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Teheran

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Tao
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Pier Paolo Pasolini a Valle Giulia aveva ragione e ha ragione chi teme che interessi esterni soffino sul fuoco in Iran o che semplicemente il complesso disinformativo-industriale sia al lavoro.

Ma quando vedo l’uomo col manganello o peggio con la pistola, che si chiami celerino, paco o basiji, che sia a Genova, a Santiago del Cile o a Teheran, che si accanisce contro la ragazza o il ragazzo che protesta, credo di saper istintivamente da che parte stare.

Gennaro Carotenuto
Fonte: www.gennarocarotenuto.it
Link: http://www.gennarocarotenuto.it/12022-teheran/#more-12022
27.12.2009


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Tao
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Lo scrittore Tariq Ali (nella foto): i tempi sono maturi. La reazione dell'esercito sarà determinante
Potrebbe disobbedire agli ordini di sparare come trent'anni fa

"Ora la gente non si fermerà è possibile anche una rivoluzione"

"Gli scontri a Teheran fra manifestanti e guardie rivoluzionarie segnano una nuova, rischiosissima fase. In queste ore, tutto è possibile, persino una deriva rivoluzionaria come alla vigilia della fuga dello Scià". Tariq Ali, storico, autore di saggi molto letti dall'Amministrazione Obama (l'ultimo è il polemico I protocolli dei Saggi di Sodom sulla politica occidentale in Oriente) studia, in queste ore da Londra, le piazze iraniane. "La decisione di sparare su una manifestazione pacifica è una provocazione davvero irragionevole da parte del regime. Per di più, capita in un momento fra i più scivolosi per le autorità".

Signor Ali, lei calcola un rischio tanto alto?

"Perché no? I chierici non sono mai stati tanto divisi al loro interno quanto lo sono oggi. L'Iran è di nuovo sotto i riflettori mentre l'America stringe il cappio con nuove sanzioni. In più, il mondo sciita adesso celebra la festa religiosa del Muharram, quando per definizione è proibito il ricorso alla violenza. In questo scenario, fare fuoco sui civili vuol dire allineare con i manifestanti larghi segmenti della popolazione finora non ostile al regime. Insomma, s'è prodotta una miscela esplosiva".

A che punto esplosiva?

"Che oramai tutto è possibile. Le prossime 24, 36 ore ci diranno in quale direzione andrà il Paese. Ascolti: nella tradizione sciita, a ogni morte seguono 40 giorni di lutto. Oggi si svolgeranno i funerali dei civili uccisi, altre migliaia di dimostranti si riverseranno nelle piazze. Il fatto che i miliziani basiji abbiano sparato sulla folla vuol dire che questi sono sfuggiti al controllo. Se verrà versato altro sangue, potremmo assistere a una campagna simile a quella che alla fine degli Anni Settanta rovesciò lo Scià".

Che similitudini vede?

"La più inquietante, dall'osservatorio dei chierici, è che l'opposizione sia pronta a sfidare la morte. Successe proprio così nel '78 e nel '79. Se i civili non si fermeranno di fronte ai fucili, la protesta di massa potrebbe mobilitare nuove fasce della popolazione".

Quali?

"Innanzitutto la classe media, finora più o meno ai margini, ma che scalpita per un accordo con l'Occidente. Poi c'è l'esercito. Diviso com'è fra lealtà al regime e inclinazione verso i riformisti, non sappiamo come questo reagirà. Potrebbe disobbedire agli ordini di sparare contro i dimostranti, come trent'anni fa. Fu allora che lo scià scappò e i rivoluzionari presero il potere".

Che peso ha la morte del Grand Ayatollah Montazeri nell'accelerazione di questi giorni?

"Ha peso, eccome, e per più d'una ragione. Intanto, lui era una figura fondamentale del dissenso, fin dai tempi di Khomeini. In secondo luogo, ispirava rispetto oltre i ranghi degli oppositori. L'avere proibito ogni pubblica funzione in sua memoria il 24 dicembre s'è rivelata una delle prime mosse avventate. Se poi dovesse arrivare la conferma dell'uccisione del nipote di Moussavi, il leader dei riformisti, si spalancherebbe una stagione di una brutalità straordinaria".

L'America di Obama che parte ha in questo suo scenario?

"Le illusioni su una svolta della Casa Bianca stanno tramontando. Il presidente Obama continua a dettare condizioni all'Iran senza promuovere un vero negoziato. Ha forse modificato il linguaggio, ma nella sostanza ricalca la politica di Bush. Dunque, le sanzioni resteranno ancora una volta senza effetto".

Perché ne è sicuro?

"Perché verranno ignorate, come già in passato. La Cina e la Russia, che hanno contratti importanti con l'Iran, non si taglieranno da sé la gola sotto il profilo economico. La speranza in Occidente è che il regime venga scalzato dall'interno, che si possa trattare con un nuovo governo".

Signor Ali, e l'Occidente ha ragione?

"No: s'illude. Infatti nessun governo iraniano tratterà in base a ciò che l'America offre. Però la questione pressante è un'altra: è quel che accadrà in Iran nelle prossime ore: una faccenda tutta interna a quel Paese. Mi creda, la stupidità e la debolezza del regime possono riservare molte sorprese".

Alix Von Buren
Fonte: www.repubblica.it
Link: http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/esteri/iran-9/intervista-tariq-ali/intervista-tariq-ali.html
28.12.2009

inserito da Radisol


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Tao
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Lettera alla conduttrice di Prima Pagina a proposito dell'Iran in subbuglio

cara Menafra,

l'Iran è fritto comunque. L'occidente ed in particolare gli anglosassoni non ne hanno mai consentito l'autonomia. Nel 1967 la Cia uccise Mossadeq, un grande civilissimo uomo politico che aveva commesso il crimine di nazionalizzare le imprese petrolifere delle sette sorelle. Al posto di Mossadeq insediò lo Scià, un sanguinario e losco individuo che garantì gli interessi angloamericani. Ora non sopporta il regime autocratico quanto si vuole ma che difende gli interessi nazionali del popolo iraniano.
Si serve di un gruppo di dirigenti messi in minoranza nell'estambliscement per la loro propensione a fare affari con l'Occidente e magari ad utilizzare l'Iran nell'aggressione all'Iraq ed all'Afghanistan che gli americani non riescono da soli a controllare.

Non tutte le rivoluzioni sono giuste. In Cile la rivoluzione delle massaie portò al potere Pinochet. In Europa Hitler e Mussolini. Non è detto che il movimento di Rafsaniani e Mausavi sia portatore di bene.
Se la rivoluzione "colorata" non riesce c'è sempre Israele pronto a menar le mani. Ha già bombardato due volte Teheran. Il signor Venturini stamane si chiedeva quanto ancora deve pazientare l'Occidente come quel tale nel Senato romano.
Mi dispiace che in qualche modo gli intellettuali di sinistra portino acqua al mulino della guerra.

Cordialità
Pietro Ancona
28.12.2009

PS: Obama sta bombardando lo Jemen e si prepara all'invasione.


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Tao
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E' comunque e chiaramente un tentativo di destabilizzazione teleguidato.

Non ci sono dubbi che se Washington e Israele riuscissero nel loro intento di "occidentalizzare" l'Iran e farne un vassallo, la loro posizione strategica diverrebbe schiacciante - creando con cio' i presupposti di una terza guerra mondiale.

Mazzi


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Tao
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I siti dell’opposizione indicano già in otto, quattro a Teheran e quattro nella città del nord di Tabriz, le vittime della repressione poliziesca iraniana durante le manifestazioni autoconvocate dell’opposizione per la festa scita dell’Ashura. Forse non è vero, ma non è il caso di credere neanche a quello che dice la polizia, secondo cui le notizie di vittime sarebbero frutto dell’esagerazione dei media stranieri. La tv di stato ha già smentito la polizia, ammettendo che ci sono stati diversi morti. Tra questi il nipote di Mir Hossein Mousavi, il principale sfidante di Mahmoud Amahdinejad alle ultime presidenziali.

Dalle giornate di giugno si tratta della più imponente ripresa delle agitazioni dell’opposizione, a una settimana dalla morte dell’Ayatollah Montazeri, oppositore di Ali Khamenei.

Nella ridda di informazioni confuse tutte da verificare vi è la notizia di interi reparti della polizia che, ricevuto l’ordine di fare il fuoco contro i manifestanti, si rifiutano di farlo o sparano verso l’alto. Se è vero si tratterebbe di una crepa preoccupante per il regime autoritario al potere.

In Italia la coppia Ahmadinejad-Khamenei riscuote molto sostegno e simpatia. Al punto che ai fan nostrani non appare concepibile che vi siano manifestazioni di massa dell’opposizione iraniana senza ipotizzare una regia della Cia e del Mossad. Per lo più si tratta di persone che, quando si occupano di politica interna, vedono una regia di Cia e Mossad anche in ogni disavventura che si abbatte sul nostro povero premier, compreso gli articoli su Noemi Letizia. E per lo più sono persone che ritengono che Berlusconi sia un “male minore”, probabilmente perché la loro prima scelta anche per l’Italia sarebbe un duo Ahmadinejad-Khamenei in orbace che impicchi omosessuali e minorenni, e metta fuori legge i partiti di sinistra.

Gianluca Bifolchi
Fonte: http://subecumene.wordpress.com
Link: http://subecumene.wordpress.com/2009/12/27/si-in-iran-lopposizione-non-e-mai-morta/
28.12.2009


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ignorans
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Bifolchi ha ragione, vedrei proprio bene un duo Khamenei-Ahmadinejad alla guida dell'Italia. Io non avrei niente da perderci, ma le multinazionali si.....


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materialeresistente
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Mi spiace Carotenuto ma Pasolini aveva proprio torto a Valle Giulia. Quei poliziotti massacravano a manganellate studenti non per conto del popolo, e non da figli del popolo. Erano solo sbirri al soldo dello stato.


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Hassan
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Anch'io instintivamente so da che parte stare: dalla parte del Governo Iraniano che sta sopprimendo il tentativo di colpo di stato organizzato e fomentato da CIA e Mossad e portato avanti dagli utili idioti iraniani della rivoluzione color verde vomito.

Che gli "utili idioti" si prendano le manganellate, è giusto. Quello che stanno facendo, devastando la città come la peggior teppaglia, va represso nel modo più severo.


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redme
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...credete che, in un paese dalla indistruttibile identità nazionale/religiosa/etnica come l'iran,... si possa organizzare dal nulla una rivoluzione colorata senza che le istanze che scatenano le manifestazioni, ...e le conseguenti dure repressioni,..... non siano presenti e vissute in parte della popolazione (intesa come fazione/partito/etnia o solo come gruppo sociale)?........poi, che tutti i contendenti sulla scena mondiale cerchino di approfittarne, mi sembra prassi normale....


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trotzkij
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Ci risiamo, qualche scalzacane fa bordello per strada, a Tehran, poichè con l'abiura di rafsanjani e la morte di montazeri, vede finire le ultime opportunità golpiste tinteggiate di verde.
E allora sotto con qualche centinaio di desperados a fare 'public relations' a favore di obama (che non può toccare l'Iran, perchè così hanno promesso a Mosca billary clinton, e a Beijing, birickino obama stesso).
I morti? Sono da entrambe le parti. Ma si sa, i morti di quegli altri non contano.
Petardi di fine anno e di fine stagione. Qualcuno, affetto da andropausa post-settantesette endemico, va in orgasmo. Ma nulla di più. Le masse, come può vedere chiunque abbia occhi e cervello, non sono 'verdi', e nonostante i tg (il tg3 in prima fila), non si notano neanche su twitter.

Ps. Quante belle parole per i rivoluzionari dorati di Tehran Nord, e quanto silenzio sull'Honduras (checchè ne dica Carotenuto).


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Saysana
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Mentre non escludo a priori il coinvolgimento di Usrael in quanto sta succedendo, non escludo neanche che la gente (specialmente i giovani) ne abbiano un po' le balle piene di un regime teocratico e repressivo.

Che poi da noi si respiri un'aria di democrazia che sa di falso non toglie nulla a quanto sopra.

Purtroppo la verita' e' sempre difficile da provare.


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Allarmerosso
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La cosa che dovrebbe farpensare un po' tutti è il doppio metro di valutazione che usano i media nazionali (e non solo) nel commentare il comportamento della Polizia . non si capisce perchè se ad usare manganelli e lascrimogeni siano i poliziotti Iraniani allora sia una dittatura , un regime deprecabile . mentre quando lo stesso avviene in italia o in altri paesi così detti Occidentali allora è tutto apposto e va bene così e la polizia fa il suo dovere e i manifestanti siano dei delinquenti teppisti ... eppure molti ,sono convinto, che non se lo chiedono piu di tanto .


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mazzi
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Redme, tutto il mondo e' paese: e' e rimane una questione di saper manovrare le marionette nella maniera dovuta col miraggio di soldi e potere.

Assurdo dubitare che ci sia la longa manus di Washington e TelAviv e ugualmente assurdo dichiarare per chi si fa il tifo - 1) non e' una partita di calcio, 2) non cambia una sega.

Tuttavia lo scopo non mi sembra quello di arrivare al potere con la solita manfrina colorata e teleguidata - sanno di non potercela fare - quanto creare nel paese un tale clima di instabilita' da giustificare un qualche tipo di intervento.

Comunque sara' meglio che ci leviamo qualche fetta di prosciutto - cotto e ricotto - dagli occhi. Al momento in Iran ci stiamo giocando tutti i destini del mondo.


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redme
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@mazzi...quello che mi fà incazzare/sorridere è tutto questo giocare alla geopolitica/risiko da parte di gente come noi col culo al caldo, li vorrei vedere vivere sotto la sharia.......agli interessi usa&company fanno da contraltare quelli russi, cinesi & company....siccome sono uno della strada mi pongo in posizione autonoma...qual'è il sistema/potere che mi consente in prospettiva il massimo di libertà e giustizia sociale possibile?....insomma cerco di non giocare al loro gioco, cosciente del fatto che comunque perderò....non credo che la partita iran sia così decisiva, non per il petrolio, non per la statura attuale del paese, ....la connotazione sciita ne fà un giocatore terzo contrapposto ai sunniti, non sono arabi, e al di là della propaganda del bassetto fanatico hanno dei nemici comuni con israele...... a priori poi sono contro i preti di qls religione...spero che tu ci capisca qlc in questa confusione...ciao


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radisol
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Invadere l’Iran non sarebbe mica una passeggiata ... che la Clinton speri in un cambiamento dall’interno è ovvio... anche se poi Moussavi è quello della occupazione dell’ambasciata Usa a Teheran con presa di ostaggi durata mesi e pure l’organizzatore del megaattentato in Libano contro i marines Usa (centinaia di morti) .... ma da questo a pensare che quella che è ormai una rivolta di massa vera e propria sia puro "complotto" studiato nelle stanze segrete di Washington non sta nè in cielo nè in terra.

Senza poi contare che un eventuale invasione dell’Iran destabilizzerebbe fatalmente anche quel minimo di precarissimo equilibrio che gli Usa, in alleanza di fatto spartitoria col governo iraniano, sono riusciti a mettere in piedi in Iraq.

Obama - lo dice anche Tariq Ali nell’intervista a Repubblica - si sta indubbiamente dimostrando, almeno in campo internazionale, una totale delusione.

Ma dubito possa permettersi, per le ragioni già dette, quello che lo stesso Bush ha alla fine preferito evitare.

Per cui, a Washington, possono solo sperare in uno "change" interno all’Iran che però non è affatto detto risulti alla fine più malleabile, anzi ...

E comunque, è veramente un bel destino per la sinistra "antimperialista" dover affidarsi ad un regime clericale/fondamentalista e profondamente liberista/autoritario nonchè a suo tempo massacratore di comunisti oltre che di islamici di sinistra.

Il discorso di Pietro Ancona e di altri è il risultato di un modo di ragionare basato su categorie geo-politiche al posto delle "vecchie" (ma collaudate) categorie di classe proprie della cultura marxista.

La logica del "nemico del mio nemico è mio amico" - ammesso che gli inciuci spartitori tra Usa e Iran in corso in Irak possano veramente far parlare di "nemicità" tra dirigenza Usa e regime degli ayatollah - è una di quelle stronzate che ha finito per affossare l’idea stessa di sinistra.


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