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Globalizzazione e Stati nazionali

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ManlioContrasti
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di GIUSEPPE GERMINARIO

Il crollo del sistema di dominio bipolare, avvenuto ormai più di venti anni fa, ha travolto definitivamente ogni rappresentazione dualistica con la quale si è cercato di ingabbiare la complessità dei conflitti sociali e soprattutto dei rapporti tra centri strategici, stati e i loro sistemi di alleanze.

L’implosione dell’Unione Sovietica ha creato una situazione di sbilanciamento degli assetti globali e conseguentemente, in un contesto di ancora evidente prevalenza americana, allargato le maglie attraverso le quali tentano di riemergere e assurgere a un ruolo di potenza nuovi paesi in particolare del continente euroasiatico e in minor misura latino-americano.

I conflitti sempre più evidenti tra le maggiori potenze, pur in un quadro di ancora conclamato squilibrio dei rapporti di forze, trovano continuo e progressivo alimento e occasione di esercizio dal riemergere, in diverse regioni del mondo, di rivendicazioni identitarie, di conflitti storici ed esigenze di emancipazione in qualche maniera sopiti o addomesticati per quarant’anni nella gabbia bipolare tessuta alla fine della seconda guerra mondiale.

Uno dei focolai più virulenti in cui si sta concentrando la conflittualità riguarda la fascia che parte dal Nord-Africa, passa per il Grande Medio Oriente e si insinua in Europa tra i paesi balcanici e l’estremo oriente europeo.

Il ruolo svolto dall’Unione Europea, con il suo allargamento e il suo processo di integrazione economica, è stato e continua ad essere del tutto complementare alle mire espansionistiche della NATO in funzione antirussa consentendo di conciliare, al momento e presumibilmente per un lungo periodo, le mire di potenza regionale della Germania con quelle strategiche statunitensi con il corollario del neointerventismo francobritannico.

Contrariamente ai fini dichiarati, le attuali politiche dell’Unione Europea stanno accentuando drammaticamente gli squilibri tra i paesi e contribuendo a formare almeno tre aree geopolitiche divergenti delle quali, quella mediterranea rappresenta il ventre molle e la componente meno strutturata ma più esposta agli sconvolgimenti e all’instabilità attuale delle regioni nord africane.

La collocazione strategica al centro del Mediterraneo, la residua ricchezza del proprio patrimonio industriale e produttivo uniti alla frammentazione istituzionale, alla debolezza e supina subordinazione dei centri strategici in pressoché tutti gli ambiti della società e alla pochezza del ceto politico fanno sempre più del nostro paese un possibile campo di azione e appropriazione nonché strumento docile di intervento di interessi e strategie di forze esterne, spesso contrastanti con gli interessi strategici del paese anche nelle zone più remote.

Forte della propria collocazione geografica, del proprio residuo potenziale economico e della tradizione di rapporti sopravvissuti alla sciagura dell’intervento militare in Libia e nella ex-Jugoslavia, con le aree circostanti in particolare nell’area adriatica e mediterranea, l’Italia può svolgere un ruolo autonomo significativo orientato alla risoluzione positiva dei conflitti e alla creazione di un contesto che possa allargare rapporti oggi preclusi e garantire lo sviluppo economico e sociale del paese.

Un ruolo autonomo che strappi il paese fuori dalle sciagurate avventure militari di questo ventennio e dalle prossime che stanno maturando.

Un ruolo autonomo che deve essere il frutto della formazione di una nuova classe dirigente nazionale capace di creare le risorse e le strutture necessarie a dare alimento a queste politiche ma che, per affermarsi compiutamente, deve saper cogliere realisticamente le occasioni offerte da eventuali variazioni di contesto interni al paese dominante e da una situazione internazionale più incerta.

Diventa, quindi, fondamentale puntare a:

La riaffermazione e ridefinizione del ruolo dello stato nazionale, di recupero di prerogative, comprese quelle economico-finanziarie, e di una sua intrinseca autorevolezza che puntino a favorire la crescita e la salvaguardia dell’integrità del paese in una fase di esaurimento dell’unipolarismo
La ricostruzione prioritaria, sulla base della crisi e della destrutturazione degli attuali schieramenti politici, dei gruppi dirigenti in grado di dare prospettive e plasmare l’identità della formazione sociale sulla base di un riorientamento degli interessi e di nuove regole di governo, nonché capaci di individuare, in particolare tra i ceti professionali e direttivi, i referenti in grado di coagulare le forze necessarie a garantire il successo della svolta
La riorganizzazione degli apparati statali e governativi con la ridefinizione delle gerarchie di competenze, sovranità e rappresentatività, compreso l’attuale assetto delle regioni e il loro rapporto con lo stato centrale, in modo da garantire efficienza, snellezza e legittimità alle scelte politiche necessarie e una struttura burocratica più agile in cui sia riconosciuta una migliore corrispondenza tra responsabilità, competenze e retribuzioni
La rivisitazione dei rapporti di alleanza e cooperazione come fondamento delle relazioni con i paesi europei, eurasiatici e mediterranei attraverso la coltivazione prevalente di rapporti bilaterali tra i paesi rispetto all’attuale prevalenza del principio del multilateralismo, veicolo ottimale di affermazione degli attuali assetti.

La salvaguardia delle prerogative nazionali comporta per tanto la necessità di creazione autonoma di risorse economiche e di potenziamento del proprio apparato produttivo e di servizi con:

i) Il controllo, la salvaguardia e lo sviluppo delle attività ed industrie strategiche (energia, tecnologie di punta, complesso militare, industria legata alle infrastrutture vitali del paese, ricerca scientifica e sviluppo tecnologico rivolti all’innovazione e all’efficienza, agricoltura)
ii) Lo sviluppo di una economia (industria di prodotti di consumi civili, turismo, beni culturali, servizi, ect) tesa a garantire equilibrio economico, promozione e riconoscimento sociale, equità scevra da assistenzialismo, e benessere; sulla base di questo ricostruire uno stato sociale più forte e più calibrato sulla base di incentivi e politiche attive e una condizione di maggiore sicurezza interna e controllo dei flussi migratori
3. iii) La riorganizzazione delle politiche formative, assistenziali e redistributive del paese finalizzate all’occupazione e al riconoscimento professionale

Si tratta, quindi, di riguadagnare progressivamente un ruolo attivo ed importante di leadership a tutti i livelli sfruttando il potenziale di risorse del paese e riconfigurando le attuali limitazioni esterne, in particolare l’Unione Europea.

Diventa, quindi, propedeutica ed essenziale:

La pubblicizzazione, per altro prevista dalle leggi correnti e rivisitazione degli accordi bilaterali e multilaterali, militari e politico-diplomatici in corso
L’eventuale reintroduzione dell’esercito di leva affiancato e integrato con i reparti specializzati
La revisione dei trattati europei che porti a:
Regolamentare e controllare la libera circolazione dei capitali finanziari in maniera da incentivare le competenze tecnologiche e le capacità imprenditoriali e gestionali
Rendere possibile l’attuazione di una politica industriale che favorisca la collaborazione paritetica dei grandi complessi industriali nazionali nei settori strategici e inneschi processi di effettiva industrializzazione nelle aree depresse tali da sviluppare con il radicamento in loco dei centri decisionali strategici le capacità imprenditoriali e gestionali
Ricondurre le politiche regionali a politiche industriali nazionali e adeguare i criteri di finanziamento europei a questa ottica
Ricondurre le politiche di collaborazione e integrazione regionale europea al controllo degli stati nazionali in collaborazione tra essi
Riorganizzare e controllare le attuali strutture amministrative europee basate esplicitamente al momento su rapporti di tipo lobbistico e su criteri diversi secondo i referenti nazionali; un processo che richiede la dissoluzione dell’attuale architettura istituzionale europeistica
Puntare a nuovi trattati e accordi con i paesi limitrofi alla nostra realtà in modo da bilanciare la progressiva concentrazione delle risorse europee nell’Europa centrorientale
Sulla base di questi punti è necessario valutare in modo serio la questione dell’uscita dal sistema di moneta unica (euro).

La coesione di una formazione sociale e la salvaguardia delle condizioni di vita degli strati popolari e intermedi dipendono dalla salvaguardia e riorganizzazione del welfare e queste, sempre più, dalla solidità e dall’autorevolezza delle strutture del paese e dalla solidità di una economia nazionale ben integrata ed equilibrata, dal ridimensionamento politico ed dalla ricollocazione economica dei settori più subordinati agli interessi dei paesi dominanti presenti nelle istituzioni e nei centri nevralgici del paese.

Il presente documento e manifesto ha l’ambizione di definire quelle coordinate che consentano la creazione e sviluppo rapidi di una piattaforma comune sulla quale gruppi o singole persone possano offrire il proprio contributo di analisi e proposte sino a determinare un terreno favorevole alla nascita di una o più formazioni politiche capaci di sostenere, perseguire e conseguire gli obbiettivi enunciati così urgenti rispetto all’attuale condizione del paese.

fonte: http://italiaeilmondo.com/2016/10/02/globalizzazione-e-stati-nazionali/
http://appelloalpopolo.it/?p=25119


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Leggendo il post mi affaccia alla mente il mondo dei desideri, e con tutta la buona volontà del caso non riesco ad intravedere uno straccio di proposta. :#


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GiovanniMayer
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ga950 wrote: Leggendo il post mi affaccia alla mente il mondo dei desideri, e con tutta la buona volontà del caso non riesco ad intravedere uno straccio di proposta. :#

Giusto o sbagliato, condivisibile o meno, non si può certo dire che il Fronte Sovranista non abbia proposte.
Invece ha un preciso programma politico...vero, non a 5 stelle!
Lo puoi trovare qui:

http://www.riconquistarelasovranita.it


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GiovanniMayer
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P.S. in questo nuov sito come si fa a quotare? Ho provato con "cita" ma non è successo niente, alla vecchia maniera meno che meno...boh...


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ga950 wrote: Leggendo il post mi affaccia alla mente il mondo dei desideri, e con tutta la buona volontà del caso non riesco ad intravedere uno straccio di proposta. :#

Giusto o sbagliato, condivisibile o meno, non si può certo dire che il Fronte Sovranista non abbia proposte.

Invece ha un preciso programma politico...vero, non a 5 stelle!

Lo puoi trovare qui:

http://www.riconquistarelasovranita.it

La ringrazio della segnalazione ma mi riferivo al post che non contiene proposte.
Non essendo dotato di deuteroscopia non sono in grado di leggere nella testa delle persone e quindi di conoscere quali siano le loro altre partecipazioni.
Le chiedo come mai abbia citato il M5* riferendosi al sottoscritto che lo ritiene un coacervo di imbecilli.
Inoltre, considerando che le è sfuggito, più volte in questo luogo non ho perso occasione d'indicare che uso ne farei della carta costituzionale.
Uso che di persona ho suggerito anche all'avv. Marco Mori che la scorsa settimana è venuto nella mia cittadina di residenza a presentare il suo movimento "Alternativa per l'Italia" e che nella stessa occasione ha caldeggiato il No sul referendum per modificare la nostra, dipingendola come un capolavoro di diritto.
Sono stato confortato nel mio disprezzo dall'applauso di alcuni esponenti dell'assemblea che hanno accompagnato il mio intervento.
A disposizione per ogni altra ed eventuale. 😉 :# 😮


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GiovanniMayer
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Beh...la citazione al 5 stelle non era riferita a te e non capisco da cosa tu possa averlo pensato, ma poco importa, sarà stato un malinteso. Ti confermo che non è riferita a te, è una citazione a carattere generale che prende ad esempio quelli che negli ultimi anni si sono eretti a paladini di non si sa bene che cosa, senza uno straccio di programma né un'idea. Ma vedo che, nei loro riguardi, la pensiamo abbastanza uguale.
Per il resto, non è che mi è sfuggito, piuttosto, da quando il sito è cambiato lo seguo molto meno quindi non leggo tutto, inoltre mi pare che tu sia un utente nuovo (a meno che tu non sia un veterano col nome modificato) in ogni caso non ho mai letto tuoi post quindi non conosco il tuo pensiero.
Riguardo alla Carta, comunque, non sono in totale disaccordo con te, a parte il fatto che, allo stato delle cose, anche se la Nostra fosse tutt'altro che un capolavoro di diritto, sono sicuro che da "questi" possa solo essere peggiorata. Enormemente peggiorata.
Da qui (già che hai citato il referendum) il mio schieramento per il NO.
O più semplicemente:
Cosa dice Renzi? Dice SI!
Bene, allora voto NO!
🙂 😉
P.S. ho notato che usi il "lei". Credo sia una buona abitudine nella vita reale, ma assolutamente inutile in ambito "virtuale".
Sentiti libero di darmi del tu, in ogni caso io non userò il lei.


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PietroGE
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Beh, alzi la mano chi non è d'accordo con un programma del genere. Ci sono solo un paio di obiezioni :

-Non esiste al momento una classe dirigente capace di implementare questi programmi, le manca la capacità intellettuale e professionale, le manca la volontà politica e il desiderio di indipendenza e di sovranità.

-Per una politica di indipendenza servono soldi, molti soldi. Le spese militari dovrebbero essere come minimo triplicate. Noi invece siamo indebitati sino al collo e con un piede nel default.

-Il Paese sta scivolando su un piano inclinato che lo porta verso il terzo mondo, il capitale umano qualificato, unica ricchezza del Paese, sta emigrando a frotte perché non ha più fiducia nel futuro. Come si dice : stanno votando con i piedi.
Al loro posto arrivano a centinaia di migliaia gente capace solo di aiutare nella raccolta dei pomodori.

Dovrebbe essere chiaro a tutti che lungo questa via il programma esposto non vedrà mai la luce.


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@GiovanniMayer,
sono un utente della prima ora e sì usavo un altro nick-name, per un certo periodo sono stato assente ed adesso con la nuova veste sono ritornato.
Per abitudine uso sempre il lei.

Che senso ha redarRed Coloured Text

re documenti ufficiali se poi non si rispettano?
Da quando ho l'uso della ragione ho potuto constatare che sono sempre, e sottolineo sempre, disattesi, dal momento che non voglio essere confuso con gl'ipocriti, peculiarità che contraddistingue la quasi totalità del popolo italiano, m'impegno con tutte le energie a me disponibili a stigmatizzare la suddetta realtà.

Mi viene l'orticaria e mi si allegano i denti solo al pensiero del movimento fondato dal Beppun, figuriamoci parlarne o trattarne, perché ancora non credo sia possibile che individui che si credono umani giungano ad un livello d'idiozia tale da partecipare ad una stron.....zata sesquipedale, appunto a cinque stelle. >:)


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GiovanniMayer
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Ahahah...allora più o meno la pensiamo uguale.
Il mio appunto era solo sulla proposta FSI, che c'è.
Sulla sua praticabilità non posso dar torto né a te, né a Pietro, ciò non toglie che sia molto interessante e (da me) condivisibile.


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Ahahah...allora più o meno la pensiamo uguale.

Il mio appunto era solo sulla proposta FSI, che c'è.

Sulla sua praticabilità non posso dar torto né a te, né a Pietro, ciò non toglie che sia molto interessante e (da me) condivisibile.

Allora vada a leggersi l'antropocrazia. :p


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ManlioContrasti
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Come ha giustamente fatto presente GiovanniMayer, che ringrazio, le proposte ci sono, il gruppo anche e sta crescendo, vi invito a leggere i resoconti delle azioni che i militanti stanno svolgendo sul tutto il territorio, ognuno con le sue caratteristiche e peculiarità, ma tutti seguendo un progetto serio e condiviso.
Non ci illudiamo, non sarà ne breve nè indolore, lavoriamo con umiltà per riprenderci ciò che è nostro.
http://appelloalpopolo.com/?cat=5110


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Come ha giustamente fatto presente GiovanniMayer, che ringrazio, le proposte ci sono, il gruppo anche e sta crescendo, vi invito a leggere i resoconti delle azioni che i militanti stanno svolgendo sul tutto il territorio, ognuno con le sue caratteristiche e peculiarità, ma tutti seguendo un progetto serio e condiviso.
Non ci illudiamo, non sarà ne breve nè indolore, lavoriamo con umiltà per riprenderci ciò che è nostro.
http://appelloalpopolo.com/?cat=5110

C'è chi crede ancora alle fiabe?
Ma perché invece di rilasciare tante chiacchiere non elenca le cose positive attuate?
Forse il bacio omosessuale alla camera?
L'apertura all'invasione con l'abolizione del reato relativo?
L'istituzione del reddito di cittadinanza? (sic!) :s :#


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pino.germinario@gmail.com
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Sono l'autore del post. Purtroppo per un mio errore il link proposto non corrisponde al testo. Il link corretto è http://italiaeilmondo.com/2016/10/02/per-un-recupero-delle-prerogative-dello-stato-nazionale-italiano-per-la-salvaguardia-della-integrita-del-paese-verso-una-posizione-di-neutralita-vigile/ e pubblica un documento da me stilato di quattro anni fa frutto di un incontro tenutosi a Roma tra una parte della redazione di conflittiestrategie e altri personaggi allo scopo di creare un forum di iniziativa politica. Il titolo segnalato sul post http://italiaeilmondo.com/2016/10/02/globalizzazione-e-stati-nazionali/ corrisponde ad una mia relazione sul tema tenuto ad un incontro di conflittiestrategie a Bologna, lo scorso aprile. Mi scuso del disguido legato all'allora carattere sperimentale del nuovo sito http://italiaeilmondo.com/


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GiovanniMayer
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@ga950 Io non voglio fare l'avvocato del FSI né posso conoscere con certezza il pensiero INDIVIDUALE di ogni militante, ma da simpatizzante che conosce discretamente il Fronte, posso dire che le 3 ABERRAZIONI che tu citi, non fanno parte del FSI. Anzi, se avessi il benché minimo sentore che il FSI fosse ufficialmente pro-ABERRAZIONI non esiterei a cambiar simpatia e a parlarne come, nel caso, meriterebbe!
P.S. Credo che leggendo i punti del programma che trattano gli argomenti di quelle 3 ABERRAZIONI, si capisca bene la posizione del FSI a riguardo.


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@ga950 Io non voglio fare l'avvocato del FSI né posso conoscere con certezza il pensiero INDIVIDUALE di ogni militante, ma da simpatizzante che conosce discretamente il Fronte, posso dire che le 3 ABERRAZIONI che tu citi, non fanno parte del FSI. Anzi, se avessi il benché minimo sentore che il FSI fosse ufficialmente pro-ABERRAZIONI non esiterei a cambiar simpatia e a parlarne come, nel caso, meriterebbe!

P.S. Credo che leggendo i punti del programma che trattano gli argomenti di quelle 3 ABERRAZIONI, si capisca bene la posizione del FSI a riguardo.

Lei ha scambiato le risposte! Ha fatto sua quella che ho recapitato @ManlioContrasti che si riferiva al M5* e non al FSI.
Comunque quest'ultimo paragonato all'antropocrazia, a mio avviso, è codino. 🙁


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