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Religione e Preghiera


GioCo
Noble Member
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Leggendo Blodet (QUI),
mi sono chiesto effettivamente cosa porta gli individui ad avere reazioni emotive così forti pro e contro le religioni.

Voglio dire, un conto se fossero obbligatorie, come lo erano i sacrifici nei templi precolobiani o in certe culture tribali, un conto è vivere dove professare anche l'ateismo è legittimo come essere credente di una fede di tua scelta.

Se da una parte non condivido nulla dei principi cristiani, a cominicare dal Gesù vivente o dal Satana vivente (entrambi chiesa cattolica non sono concetti e tanto meno "spiriti", ma esseri vivi e di carne che possono esercitare un influenza di qualche tipo sui destini umani) dall'altra capisco molto bene Blodet quando parla della sofferenza e della predicazione di un Dio buono e capisco anche la rabbia di chi si scaglia contro i preti che portano il conforto di quel Dio "buono".

I nostri vecchi sapevano che la vita era fatta di esperienza pratica e che l'apprendimento era un esercizio di risparmio e privazione, consumato nel dolore e nel disagio che forgiano la resistenza. Nel loro tempo, dove tutto era necessario ottenerlo con l'esercizio delle mani, dalle case al cibo, dalle scarpe (che andavano continuamente riparate) ai vestiti rattoppati, fino alla legna che bisognava centellinare perché finita la scorta non era detto che potevi prenderne altra, per ciò rischiavi di rimanere al freddo e di mangiare crudo.
Ogni risparmio era un sacrificio, ogni sacrificio era per mantenere un tenore di vita accettabile, cioè non fatale.
L'esperienza dei più anziani diventava vitale conservarla, perché avevano visto più cose e sapevano meglio dispensare nel tempo quello che si poteva o non si poteva godere tra tutti i beni disponibili.

Ogni aiuto era prezioso per la comunità e le donne erano considerate "più deboli" e da proteggere non per un atto di ingenuo maschilismo (la stron..a della "donna del focolare" venne propinata dalla propaganda fascista), ma banalmente perché fare figli era rischioso e si moriva facilmente di parto. Ma allo stesso tempo fare figli era anche un modo per sopravvivere perché più bocche da sfamare erano anche più braccia che potevano poi aiutare nei lavori.
Per ciò la donna era preziosa e i lavori di casa erano più adatti a lei perché più leggeri e potevano essere svolti anche in gravidanza senza eccessivi rischi e in più non la allontanava troppo dal luogo protetto e riparato dove era più sensato partorire (rispetto che immezzo ai campi). Gli uomini erano quindi preziosi e sopperivano ai lavori che non sempre la coppia poteva fare alla pari, per semplici esigenze pratiche.

In altre parole ogni individuo aveva un posto e un ruolo oltre che un ceto, ruolo che oggi ognuno è obbligato a inventarsi in questa "società delle libertà vigilate". Se eri un artigiano, tuo figlio era fortunato perché veniva a conoscienza dei segreti della tua bottega e con quelli dava alla comunità un servizio che era prezioso tanto quanto un campo coltivabile. Per ciò i mestieri erano l'arte di vivere e nessuno si sognava di dire che contavano le parole. Quando quei contadini andavano in chiesa tutto era importante, ma la funzione religiosa era solo "di contorno", parole che avevano la necessità di confortare come oggi accade (sempre più raramente) tra gli amici. La chiesa era importante perché ci ritrovava per discutere, per giocare, per scambiare pareri, per stringere alleanze, per benedire gli amici e maledire i nemici. La chiesa quindi non era minimamente considerata uno spazio "religioso" ma qualcosa fuso dentro nella quotidianità del fare. I vecchi ricordavano che "parlare non serve a niente".

Poi è arrivata la radio e con essa la musica fatta di parole. Le canzoni accesero un epoca (la bella epoca venne definita) che iniziava a spostare l'asse delle priorità da quelle pratiche contadine a quelle verbali cittadine.
In città venivi istruito e con l'istruzione gradatamente più aperta alle masse, un accesso più profondo per le parole nelle coscienze individuali.
Ci volle però un periodo di governi rigidi e autoritari in europa per costruire una scuola obbligatoria che oggi assicura il dominio della parola sulle ragioni della pratica. Ma la parola, fin dall'antichità, era usata dai maghi, dai ciarlatani e dagli imbroglioni che quasi sempre erano itineranti, nomadi.
Il saggio, il filosofo come il veggente, usavano le parole solo se connesse alle pratiche, erano definibili così solo se le loro parole coincidevano con l'esperienza pratica.

Oggi viviamo in un mondo dove nessuno considerà più la pratica come importante. Qualsiasi pratica è buona solo se incatenata dentro qualche forma di sfruttamento. Fruttamento della bestia, dell'ambiente e dell'Uomo (certo, perchè no?! Sdoganata la parola ... che è radice per l'inganno, tutto e il contrario di tutto diventa opinabile).
Viviamo in un mondo dove si sciupa tutto anche senza volere, e dove nessuno s'azzarda più a insegnare il valore della privazione, della fatica e del dolore.
Ma il dolore che non si accetta rimane e si accumula sopra nel nostre teste e cerca, cerca, finché non trova. Si accumula nell'ambiente, spogliato delle possibilità di sostenerci, si accumula nella carne delle bestie e nei semi dei vegetali, i cui Spiriti migliori stanno migrando altrove per lasciarci in compagnia di chi può combatterci come le blatte, i ratti e i corvi (si chiama selezione naturale), si accumula nelle coscienze profonde dell'Uomo, dove niente più può toccarlo.

Poi arriva un terremoto e da quel posto dov'era stato dimenticato, riemerge per prendersi tutta la sua rivincita. Allora poi l'Uomo che ha perduto tanto, troppo, piange e si dispera, impreca contro Dio e contro gli inutili preti. Impreca contro il fato che gli si è rivoltato contro. Ma il fato non c'entra, centra solo la debolezza: eri forte? No. Quindi il dolore che stava cercando ha trovato dove sfogarsi. E' un dolore di generazioni ed è in costante accumulo, nonostante di tanto in tanto trovi qualche miglione di individui da bastonare.
E' in crescita e non smetterà di crescere finché non rifonderemo questa società sui principi del silenzio, della parsimonia e del valore della pratica, sopra quello della parola.


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Boero
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Gioco dalla religione egizia in poi la parola scritta o pronunciata assume un valore creativo.
Conoscere il nome del dio significava quasi ''dominarlo''.
Dio disse sia la luce e la luce fu.
L'intermediario tra il nostro mondo e quello celeste è il logos,la parola.
Cristo è il verbo incarnato.
Gli uomini danno molto valore alla parola,specie se pronunciata entro un certo rituale.
La scienza non da nessun valore alla parola ma al numero.


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come sono contento di non avere più nessuna religione tra i piedi dal 1984.


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haward
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Blondet ha voluto evidenziare che la Chiesa non sa più comunicare con le persone poichè, dal Concilio Vaticano II, ha scelto una versione sempre più soft, light, cool della religione cattolica, inseguendo il "consenso" ed abbandonando tutta la parte dura e spietata della prorpria Tradizione. Insomma, va bene anzi benissimo il volto amorevole e misericordioso di Dio, va male, annzi malissimo tanto da non menzionarlo mai più quello, a volte durissimo, dell'imperscutabile giustizia. Diritti sì, doveri no, in estrema sintesi, è la visione che noi moderni abbiamo della vita in generale. E questo vale anche in campo religioso dove, a causa del mio lavoro, sento spesso dire ai famigliari di qualcuno che si è ammalato gravemente e/o è scomparso che: "Da quando è successo non credo più", come se avere o meno una visione religiosa dell'esistenza dipenda dai risultati (finchè va tutto bene credo, quando va male non credo più).


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lanzo
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@ Haward - solo MHO:

L'Islam e' sempre forte in quanto non si fa seghe mentali, e' cosi' e' scritto e basta.
Quello che trovo esilarante e' che riconferma la prostituzione dei giornalisti. e' vedere i notiziari di Al jazeera, finanziata dai regimi piu' retrivi del mondo, che ciancia della presunta mancanza di diritti delle donne (occidentali). proprio oggi su ALJAZERA, c'era un servizio su - non ridete - su pompiere (vigili o vigilesse del fuoco ammerigane, che si lamentavano di trovarsi in un ambiente troppo maschilista ! Quante vigilesse del fuoco ci siano in Qatar, non e' stato menzionato.


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haward
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Lanzo

Perdona la mia ignoranza, ma cosa significa MHO?


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