia. Un sistema che ovviamente non è il paradiso, ma è decisamente meno peggiore di qualsiasi altro possibile regime.

A cosa doveva servire, l’infarto della democrazia? A pervenire infine al Green New Deal, cioè il Grande Reset imposto in modo fraudolento con l’alibi bugiardo dell’emergenza climatica di origine antropica, venduta anch’essa come dogma religioso da un clan di scienziati reclutati dall’Onu e pagati a peso d’oro per fare dichiarazioni a comando? Dove ci vorrebbero portare, i tagliatori seriali di alberi che dal 2019 hanno raso al suolo i parchi pubblici italiani per impedire alle fronde – come documentato dal governo britannico – di ostacolare la trasmissione delle onde 5G, la cui innocuità non è ancora stata dimostrata? Come tutti sanno, un semplice indizio non costituisce una prova; una somma di indizi, invece, forse sì. Tutto punta verso l’essere umano, o meglio: il corpo umano. Secondo alcuni teorici, siamo di fronte alla cosiddetta biopolitica: archiviato il Giuramento di Ippocrate, dopo aver chiesto agli stessi medici di abdicare alla loro missione, è il nostro organismo – corpo e mente – il vero target della grande operazione in corso, che manifesta la sua intenzione di violare l’integrità dell’habeas corpus, il più sacro dei diritti della persona.

Niente di nuovissimo, peraltro: la nostra civiltà proviene da millenni di dispotismo brutale, nudo e crudo. E i lampi migliori della gloriosa democrazia occidentale novecentesca, di marca anglosassone, secondo il memoriale di Giacomo Rumor (pubblicato dal figlio, Paolo Rumor, nel libro “L’altra Europa), provenivano dal cosiddetto “contingente americano”, che l’esoterista e gollista francese Maurice Schumann faceva discendere anch’esso dalla fantomatica Struttura che reggerebbe il mondo ininterrottamente, indossando le maschere più svariate (imperi, religioni) da qualcosa come 12.000 anni. Fantascienza? Fino a ieri, lo erano anche gli Ufo: oggi invece li sdogana il Pentagono, ribattezzandoli Uap, mentre il generale israeliano Haim Eshed parla di basi extraterresti e di alleanze spaziali, tra umani e non, nell’ambito di una Federazione Galattica. E alcuni illustri massoni, improvvisamente loquaci, parlano di storici accordi nel dopoguerra tra la dirigenza degli Usa e imprecisate entità aliene, per la governance condivisa del pianeta.

Come sperare di raccontarlo, tutto questo, ai poveri ipnotizzati che – in pieno agosto – vanno ancora in giro, all’aperto, con quella ridicola pezzuola sul volto? Sono la prova vivente del pieno successo del Dominio: aveva ragione, l’ipotetico Supremo Regista, nel ritenere che la gran parte dei sudditi avrebbe creduto proprio a tutto. Come dargli torto, del resto? Siamo riusciti a credere che un solitario fanatico saudita abbia potuto mettere in ginocchio gli Stati Uniti agendo da una grotta afghana, fino a beffare le difese della superpotenza, grazie a un manipolo di pecorai e Talebani. Siamo riusciti a credere che due piccoli aerei di linea potessero abbattere due mostri d’acciaio come le Torri Gemelle, per la cui eventuale demolizione controllata era stato reputato (dal Comune di New York) che l’unica soluzione potesse essere il ricorso a mini-atomiche, da collocare in appositi vani predisposti nelle fondamenta. Abbiamo anche creduto che potesse essere autentico, tra le macerie infernali di Ground Zero, il ritrovamento “fortunoso” dei passaporti dei misteriosi, feroci attentatori.

Aveva visto giusto Giulietto Chiesa: da quel Rubicone non sarebbe stato facile, tornare indietro. Convalidando una falsità così mostruosa, avremmo finito per credere a qualsiasi frottola. E infatti: abbiamo steso il tappeto rosso al signor Mario Monti, venuto a disastrare l’economia nazionale per produrre crisi e afflizione sociale, schiacciando un popolo la quale era stato fatto credere che il debito pubblico fosse davvero un dramma, e che la Bce fosse una specie di forziere con capacità limitate, da cui la necessità di risparmiare – in modo oculato e parsimonioso, “come un buon padre di famiglia” – il tesoretto dell’euro-moneta, appannaggio di consorterie finanziarie privatissime. In parallelo, era sorta la prima contro-narrazione, in Italia splendidamente interpretata da un lottatore come Paolo Barnard, vero pioniere in una trincea che poi si è affollata di illustri compagni di strada, dal sociologo Luciano Gallino all’eurocrate pentito Paolo Savona. E noi dov’eravamo? Al solito posto, davanti al televisore: ipnotizzati dalla finta guerriglia tra pseudo-destra e pseudo-sinistra; un film (comico) aperto dalla Berlusconomachia e proseguito, in un crescendo irresistibile, fino all’epica disfida tra Savini e le Sardine.

E ora eccoci qui, dopo un anno e mezzo, ancora a contare “casi” e “contagi”, dentro la narrazione del Grande Male che falcia lo zero-virgola della popolazione mondiale e da noi minaccia gli ottantenni, ma solo a patto che vengano dimenticati e abbandonati per giorni a marcire a casa, da soli, senza cure, in modo che poi possano davvero arrivare all’ospedale fuori tempo massimo, alle prese con problemi respiratori e la compromissione funzionale degli organi vitali. Eccoci qui, a sputare in faccia a chi non la pensa come noi: a chiamare “no-vax” i renitenti, a definire “negazionisti” i poveretti che si ostinano inutilmente a pretendere spiegazioni. Siamo maestri, nell’arte della manipolazione spicciola: arriviamo tranquillamente a insultare i dissidenti e a deridere chi dà voce agli incubi, a chiamare “complottista” chi vede una cospirazione in atto.

Naturalmente ci sono, i visionari: ma difficilmente continuerebbero a esistere, se dall’alto finalmente giungessero informazioni precise, corrette e trasparenti. Dall’alto invece piovono solo bugie, insieme alle minacce (ogni giorno più inquietanti) di mettere fine a quel che resta delle libertà civili; ma noi facciamo finta che i “cospirazionisti” siano dei malati di mente, dei mentecatti in vena di protagonismo, anche se – cent’anni fa – era stato un personaggio come Rudolf Steiner, per primo, a profetizzare l’avvento di “vaccini” specialissimi, in grado di “separare il corpo dall’anima”, depotenziando l’emotività. Il chimico Corrado Malanga la chiama “zombizzazione”, osservando il dilagare di persone ormai inebetite dalla paura, rassegnate a non pensare più. Nella sua visione spiritualistica di matrice steineriana, Fausto Carotenuto (già analista d’intelligence) sostiene che l’attacco in corso sia frutto di apprensione: come se il Dominio temesse un grande risveglio, e sapesse di avere le ore contate. Un altro esponente della cultura alternativa italiana, l’alchimista Michele Giovagnoli, preferisce sforzarsi di guardare al bicchiere mezzo pieno: un cittadino su tre si sta letteralmente sottraendo alle grottesche imposizioni quotidiane.

Questo stesso blog, che ha ormai esaurito la sua missione (fornire informazioni e analisi non facilmente rintracciabili, dieci anni fa) ormai ha acquisito la piena consapevolezza della fine di un ciclo, e la completa inutilità dell’insistere su determinati temi. E’ vano indugiare nella narrazione politologica, visto che da un lato la maggioranza resta sorda a ogni richiamo alla ragione, e dall’altro la minoranza dispone finalmente di strumenti più adeguati per misurare la realtà. Tra le convinzioni raggiunte, c’è anche la seguente: è perfettamente inutile scommettere ancora sulle possibilità di redenzione della politica, nel momento in cui è irrimediabilmente mutata la stessa antropologia della platea. Per contro, è proprio la brutalità della crescente coercizione ad accelerare l’evoluzione dell’umanità trainante, che giustamente diffida di ogni forma associativa convenzionale, partiti e movimenti, avendo compreso l’essenziale valore della vicinanza tra esseri umani, non più  mediata da alcuna struttura, così come la necessità di procedere nell’espressione virtualmente contagiosa di onde benefiche, di narrazioni parallele orientate non tanto al presente, quanto piuttosto al futuro prossimo.

Il Novecento, severissimo maestro, ha mostrato come può essere facile manipolare milioni di individui, fino a scatenare le peggiori carneficine (mondiali) dell’era industriale. Ha anche allevato schiere di avanguardisti coraggiosi, pronti a rischiare la propria vita pur di resistere alla tirannia. Primo Levi, uno dei massimi scrittori contemporanei, ha spiegato quanto sia sempre invisibile, all’inizio, il recinto che viene silenziosamente steso, giorno per giorno, allo scopo di intrappolare le vittime senza allarmarle. Finestra di Overton, o Teoria della Rana Bollita: la differenza, rispetto a ieri, è che oggi il pentolone è planetario. Vorrà pur dire qualcosa, nei giorni in cui i militari statunitensi pubblicano le prove dei loro incontri ravvicinati con i simpatici Uap. E noi, qui, nel frattempo che si fa? Ce ne stiamo quieti, in attesa dell’Alieno Buono che ci verrà a salvare, come l’Extraterrestre della canzone di Finardi? Ci allineiamo “in fila per tre”, come chiede il governo e come cantava Edoardo Bennato? Continuiamo a credere a Babbo Natale, cioè al Telegiornale, o seguitiamo a torturarci con le atrocità quotidiane che i medici-coraggio denunciano, da ormai un anno?

Cari amici, viene da dire, io tolgo il disturbo: qui non resto un attimo di più; perché mi sento soffocare, in questo grappolo di narrazioni e contro-narrazioni. Quello è davvero il nocciolo della questione: in base a decisioni prese chissà quando, qualcuno ha stabilito che – dai primi mesi del 2020 – non si dovesse più parlare d’altro. Il mondo andava semplicemente fermato, rintronato, ipnotizzato, piegato. Non tutto il mondo, in realtà: l’Occidente. Paesi-continente come la Russia e India, per esempio, non si sono lasciati sottomettere. Esiste sempre, una quota considerevole di renitenti: anche se oggi può sembrare difficile accettarlo, la cosiddetta “fine della storia” resta un mito, una suggestione ideologica. Un caposaldo della strategia militare, in ogni tempo, pare sia questo: mai accettare di combattere una battaglia nelle modalità indicate dallo sfidante, che ha scelto il giorno e il luogo; equivarrebbe a concedere all’aggressore un vantaggio clamoroso. La domanda di fondo, però, resta inevasa: perché è capitato proprio a noi, oggi, di vivere l’incubo di una tempesta come questa?

(Giorgio Cattaneo, 11 agosto 2021)


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Hospiton
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"C’è chi la chiama “speciazione”: è il bivio evolutivo terminale tra due umanità differenti"

Questa della presenza di due umanità differenti è una sensazione che ho da tempo, una separazione così netta - con magari un cuscinetto di "mezzosangue" al centro - non spiegabile con ragioni di tipo caratteriale, culturale, sociale...no, è qualcosa di trasversale ad ogni categoria, una differenza che nasce dal profondo e potrebbe avere origini nascoste nel nostro passato remoto. Fino a poco tempo fa erano solo congetture, impressioni personali (non certo piacevoli), gli accadimenti recenti non fanno però che rafforzarle. Come già detto l'era covid rappresenta uno spartiacque epocale, più si protrarrà più le spaccature si amplieranno, con conseguenze difficili da pronosticare.

Altro aspetto importante sottolineato da Cattaneo: "Non tutto il mondo, in realtà: l’Occidente. Paesi-continente come la Russia e India, per esempio, non si sono lasciati sottomettere"...ed aggiungerei il Brasile, con Bolsonaro che credo non abbia mai accettato i diktat targati OMS (chi gli coprirà le spalle?). Tutti fatti da evidenziare, soprattutto per coloro che son scoraggiati e pensano che il quadro angosciante e soffocante dipinto dai media, analogo a quello italiano (tra i peggiori anche ragionando in termini di mondo occidentale, qui si combatte una battaglia fondamentale), sia esteso su scala planetaria. Non è così, almeno non ancora, non so se grazie a resistenze più forti o se semplicemente la strategia prevedesse una concentrazione iniziale su Europa e USA. L'asse euroatlantico mostrava comunque crepe notevoli, debolezze strutturali e socio-economiche che lo rendevano vulnerabile, difficile preventivare le modalità di tale aggressione (per quanto Attali due parole in merito le avesse spese) ma ciò che sta accadendo deve stupirci fino ad un certo punto.

Comunque a livello globale la partita è tutt'altro che chiusa e c'è un fattore che dobbiamo ricordarci: la fretta dannata che stanno mostrando, non può esser casuale (e non penso sia solo una mia percezione) ed anche il solo ritardare l'implementazione del piano, sfruttando i mezzi che abbiamo a disposizione ed altri che dovremo inventarci, potrebbe risultare decisivo. Temporeggiare, come fece Quinto Fabio Massimo con Annibale, una storia che - a dar retta a Polibio - può insegnar molto in ogni senso.


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gix
 gix
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Il povero Cattaneo è chiaramente in crisi di identità politica, massonica, e a giudicare dal titolo, forse anche spirituale, ma è comprensibile, capita a molti di questi tempi. Alcuni personaggi citati, tra cui Giulietto Chiesa, Corrado Malanga, Fausto Carotenuto, lo stesso Nicola Bizzi e Matt Martini (della trasmissione "orizzonte degli eventi") rappresentano una evidente e non casuale (da parte dello stesso Cattaneo) immagine dello stato delle correnti interne al potere massonico e delle contrapposizioni presenti sul web, potere che pretende, a ragione o torto, di cavalcare il risveglio delle genti, controllandolo e tenendolo a stecchetto, a seconda delle esigenze. Le affiliazioni e le fratellanze in questione però in fondo, per noi, sono gossip, possono essere a volte divertenti, altre meno, ma non risolvono certo il problema della crescita materiale e spirituale delle persone, in un periodo in cui semmai, il potere cerca in ogni modo di deviare il cammino dell'umanità, da percorsi naturali. Le narrazioni e le contronarrazioni rivelano semmai l'avanzamento o l'arretramento sul campo delle varie piramidi di potere, ma non ci svelano sicuramente se il tutto risulti semplicemente il frutto di una unica sceneggiatura. Ma è vero, la domanda giusta è quella che pone Cattaneo: perchè proprio adesso, e perchè proprio a noi. Le risposte sono molte, alcune interessanti, altre divertenti e curiose, altre ancora assai inquietanti, c'è l'imbarazzo della scelta, e, forse, non so spiegare perchè, lo stesso fatto che ci sia questa vastità di opzioni, mi spinge a credere che provengano tutte o quasi da una unica struttura che lavora incessantemente a tale scopo. 


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Bertozzi
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Sul perché a noi e perché oggi ne avrei da dire ma mi taccio. Le cassandre son sempre state malviste malsentite e mai credute. 

Ricordo solo che nell'appendice del discorso sulla servitù volontaria di E.de la Boite c'è un piccolo manuale su come diventare il perfetto cortigiano e il sunto è che un buon cortigiano non deve avere la schiena troppo dritta, che gli impedirebbe di strisciare a dovere.

Quante schiene dritte conoscete? 

Quante ne son nate dal dopoguerra a oggi?

Io non vedo niente di sbrigativo, né tantomeno di precipitoso.

Auguri a noi.


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Pfefferminz
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"Paesi-continente come la Russia e India, per esempio, non si sono lasciati sottomettere."

Ne siamo sicuri? 

https://t.me/heiko_schoening/80

Video di una manifestazione a Berlino il 31 luglio 2021. Al minuto 3:25 il dott. Heiko Schoening dice che in India muoiono fra i 100 e i 200 milioni di persone a causa dei confinamenti. 

Questo post è stato modificato 3 anni fa da Pfefferminz

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LinCad
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Ed anche in Russia sembra che inizino le vaccinazioni di massa

https://www.maurizioblondet.it/covid-putin-deve-obbedire-a-poteri-piu-forti-di-lui/


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Primadellesabbie
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@pfefferminz

Si tratta di valutazioni complesse, credo che, come dice qualcuno, sia in atto una vera e propria guerra senza esclusione di colpi e su molti fronti, tra schieramenti difficili da identificare, per cui riferirsi agli Stati come soggetti può essere approssimativo.

Altro argomento sarebbe che Paesi come India, Cina e Russia sono talmente vasti e diversificati che non sono mai stati totalmente controllati dai regimi che si sono succeduti. Ricordo che piccole popolazioni hanno trascorso l'epoca comunista, in Russia, senza che si sapesse nulla di loro, e che in Cina, all'epoca della Rivoluzione Culturale, quindi nei tardi anni '60, sono stati "processati" una quantità di mandarini (ci sono le foto) che erano rimasti ai loro posti di potere nonostante decenni di regime maoista.


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