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La follia della riprogrammazione cellulare biologica


GioCo
Noble Member
Registrato: 12 mesi fa
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Un cellulare è un apparecchiatura che funziona con un hardware e un software. Cioè c'è della ferraglia e poi ci sono istruzioni che dicono alla ferraglia cosa vogliamo che faccia. Un tempo c'erano gli orologi a cucù con un uccellino che a certi intervalli usciva per "cantare" le ore meccanicamente.

Ecco, con una piccola aggiunta possiamo intendere qualsiasi "programma" (intelligenza artificiale inclusa) come una serie di istruzioni per consentire a un meccanismo di fare quello che vogliamo faccia. Teoricamente quindi si tratta di un "ideale" rapporto d'amore, perché non ci sono misteri circa il meccanismo o quello che ci aspettiamo dalle istruzioni e se qualcosa non funziona sicuramente è un errore che si trova nella ferraglia o nelle istruzioni.

Tutto a posto? Finché parliamo di cose come cellulare, forse. Parliamo in fondo di una "scala di problemi" ancora affrontabile.

Ma cosa accade se un esperto di schermate blu che fingeva di spacciare programmi scritti col culo dall'aspetto estremamente affascinate, come "l'ultimo ritrovato della tecnologia", si mettesse a pensare la tua biologia corporea come fosse un cellulare?

Approfondisco per chiarire meglio il concetto. Se consideriamo la biologia come un insieme straordinario di meccanismi increbilimente sofisticati e quindi passibili (facilmente) di errori, soprattutto se l'ambiente non è ideale, ma che tende (da sola) alla perfezione, non è proprio proprio la stessa cosa di considerarli un cumulo potenzialmente infinito di errori che si replicano senza soluzione di continuità.

Se vivo la dimensione di un industria che fa soldi con gli errori che io stesso introduco per rendere illusorio un certo miglioramento che è certamente di sostanza e interessa certamene anche l'hardware e il software ma che non poggia su questo le sue migliori speranze economiche, quanto nella moda con cui rivesto l'estetica che rende accattivante la "novità" e nelle "possibilità secondarie" che gli errori (più la tecnologia è complessa più e facile nascondere un numero superiore di errori più o meno voluti e pianificati da cui poi l'untente finale dipende) discuidono dal momento che "obbligano" a successivi interventi, fideizzando un rapporto che altrimenti sarebbe a solo uso e consumo dell'utente finale e per renderlo dipendente da me, dai miei prodotti e servizi, allora la valutazione da fare con i farmaci per la manipolazione genetica potenzialmente genotossici è tutta un altra.

Non basta richidere una sicurezza farmacologica, perché non siamo davanti a semplice farmacopea. Ma al tenantaivo (rozzo, MOLTO rozzo) volutamente confuso di modellare la genetica celluare perché faccia quello che un altro vuole fargli fare.

Allo stesso modo un cellulare scarica APP di cui non sappiamo praticamente nulla. Dobbiamo fidarci di gente che ha passato la vita a fare soldi sulle schermate blu perché riprogrammino le nostre cellule? Dobbiamo fidarci del fatto che nel tentativo di "aggiornare" la nostra biologia cellulare per fargli fare qualsivoglia cosa, sia temporanea che permanente, la qualsivoglia cosa sia affidata "senza regolamentazioni di sorta" a qualcuno che ha dimostrato senza dubbio che il suo interesse è unicamente sfruttare biecamente farci su il suo successo personalissimo? Dobbiamo anche se sappiamo che la sua posizione sociale gli da una libertà d'azione e di potenziale danno che fatichiamo anche solo a immaginare?

Dobbiamo fidarci forse dell'apparato militare biomedico che lo sostiene, come i suoi tirapiedi e collaboranti vari, alla Fauci e Stoltenberg, solo perché "ci salvano" dai loro stessi errori?

Dobbiamo cioè senza sollevare dubbio, seguire sta gente che non ha fatto altro che dirci un giorno si e l'altro pure di intendere la loro "opera salvifica" a senso unico come un occasione per trarne profitto scommettendo "con il culo degli altri" senza scrupoli? Certo, non c'è nulla di male a fare profitto con qualcosa che salva la vita alla gente o ne migliora le condizioni in modo deciso. E' indubbio che i cellulari e la moderna tecnologia (anche la biotecnologia) hanno contribuito non poco al nostro benessere odierno e possiedono un potenziale incredibile per il miglioramento futuro e quindi non è in discussione la "rivoluzione tecnologia" in sé in questo spefico contesto. Ci sono un sacco di pecche da dover arginare che non fanno che aumentare con il progresso e le nuove tecnologie più sofisticate, non è tutto rose e fiori, ma dal momento che abbiamo accettato nella nostra quotidianità facendola nostra una certa tencologia e quindi di dipendere da tutto quello che da essa procede, certamente il dibattito non può vertere sul suo "farne a meno" e per il semplice motivo che tutta la società si "adatta" e riorganizza attorno a questa tecnologia e attorno (soprattutto) alle aspettave che rinnova. A meno che le prossime rivoluzioni non redano obsoleti gli impieghi anche nelle aspettative, modellando nuove fantasie circa le potenziali evoluzioni future. Ma non può nemmeno esimersi dal porsi domande circa le conseguenze e le necessarie azioni di contrasto per l'uso criminale che se ne può fare.

Il punto qui in discussione è "nel merito" di una specifica tecnologia e nel potenziale specifico che dischiude alla Mente criminale.

Modellare il patrimonio genetico, riprogrammandolo, dovrebbe essere un potere normato con estrema coerenza e perizia per l'interesse di tutti. Molto, molto di più che l'energia nucleare perché ha un potenziale infinitamente superiore. Non darei mai in mano a un bamboccio egoriferito con il pallino della fregatura la possibilità di modellare la biologia futura di chicchessia!!!

Qui siamo oltre al dott. Stranamore. Siamo al minchione pazzo con il parkinson davanti alla pulsantiera che decide quali corpi abiteremo.

Ora, si può discutere sul fatto che certa gente sia o meno consapevole di quello che fa, ma non sul fatto che norme estremamente severe sull'intervento genomico siano obbligatorie URGENTI e che l'attuale far west non mette in pericolo solo noi che non contiamo un ca%%o.

Ma proprio anche quelli che, pur essendo minchioni pazzi col il parkinson e proprio per quello, non sanno quello che stanno facendo. Ne gli importa.

Quando è uscita questa tecnologia per l'uso sconsiderato, ho pensato (ingenuamente) che le persone non l'avrebbero accettato. Un conto è inserire nel corpo un agente che sollecita in qualche modo il mio sistema immunitario a reagire, ben altro è inserirne uno che "fornisce istruzioni" alle mie cellule di cui (alla pari di un APP) non so bene alla fine quale sarà il risultato. Non solo perché non è stato adeguatamente sperimentato, ma perché il numero potenziale di implicazioni "spiacevoli" va ben oltre l'immaginario che l'azione di un normale farmaco induce a credere o pensare. Offrire il braccio per modellare anche solo temporaneamente il comportamento cellulare, senza sapere bene cosa devo aspettarmi e poi procedere con la censura sistematica di qualsiasi "effetto avverso" non è solo avventato, sciocco, criminale o qualsiasi termine del genere vi venga in mante... Ma apre il fianco della sicurezza sociale, civile e militare a infinite e incontrollabili evoluzioni future che potranno colpire chiunque, in qualunque momento, su qualunque scala e a prescindere dalla prevenzione messa in atto con limiti che sono propri solo della fantasia.

Non ho parole per descrivere il disastro. Lo contemplo ma è come stare davanti a un onda alta come tutto il cielo che sta per chiudersi sull'umanità e vedere che il mio prossimo gioca con il secchiello e la paletta, discutendo su come dovrà essere il suo prossimo castello.

Che se è un rifugio anti-atomico, con tutti i comfort che un mega-pluri-miliardario può permettersi, allora forse iniziamo ad avere contezza di cosa stiamo considerando.

Questa argomento è stata modificata 1 giorno fa 9 volte da GioCo

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