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La “cattiva” finanza e la “buona” ignoranza.

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mincuo
Illustrious Member
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@Flavio Bosio
L'economia "reale" senza la finanza non esisterebbe nemmeno.
E' proprio l'ABC.
Neanche il negozietto esisterebbe. Anche quello necessita di credito, ad esempio. Sia bancario che dei fornitori. Altrimenti "realmente" non esisterebbero nemmeno il 99% dei negozietti "reali".
E gran parte delle famiglie non si comprerebbe neanche una casa "reale" se non fosse per i mutui.
La separazione netta è roba da TV, da blog o da asilo infantile, che poi è lo stesso.
Quando si fa qualunque cosa in economia si stila un piano che si chiama economico-finanziario, non "reale" o "irreale".
E lo si continua ad aggiornare ogni anno od ogni trimestre.

Per quanto riguarda invece la copertura del rischio è quella che permette all'impresa di fare l'economia "più reale possibile" per usare quella terminologia, che tradotta in termini meno trogloditi significa annullare il più possibile i rischi diversi dal rischio caratteristico che è il rischio d'impresa (cioè in sostanza la capacità dell'imprenditore di fare e vendere un buon prodotto).
Qundi un'impresa deve cercare di avere per quanto possibile solo il rischio d'impresa ed annullare i rischi, con cui peraltro ha a che fare per forza, ma che non sono il rischio d'impresa, come ad esempio i tassi di interesse, la materia prima, o i tassi di cambio se esporta o importa.
Così anche uno Stato.
Quello che ho messo sopra, sempre se uno un minimo ci arriva, è direttamente collegato con il "reale".
Anzi è molto "reale", Flavio Bosio.
Perchè ad esempio il Venezuela i programmi sociali e di spesa "reali" nonchè gli stipendi "reali", nonchè i prezzi "reali" della frutta, della verdura, della carne, dell'affitto ecc... oggi sono a catafascio in gran parte per via di non aver coperto il prezzo del petrolio "reale" con la "carta che copre carta" come la chiami tu, cosicchè poi si trovano 70 miliardi di dollari "reali" di meno.
E così importano meno medicine "reali", e perfino meno carta igienica "reale" che non c'è "realmente" nei supermercati.
E gli stipendi "reali" valgono un decimo di prima e per quello il 76% della gente è diventata povera.
"Realmente" povera.


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