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reddito di cittadinanza


vic
 vic
Illustrious Member
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Se ne parla un po' ovunque del cosiddetto reddito di cittadinanza.
In Svizzera e' un argomento che sta per incamminarsi verso una votazione popolare in quanto e' stata lanciata un'iniziativa al proposito, che ha gia' raccolto il numero necessario di firme in pochissimo tempo, e c'e' tempo fino ad ottobre.

La RSI propone su LA2 un dibattito sul tema fra partecipanti di diversa opinione politica. Fra loro anche l'iniziatore dell'idea, Joerimann.
Quanto costerebbe ad una nazione come la Svizzera un reddito di cittadinanza di 2500 sFr al mese?
Si stima all'incirca 200 miliardi all'anno, che non si sa chiaramente da dove pioverebbero.
Curiosa la posizione del sindacalista che e' contrario.

Il dibattio televisivo, andato in onda ieri, si puo' seguire qui:
http://info.rsi.ch/home/channels/informazione/info_on_line/2011/12/13--60-minuti-di--Euro-alla-deriva-


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yiliek
Estimable Member
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Il sindacalista deve difendere la sua categoria che specula sul lavoro e che grazie a questa iniziativa non avrebbe più senso di esistere.
I discorsi dei sostenitori del no nel dibattito non stanno in piedi o comunque si appoggiano su un idea della società che ormai ha raggiunto il suo picco.
Bisogna rivedere il senso del lavoro e il suo significato.
Orwell nel libro 1984,scritto alla fine degli anni '40 già osservava come la tecnologia aveva sostituito il lavoro umano in ampi settori dell'industria ma che questo non comporterà un aumento del tempo libero e conseguente miglior qualità della vita perchè il lavoro a tempo pieno è necessario alle Elites per mantenere lo status quo (io la faccio breve).
Una società in cui grazie anche al reddito di cittadinanza si trovasse in condizione di avere più tempo libero da dedicare allo sviluppo della propria individualità è estremamente pericolosa e quindi questo concetto sarà sempre osteggiato in maniera trasversale.
Poi, come mettere in pratica questo concetto è un altro discorse che merita approfondimento, i mezzi ci sono....ampiamente!


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Coilli
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Basterebbe dire alle elites che con più tempo libero la gente guarderebbe ancora di più la tv e il cervello gli andrebbe ancora più in pappa...


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glab
 glab
Honorable Member
Registrato: 8 mesi fa
Post: 539
 

Basterebbe dire alle elites che con più tempo libero la gente guarderebbe ancora di più la tv e il cervello gli andrebbe ancora più in pappa...

sarebbero capaci di dirti che per il momento è già abbastanza in pappa così com'è e non c'è bisogno di fare di più, casomai si vedrà in futuro. 😛


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vic
 vic
Illustrious Member
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E' un'ottima idea quella di andare in votazione sul tema del reddito di cittadinanza. Giocoforza se ne dovra' dibattere in lungo e in largo. In fondo e' questo il senso della democrazia, che dei temi se ne parli.

Ora va detto che sul reddito di cittadinanza siamo tutti alquanto impreparati.
Primi fra tutti i tipi alla Pamini, che si proclamano superliberali ma sembrano vivere nel mondo della luna, coi piedi al caldo, pieni di se', ma che poi alla prova dei fatti in votazione non li segue quasi nessuno.

E' una questione di prospettiva. Ci vuole prima di tutto una base filosofica, qualcuno che inquadri bene la situazione della nostra societa': lavoro che si sta trasformando inesorabilmente in attivita' precaria mal retribuita da semischiavi. Cio' accanto ad una produzione industriale altamente sofisticata con macchine e computer che imperversano. Il reddito di cittadinanza puo' essere un modo per restituire alla societa' il guadagno di produttivita' ottenuto con l'impiego di macchine.

Come si faceva notare nel dibattito, puo' essere un modo anche per finalmente riconoscere il lavoro non retribuito, quello di allevare i figli, di tenere in ordine la casa, di essere attivi nel volontariato.

La grandi questioni pratiche sono due: come far quadrare i conti, come limitare territorialmente il reddito di cittadinanza, onde non essere invasi da mezzo mondo di furbastri.

Gia' la rendita di vecchiaia fatica a seguire l'andamento demografico. Quando venne introdotta la speranza di vita era di 65 anni. In pratica nel 1948 si prometteva una rendita di vecchiaia a chi non aveva piu' speranze di vivere un gran che. Oggi la speranza di vita e' attorno agli 84 anni, i giovani sono sempre meno in percentuale della popolazione, per cui non ce la fanno piu' a mantenere gli anziani.
Se si fatica a finanziare la vecchiaia e' difficle immaginare come si possa finanziare il reddito di cittadinanza. Pero' mai dire mai. Chissa' che non salti fuori qualche proposta decente.

Prendiamo una famiglia composta da 4 persone: dovrebbe prendersi un reddito di cittadinanza di ben 10mila sFr/mese. Un'entrata mica male, direi. Come fa lo stato ad erogare simili somme, in modo regolare, per tutta la vita?

Non vorrei che la risposta fosse: svaluta continuamente e costantemente la moneta! Si cadrebbe dalla padella nella brace.

Il tema e' ora sul tavolo. Speriamo che escano delle proposte pratiche con capo e coda. Fatto e' che la questione sta letteralmente spaccando in due le sinistre. Altro sintomo che non sono solo i superliberali ad essere fuori dalla realta'. Si tratta di andar oltre, perlomeno riflettere se si puo' andar oltre. Senza furbate ne' furbastri.

Secondo la mia modesta opinione il reddito di cittadinanza dovrebbe rilanciare l'idea di milizia: politica di milizia, cittadino soldato, servizio civile di milizia, volontariato. E' esattamente il contrario di un invito all'ozio, come proclama il supponente sbarbatello Pamini che non mi pare abbia dei gran calli alle mani.

Mi viene in mente un esempio in piccolo di reddito di cittadinanza: i sussidi ai contadini. E' o non e' un reddito di cittadinanza per esser contadino? Uno che fa il contadino di montagna in Val Calanca senza questi aiuti morrebbe di fame. Perche' il contadino di Calanca si' e io no? Ne' io ne' lui stiamo con le mani in mano, ognuno a suo modo e secondo le proprie competenze ed attitudini. Altro che ozio, Pamini, svegliati, scendi dal fico, fichetto.


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Tonguessy
Membro
Registrato: 8 mesi fa
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In fondo e' questo il senso della democrazia, che dei temi se ne parli.

Si, se ne può parlare fin che si vuole, basta che alla fine si faccia a modo loro.
Questo, in fondo, è il senso della democrazia.


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