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Il Nobel per la Pace ha deciso l’escalation militare


Tao
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Illustrious Member
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Chissà se al comitato per il Nobel di Oslo sono almeno un po’ imbarazzati per la decisione del loro laureato di quest’anno, Barack Obama, di inviare altri 30/34 mila soldati in Afghanistan, in una tipica escalation in stile Vietnam. Per di più con il più ridicolo dei pretesti: “Finire il lavoro con Al Qaeda”. Al Quaeda non significa nulla dal punto di vista militare sullo scenario Afghano-Pakistano, e la retorica degli obiettivi presidenziali non ha la minima pezza d’appoggio nell’opinione degli analisti.

Bill Moyers è un ottimo giornalista del canale TV statunitense PBS. Nella seconda metà degli anni 60 faceva parte dell’amministrazione di Lyndon Johnson, e fu il periodo più orribile di quella guerra (soprattutto per i vietnamiti, particolare in genere dimenticato). Personalmente considero Lyndon Johnson un ottimo presidente, al di là della guerra criminale in Indocina, certamente migliore di JFK. Quasi tutta la legislazione sociale che da Reagan in poi ci si è dati da fare per smantellare l’aveva creata Lyndon Jonhson. Quanto al Vietnam, la considerava una trappola ereditata dai Kennedy (che detestava, anche se erano dello stesso partito) da cui la sua avvedutezza politica non aveva saputo guardarlo. Nonostante i suoi ottimi risultati in politica interna Johnson non si ripresentò alle elezioni proprio per l’amarezza di aver dovuto gestire quell’orrore.

La settimana scorsa Bill Moyers ha dedicato un’eccezionale puntata del suo Journal ( http://www.pbs.org/moyers/journal/11202009/watch.html ) , sulla PBS, al Vietnam, proprio in prossimità della decisione di Obama per una possibile escalation in Afghanistan.

La trasmissione aveva un taglio particolare. Jonhson aveva l’abitudine di registrare in segreto le conversazioni con i suoi più stretti collaboratori, e Moyers nel suo programma presenta un’ampia selezione di queste registrazioni sull’argomento del Vietnam.

Colpisce come in queste conversazioni la retorica solita della libertà, del comunismo, dell’Effetto Domino non ha alcuno spazio. Le affermazioni che ricorrono più sono sono: “in che casino ci siamo messi”, “prima di tutto non dovremmo neanche essere lì”, “che inferno, non so proprio come faremo a venirne fuori”.

Forse un giorno potremo leggere le trascrizioni che precedono la decisione di Obama di mandare più truppe in Afghanistan, e allora statene certi: non si parlerà di Al Qaeda o della lotta al terrorismo. Vi si leggeranno solo le stesse affermazioni confuse e ambigue che si facevano dietro le quinte dell’amministrazione Johnson.

Con qualche differenza. Prima di tutto — e mi dispiace dirlo perché avevo nutrito qualche speranza in Obama — da quello che si è visto finora temo che l’uomo non valga neanche una stringa della scarpa di Lyndon Johnson.

Inoltre Johnson non aveva ricevuto un Premio Nobel per la Pace anticipato.

Gianluca Bifolchi
Fonte: http://subecumene.wordpress.com
Link: http://subecumene.wordpress.com/2009/11/25/il-nobel-per-la-pace-ha-deciso-lescalation-militare/
25.11.209


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