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Se mi avessero detto...


GioCo
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Se mi avessero detto quand'ero adolescente che un giorno... Avrei vissuto la terza guerra globale e che tutti non l'avrebbero riconosciuta perchè NESSUNO avrebbe desiderato combatterla, eppure un poco alla volta si arriverà a combatterla, perché tutti per "i motivi" (ognuno i propri) si sentiranno "costretti", tirati per le orecchie dal FATO, mi sarei sentito preso per i fondelli, come fosse stata una grossolana pretesa per arruolarmi in un film di fantozzi.

Non soltanto inverosimile, proprio senza senso.

Eppure... Eppure il FATO, in specie in quest'ultimo periodo storico, è generoso nel mostrare sempre un lato della realtà che supera la nostra fantasia. Detto poi da uno che è cosciente della predestinazione, perché la vede e non perché ci crede, ne è diretto fruitore per mandato del suo demone (Maestro Interiore)... E' come dire che la meraviglia della potenza straordinaria dell'infinito si nasconde sempre nelle piccole cose... Che sfuggono alla nostra miserabile attenzione.

Constatarlo però fa bene all'animo.

Noi siamo diretti sparati verso una specie di olocausto. Tutto questo mondo che si è basato per millenni sui pilastri monoteistici costruendoci sopra "la qualsiasi" (in termini di cultura globale) sta per finire. Definitivamente. Capire la portata ORA di queste parole è IMPOSSIBILE.

In altre sedi l'ho detto e ora lo ribadisco: siamo certamente sulla soglia in una di quelle svolte che riassumono un lungo periodo di eccezionali traversie, come Giasone che infine conquista il vello e torna in patria a pretendere quanto gli spetta, ma solo per morire da miserabile perché disconoscerà il SUO vero amore, quello che gli ha permesso di compiere l'eccezionale impresa. Per vanità perderà il favore (divino).

Se non sapremo riconoscere quello speciale aiuto (la coerenza, la logica, la saggezza e l'armonia) e finiremo con ciò per tradire noi stessi, anche noi faremo la fine di Giasone. Ma non è così difficile cadere nella miseria.

Quell'aiuto non è "monoteismo", il Grande perdente. Quello è stato solo uno strumento storico con cui si è potuto procedere a compiere l'impresa, un pretesto per attraversare una quantità incredibile di peripezie dalla fantasia inumana. Il monoteismo è la base del pensiero collettivo che ci ha (fino ad oggi) traghettati in luoghi impensabili, la nave Argo che ora è in rovina e sta per affondare.

Perché non è più il suo tempo. Ma è difficile, forse impossibile per molti, abbandonare ciò che fin'ora ha avuto un senso e ancora (almeno per le nostre radici) ci accoglie.

Noi, è inutile negarlo, siamo nati nella bambagia. Figli della precedente guerra globale, combattuta con spreco di gioventù e al costo di sacrifici che a memoria d'uomo non sono mai stati così elevati e concentrati, i nostri padri avevano promesso a se stessi che non avremmo mai più dovuto conoscere tanto orrore.

Ne conosceremo infatti uno peggiore. Perché non abbiamo abbandonato i pilastri su cui si basa l'eredità monoteista. Per ciò decadranno tutti insieme e non potrà essere indolore. E' impossibile.

Noi tutti procediamo allegramente quindi su questo Titanic che gli stessi autori dell'affondamento (oh si, era tutto stato attentamente pianificato a tavolino dai soliti noti per rinnovare la generazione di plutocrati al potere) non avrebbero mai potuto immaginare che sarebbe diventata la premessa (simbolicamente) beffarda per il loro Impero tutto. Moloch procede sempre per tramite delle due corna, una colpisce l'amico per far credere che sia stato il suo nemico e l'altra fa il bene per fare il Male. Da due millenni. Non da ieri.

Degli scampoli monoteisti che rimarranno (dopo questo periodo storico turbolento) non saranno più in grado di rimettere in piedi una potenza come quella che ci ha governato fin'ora. Ma i superstiti non avranno troppo tempo per gioirne perché i cocci da raccogliere terranno impegnati tutti per molto tempo.

Godiamoci questo periodo di relativa tranquillità, con la brezza che sfiora i volti in poppa e il pensiero di minuta quotidianità che ancora ci rimane tra le dita. La guerra lambisce i confini della nostra mente, ma la teniamo fuori come un gatto bagnato che si lagna fuori dalla porta di casa e che vuole entrare. Non sarebbe bene farlo entrare, lo sappiamo.

Fuori di metafora. La Cina e la Russia sono determinate ad andare fino in fondo. Non sono controllate dal monoteismo. Ma anche Trump è un outsider rispetto questi consessi. In altri tempi non sarebbe stato illogico lasciarlo governare, come già Berlusconi. Ma questi sono tempi davvero eccezionali. I Gesuiti non hanno mai governato in modo così diretto e sfacciato. Ma nemmeno gli aschenazi hanno mai alzato tanto la posta, in Ucraina (loro terra originaria) tanto quanto nella striscia (la terra della religione che usano come mezzo per la loro legittimazione).

Noi la terza guerra la faremo perché la questione NON è economica ma di fondamento imperiale. Abbiamo un ordine che è monoteista e quindi accentratore da una parte per mandato divino (autogeno) e un mandato diverso dall'altra che non è meno determinato ma non è monoteista e quindi rimane inconciliabile. A meno che non si sottometta al potere costituito vigente di matrice monotesita.

Il motivo per cui quel potere viene sfidato è che è in affanno ed altri poteri che prima non avrebbero mai osato ora intravedono la loro possibile supremazia, raggiungibile concretamente. Ovunque perde e non poco perché sempre più leader che erano oppressi da quel potere oscuro, capiscono che possono pretendere di più e di meglio di quello che l'egemone fin'ora ha promesso. Perde certamente simbolicamente, più che materialmente, sia perché è sempre stato un potere materiale più che spirituale (non mi si venga a dire che il martirio era una rappresentazione spirituale di "alto profilo" per piacere) o meglio un potere materiale travestito da spirituale e in particolare una teocrazia plutocratica che da feudale ha cambiato vestito è diventata demoniocratica con la conquista delle americhe, sia perché il serpente è morto. Non può più cambiare pelle e rinascere dalle sue ceneri, non ha più il potere di prima.

Si vede. Si sente. Rimane a tutti evidente anche se si fa finta di niente. Non era mai successo prima dell'avvento monoteista e quindi il cambiamento epocale storico è nell'aria ed è innegabile.

Ma se qualcuno dovesse dirvi che "vogliamo la guerra", allora sia visto per quello che è, un poveraccio che cerca nella sua disperazione almeno un briciolo di vanità.

I tempi sono difficili, caotici e imprevedibili. Ma non incomprensibili. Solo inaccettabili per l'assoluta maggioranza. Quella che non riesce a tenere a freno il Basso Astrale che si scatenerà sempre di più e in via sempre più feroce nelle menti di chiunque.

I Budda cadranno come birilli impotenti davanti al FATO mostrando i loro lati più miserabili, pur essendo stati Grandi oltre l'impensabile.

Alla guerra ci andremo tirati per le orecchie. Ci andremo costretti, ci sentiremo costretti e costretti saremo anche in pratica dai nostri satrapi che non ne gioiranno manco un poco a nessuno livello. Nessuno vorrà davvero questa querra e sarà la cifra esatta, il motivo per cui sarà trascinata fino all'ultimo, il marchio di infamia di tutti, indistintamente, quanti sono ora considerati buoni da chi li considera buoni e quanto la parte avversaria. Nessuno ne uscirà illeso e non ci sarà un operazione "Hollywood washing" per cancellare quell'infamia dai cuori e dalle menti.

Questa guerra avrà il compito di lavarci la coscienza di tutto ciò che abbiamo dato per scontato e che sapevamo benissimo essere sbagliato, ma l'abbiamo giustificato e quindi anche legittimato.

Quindi piano piano è proprio da quella legittimazione che dobbiamo prendere le distanze ed è proprio da quella legittimazione che noi abbiamo tratto da vivere fino ad oggi.

Bene, mi pare sufficiente per ora. Ce n'è di materiale per riflettere...

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gianB e oriundo2006 hanno apprezzato
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oriundo2006
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''..Il motivo per cui quel potere viene sfidato è che è in affanno..'': penso che venga sfidato perchè prossimo alla vittoria, dunque per disperazione.

Questa ipotesi totalizzante, se non venisse 'contrata' porterebbe alla sparizione di tutto e di tutti: gli stati finirebbero, i popoli sarebbero annientati per diluizione in un coacervo di individui senz'arte nè parte, la possibilità di una 'critica' dell'esistente verrebbe meno in quanto la vittoria sarebbe completa ed irreversibile, gli individui stessi sarebbero alla mercè di decisioni inappellabili, il pensiero stesso sarebbe soppresso in quanto qualità potenzialmente 'sovversiva', come da sempre è, ragione ed origine della scomparsa violenta delle biblioteche e dei centri di sapere dell' Antichità.

Quest'ultima qualità, l' irreversibilità, è la più pericolosa. Dopo ci sarebbe solo il potere 'eternizzato' di un 'monarca' che in base alle sue decisioni 'assolute', stilate su regole non 'negoziabili' e dunque mediabili, potrebbe fare tabula rasa di tutto a sua totale discrezione: 'io sono io', replica dell' egoico 'io sono colui che sono' sarebbe il suo grido di battaglia contro l'Umanità intera.

Va da sè che costui agirebbe da Washington o da Gerusalemme, con gran codazzo di invertiti, prosseneti, falsificatori di ogni risma e grado: sarebbero chiamati a coorte dato il grande tributo che hanno reso alla Menzogna.

E va da sè che questa 'entità' agirebbe per mandato divino, di quell'orribile entità monoteista che sappiamo, senza escludere la possibilità che questa entità si presenti in prima persona, elidendo ogni dubbio.

Sarebbe davvero un gran finale, degno della bibbia e dei vangeli: il coronamento di millenni di ipotesi sulla 'divinità' in forma direttamente 'umana'.

O 'superumana'.

O piuttosto bestiale.


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oriundo2006
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Gioco, se credi, leggi qui:

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-a_cosa_serve_la_proposta_di_putin_di_oggi/29296_55272/

probabilmente in Russia il 'momento sacrale' è arrivato. Qui da noi forse, anzi sicuramente, non ancora.

Vogliono fare le cose in sornione...sorridendo, alludendo, minacciando. Per il 'momento sacrale' aspettano probabilmente un nuovo papa.


sarah hanno apprezzato
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sarah
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Registrato: 3 anni fa
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Dall'interpretazione di questo Masala, sintetica ma molto efficace, si potrebbe appunto dedurre la mancanza del "rito" da parte occidentale, quella formula "ufficiale" che legittimerebbe, di fatto sul piano morale attraverso un rituale collettivo, il sacrificio di vite umane per "il nobile scopo"... Beh, seguendo questo ragionamento, e se invece ci fosse già stato? Siamo sicuri che i nostri leader nichilisti, coloro che "tutto dissolvono", ritengano ancora necessario un passaggio ufficiale con tanto di uniformi e dichiarazioni storiche, se è questo che si intende? Mentre leggevo l'articolo pensavo al covid e mi chiedevo: come si trasforma un medico mediocre in un'arma letale che agisce in modo seriale contro i principi a cui è abituato, a cui la società è abituata? Come si trasforma una maestra elementare in un aguzzino che, con convinzione, infligge sofferenze (seppur di entità minore) ad un bambino? Perché è già successo e forse si tende ad ignorare il "rituale" - appunto - che aveva dato inizio a tutto ciò. Tra le varie conferenze stampa in stile gabinetto di guerra, le interviste, i servizi tv e le disastrose "benedizioni papali" cucite ad arte per lo scopo politico, c'è un momento più significativo e simbolico? Non saprei, ma ho l'impressione che l'enormità di retorica che, anche questa volta, circonda la vicenda ucraina possa avere, in questa società fluida e agli occhi di chi ci governa, la stessa valenza di "ufficialità". Qui G. Agamben fa notare in modo conciso come l'artificiosa creazione del "nemico-russia" possa avere in fondo la funzione di collante di una società che ha già perso l'identità e che come tale non potrebbe mai combattere. Anche questo sa di "ufficialità".

https://www.maurizioblondet.it/agamben-linvenzione-del-nemico/

Questo post è stato modificato 1 mese fa da sarah

oriundo2006 hanno apprezzato
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