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La III Guerra Mondiale è la prima Globale


GioCo
Noble Member
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Secondo me la chiave per capire questi nostri tempi è il globalismo che è un fenomeno sottostante la globalizzazione (il processo) e che è indirettamente connesso alla Guerra Mondiale.

Il globalismo è un idea centrata sui mercati e sullo scambio di natura mercantile tra attori di vario genere che operano su scala globale (cioè accentrante e in futuro per tendenza proiettiva su scala Cosmica). Il globalismo potremmo quindi riassumerlo come "centralità mercantile" ideale: il meglio di tutte le società possibili e immaginabili deve porre il mercato (e non adesempio la polis come in antichità) come centro di ogni prospettiva futura.

Ora, ci sono fondamentalmente due sotto-scuole di pensiero che si confrontano con innumerevoli sotto-categorie ciascuna, la prima di radice storica anglofona e gestita per lo più da famiglie palesemente ebree aschenazite che da sempre lavorano al fianco della chiesa cattolica e ne sono di fatto il braccio armato (pensiamo alle guardi svizzere che sono un estensione degli accorti di protezione che il Vaticano ha storicamente con i Rothschild che gestiscono tutte le banche "centrali" del Mondo, tant'è che "centrale" è un marchio di fabbrica loro) quindi si parla di cattogiudaismo per sintesi. La seconda è più recente e prende le mosse da questa per delineare prospettive diametralmente opposte.

La parte cattogiudaica che in genere è associata con l'occidente ma è totalmente dissociata dal punto di vista della società civile (è proprietaria di una suo proprio "ideale" che cerca di far valere per tutti con il "soft power" da quand'è nata e per farlo ha chiarito al suo interno molto bene "cosa vuole essere da grande") da sempre ha come nemico primario la gente comune e per un semplicissimo motivo: non è inclusa nei suoi piani futuri ma anzi è esattamente "il nemico" da abbattere a ogni costo semplicemente da sempre e per statuto. Per capire il fenomeno basta il punto di vista storico: quando abbiamo avuto le prime rivoluzioni industriali a pagarne il prezzo più caro fu la nobiltà che venne spazzata via dal pensiero stesso comune che la vedeva prima indispensabile in quando propria di un ordine divino e dopo inutile in quanto residuo di un credo anti-scientifico. L'ascesa della borghesia fu la testa d'ariete con cui alcune nobiltà (formate meglio dal punto di vista scolastico e proprio dalle spinte cattoliche e in particolare gesuite) colsero l'opportunità per giocare nello scacchiere della politica internazionale nel tentativo di costruire una realtà "imperiale", dettata dal vecchio sogno mai sopito che nel Medioevo tentò in tutti i modi di ricreare l'unità romana. Fu la scoperta delle americhe a dare impulso al quadro di proiezione che si allargò all'improvviso "scompigliando" le carte in tavola e facendo acquisire alle dimensioni della volontà imperiale scale volumetriche in prospettiva nemmeno immaginabili prima e fu il mondo cattogiudaico a cogliere (ovviamente) per primo l'opportunità con l'alternativa del passaggio a oriente data dalle nuove terre scoperte che erano considerate di fatto "di nessuno" e con la necessaria estensione del concetto al controllo delle rotte oceaniche che rese la possibilità di imperio di fatto talassocratica e globale (cioé includente tutto). Certo, le terre appena scoperte erano invece di qualcuno da tempi atavici ma questo era un dettaglio molto marginale per il cattogiudaismo in cerca di motivi etici per la conquista di quel Nuovo Mondo e il nerbo della prima ideologia di genere razzista fu piantato dalla Scienza, quella naturalista e di Darwin che fu fatta propria dalla Fabian Society e per essere esportata sul scala globale. La Fabian Society nasceva per risposta interna al nascente comunismo certo, ma non per sopprimermo quanto per cavalcarne l'onda lunga e farne strumento, trasformarlo in cavallo di troia per altro e con una prospettiva di lunghissimo corso che andava ben oltre qualsiasi altra ideologia. Per ciò il primo nemico di tutti i movimenti "di sinistra" su subto il cattolicesimo e in genere coltivò intolleranza religiosa (come se l'ateismo non fosse una religione).  Vediamo già molto bene nel libertinaggio l'impronta di quell'ideologia della libertà che stava nella pancia del cavallo e che liberalizzava i costumi per dare alla classe borghese un orma identitaria da seguire (modello zombie) e che per forza di cose doveva essere opposta a quella vecchia e dominante basata invece sul domnio delle emozioni severo e rigido.

Con questa premessa tutto quello che viene dopo con le successive rivoluzioni industriali e culturali che concepiranno il modello aglofono di occidente hollywoodista diventa più chiaro. Un modello ovviamente costruito su un immagine ideale che mette al centro la libertà ma che di fatto è il suo esatto contrario, ma cerchiamo di capire meglio.

L'ideale di questa cricca è quello (in buona approssimazione) che pone il mercato sopra le regole. In altre parole non sono le regole che gestiscono il mercato, ma è il mercato che concepisce regole a seconda dei suoi bisogni e delle sue necessità che essendo estremamente liquide cambiano anche molto rapidamente e quindi allo stesso modo anche regole poste a garanzia del Mondo civile non possono essere imbalsamate da una gestione burocratica mastodontica e tutto ciò va inserito nel problema di contestualizzare la prospettiva globalista. Ma non era facile trovare un modo per derubricare come inutile la burocrazia dal momento che lo stesso globalismo si fondava sulla stessa. A sbloccare l'impasse (se così vogliamo chiamarlo) furono le nuove tecnolgie che negli anni 90 fecero il botto, ma già erano in cantiere nell'immediato secondo dopoguerra. Star Trek, la famosa serie TV ci ha dato un esempio di cosa intendevano per "futuro" questi architetti e in specie con "regole del futuro", quelle che valgono per pochi ed eletti che abitano il Mondo dei migliori. Tutti gli altri di fatto non possono che subire quel Mondo.

Il punto però di porre il mercato sopra le regole è abbastanza controverso e la burocrazia statale non è la sola nemica di questa ideologia delle "libertà" con le catene e ad ogni costo. Un altro aspetto è dovuto al fatto che gli accordi, qualsiasi essi siano, sono di fatto basati su regole e vincoli contrattuali, ma dal momento che queste cambiano che senso ha concepire contratti e accordi? La questione non è di lana caprina. Pensiamo ai contratti multimiliardari dove una parte a un certo punto si trova in difficoltà e l'accordo stipulato non gli conviene più portarlo avanti con i termini stabiliti in precedenza. In un mercato fatto solo da contratti? Tipo i future? Che si fa? Beh, se siamo straccioni tipo io o te che mi leggi, nulla, si subisce semplicemente la volontà del più forte che cambierà le regole e i dettati che le avallano a suo vantaggio come gli garba, se invece si tratta di un attore che ha forza da proiettare sufficiente a rivendicare le sue ragioni allora la faccenda cambia e si deve capire COME fargli la guerra. Da qui nasce il soft power e le nuove idee strategico militari di guerra ibrida e asimmetrica. Dovrebbe essere più chiaro adesso perché le guerre da mò che sono globali e di fatto tutte le guerre in corso oggi su scala regionale sono inscritte da decenni in un quadro di azione globalista a prescindere dalle ragioni di ognuno. Perché a dettare l'agenda è l'aspetto mercantile (prima che economico) per tutti!

Quindi il primo problema della proiezione di forza cattogiudaica è di fatto una "naturalizzazione" dell'ideale del più forte che prevale sul più debole. Come si concilia con la democrazia? Semplice, non lo fa. Quindi? Quindi la democrazia era solo un vestito superficiale, un modo per passare dalla società della scienza che decretava come "vero certo verissimo e inviolabile" il suprematismo di un certo occidente più nobile e ricco (non noi straccioni ovviamente!!!) su tutto il resto, alla romana, a uno più accondiscendente in superficie e generalizzato dove basta la condivisione delle idee. Quali idee? Beh facile, un paradosso: che la democrazia va esportata e adottata da tutti in quanto rappresenta il massimo dell'equilibrio civico e morale nonché la punta dell'intellighenzia occidentale e per ciò è moralmente giusto farlo anche con la forza se necessario per il bene comune e quindi ad ogni costo perché qualsiasi altra opzione è irricevibile di fatto e va condannata senza appello. Come vediamo questo quadretto poi si ripete a tutte le scale.

Tuttavia la democrazia è di fatto solo il cavallo di troia ideologico alternativo a quello comunista per irretire i nuovi schiavi del futuro massificati in un blob informe e inglobatorio del senso libertario e del senso civico autodistruttivo e nient'altro. A guidare l'inglobamento è sempre l'idea della libertà che è sempre una libertà dalle pastoie del vecchio che va derubricato senza se e senza ma per accettare che (alla fine) vince il più forte in quanto è una legge naturale che incarna il mercato che altro non è se non "la natura" in altre vesti.

A questo modello di pensiero da qualche decennio se ne è affiancato un altro che ha gravitato per qualche tempo accanto, immaginando di poter convivere in formule che potessero essere condivise e condivisibili. Ma il calcolo è sbagliato per un motivo semplice: come ti accordi con chi gli accordi li modella a seconda dei suoi capricci e per assecondarli pedissequamente perché pensa convintamente che questo sia giusto e doveroso, perché è ideologicamente infervorato dalla prospettiva di essere l'unico ad aver capito come funzionano le cose?

Questa seconda ideologia è una copia della prima con una sola modifica: le regole contano più del mercato. Non nel senso che non devono essere modificate, attenzione!!! Nel senso che ogni modifica va concordata nei tavoli dove la forza e sufficiente a fare casino (su scala regionale, cioè la "pace" relativa alla dimensione meramente globale degli accordi diventa un sostituto alla "libertà") e se una delle parti non è d'accordo, l'altra deve seguire le regole e perché spende la sua parola quando fa contratti, parola che vale più del mercato. Quindi è la supremazia della volontà umana su quella del mero meccanismo cosmico e naturale che ci domina e che prende le vesti di questo ente astratto, il mercato. In altri termini potremmo definirla la guerra tra l'emozione (o superiorità della macchina) e la razionalità (nuovo umanesimo) o intelletto antropoide che si ripresenta alla porta del Mondo dopo che era stata con filosofi alla Kant buttata fuori dalla porta a calci nel culo. Siccome dell'emozione non ci abbiamo ancora capito una ciulla di nulla, banalmente chi propone la versione più raziocinante di un mercato che non si regola affatto da sé non fa che incontrare le nostre migliori proiezioni capricciose e perché di fatto siamo stati lasciati orfani di una ideologia del buon senso, dovendo cavalcare quella di un altro per i suoi interessi. Come a dire che da schiavi nel Mondo libero (per quelli che possono permetterselo e a seconda del grado, mica tutto o niente) e appartenenti alla massa informe inglobata, il blob fluido velenoso che uccide, qualunque prospettiva appare meno orrida e infinitamente più attraente.

Gli uni e gli altri, stanno seguendo un dettato mafioso, cioè poggiato sull'omertà: ciò che vedi non è ciò che devi "sapere" o condividere. Solo che una è una congrega mafiosa che vede tutti gli altri non appartenenti alla famiglia come nemici a prescindere e quindi ogni più piccola concessione come una perdita che va recuperata perché "tutto è mio e gli altri se ne appropiano in modo indebito", l'altra vede il prossimo come una opportunità di sfruttamento e cerca nell'accordo di legare a sé l'altro, cioè di fare delle mire altrui un motivo per espandere le proprie. Si parla cioè di controllo con il ricatto esteso che è ben diverso (ne converrete) di un controllo che fa fede sulla semplice forza bruta.

Il mezzo per ottenere questa differente visione suprematista che possiamo quindi schematizzare come dettata dalla pura brama o sete di potere da una parte propria di un iper-ego globalizzato e dal ricatto a oltranza, dall'altra che fa finta di portare al tavolo delle trattative chi invece viene fideizzato non con ideologie strambe alla woke che pretendono la sostituzione forzata e blobbizzata degli ideali, svuotata di senno e di senso per costituire la base di un bestiame antropico futuribile del tutto acritico, adatto ai pezzi di ricambio per la bioindustria ad esempio, ma banalmente con la versione "povera" di ciò che già c'è e che da secoli per ognuno in giro per il Mondo funziona benissimo per ridurre ogni dissenso in silenzio e non si capisce perché debba essere sostituito con la forza. Putin ripete a ogni pié sospinto ai globalisti dementi che non serve forzare oltre la mano e secondo me ha ragione.

Ma il suo modello ideologico non si sposa con quello del cattogiudaismo che piuttosto che ammettere di avere torto si farà collasare dentro un buco cosmico quantico per poter dire che ha ragione. A dirlo non sono io che non valgo un ca%%o e non sono nessuno, ma gente che è proprio lì dentro in quelle asfissianti atmosfere e pur avendo capito benissimo l'antifona, non riesce a farci niente.


Citazione
oriundo2006
Famed Member
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Prima si fa di tutto per aumentare a livelli parossistici la burocrazia, raddoppiando i centri di controllo ( e di spesa ), moltiplicando le istanze decisorie, quintuplicando tasse come è stato fatto in Italia e poi: voilà, il 'mercato' non ne ha bisogno...dunque 'decidete' per il meglio...

Chiaro mi sembra. Prima si rendono le catene insopportabili poi si spinge il gregge dove si vuole. La medesima cosa con il 'non possederete più nulla' eccetera. 

Cito poi ''..una "naturalizzazione" dell'ideale del più forte che prevale sul più debole..'': come sia compatibile non tanto con la 'democrazia' ma con la stessa religione cristiana rimane un mistero che si può sciogliere solo pensando come facevano un tempo che 'satana lavora per il cristo'. Indubbiamente un 'accordo' tra i due c'è. Ma non ditelo a certi frequentatori di questo blog ! Potrebbero finalmente capire troppe cose...tra cui l' idea della 'rassegnazione' come veicolo a favorire il sovrapotere del più forte, ovvero del più spietato, ovunque.

La predicazione del falso 'buon gesù' da effettuarsi ovunque nel 'mondo', oggi compiuta con l'accettazione del modus capitalistico da parte della stragrande maggioranza dei paesi, coincide con l'antinatura dispiegata senza fronzoli e orpelli, ovvero con il dominio del maligno di cui la guerra mondiale serve come atto finale di presa di possesso della Terra attraverso l' olocausto generale: il metodo che preferisce.

Se questa entità lavora per una religione come quella cristiana ha lavorato talmente bene da far accettare come 'inevitabile' perchè desiderabile una simile apocastasis, rendendo ovunque la vita priva di significato. 

Questo post è stato modificato 2 mesi fa da oriundo2006

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