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Stalin


pietroancona
Famed Member
Registrato: 11 mesi fa
Post: 2649
Topic starter  

In questi ultimi tempi ho avuto modo di riconsiderare convinzioni che avevo radicato dentro di me da decenni. Una di queste si riferiva a Stalin ed al periodo storico in cui l'URSS fu diretta da lui dalla morte di Lenin al 1953. Avevo accettato come verità assoluta le rivelazioni di Kruscev al 20 Congresso del 1956 e, in conseguenza di ciò, anche la smobilitazione dell'URSS fatta da Gorbacev ed Etlsin. Con l'aiuto di alcuni ausili storici come gli scritti del prof. Losurdo e di Martens e sopratutto con un'analisi critica più libera del comportamento attuale e della storia del capitalismo e dell'Occidente sono giunto ad un giudizio diverso dell'opera di Stalin e dei bolscevichi. Io ero e resto socialista libertario ma ciò non mi impedisce di vedere Stalin come lo considerava il PSI di Nenni e Morandi fino al ventesimo congresso del PCUS. Cioè come un grande statista della storia, edificatore di una società nuova che aboliva lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
Ma Stalin è ancora argomento tabù e molta gente si scandalizza ed è sconcertata quando qualcuno ne parla bene o giustifica il suo operato. Sessanta anni dopo il ventesimo congresso è difficile recuperare obiettività. Tanti amici non capiscono quella che considerano soltanto una mia radicalizzazione estremistica. Io non sono un estremista. Dal metodo di storia comparata applicato dal prof. Lo Surdo ho imparato a vedere in modo meno limitato gli eventi inserendoli negli scenari che li hanno prodotto. Non c'è dubbio che coloro i quali negavano a Rosa Parks ancora nel 1955 il diritto al posto in autobus non hanno le carte in regola per condannare come illiberale il regime sovietico. Non c'è dubbio che la fabbrica di Stalin era di gran lunga più umana e più civile della Fiat di Marchionne. Stalin inoltre non usò le bombe atomiche come fece Truman deliberatamente per terrorizzare il mondo. (Se non fosse stato così gli USA non avrebbero fatto esplodere una seconda bomba dopo avere constatato gli effetti apocalittici della prima).
Ma mi rendo conto di andare controcorrente e moltissime persone, brave ed oneste persone di sinistra, non sono in grado di accettare la revisione del giudizio sullo stalinismo e che io non condivida alla loro ancestrale condanna. Ma io non per questo fingerò di continuare a credere agli orrori di Stalin e del comunismo.


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walterkurtz
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Registrato: 11 mesi fa
Post: 84
 

Completamente d'accordo. In questo senso la biografia di Losurdo è fondamentale per riposizionare la figura di Stalin, che la vulgata corrente ha trasormato in un grande orco rinunciando a qualsiasi analisi storica.


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Luca Martinelli
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Registrato: 11 mesi fa
Post: 1984
 

tranquillo, pietroancona. La penso esattamente come te. Ho fatto lo stesso percorso e ho rivalutato Stalin, sicuramente uno dei maggiori statisti del secolo passato. Non credo nemmeno più alle cifre delle sue cosiddette "purghe". La propaganda è stata micidiale nel farci credere per decenni quello che ha voluto. Esatte anche le altre cose che sostieni. La società dell'Urss era molto meglio di quella yankee, tutta fumo e patatine fritte. Mi ha colpito leggere la storia dell'assedio di Leningrado, l'eroismo del popolo Russo è fuori discussione. pensa che la gente supplicava i dirigenti della radio di non sospendere le trasmissioni, soprattutto quelle culturali.


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yakoviev
Noble Member
Registrato: 11 mesi fa
Post: 1671
 

Ho fatto anch'io lo stesso percorso e, sebbene non ritenga Stalin a livello di un Lenin o di un Mao in quanto a contributo teorico-politico, penso che la demonizzazione (a destra come a "sinistra") di questo personaggio sia assolutamente anacronistica, basata su menzogne, leggende metropolitane divenute "veritas", esagerazioni, ignoranza sugli avvenimenti storici e sul contesto nei quali sono maturati.


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antiUsrael
Noble Member
Registrato: 11 mesi fa
Post: 1519
 

Lo stesso discorso si potrebbe e dovrebbe fare di altri personaggi/leaders storici, ma non si può pretendere troppo...

''Con la morte di Mussolini scompare uno dei più grandi uomini politici cui si deve rimproverare solamente di non aver messo al muro i suoi avvesari politici.''
Josif Stalin


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Truman
Membro Moderator
Registrato: 11 mesi fa
Post: 4113
 

La storia sempre viene manipolata dai vincitori e l'URSS ha avuto, da questo punto di vista, il torto di aver perso la guerra fredda.
Per questo è potuta passare la demonizzazione di Stalin.

Eppure se Lenin si mosse diversamente dall'ideologia marxista, andando avanti nel realizzare una rivoluzione proletaria senza che ci fosse stata una rivoluzione borghese, saltando così una tappa teoricamente fondamentale, a Stalin va riconosciuto il merito di aver realizzato il comunismo in un solo paese, senza aspettare gli altri paesi e scontrandosi con colossali difficoltà pratiche. Anche lui fu capace di agire nel mondo reale in base a dati di fatto, senza preoccuparsi troppo della teoria. E mi torna in mente il fatto che Stalin era di origini contadine, grande vantaggio questo in un mondo dove troppe persone ragionano in base a teorie astratte che con il tempo diventano riti vuoti, e perdono il contatto con il mondo reale.


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Giancarlo54
Famed Member
Registrato: 11 mesi fa
Post: 2622
 

Rivalutazione di Stalin? Mi sta bene, speriamo sia il prologo alla rivalutazione o quanto meno ad una disamina acritica e non dogmatica di altri grandi personaggi storici.


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dana74
Illustrious Member
Registrato: 11 mesi fa
Post: 14010
 

Rivalutazione di Stalin? Mi sta bene, speriamo sia il prologo alla rivalutazione o quanto meno ad una disamina acritica e non dogmatica di altri grandi personaggi storici.

già.
Ormai dovrebbe essere facile tracciare un comun denominatore tra tanti personaggi differenti ma egualmente demonizzati dai gendarmi del mondo:

si opponevano all'impero.


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yakoviev
Noble Member
Registrato: 11 mesi fa
Post: 1671
 

La storia sempre viene manipolata dai vincitori e l'URSS ha avuto, da questo punto di vista, il torto di aver perso la guerra fredda.
Per questo è potuta passare la demonizzazione di Stalin.

E' vero, ma a mio parere solo parzialmente. La demonizzazione è arrivata ben prima, e se da parte Usa e Nato è "comprensibile", essendo diventata l'Urss subito dopo la fine della guerra una potenza antagonista, un fenomeno da analizzare è la demonizzazione avvenuta da "sinistra", spesso usando le stesse categorie interpretative dell'avversario. Va da sè che il rapporto Krushev dette la stura a una lettura della storia completamente diversa, ma quello si inquadrava in una lotta interna al gruppo dirigente del PCUS, con accuse in un certo senso anche inverosimili, tanto da domandarsi come la stessa Urss avesse potuto addirittura respingere l'invasore e vincere la guerra se quelle accuse fossero state vere. Sta di fatto che l'Unione Sovietica ha potuto reggere e addirittura competere per lunghi anni con l'occidente, nonostante leaders politici molto spesso mediocri, grazie all'impianto strutturale politico-economico-organizzativo avuto in eredità da Lenin e da Stalin.


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Tetris1917
Reputable Member
Registrato: 11 mesi fa
Post: 285
 

Bhe rimango sconcertato, ma poco importa. Forse si vuole omettere cosa e' significato dal 1924 fino allo scoppio della II guerra, Stalin e poi lo stalinismo. Non voglio citare tutti i trucidati politici (purghe), facile. Oppure il processo di capitalismo di stato, nascente dalla degenerazione della Rivoluzione. Ma l'importanza (in negativo) che ha avuto la sua linea, nella determinazione degli equilibri internazionali, e soprattutto dopo la II guerra, nella spartizione coatta delle zone d'influenza, con UK e USA.
1) Rivoluzione Spagnola soffocata grazie anche al suo intervento non al fianco dei rivoluzionari, ma della struttura gerarchica che dal partito comunista spagnolo portava alla struttura del comitato centrale da lui controllato, e ai suoi calcoli e connivenze con la Germania nazista. Sopprimendo di fatto, sia i rivoluzionari anarchici che i rivoluzionari socialisti. Quest'esempio e' la replicazione di molti altri (pure interni alla sua Russia).
2) Influenza dopo la II guerra, nella politica dei vari stati cuscinetto; e la totale connivenza dei partiti comunisti (Italia, Bulgaria, Ungheria, Cecoslovacchia, ecc…) alle decisioni lontane, del comitato centrale. Per esempio, basti pensare il ruolo che ha avuto in Italia Togliatti, anche nell’uccisione di vari esponenti rivoluzionari nostrani; oppure il sacrificio di tanti rivoluzionari che subito dopo la guerra, invece che proseguire nella conquista definitiva del potere, furono costretti a posare le armi e a tornare a casa, perche’ l’accordo tra Stalin , Churchill, Roosevelt; prevedeva l’influenza della Nato per lo stivale.
Io la vedo cosi’.


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Truman
Membro Moderator
Registrato: 11 mesi fa
Post: 4113
 

... l'importanza (in negativo) che ha avuto la sua linea, nella determinazione degli equilibri internazionali, e soprattutto dopo la II guerra, nella spartizione coatta delle zone d'influenza, con UK e USA.

Quindi stai dicendo che Stalin in qualche modo fu complice dei colossali crimini dell'Occidente?

Se è così, solitamente i complici sono meno colpevoli dei criminali in prima persona.


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Tonguessy
Membro
Registrato: 11 mesi fa
Post: 2779
 

Ho già risposto a Pietro in questo link
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&p=107009#107009

Stalin era, chiaramente, un personaggio controverso. Decapitò i vertici dell'Armata Rossa, in totale 35,000 sottoufficiali, ufficiali, generali e marescialli su 80,000 che la componevano. Senza poi parlare dei Kulaki, e dell'industrializzazione forzata dell'URSS eseguita tramite lo schiavismo (molto simile in questo fu Hitler con i suoi campi di lavoro per la IG Farben).
Stalin invase la Finlandia con risultati disastrosi a seguito della decapitazione dell'Armata Rossa. Invadere un paese sovrano si chiama imperialismo.

Ho la netta sensazione che chiunque altro non avrebbe potuto fare peggio.


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