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L'ombra nera della lama affilata, il boia aspetta...

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Stodler
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Topic starter  

L'unica cosa che di buono ha portato il neoliberismo è la totale distruzione della religione e dei suoi irrazionali frutti.

Per nostra fortuna l'ombra nera del neoliberismo si staglia sulla religione e tutto distruggerà, magra consolazione lo so.

Ma il fatto di vedere 1700 anni di irrazionalità finire nel cesso non è poi tanto male.

E alla fine, la ccar e le sue figlie o figliastre, che sono state, de facto, di questo mondo levatrici, si "lamentano perchè gli si rivolta contro"?

Almeno di una parte ovviamente, vedi i don Gallo ecc. oppure la pantomima di Bergoglio, che non è altro se non puro effetto marketing.

Perfino Fedez se ne accorto.

Orsù dunque cara religione, l'ora è giunta, il boia ha affilato la lama cosa aspettate?

Porgete il capo.... porgete il collo e tutto finirà come d'incanto....

Stodler.


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helios
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Perfino Fedez se ne accorto.

mecc......ojoni!!!

Ma il fatto di vedere 1700 anni di irrazionalità finire nel cesso non è poi tanto male.

diciamo che era ora e che abbiamo avuto troppa pazienza ❗
forse abbiamo dovuto aspettare tanto perchè i cessi li hanno costruiti molto tardi


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lanzo
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Azz. se pure Fedez se ne accorto...


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Anonymous
Illustrious Member
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L'unica cosa che di buono ha portato il neoliberismo è la totale distruzione della religione e dei suoi irrazionali frutti.

Per nostra fortuna l'ombra nera del neoliberismo si staglia sulla religione e tutto distruggerà, magra consolazione lo so.

Ma il fatto di vedere 1700 anni di irrazionalità finire nel cesso non è poi tanto male.

E alla fine, la ccar e le sue figlie o figliastre, che sono state, de facto, di questo mondo levatrici, si "lamentano perchè gli si rivolta contro"?

Almeno di una parte ovviamente, vedi i don Gallo ecc. oppure la pantomima di Bergoglio, che non è altro se non puro effetto marketing.

Perfino Fedez se ne accorto.

Orsù dunque cara religione, l'ora è giunta, il boia ha affilato la lama cosa aspettate?

Porgete il capo.... porgete il collo e tutto finirà come d'incanto....

Stodler.

Purtroppo ci vorranno anni ed anni prima che spariscano preti, monache ecc. ( veri o finti cristicoli )...
E' sempre questione " de sòrdi " !

Ciao


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rutzboy
Reputable Member
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Post: 347
 

1700 anni di irrazionalità? Se un tuo avo sapeva contare leggere e scrivere ad ha potuto dare grazie a questo un tozzo di pane alla sua famiglia si deve alla Chiesa.

Quindi uno si fa francescano o monaca di clausura per soldi? Si vede che non avete mai conosciuto e non siete interessati a conoscere niente che riguardi la Chiesa che non sia pedofilia e corruzione.

Non è perche si chiama Chiesa Cattolica che essa sia priva dei peccati comuni in tutti gli uomini, ma nelle vostre cieche critiche ci avete mai pensato a quanto milioni e milioni e milioni di uomini e donne di Chiesa o Cattolici hanno sacrificato la loro vita per gli svantaggiati, quanti martiri, tutti nel nome di Gesù Cristo, tutti scemi?

Se la pensate così allora mo vengo da voi e ditemi vi prego come la devo pensare perchè io insieme a milioni su milioni di persone non ci abbiamo capito un cazzo, mentre voi sembrate proprio detenere tutte le verità che necessarie.

Io credo in Cristo e sono felice, nonostante le mie miserie.


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MarioG
Famed Member
Registrato: 11 mesi fa
Post: 3053
 

L'unica cosa che di buono ha portato il neoliberismo è la totale distruzione della religione e dei suoi irrazionali frutti.

Per nostra fortuna l'ombra nera del neoliberismo si staglia sulla religione e tutto distruggerà, magra consolazione lo so.

Ma il fatto di vedere 1700 anni di irrazionalità finire nel cesso non è poi tanto male.

E alla fine, la ccar e le sue figlie o figliastre, che sono state, de facto, di questo mondo levatrici, si "lamentano perchè gli si rivolta contro"?

Almeno di una parte ovviamente, vedi i don Gallo ecc. oppure la pantomima di Bergoglio, che non è altro se non puro effetto marketing.

Perfino Fedez se ne accorto.

Orsù dunque cara religione, l'ora è giunta, il boia ha affilato la lama cosa aspettate?

Porgete il capo.... porgete il collo e tutto finirà come d'incanto....

Stodler.

Vuoi vedere che l'irrazionalita' finisce anche lei come d'incanto?
(In virtu' del neoliberismo poi...)
Si liberi dalle sue ossessioni: ha da guadagnarci, persino in termini di razionalita'


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Tonguessy
Membro
Registrato: 11 mesi fa
Post: 2779
 

L'unica cosa che di buono ha portato il neoliberismo è la totale distruzione della religione e dei suoi irrazionali frutti.

Questa poi...il neoliberismo è figlio dell'etica protestante, ed è manovrata dai WASP.
Si tratta forse di una lotta interreligiosa che vede il predominio culturale ed economico del calvinismo, più che della "totale distruzione della religione".


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istwine
Prominent Member
Registrato: 11 mesi fa
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L'unica cosa che di buono ha portato il neoliberismo è la totale distruzione della religione e dei suoi irrazionali frutti.

Questa poi...il neoliberismo è figlio dell'etica protestante, ed è manovrata dai WASP.
Si tratta forse di una lotta interreligiosa che vede il predominio culturale ed economico del calvinismo, più che della "totale distruzione della religione".

Durruti, Fernesto, e questo qui come lo chiamate? Qui su CDC ci son gli antisemiti pare, questo è? Aiutatemi a trovare un termine.


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Tonguessy
Membro
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L'unica cosa che di buono ha portato il neoliberismo è la totale distruzione della religione e dei suoi irrazionali frutti.

Questa poi...il neoliberismo è figlio dell'etica protestante, ed è manovrata dai WASP.
Si tratta forse di una lotta interreligiosa che vede il predominio culturale ed economico del calvinismo, più che della "totale distruzione della religione".

Durruti, Fernesto, e questo qui come lo chiamate? Qui su CDC ci son gli antisemiti pare, questo è? Aiutatemi a trovare un termine.

Ugo, ma perchè quando qualcuno nomina il neoliberismo la Trimurti economistica si altera così tanto? Siete come un toro che vede il drappo rosso. E' forse il rosso che vi da così tanto fastidio?
Il segno di tale debolezza lo si vede da questo tuo intervento: non dici nulla sull'argomento ma cerchi epiteti personali. Argumentum ad hominem, questo vi resta.


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helios
Illustrious Member
Registrato: 11 mesi fa
Post: 16537
 

Il segno di tale debolezza lo si vede da questo tuo intervento: non dici nulla sull'argomento ma cerchi epiteti personali. Argumentum ad hominem, questo vi resta.

più che altro argomentano alla cazzium canem. Ma quando si finirà di sentir parlare di antiscemitismo ❗

Qui su CDC ci son gli antisemiti pare, questo è? Aiutatemi a trovare un termine.

il termine per queste scemenze perchè non è ancora giunto?


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istwine
Prominent Member
Registrato: 11 mesi fa
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L'unica cosa che di buono ha portato il neoliberismo è la totale distruzione della religione e dei suoi irrazionali frutti.

Questa poi...il neoliberismo è figlio dell'etica protestante, ed è manovrata dai WASP.
Si tratta forse di una lotta interreligiosa che vede il predominio culturale ed economico del calvinismo, più che della "totale distruzione della religione".

Durruti, Fernesto, e questo qui come lo chiamate? Qui su CDC ci son gli antisemiti pare, questo è? Aiutatemi a trovare un termine.

Ugo, ma perchè quando qualcuno nomina il neoliberismo la Trimurti economistica si altera così tanto? Siete come un toro che vede il drappo rosso. E' forse il rosso che vi da così tanto fastidio?
Il segno di tale debolezza lo si vede da questo tuo intervento: non dici nulla sull'argomento ma cerchi epiteti personali. Argumentum ad hominem, questo vi resta.

Eeeh alterare, con chi, con te? Ma dai. Ma perché tu hai detto qualcosa sull'argomento? Per me il neoliberismo è manovrato dagli ebrei, non dai calvinisti.


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Rosanna
Famed Member
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"Dietro la "potente lobby ebraica" degli Usa c'è qualcun altro"
di John Kleeves

Mi rendo conto che una opinione sugli ebrei espressa dal prof. Mark Weber è degna della massima considerazione. Il professor Weber infatti è statunitense ( è nato nel 1951 a Portland in Oregon ) e vive negli USA, dove come si sa esiste una forte comunità ebraica, ed il più cospicuo oggetto dei suoi studi, se non l'unico, sono proprio gli ebrei dato che Weber - direttore di un Institute for Historical Review in California - è uno degli storici più impegnati nel diffondere il cosiddetto revisionismo dell'Olocausto. Così Weber di ebrei se ne intende.

Ma ciò non significa che al riguardo debba sempre trovarsi dalla parte della verità, come effettivamente si è trovato per l'argomento dell'Olocausto. Secondo me infatti il prof. Weber sta diffondendo un'altra nozione sugli ebrei che questa volta è falsa : l'idea che la minoranza ebraica degli USA sia potentissima e che attraverso la sua lobby condizioni pesantemente la politica del governo federale, specie quella estera e va da sé quella mediorientale, sino al punto da essere quasi una eminenza grigia, un padrone occulto che manovra l'ignaro Paese per i suoi esclusivi interessi. Questo è il senso di un suo recente scritto intitolato A Look at the " Powerful Jewish Lobby " ( Un'occhiata alla " potente lobby ebraica " ), condensato sul quotidiano Rinascita del 20 luglio 2003 e che io appunto intendo contestare.

Statistiche ebraiche

L'idea dell'onnipotenza ebraica negli USA parte dalla constatazione che la minoranza ebraica, numericamente esigua, domina o è spropositatamente rappresentata in tutti i settori chiave del Paese, essendo giunta a tali esiti per suoi particolari meriti o capacità. Nell'articolo citato Weber fornisce i dati quantitativi del " presenzialismo " ebraico negli USA :

- Gli ebrei dominano nell'economia, dice : " .. Gli ebrei hanno giocato un ruolo centrale nella finanza americana durante gli anni Ottanta e sono stati i maggiori beneficiari di fusioni e riorganizzazioni economiche. Oggi, sebbene appena il 2% della popolazione sia ebraica, quasi la metà dei suoi miliardari è ebrea.. ".

- Essi sono più che presenti nell'establishment nazionale : " .. Gli ebrei sono meno del 3% della popolazione nazionale ma comprendono l'11% di quello che gli studi definiscono l'elite nazionale. Inoltre gli ebrei costituiscono più del 25% delle elite giornalistica e editoriale, più del 17% dei leader di importanti organizzazioni di volontariato ed interesse pubblico e più del 15% degli alti ranghi dell'amministrazione statale.. ".

- Essi più che dominano il settore intellettuale : " .. Durante gli ultimi tre decenni gli ebrei negli USA hanno superato il 50% tra i maggiori 200 intellettuali, il 20% tra i professori nelle università più prestigiose, il 40% tra i soci dei maggiori studi legali a New York e Washington, il 59% dei direttori, scrittori e dei produttori delle 50 maggiori pellicole cinematografiche dal 1965 al 1982, e il 58% dei direttori, scrittori e produttori in due o più serie televisive di prima serata.. ".

- Essi influenzano pesantemente i meccanismi elettorali : " .. L'influenza dell'ebraismo americano a Washington è largamente sproporzionata rispetto alle dimensioni della comunità, ammettono i leader ebrei e americani. Ma così è l'ammontare della somma di denaro che essi elargiscono per le campagne.. gli ebrei hanno da soli contribuito con il 50% dei fondi per la campagna di rielezione del presidente Bill Clinton del 1996.. ".

- Essi sono i padroni incontrastati di Hollywood : " .. Nei settori chiave dei media, specialmente negli studi cinematografici di Hollywood, gli ebrei sono così numericamente dominanti che definire questi affari sotto controllo ebreo è poco più che un'osservazione statistica. Hollywood alla fine del ventesimo secolo è ancora un'industria con una pronunciata coloritura etnica. Praticamente tutti i capi delle produzioni cinematografiche sono ebrei. Scrittori, produttori, e anche i meno evoluti direttori sono in larga maggioranza ebrei - un recente studio ha mostrato come superino il 59% tra i produttori di film a budget più elevato.. ". E' riportata anche una affermazione fatta dall'attore Marlon Brando nel 1996 : " Hollywood è governata dagli ebrei ".

Balle ebraiche

Innanzitutto, si tratta di dati numerici sicuramente soggettivi, e molto probabilmente nella generalità sensibilmente esagerati. Sistemiamo prima la questione della numerosità della minoranza ebraica negli USA, assunta una volta al 2% e un'altra al 3% : secondo le statistiche demografiche ufficiali USA essa è attorno al 3%. Quindi diciamo che quei dati sopra riportati sono delle citazioni tratte da Weber di altri autori, ed esattamente : del professore di Scienze Politiche Benjamin Ginsberg ; degli scrittori Seymour Lipset e Earl Raab, autori del libro Jews and the New American Scene del 1995 ; di un membro non specificato della Conference of Presidents of Major American Jewish Organizations ( Federazione dei Presidenti delle maggiori organizzazioni ebraico-americane ) ; dell'editore Jonathan J. Goldberg.

Sono tutti degli ebrei, anche Lipset. In pratica l'unica fonte delle citazioni riportate da Weber che non è un autore o una personalità ebraica è Marlon Brando. Ciò non dimostra che quei dati sono per forza gonfiati, ma che è probabile che lo siano, perché quando si viene all'influenza ebraica negli USA, lo Stato più potente della terra, ogni ebreo diventa un millantatore, proprio come un arabo che descrive il suo cammello. In più, si tratta di dati che per loro natura sono aleatori e opinabili. Come si fa a valutare i " 200 maggiori intellettuali " degli USA ? E come si fa a circoscrivere con tanta esattezza ( 11%, 25% ! ) l'" elite nazionale " o l' " elite giornalistica e editoriale " ? E con che criterio vengono stabiliti i " maggiori studi legali a New York e a Washington " ? E perché considerare solo New York e Washington e non anche Philadelphia e Boston, e altre mille città ? E perché considerare solo gli studi legali e non anche gli studi medici, di ingegneria, di consulenza aziendale eccetera ?

E come si fa a dire che " quasi la metà dei miliardari statunitensi sono ebrei " ? Questa affermazione odora più di terrorismo ideologico che di vanagloria semitica. Già è difficile assegnare la qualifica di miliardario ( in che periodo ? qual'è la " ricchezza " minima richiesta ? come è calcolata, in valori mobiliari, immobiliari, entrambi ? considerando solo il reddito ? valutando gli immobili a valore di acquisto, di mercato, di realizzo ? considerando o no la parte della moglie ? calcolando solo le attività o anche i debiti ? e in ogni caso dove prendere questi dati ? ), ed associarvi la religione rende la compilazione di un elenco impossibile, tanto che credo che neanche l'IRS o l'FBI ne possiedano uno. Vance Packard, l'autore del famoso I persuasori occulti del 1958, ha scritto un libro appositamente sui miliardari statunitensi, The Ultra Rich del 1989, per il quale ha personalmente intervistato 30 miliardari scelti fra i più rappresentativi della categoria : non ha dato importanza alla religione dei soggetti, ma il fatto è che solo di uno ha detto che era ebreo ( Lazlo Tauber ), mentre si potrebbe arguire dai cognomi che forse altri due o tre lo sono ( Melvin Simon, Samuel LeFrak e forse Ewing Kauffman ). Si tratterebbe di 3-4 su 30, pari al 10-13%. Per combinazione, è circa la stessa percentuale con la quale da qualche decennio gli ebrei sono presenti nel Senato federale, un organismo cui sono eletti quasi soltanto dei veri e puri miliardari, come i senatori Edward Kennedy e John D. Rockefeller stanno a esemplificare : su 100 Senatori quelli di religione ebraic
a sono sempre 10 o 11, forse qualche biennio anche 13. E questa dovrebbe essere la vera percentuale dei miliardari ebrei sul totale nazionale statunitense : diciamo del 10%. Un valore di ben 5 volte inferiore a quello accreditato da Weber.

Anche così si tratta di una percentuale più che tripla rispetto al 3%. Sì, e infatti io non nego che gli ebrei negli USA siano presenti - in certi settori in vista - più della loro quota nella popolazione : nego che lo siano al livello dei numeri proposti da Weber. E soprattutto io valuto questo " presenzialismo " ebraico negli USA secondo un'ottica assai diversa da quella di Weber, che evidentemente accetta il postulato - oramai un assioma - della superiore intelligenza ebraica. E' l'ottica che ho esposto in una speciale Appendice al mio libro sugli USA Un Paese pericoloso del 1999, che praticamente qui mi trovo per sommi capi a riassumere. ...

La " scoperta " degli ebrei da parte del Potere USA

Per quanto riguarda il " successo " della minoranza ebraica negli USA occorre sapere che le cose non sono sempre andate come oggi. C'è stato uno spartiacque, un anno che ha segnato un cambiamento radicale : il 1967.

Prima del 1967 gli ebrei statunitensi - percentualmente solo poco meno numerosi di adesso - erano una minoranza discriminata, emarginata, disprezzata e anche povera quasi come quella nera, ed infatti le battaglie per i diritti civili degli anni Sessanta videro gli ebrei fianco a fianco con i neri di Martin Luther King. La situazione domestica di discriminazione verso gli ebrei, e cioè di... antisemitismo, fu segnalata anche da Hollywood, negli ultimi sprazzi di quello splendido filone realista nato negli anni Trenta e di fatto messo poi fuori legge dal Congresso : possiamo ricordare The House I Live In, un cortometraggio prodotto dalla RKO nel 1945 ; Gentleman's Agreement del 1947 ( Barriera invisibile ), di Elia Kazan con John Garfield e Gregory Peck ; il celebre Crossfire sempre del 1947 ( Odio implacabile ) di Edward Dmytryk con Robert Mitchum. Se non ci fossero stati i neri e i portoricani, gli ebrei sarebbero stati in quel periodo lo strato in assoluto più povero della popolazione USA, la solita feccia della plebe ; in effetti nel sottobosco malavitoso gli ebrei abbondavano, sino a condividere quasi con gli italiani il monopolio della criminalità organizzata ( significativamente il braccio destro di Lucky Luciano era l'ebreo Meyer Lansky ). E questa solita misera minoranza ebraica, per il solito meccanismo detto, presentava il solito non trascurabile numero di ricchissimi.

Negli USA, fra l'altro, di quel solito meccanismo che fa scaturire fortune dalla misera massa ebraica si ebbe una dimostrazione macroscopica, esemplare : Hollywood. Si dice spesso che " Hollywood " è " cosa ebraica " ; come visto anche Marlon Brando ama ripeterlo. Lo si dice perché effettivamente furono gli ebrei a fondare l'industria cinematografica statunitense ( " Hollywood " ), mantenendone poi il monopolio o quasi per decenni. E perché furono proprio gli ebrei a fondare Hollywood ? Dobbiamo immaginare l'industria cinematografica statunitense agli albori, negli anni a cavallo del 1900. Era cosa nuova e incerta, basata su attività umane che non richiedevano specializzazioni o cognizioni particolari ; per contro i guadagni potevano essere enormi. Era la tipica situazione adatta a calamitare elementi sradicati, senza arte né parte, e disposti a rischiare, specie se confortati da dritte precise arrivate da amici o parenti residenti nella Francia dei fratelli Lumiere : perfetta per gli ebrei. Difatti furono loro ad impegnarsi tra i primi nel nuovo settore, sino quasi a saturarlo tramite quel loro consolidato nepotismo etnico ( un ebreo tira l'altro ), e di conseguenza anche le fortune che mano a mano germogliavano dal nuovo business ( il show business ) erano in maggioranza appannaggio di ebrei : si pensi che le cosiddette Majors di Hollywood, cioè le otto case di produzione più grandi, quelle che producevano il 65% dei film e il 100% dei cinegiornali, che controllavano l'80% delle sale di prima visione, che manovravano l'80% dei capitali investiti nel cinema e che incassavano il 95% dei noleggi ( MGM, RKO, UA, Universal, Paramount, 20th Century Fox e Warner Bros ), erano tutte di proprietà stretta di ebrei, gli stessi che le avevano del resto fondate. E sono proprio questi uomini, ed i loro direttori di produzione, a dimostrare come nella presenza ebraica a Hollywood non c'entrassero nulla il genio o altre particolari capacità, ma si trattasse !
solo di un gioco di opportunità, di disponibilità e di camarilla etnica : non erano approdati nella nascente industria del cinema provenendo da alte posizioni professionali o dirigenziali, testimoni di buone predisposizioni intellettuali, ma provenendo da... un negozio di pelletterie ( Adolph Zuckor ), un deposito di robivecchi ( Louis B. Mayer ), un banco di frutta e verdura ( Nicholas Shenk ), l'ufficio contabilità di un macello ( Carl Laemmle ). Quelli erano gli uomini che poi entrarono nel mito come i maghi dello star system, e stelle loro stessi.

Le cose per gli ebrei statunitensi cambiarono a partire dal 1967. Cosa era successo in quell'anno ? Si era svolta la guerra dei Sei Giorni, un evento apparentemente irrilevante o di modesta portata regionale che invece aveva avuto per gli USA un significato speciale : la scoperta del grande ruolo pro USA che Israele poteva ricoprire nel Medioriente. In effetti dopo quell'anno gli USA, che solo nel 1956 con Eisenhower avevano fatto sloggiare Israele dal Sinai senza tanti complimenti, cambiarono immediatamente politica ed in breve tempo divennero i grandi protettori dello stato ebraico, i garanti della sua esistenza.

Ciò portò ad un riesame generale dei rapporti con l'ebraismo. L'antisemitismo domestico tradizionale andava finalmente contrastato : non si poteva essere contemporaneamente protettori di Israele e antisemiti. Per l'estero ci si accorse del valore politico dell'Olocausto : c'era un popolo innocente, che i malvagi nazisti ( ma leggi : i malvagi della " Vecchia Europa " ) avevano tentato di sterminare arrivando a farne fuori ben sei milioni con camere a gas e forni crematori, e chi all'ultimo momento aveva sventato il piano ed ora vegliava sugli scampati erano gli USA.

Bel colpo : gli USA avevano proprio bisogno di vantare qualche merito morale di fronte al mondo, dopo il discredito di cui li aveva coperti la guerra del Vietnam. C'era poi tutta una serie di cose cattive che il Potere USA continuava e avrebbe continuato a fare, anche in casa ma soprattutto all'estero, per le quali sarebbe stato ottimo poter incolpare qualcun altro : gli ebrei erano proprio perfetti.

In breve, nel 1967 negli USA si era ripetuto ciò che con gli ebrei era spesso capitato : un Potere nazionale AVEVA SCOPERTO LA LORO UTILITA', e cominciava ad usarli, fingendo DI ESSERNE SUCCUBE. Iniziava così il periodo che dura tuttora, quello del grande " successo " ebraico negli USA.

Il Potere, specie attraverso i mass media, che sono a sua disposizione e che come si sa stabiliscono la scala dei " valori " per il grande pubblico, scoraggiò il tradizionale antisemitismo statunitense, che scomparve da ogni occasione ufficiale e pubblica e si affievolì di molto nelle sfere del privato. Significativamente però, a dimostrazione del suo radicamento, l'antisemitismo certo diminuì ma non scomparve del tutto dalla società privata statunitense, neanche dalla sua elite del danaro, quella che secondo Weber dovrebbe essere in maggiore familiarità con gli ebrei.

A Vance Packard, sempre nel suo libro già citato The Ultra Rich, capita di raccontare alcuni episodi significativi in merito, relativi praticamente ai nostri anni : nel consiglio municipale di Palm Beach, una delle residenze predilette dei miliardari statunitensi, il primo consigliere ebreo è stato ammesso solo nel 1984 ; nel 1989 sempre a Palm B
each si stava ancora discutendo se ammettere ebrei nei più prestigiosi circoli, il Balneare, il Tennis, il Golf Club ; il miliardario Leonard Samuel Shoen, fondatore della U-Haul dei traslochi, si distingueva oltre che per la ricchezza anche per gli incerti nella sua vita privata, fra i quali c'era il fatto che il suo nome sembrava ebreo e ciò gli precludeva molte porte ( Shoen invece aveva madre svizzera e padre scozzese, entrambi cattolici ).

In ogni caso, gli ebrei cominciarono a trovare porte spalancate ad ogni passo. Occupavano posti nelle Università, nelle redazioni della grande stampa e delle televisioni, nei consigli di amministrazione di società finanziarie e di altri servizi, negli studi legali di certe città, balzavano alla ribalta come scrittori, intellettuali, economisti ; in breve, effettivamente, si moltiplicavano in tutti quei settori nominati da Weber, anche se non in quelle percentuali. Come al solito essi erano introdotti in quei posti o lanciati al successo culturale da altri ebrei già piazzati, per il ben noto nepotismo etnico, ma ecco, tutto era diventato più facile, scorrevole, quasi scontato. Ha fatto eccezione Hollywood, citata davvero a sproposito da Weber fra i capisaldi del successo ebraico : qui infatti la percentuale di addetti ebrei è da lui (cioè da J.J. Goldberg ) posta al 59%, un valore lusinghiero solo apparentemente perché nei tempi iniziali era dell'ordine dell'80-90% . Proporzionalmente quindi la presenza ebraica a Hollywood è diminuita dagli inizi ; forse dopo il 1967 la tendenza al calo,

cioè a quella sostituzione di ebrei con elementi WASP che si è effettivamente verificata nel tempo a Hollywood, è diminuita o si è fermata, ma questo non può essere definito un successo. Specie se, secondo valutazioni che trovo più credibili, attualmente la quota di ebrei a Hollywood non è del 59 o del 60%, ma di meno del 30%.

Tutto ciò era ed è di fatto agevolato dal Potere negli USA, che è un Potere esclusivamente WASP, allo scopo di fare credere che gli USA sono condizionati dai loro ebrei : chi non apprezza le politiche USA incolperà i loro ebrei, o gli ebrei in generale.

Non è un vantaggio da poco per gli USA : gli europei, i latinoamericani, e in breve quasi tutti i popoli del mondo odiano la politica estera USA ma non mettono definitivamente all'indice questo Paese anche perché attribuiscono - magari silenziosamente - la sua malvagità ai suoi ebrei. Si pensi al mondo arabo, martoriato da decenni da un Israele cui danno via libera gli USA : lo scudo ebraico ha evitato e sta certamente evitando agli USA le ritorsioni e i rovesci politici nella regione che questi meriterebbero.

Così essendo, sarebbe logico che gli USA ammannissero la loro politica estera col numero più alto possibile di volti ebraici. Lo fanno, difatti : chi non sa che la politica estera statunitense è fissata da esperti quali Kissinger, Brezinski, Albright, dei quali è nota l'etnia-religione ? E chi non scorge la presenza al Dipartimento di Stato di elementi come Abrahms, Perle, Wolfowitz, ebrei notori anch'essi ?

Tutti sanno e tutti scorgono e ciò è quanto quel puro WASP dello Zio Sam vuole.

L'Olocausto fa comodo agli USA per i motivi propagandistici detti. Non è rovinoso per loro se è drasticamente ridimensionato dalla tesi revisionista ( 3/400mila morti di tifo e stenti in campi di lavoro ) : sarebbero sempre dei ben intenzionati, ingannati dalle false vittime. Ma certamente il suo trionfo è preferibile. In effetti, sull'Olocausto si è cominciato a spingere davvero a partire dal 1967 e chi lo ha fatto davvero sono stati gli USA. Certo, esso era alimentato dagli ebrei e dalle loro associazioni, di varie nazionalità, ma il danaro per tutti sostanzialmente proveniva dagli USA, così come da loro erano forniti i potenti canali di comunicazione mediatica : erano loro, cioè il Potere che li regola, a muovere tutto dietro le quinte. Ultimamente l'Olocausto - come ha denunciato anche l'ebreo statunitense Norman Finkelstein ( L'industria dell'Olocausto, Rizzoli 2002 ) - sembra essere diventato un'industria, o un sistema di estorsione, per pompare soldi in tasche ebraiche : associazioni di sopravvissuti ai lager fanno cause per risarcimento danni a governi, banche, industrie ed enti vari europei ostensibilmente a suo tempo compromessi e strappano sentenze o compromessi per importi multimiliardari, che intascano. Anche qua ci sono gli USA dietro : nessun governo, tribunale o industria dell'Europa darebbe un soldo a questi individui se non in seguito alla prospettiva di dover subire ritorsioni da parte della potenza che oggigiorno tutto può e nulla teme, che sono gli USA e non Israele.

USA che hanno anche interesse a tenere l'Europa sotto pressione, diciamo pure sotto ricatto. E non è neanche certa la destinazione dei risarcimenti : sopravvissuti ed eredi sembra che non intaschino mai niente e probabilmente le cifre dopo qualche giro finiscono in Israele, ma solo per alleviare il peso assistenziale autoimpostosi dallo Zio Sam.

Tutto ciò si riversò anche all'estero, nei Paesi sotto la dominazione o l'influenza statunitense ( come l'Italia ). Gli ebrei di quei luoghi cominciarono a prendere posti e lustro come mai prima, diventando sempre più visibili nei giornali, nelle televisioni, in libreria : improvvisamente erano diventati " intelligenti ", grumi di genio in nazioni avvolte nella tenebra mentale, in popoli di cavernicoli. I premi Nobel, che come si sa sono sempre stati assegnati per via politica, a seconda di chi e di come fa comodo, dopo il 1967 cominciarono a trovare sempre più facile la strada verso personalità ebraiche statunitensi - è ovvio - ma non ignorarono neanche gli ebrei di altre nazionalità, perché in fin dei conti l'idea era che a prevalere più che gli ebrei statunitensi erano gli ebrei in sé stessi. Si arrivò così con i Nobel ad autentiche farse, a rendere questo concorso una parodia della sua stessa parodia ( mi riferisco di sicuro al comico " Premio Ignobel " ), come quando nel 2002 il Premio per la letteratura fu assegnato all'ebreo ungherese Imre Kertesz, evento significativamente segnalato dal prof. Claudio Mutti con un articolo intitolato " Se questo è un Nobel " ( Rinascita 15/10/2002 ).

Il vero " peso " degli ebrei negli USA

In conclusione, il successo che Weber attribuisce agli ebrei statunitensi è un successo artificioso ; è iniziato solo nel 1967, ed è stato dovuto ad una decisione precisa del Potere USA, motivato dalle concrete considerazioni sopra esposte.

La " particolare intelligenza " o anche solo il " particolare talento per gli affari " degli ebrei non c'entra nulla : fosse stato per i loro meriti gli ebrei statunitensi sarebbero sempre rimasti ai livelli antecedenti il 1967, e cioè alla vera base della piramide sociale, poco sopra i neri ed i portoricani e circa alla pari con i paisà italiani. Cioè, avrebbero tenuto le posizioni circa sempre tenute nei Paesi ospiti dell'Europa, dell'Africa settentrionale e dell'Asia, nessuno dei quali si è mai fatto mettere sotto dai propri ebrei per via di " meriti ". Negli USA poi bisogna ricordare che a dominare sono i WASP, un gruppo che mediamente, dal punto di vista dell'efficienza intellettuale, ha ben poco da invidiare a chiunque. Credere, come gli ebrei statunitensi certamente credono vista la spensieratezza con cui divorano il banchetto messogli sotto il naso, che una minoranza come la loro possa prendere il sopravvento su un tale gruppo è solo un'altra dimostrazione di quella dabbenaggine di fondo che effettivamente lungo i tempi ed i luoghi si è spesso evidenziata.

La " potente lobby ebraica " che fa il bello e il cattivo tempo negli USA e ne condiziona o addirittura stabilisce le politiche estere è un mito.

Gli ebrei contano poco negli USA ; contano poco in quelli di oggi, hanno
contato poco in quelli di ieri, e tanto meno hanno contato in quelli di prima del 1967. Il governo USA non ha mai attuato alcuna politica né effettuato alcuna azione di rilievo che fosse solo nell'interesse degli ebrei statunitensi o di Israele e NON ANCHE nel suo. L'appoggio degli USA a Israele non è stato né un sentimentalismo verso le " vittime dell'Olocausto " né il frutto della pressione della lobby ebraica negli USA : è stato puro American Interest, una strategia scelta dagli USA per contribuire al controllo del Medioriente e del suo petrolio. Le estorsioni a danno di Paesi europei che sono state denunciate da Finkelstein hanno esiti positivi per i querelanti perché così vogliono gli USA, certamente, ma gli USA così vogliono perché la cosa fa comodo anche a loro, per i motivi detti sopra. Le leggi liberticide che alcuni Paesi europei, con l'indignazione dei loro stessi popoli, hanno adottato contro il revisionismo dell'Olocausto non vedono solo ebrei e Israele come beneficiari, ma anche gli USA, i quali gongolano del diffondersi in Europa dell'idea dello strapotere ebraico.

La stessa Hollywood, dove pure gli ebrei sono sempre stati tanto numerosi, per decenni addirittura la maggioranza, non ha mai prodotto niente - e intendo NON UN FILM - che fosse SOLTANTO nell'interesse ebraico e CONTRO quello statunitense. Questo perché Hollywood è sempre stata controllata in qualche modo dal Potere USA, che si è sempre reso conto delle sue potenzialità politiche e che non ha mai permesso - ebrei o non ebrei - la diffusione di " messaggi " non conformi. Nei primi anni il controllo fu eseguito informalmente tramite le Producers' Associations ( associazioni di produttori, di vari tipi ), quindi nel 1930 tramite il regolamento scritto detto Codice Hays, ed infine nel 1953 affidato alla Agenzia federale USIA ( United States Information Agency ), in pratica il Ministero della Propaganda degli USA ( vedi John Kleeves, I Divi di Stato, Il Settimo Sigillo, Roma 1999 ). Così, per esempio, l'" ebrea " Hollywood non ha mai realizzato un film non dico incentrato, ma neanche vagamente ispirato allo spirito del Talmud. Avrebbe potuto farlo, perché questo è il vero e peculiare spirito ebraico e qualunque ebreo ne desidera l'esaltazione pubblica, ma non lo ha mai fatto, perché ?

Perché esso urta i non ebrei, compresi certo i WASP, e così nessun ebreo di Hollywood ha mai osato produrre una tale pellicola, perché Hollywood non è " governata dagli ebrei " come dice Marlon Brando, ma anche lei come tutti negli USA dipende dal Potere USA. Il signor Steven Spielberg, ebreo, non confeziona tanti film pieni zeppi di propaganda ebraica occulta e palese perché così vuole lui per servire le sue cause ; lo fa perché ciò gli è PERMESSO e spesso addirittura COMMISSIONATO dal Potere, il quale segue i suoi propri scopi. Spielberg non è un " buon ebreo " ; è un buon persuasore occulto nel campo del cinema, che fa ciò che i padroni vogliono. Infatti, confeziona anche film pieni zeppi di propaganda statunitense, di American Way.

Si potrebbe continuare con altri esempi, ma il concetto ormai dovrebbe essere chiaro : tutto ciò che gli USA fanno per ebrei e Israele lo fanno perché fa comodo anche a loro stessi, e non perché sono plagiati dagli ebrei. Questo semmai lo fanno credere. Negli USA una lobby ebraica esiste ma la sua potenza è apparente ; essa si agita e tramite i suoi sforzi ottiene solo cose che già si era deciso che era conveniente concederle.

Essa esiste, ma c'è qualcuno dietro che la sostiene, innalzandola proprio come una maschera, qualcuno che di ebreo non ha niente : il Potere USA, sempre stato monopolio WASP.

Ma anche io come Weber voglio cercare di dare una veste " scientifica " alle mie valutazioni sugli ebrei statunitensi, anche io voglio suffragare il tutto con dei numeri, delle statistiche. Ho detto prima che gli ebrei statunitensi contano " poco " ; ebbene, quanto è questo " poco " ?

E' presto detto. Weber ha riportato tante statistiche atte a dimostrare l'influenza degli ebrei sulla società statunitense : ebrei tot percento dei " 200 massimi intellettuali ", tot percento della " elite del Paese ", eccetera. Ma a pensarci sarebbe bastato un dato solo : la quota del reddito totale nazionale di cui è titolare la minoranza ebraica. In un Paese come gli USA, dove ciò che conta è solo il danaro, ad ogni livello a cominciare da quello politico, questa dovrebbe essere la misura esatta della sua forza politica, non è vero ? Eppure, fra i tanti proposti da Weber proprio questo dato manca. Ma bene, rimediamo subito dicendo che : la minoranza ebraica statunitense, che numericamente costituisce circa il 3% del totale della popolazione, rappresenta circa il 7% del totale del reddito nazionale.

E a dimostrazione che negli USA il danaro davvero è tutto e misura e stabilisce tutte le cose, comprese quelle politiche, si può constatare come questa - circa il 7 % - sia circa anche la percentuale degli ebrei eletti al Congresso federale, il supremo organo politico degli USA, anche questo - a pensarci - un dato non fornito da Weber. Nel 1999, l'ultima volta che ho fatto il calcolo, gli ebrei erano 11 su 100 al Senato e 25 su 435 alla Camera dei Rappresentanti, cioè in totale 36 su 535 pari al 6,7%, la stessa percentuale circa del ventennio precedente e che dovrebbe essersi confermata anche in questo anno 2003 dopo i rinnovi parziali del 2000 e del 2002. Il fatto che la percentuale di ebrei è più alta al Senato riflette quanto già segnalato dietro, che i senatori sono tutti miliardari e gli ebrei presentano più miliardari di quanto spetterebbe alla ricchezza media del gruppo.

Questo è dunque il vero " peso " della minoranza ebraica USA e della sua " potente lobby " : su di una scala di 100 esso è di 7. Non mi pare molto, anzi mi pare poco. Quasi niente, direi.

John Kleeves

http://www.foonews.net/it-politica/4...c-qualcun.html

https://forum.termometropolitico.it/598939-dietro-la-potente-lobby-ebraica-degli-usa-c-e-qualcun-altro-di-john-kleeves.html


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Tonguessy
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questa lunga (e brillantissima) disamina del compianto Kleeves mette nero su bianco aspetti che troppe persone, prese dalla facile enfasi contro certe lobbies, non riescono ad assimilare.
Alla base di tutta l'attuale situazione c'è il predominio delle elites WASP che sono riuscite ad imporre il loro modello culturale ed economico. Nelle sue parole:
"gli USA avevano proprio bisogno di vantare qualche merito morale di fronte al mondo...Tutto ciò era ed è di fatto agevolato dal Potere negli USA, che è un Potere esclusivamente WASP..Negli USA poi bisogna ricordare che a dominare sono i WASP"
e conclude affermando:"Questo è dunque il vero " peso " della minoranza ebraica USA e della sua " potente lobby " : su di una scala di 100 esso è di 7."
L'altro 93%? WASP!
Reaganomics, Chicago boys, Thatcherism e via elencando


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istwine
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Registrato: 11 mesi fa
Post: 824
 

No ma il problema non era quello. Di brillantissimo non ha niente questa disamina, per esempio non ha fonti, che sarebbe un inizio, ma non importa, non è questo il problema adesso.

Il mio discorso è: se uno dice che gli ebrei sono i protagonisti del neoliberismo, viene definito antisemita o fascista, in genere. Se uno dice che è dominato dai WASP, dai calvinisti, questi come li si declina? Non dai capitalisti a prescindere dalla religione, ma dai WASP, ecco, i fautori di questa tesi come li chiamiamo?

Io volevo solo un corrispettivo del termine "antisemita" o "fascista". Qualcosa del genere. E ho chiesto l'aiuto di due grandi etichettatori come il Durruti e Fernesto. Mica volevo polemizzare con la tesi sui WASP o sugli ebrei.


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Tonguessy
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Post: 2779
 

Io volevo solo un corrispettivo del termine "antisemita" o "fascista". Qualcosa del genere.

Già. Hai bisogno di tassonomie. Sennò cosa succede? E perchè Durruti dovrebbe farti questo favore? Da solo non ci riesci?


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