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Grillo “europeista? Abbandonate al suo destino M5S!

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Tao
 Tao
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Il gioco è chiaro. Finalmente Grillo scopre le carte. Sì all’”europa”, cioè all’unione europoide-globalista che è il tumore del quale il vecchio continente morirà, sì all’euro, moneta privata che ci sta strangolando, sì, in pratica, alle logiche neocapitalistiche che dominano il lager dell’eurozona per collegarlo con lo spazio globalizzato.

Sapevamo fin dall’inizio che M5S sarebbe stato un movimento con un piede dentro il sistema, che pur avendo smosso un po’ le acque avrebbe ottenuto risultati modesti. Ma non pensavamo, all’inizio, che Grillo e Casaleggio avessero tutti e due i piedi ben puntati all’interno del sistema, accettando lo stramaledetto unionismo elitista e con lui tutte le nefandezze europoidi contro i popoli mediterranei come l’Italia. Una conferma di quando affermiamo? Nel recente post La guerra dell’euro, pubblicato nel blog di Grillo in data 18 settembre c.a., si legge “Sono passati tre anni di recessione, disoccupazione e crollo dei consumi e la situazione è peggiorata. L'Euro ha scaricato su lavoratori e pensionati aggiustamenti di competitività con gli altri Paesi dell'area Euro ottenibili solo con austerità e disoccupazione. I media in difesa dell’establishment ignorano completamente un legittimo dibattito sull’Euro. Colpevoli e complici. Il M5S è l'unico in Parlamento a parlare di sovranità monetaria e di signoraggio. I cittadini si stanno informando. Più Europa e meno banche. E' necessario un nuovo concetto di Europa, solidale e veramente comunitaria. Il ruolo dell'Italia in Europa è fondamentale, ma dobbiamo ridiscutere le condizioni in cui partecipiamo, a partire dall'emissione di eurobond che tutelino le economie più deboli, di una rinegoziazione del debito pubblico e della cancellazione del Fiscal Compact, un nodo scorsoio che impiccherà il nostro Paese.”

Se il cancro che ci sta rodendo è l’euro, non si comprende come possiamo salvarci senza buttare a mare la moneta unica con tutti i trattati unionisti, riappropriandoci la sovranità monetaria. Ridiscutere le condizioni alle quali partecipiamo (forzatamente) all’unione monetaria è una proposta avanzata nel recente passato anche da Berlusconi, il quale sapeva benissimo che l’Italia non sarebbe mai uscita, di sua propria volontà e liberamente, dalla moneta unica e quindi millantava – senza arrivare a parlare, in modo chiaro e netto, di uscita dall’eurozona tout court – improbabili ricontrattazioni delle condizioni, mantenendosi nel vago, a scopo puramente elettoralistico.
Inoltre, se M5S è veramente in parlamento l’unico a parlare – in assoluta buona fede? – di sovranità monetaria e di signoraggio, dovrebbe mostrare coerenza chiedendo a gran voce due semplici cose:

1)    L’uscita dall’euro e il ritorno a una valuta nazionale, in ossequio alla sovranità monetaria dalla quale tutto discende, anche le politiche sociali e quelle industriali, permettendo alla politica di ridiventare sovrana (sovranità politica), e di scalzare i “mercati & investitori” dal ruolo decisionale che oggi occupano nel nostro disgraziato paese. 

2)    La ri-nazionalizzazione di bankitalia, in questi anni soggetta e proprietà privata e monca nelle sue competenze, che riavrebbe così l’originaria e importante funzione di istituto di emissione, naturalmente bonificata dai collaborazionisti delle élite neoliberiste che attualmente ne occupano i vertici (come ad esempio il direttore generale Salvatore Rossi, formatosi presso il MIT e il FMI e uno dei “saggi” programmatici di Napolitano).

Ovviamente Grillo e Casaleggio vogliono evitare di arrivare al dunque, avanzando proposte coraggiose come quelle di cui ai punti 1 e 2, intorno alle quali concentrare una vera e propria lotta di popolo contro il sistema che ci schiaccia. Proposte chiare e semplici, con un impatto positivo e rivitalizzante sull’economia nazionale. I due preferiscono giocare con le parole, illudendo la massa che stando dentro la micidiale unione monetaria, pensata e costruita per saccheggiare a vantaggio globalista le economie europee più deboli e “non conformi”, si potrà miracolosamente ricontrattare le condizioni di partecipazione “alla pari” e addivenire, nel tempo (ma in quanto tempo?), alla mitica Europa veramente comunitaria. La loro posizione filo-europoide – e quindi filo-globalista – a questo punto è scoperta. Sanno bene che le condizioni non sono “ricontrattabili”, perché l’unione europoide non è nata con lo scopo di preparare il terreno a una vera comunità di popoli, ma con il fine perverso di agevolare lo scorrimento, in questa parte del mondo, dei flussi della globalizzazione economica e finanziaria, a vantaggio esclusivo del grande capitale e della classe globale che lo detiene. Sanno altrettanto bene, i due capoccia “movimentisti”, che gli eurobond – come disse Draghi nel 2012 – richiedono l’”unificazione dei bilanci” dei vari paesi e quindi il loro controllo sopranazionale. In ciò, il temibile difensore dell’euro Mario Draghi, saldamente al vertice bce, ha mostrato nel 2012 un’inquietante sintonia con l’eurogruppenfuhrer Merkel. Una via per l’unificazione dei bilanci è proprio imporne il pareggio recependo il diktat europide mascherato da trattato in costituzione, esattamente come è accaduto in Italia. Ironia della sorte, è proprio la “convergenza” di bilanci, imposta dissanguando le popolazioni e uccidendo le economie dei paesi più deboli, che permetterebbe massicce emissioni di eurobond, e un passo in tal senso è il cosiddetto “fiscal compact” (o patto d’acciaio di bilancio, in asse con i crucchi) che però Grillo candidamente rigetta.

Ma come, Grillo? Vuoi “restare in europa”, e lo strombazzi pure in giro, non metti seriamente in discussione quello strumento di morte che è (per noi e non per lor signori) l’euro, vuoi addirittura più Europa (intesa però come il suo doppio maligno, l’unione monetaria europoide) anche se con un po’ meno banche, chiedi gli eurobond … e poi rifiuti il fondamentale “fiscal compact”, l’unione di bilancio indispensabile per le emissioni di “salvifici” eurobond, mendicando pure la rinegoziazione del debito che nessuno fra lor signori concederà mai e poi mai!

Non solo il movimentuncolo che si è rivelato M5S non ha fatto un cazzo, che sia uno, stando per mesi in parlamento, non solo la situazione economica e sociale del paese non è cambiata, non solo c’è un governo che continua indisturbato l’opera nefasta di Monti, ma adesso ci si dichiara furbescamente, con qualche distinguo, “europeisti”, nella sostanza come la fogna collaborazionista piddina che batte i tacchi davanti alla Merkel.
A questo punto, con la tragedia che si trasforma in farsa (ma anche viceversa) noi sottoscritti, Eugenio Orso e Anatolio Anatoli, invitiamo tutti quelli che hanno finora sostenuto M5S – e ai quali il cervello funziona ancora, beninteso – a mollarlo al suo destino ... e a mandarlo direttamente affanculo!

Ad infima!

Eugenio Orso & Anatolio Anatoli
Fonte: http://pauperclass.myblog.it
Link: http://pauperclass.myblog.it/archive/2013/09/19/grillo-europeista-abbandonate-al-suo-destino-m5s-di-eugenio.html
19.09.2013


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Anonymous
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Ma ancora con questi articoli che cercano di dimostrare, senza argomentare e chiedendo un atto di fede, che il problema è l'Euro ed un ritorno alle monete nazionali sarebbe la salvezza???
No ma dai basta, non se ne può davvero più...
Se il problema fosse l'Euro, allora spiegatemi la crisi e l'austerità inflitta in UK, o in Lituania, o in Bulgaria...

Questo attacco di Orso ed Anatoli è completamente fuori bersaglio.
Il problema non è la moneta, ma l'ideologia dominante mercantilista che vede lo Stato come un intralcio ai suoi interessi. Altre volte Orso ha sostenuto queste posizioni, a che viene ora questo pippone?

L'Euro è solo uno strumento, come il coltello, che può essere usato per pugnalare al cuore la classe lavoratrice europea ma anche per tagliare le corde che la legano. Grillo in sostanza dice questo, nella sua confusione di neofita della politica economica, in cui un giorno dice una cosa ed il giorno dopo il contrario... poi attaccare Grillo... dai, è come sparare alla Croce Rossa... Grillo ha dimostrato da tempo di essere un pompiere e non un incendiario del "sistema".


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Giancarlo54
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E mandiamo dunque affankulo il M5S, tutto sta, però, a capire perchè chi ha votato il M5S lo ha fatto. Se qualcuno lo ha fatto perchè pensava che Grillo & Co. fossero la salvezza, è chiaro la sua delusione, se invece qualcuno, come me, lo ha votato SOLO ED UNICAMENTE per mettere in crisi il partito unico dell'euro e dell'Europa e far esplodere le contraddizioni interne al sistema partitocratico, cosa che sta puntualmente avvenendo, non può avere delusioni dal M5S. Si sapeva chi era Grillo e chi erano i suoi parlamentari, io sinceramente rimango sorpreso che ci fosse e ci sia ancora gente che spera in questa democrazia e nei partiti, IN TUTTI I PARTITI.


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AlbertoConti
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Se il problema fosse l'Euro, allora spiegatemi la crisi e l'austerità inflitta in UK, o in Lituania, o in Bulgaria...

Certo, sarebbero da spiegare, una per una, perché ognuna è diversa dalle altre.

Ma la domanda giusta è un'altra: queste crisi extra-euro come sarebbero oggi se i rispettivi paesi fossero dentro l'euro?

Non è accademia.

La controdomanda ovvia è: come staremmo noi italiani se nell'ultimo decennio abbondante non avessimo avuto i vincoli di bilancio del progetto euro? Quante aziende avremmo salvato dalla strage? Quanto avremmo risparmiato dei 100 miliardi d'interessi passivi sul "debito sovrano"? Quanti posti di lavoro in più ci sarebbero, e quanta cassa integrazione in meno per finanziare un welfare alla francese?

Ma la domanda delle domande è: quanto meno bugiarda sarebbe stata l'ISTAT nel dichiarare un inflazione più bassa di quella reale? (con le conseguenze del caso su stipendi e pensioni, cioè consumi interni)?


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Tetris1917
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uscire dall'euro e' una cazzata gigantesca.


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mendi
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Io direttamente affanculo ci mando Eugenio Orso e company.


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AlbertoConti
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Il che ci riconduce al problema fondamentale.

Certo, l'autonomia monetaria consentirebbe di andare controcorrente, con tutti i rischi che osserviamo tra i non-allineati, prima tra tutti l'Argentina che per molti altri versi ci somiglia.

Ma non è forse questa corrente ormai allo sbando? Non è forse chiaro che sta per collassare sistemicamente, lasciando intuire una drastica inversione di direzione?

Allora è meglio lasciarsi trascinare fino alla morte da una corrente ancora (per poco) prevalente o anticiparne il collasso invertendo la rotta quell'attimo prima di lasciarci l'osso del collo?


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AlbertoConti
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uscire dall'euro e' una cazzata gigantesca.

Di grazia, sei in grado di spiegarne il perchè, ovviamente esponendo queste argomentazioni allo stesso drastico giudizio?


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radisol
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La "sovranità monetaria" è certamente un tema centrale, anche se certo da sola non risolutiva ...

Che questa possa esercitarsi con l'uscita dall'euro ... o anche solo potendo battere direttamente come Paese moneta/euro e ricontrattando con la Ue tutto l'ambaradam di regole imposte .... è certamente dibattito interessante ... ma da farsi senza anatemi e preconcetti ...

Sui 5 Stelle la penso sostanzialmente come Giancarlo54 ... giusto votarli a febbraio e per me giusto votarli anche in futuro ... ma appunto in quello spirito, come protesta di massa contro lo stato di cose presenti ... senza farsi chissà quali illusioni su soluzioni di tipo parlamentare/istituzionale ...

La soluzione può venire solo da proteste sociali di massa ... penso ad esempio alla settimana di "assedio all'austerity" indetta dal 12 al 19 ottobre ... può essere un buon inizio ... e non a caso infatti sui media si sta costruendo una criminalizzazione preventiva di questa scadenza ... e sarà interessante vedere come il M5S sarà capace di fare da "sponda" istituzionale ad un crescere appunto di una protesta sociale di massa ...

Quanto ad "abbandonarli al proprio destino" ... i sondaggi li danno oggi al 20-21% ... a febbraio, pochi giorni prima delle elezioni, li davano al 17-18% ... poi invece presero il 25 % ... partita quindi tutta aperta ...

Ma, ripeto, la partita principale si gioca nelle piazze e nella società ....


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Anonymous
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La controdomanda ovvia è: come staremmo noi italiani se nell'ultimo decennio abbondante non avessimo avuto i vincoli di bilancio del progetto euro? Quante aziende avremmo salvato dalla strage? Quanto avremmo risparmiato dei 100 miliardi d'interessi passivi sul "debito sovrano"? Quanti posti di lavoro in più ci sarebbero, e quanta cassa integrazione in meno per finanziare un welfare alla francese?

Si parla di scenari fantastici, ma la mia impressione è che le differenze sarebbero minime. Le aziende avrebbero delocalizzato comunque e la disoccupazione aumentata lo stesso, perchè il processo di deindustrializzazione dipende in minima parte dalla politica monetaria. Il welfare sarebbe ai livelli minimi comunque, perchè la scelta di sostenerlo o meno è ideologica, anche in questo la politica monetaria c'entra poco.

A mio parere, il punto debole di questi discorsi è quello di riferirsi sempre ad un passato mitico, in cui si stava meglio e dove dovremmo tornare (cfr. manifesto Barnard-Mosley: Non eravamo Piigs, torneremo Italia).
In realtà il benessere dell’occidente (perchè di questo stiamo parlando) è stato determinato essenzialmente da 3 fattori: il ciclo di accumulazione del capitale partito dopo la II GM, che si esaurì proprio negli anni 70; lo sfruttamento bestiale dei paesi del III mondo e delle ex colonie; la disponibilità enorme di fonti di energia fossile a basso prezzo.
Sono condizioni in esaurimento ed irripetibili, alle quali la classe dominante ha risposto, per difendersi, anche (ma non solo) con l’orientamento ideologico contro la funzione dello Stato (ricordo che nelle facoltà di economia le basi teoriche sono ancora quelle mercantiliste di Hume e Locke).
La politica monetaria è marginale in questi processi, è solo uno strumento. Per questo sostengo che la questione Euro si / Euro no è fuori bersaglio e mi stupisce che Orso la cavalchi in questo modo dopo varie analisi che andavano in tutt'altra direzione.


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AlbertoConti
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Le aziende avrebbero delocalizzato comunque e la disoccupazione aumentata lo stesso, perchè il processo di deindustrializzazione dipende in minima parte dalla politica monetaria.

Minima parte? Se non credete a me credete al carrello della spesa, alle auto che circolano per le strade, agli elettrodomestici che avete in casa vostra, alle TAV al posto dei pendolari, ai bilanci famigliari, ecc. ecc.

I francesi ci hanno fottuto il lattocaseario, la GDO, le multiutility, gli olandesi gli ortaggi (!), tedeschi e austriaci tutto il resto! Che c'entra la politica monetaria? Non lo si può capire senza inglobare le regole nella politica monetaria: libera circolazione di merci e capitali in primis. Ma soprattutto la rigidità dei cambi. In una parola libertà e vincoli nei posti sbagliati, scusate se è poco.


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Anonymous
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sarà interessante vedere come il M5S sarà capace di fare da "sponda" istituzionale ad un crescere appunto di una protesta sociale di massa ...

A mio parere è un grave errore cercare una sponda in un movimento di adepti guidati da un arruffone milionario ed un esperto di marketing anarco-capitalista che tentano di impossessarsi di qualsiasi protesta sociale per canalizzarla.
Ho già espresso mille volte questa mia posizione, so di essere noioso, ma siccome "tifo rivolta" all'interno di quel movimento (come i tanto bistrattati Wu Ming), perchè escano una buona volta tutte le sue contraddizioni, questa volta il M5S ha l'occasione per prendere finalmente una posizione chiara.
Le iniziative del 12 e 19 ottobre hanno una chiara impronta di sinistra "radicale" (orrido termine, ma chiamiamola così per capirci). Se il M5S le appoggerà chiaramente, vorrà dire che la sua componente di sinistra, che so essere maggioritaria, romperà gli schemi del discorso grillesco e casaleggiesco, che è fondamentalmente autoritario, di destra e liberista.
Ma sono pronto a scommettere 100 euro che non lo farà, o al massimo darà un'adesione di facciata.


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radisol
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"la sua componente di sinistra, che so essere maggioritaria"

E' così ... solo che non si tratta di una "maggioranza" nascosta pavidamente in attesa di tempi migliori ... o timorosa degli strali di Grillo ..

Visto che la "componente di sinistra" ha un punto di riferimento certo al vertice del movimento ... che si chiama Gianroberto Casaleggio ....

Curioso peraltro che i tanti "esterofili" ... spesso tali perchè incapaci di misurarsi con la realtà che vivono tutti i giorni dove sarebbe obbligatorio fare scelte e prendersi personali responsabilità .... meglio dunque parlare di cose "esotiche" e lontane .... e naturalmente sempre pronti a fare qua sopra le pulci ai 5 Stelle .., non abbiano notato gli articoli del deputato 5 Stelle Alessandro Di Battista, quello che si scazza sempre con la "maestrina" Boldrini, sull' America Latina ed in particolare sulle lotte sociali in Colombia ... e Di Battista, già vicino alla Rete dei Comunisti/Contropiano e "casaleggiano doc", sta prendendo piede di fatto come leader parlamentare dei 5 Stelle alla Camera ...

Comunque, torno a ripetere .... il parlamento è solo un luogo cupo dove arrivano, affievoliti e spesso anche distorti, soltanto gli echi di quello che succede fuori ... e dove al massimo può esserci una buona "sponda" in questo senso ...

La partita vera si gioca da un'altra parte ...

Solo che i tanti iper-critici di Grillo che albergano qua sopra, anche quando non sono direttamente "alfieri" più o meno mascherati delle "larghe intese" oppure fascisti o "comunisti" - e ad esempio, proprio Orso può essere catalogato, secondo i gusti personali, in entrambe le categorie - semplicemente invidiosi dei successi elettorali del M5S, questa altra partita non hanno proprio nessuna intenzione di giocarla ...

Perchè appunto si tratta di fare scelte nette e di prendersi personali responsabilità ... meglio continuare a fare gli "opinionisti" autoreferenziali ...

Ce ne fosse uno che, dopo aver sparato gli strali d'ordinanza contro il M5S, dica poi chiaramente che la strada maestra è "scendere in piazza" ....


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Anonymous
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I francesi ci hanno fottuto il lattocaseario, la GDO, le multiutility, gli olandesi gli ortaggi (!), tedeschi e austriaci tutto il resto! Che c'entra la politica monetaria? Non lo si può capire senza inglobare le regole nella politica monetaria: libera circolazione di merci e capitali in primis. Ma soprattutto la rigidità dei cambi. In una parola libertà e vincoli nei posti sbagliati, scusate se è poco.

Alberto, tu vedi la crisi industriale come reversibile, come un effetto delle politiche monetarie, io no.

La rigidità dei cambi, i vincoli, i rapporti di forza tra le borghesie industriali di ogni nazione e fra queste e le elites finanziarie globali... d'accordo, è una faccenda molto complessa, ma è un gioco tutto interno alla classe dominante. Cosa cambia per un operaio della Parmalat essere sfruttato dalla Lactalis piuttosto che da Tanzi? Cosa ha a che fare tutto quello che scrivi con la redistribuzione della ricchezza?

Poi, a parte tutto, siamo così sicuri che la borghesia produttiva italiana, quella che ci ha portato ad essere la 2a o 3a forza industriale europea, sia da assolvere riguardo alla crisi attuale? E' tutto colpa dei kattivoni della UE, dei tedeschi e dei francesi? O forse c'entra anche la sua inettitudine, la sua corruzione, la sua arroganza, i sistemi produttivi obsoleti, ancora legati ad una filosofia "artigianale", tutte cose che le svalutazioni nascondevano, impoverendo la classe lavoratrice?


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Anonymous
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Visto che la "componente di sinistra" ha un punto di riferimento certo al vertice del movimento ... che si chiama Gianroberto Casaleggio ....

Radisol, stai delirando. Le frequentazioni di Casaleggio nella sua gioventù non ne fanno automaticamente un riferimento per la "sinistra". Proprio no.
Nei fatti e nelle idee, Casaleggio si dimostra un anarco-capitalista estremo, ideologicamente lontanissimo da ciò che intendiamo come "sinistra" (almeno credo, leggendo i tuoi interventi).
Così come il Grillo di 15 anni fa, quello no-global, che si lanciava contro le multinazionali, la finanza ed i poteri sovranazionali, è lontanissimo dal Grillo attuale, il cui discorso si esaurisce sulla kaaaasta e sui partiti che sono moooorti...


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