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Populisti


dana74
Illustrious Member
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Populisti

Written by Cloro. Posted in cultura, Italia, Politica

Grillo è stato accusato di “populismo”. Di pietro a suo tempo pure.

Nuovi movimenti con anche un programma politico ragionevole e praticabile (come quelli di Fernando Rossi e Giulietto Chiesa), sono giudicati “populisti” e, siccome la cultura degli italiani non è il massimo e spesso le parole sono banali ma una storia ce l’hanno, andiamo a vedere cosa significa esattamente “populista”

Soffermiamoci sul punto 2: chi sostiene e pratica una politica che asseconda le aspettative popolari(questo ce lo avrebbe in comune con la democrazia) per lo piu’ in modo demagogico. A ‘sto punto andiamo a vedere il significato del termine “demagogia” sul medesimo vocabolario (copioincollo)

Pratica politica mirante a ottenere il consenso popolare, facendo mostra di condividere i malumori e le rivendicazioni, anche irragionevoli, della maggioranza e di battersi per dare ad essi una risposta positiva: fare della d.
2 Regime politico basato su tale pratica di governo, tradizionalmente e generalmente considerato come la degenerazione della democrazia

Ora: relativamente al significato 2) da filosofa so che il termine “demagogia” è stato usato approfonditamente da Platone in un’opera che s’intitola “Repubblica” (come il giornale) ed egli lo riferiva alla concezione della politica che si era confezionata nella polis democratica (quindi elettiva) a seguito dell’operato dei sofisti.. Questi erano “maestri di virtu’, laddove per virtu’ intendevano la capacità di qualcuno di farsi eleggere all’arcontato, raccontando belle scemenze agli elettori con linguaggio forbito, in modo che si impressionassero.
L’immenso Petrolini sfotte la demagogia (del DVX, ma anche universale) attribuendola a Nerone, nell’immortale sketch “bravo-grazie”: il popolo quando sente le parole difficili (pria) si affeziona.

Sostanzialmente la demagogia è il modo in cui un politico si crea il consenso necessario a prendere e a mantenere il potere. Nella storia antica ci sono stati periodi in cui un politico (dittatore o primo console o imperatore o re) faceva un patto “demagogico” con la “plebaglia”, dando ad essa cio’ che le faceva piacere (panem et circensem, per lo piu’) ed escludendo dalla condivisione del potere i nobili. Un gradino sotto la dignità della famiglia regnante, questi aspiravano a vivere e ad essere come il capo. Erano la classe piu’ costosa dopo il clero (pagano o cristiano, non importa), perchè erano mossi da competitività in quanto al prestigio familiare, alle proprietà e al potere.

Oggi la demagogia è praticata attraverso i mass media e c’è anche da dire che dal momento in cui lo sviluppo della rivoluzione borghese ha portato questa nuova classe sociale a gestire la fabbricazione e il commercio (e il perfezionamento continuo) di armi da fuoco, risulto’ un po’ difficile per i politici sottrarsi alla condivisione, con la borghesia, del potere stesso.

Questo meccanismo -che si verifico’in tempi diversi in tutto il mondo, quando esso fu pervaso dalla rivoluzione industriale modellata dalla cultura borghese europea, viene ben illustrato da un film che a scuola, potendo, faccio guardare, che è “l’ultimo samurai” con Tom Cruise. Qui appare evidente come il nuovo imperatore, instauratosi in Giappone dopo la rivoluzione Meji dopo la metà dell’800, sia praticamente un burattino nelle mani dei capitalisti francesi, inglesi e statunitensi. Che impongono un’industrializzazione spaventosa in pochissimo tempo di quel paese, peraltro privo di materie prime.

L’azione politica dell’occidente, in quel caso, fu rendere il Giappone un mercato per l’industria e creare una sua dipendenza dai traffici internazionali.

Possiamo dire che in tutt’Europa, nei secoli passati, il potere politico si sia progressivamente spostato nelle mani borghesi, per via dei prestiti che venivano concessi alle casate nobiliari e per via della tecnologia bellica che rendeva gli ordigni sempre appetibili (e acquisti obbligati)per i politici, costretti dalla rivoluzione industriale stessa a sottomettersi alle regole del nuovo stato di cose che andava via via modificando la vita delle persone, il paesaggio, le forme di potere tradizionale e via dicendo.

La demagogia è lo strumento con cui -in età contemporanea- la borghesia ha cercato di tenere buone le masse ovvero di eccitarle per accompagnarla nei varii “risorgimenti”.
Un abilissimo demagogo fu Giuseppe Mazzini (massone?) che conio’ il motto “dio e popolo” conciliando i “senza dio” liberali con il sentimento popolare religioso degli italiani. Non combinò molto, ma almeno rese familiari le parole d’ordine della rivoluzione borghese in italia e nel contempo abbozzo’ anche una giustificazione per far sì che la gente, per la prima volta nella storia, venisse mandata al fronte gratis, obbligatoriamente. Dio e popolo, da cui “dio patria e famiglia” (o Gott mit Uns).

La demagogia si fa volta per volta nazionalista o guerrafondaia, schiacciando il pedale sui mantra a cui la gente per una ragione o per l’altra, è piu’ sensibile. Tornando a Platone, per lui la demagogia -degenerazione del sistema elettivo delle istituzioni- era proprio l’attitudine (sofistica) del politico a prendere per il sedere con false opinioni infiocchettate di sofismi, il popolino.

Se il populismo risponde dunque alla definizione di gestione demagogica del potere che strumentalizza i sentimenti della moltitudine, puntualmente tradendone le aspettative, direi che un po’ tutta la classe politica odierna, da SEL (e dal suo leader filoimperialista, tanto poetico con le parole, quanto inconsistente nella prassi) alla destra piu’ o meno istituzionale (Bersani Berlusconi, bossi, Storace ecc) è stata ed è populista. Anzi possiamo pure dire che la pur breve storia dell’Italia unita è stata (ed è) caratterizzata da gruppi dirigenti e famiglie che hanno praticato il populismo.

Il problema, casomai, è di ordine antropologico, vale a dire bisognerebbe chiedersi come mai gli italiani, nel passato e nel presente, siano sempre così sensibili alle seduzioni di populisti di ogni specie e di ogni matrice ideologica (dai liberali, ai fascisti, ai cristiani, ai “progressisti”) lasciandosi trascinare in avventure politiche rovinose come due guerre mondiali (a pochi decenni dalla nascita del nostro paese come stato unitario) ed oggi in questa truffa colossale introdotta dagli interessi della borghesia finanziaria che ha voluto fortemente l’euro e le cui conseguenze, finalizzate al mantenimento dei privilegi di pochi che ingrassano sul capitalismo di guerra, stiamo pagando tutti.

http://www.cloroalclero.com/?p=10013


Citazione
tamerlano
Estimable Member
Registrato: 8 mesi fa
Post: 198
 

La demagogia si fa volta per volta nazionalista o guerrafondaia,

Forse voleva dire (o comunque io direi): "volta per volta nazionalista o antinazionalista". Come è stato il caso dell'Italia, prima con l'unità gli italiani sono stati "pompati" di nazionalismo perché li si doveva preparare alle guerre con l'Austria (l'onda lunga di ciò arrivò fino al fascismo), poi, dal secondo dopoguerra in poi, disfattismo e antinazionalismo a piene mani unitamente all'annacquamento dell'identità nazionale con indebolimento della identità nazionale, delle istituzioni statali, immigrazione selvaggia,ecc...

Il problema, casomai, è di ordine antropologico, vale a dire bisognerebbe chiedersi come mai gli italiani, nel passato e nel presente, siano sempre così sensibili alle seduzioni di populisti di ogni specie e di ogni matrice ideologica (dai liberali, ai fascisti, ai cristiani, ai “progressisti”) lasciandosi trascinare in avventure politiche rovinose come due guerre mondiali (a pochi decenni dalla nascita del nostro paese come stato unitario) ed oggi in questa truffa colossale introdotta dagli interessi della borghesia finanziaria che ha voluto fortemente l’euro e le cui conseguenze, finalizzate al mantenimento dei privilegi di pochi che ingrassano sul capitalismo di guerra, stiamo pagando tutti.

Idem come sopra, propaganda e politiche mirate a fare in modo che gli italiani venissero indotti a comportamenti autolesionisti... 😥


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